28
ott 2020
AUTORE Bette
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SORPRESA

Ho atteso volontariamente qualche settimana per capire, per avere un quadro della situazione un attimo più chiaro e definito. Farsi prendere da entusiasmo o sconforto per una vittoria o sconfitta cambiando i parametri di giudizio è purtroppo una tendenza molto diffusa. Allora ho cercato di osservare e aspettare.

Il Chievo mi sta sorprendendo. Lo dico senza problemi nonostante sin dall’inizio sia stato uno dei più critici. Non cambio idea oggi, non salto su alcun carro. Anzi. Mi sembra che la squadra, guardando le partite, stia trovando un’armonia di gioco che francamente non pensavo. Giocatori perlopiù sconosciuti che riescono ad essere incisivi e protagonisti. Ben venga.

Su Aglietti ad ogni modo mai vi sono stati dubbi. I dubbi se mai permangono sul fronte della comunicazione alla gente. Alla luce delle tre vittorie consecutive, di un entusiasmo che si fa fatica a ricreare, parlare ai tifosi oggi è più che mai necessario. Il basso profilo ci sta, il silenzio totale no. Poi ovvio sulla tenuta e qualità della rosa resto in attesa: continuo a pensare che in sede di mercato si potesse fare di più ed eventualmente spiegare perchè quel “di più” non veniva fatto.

01
ott 2020
AUTORE Bette
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OGGI… SOLO SALVEZZA

Non è certo la sconfitta con il Catanzaro a spostare giudizi e considerazioni. Al Chievo della Coppa Italia importa zero e salvo qualche sussulto in passato è sempre stata considerata una rottura di scatole. Meglio evitarsi altre trasferte e spese e concentrarsi invece sul vero obiettivo. Già ma quale obiettivo? Salvarsi, navigare a vista, raggiungere i play-off, provare a vincere? Lo scenario attuale (e si è giocata solo una gara) ci impone di parlare solo ed esclusivamente di mantenimento della categoria. Troppo le incognite che gravitano attorno alla società, troppo i silenzi che non ci permettono di capire quale siano le intenzioni reali. Se è una strategia, sappiate, e lo dico con il massimo del rispetto, che non è nulla di geniale.

Snocciolo, o quantomeno provo a farlo, la rosa del Chievo. Dico senza timore d’essere smentito che non possono essere questi giovani ragazzi, pur volenterosi, i giocatori della rinascita del Chievo. L’augurio che faccio alla società è di riuscire a vendere anche Djordjevic e Obi e liberarsi così di due folli ingaggi. In questo modo si potrà puntare su gente motivata. Ben venga. Ma lo si dica chiaramente e nessuno si straccerà le vesti se vedrà partire due atleti che hanno lasciato per nulla il segno.

Di contro mi capita spesso di leggere su siti e giornali di considerazioni entusiasmanti su questo o quel giocatore condite da una inspiegabile vena filosofica. Resto perplesso e non capisco il perchè di tanta esaltazione. Ritengo che allo stato attuale la squadra sia decisamente debole e solo un lavoro memorabile di Aglietti potrà salvare il salvabile.

17
set 2020
AUTORE Bette
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SE CI SEI… BATTI UN COLPO

Il silenzio regna sovrano. Un silenzio che pesa tremendamente e del quale non mi capacito. Cosa vorrà dire tutto questo? Evidentemente la scelta di non parlare alla città fa parte di una precisa presa di posizione e strategia. I nuovi capi del Chievo Corrado Di Taranto e Giorgio De Giorgis avranno definito con attenzione tutti i particolari. Ne prendiamo atto ma non per forza dobbiamo dire che la cosa ci piace, anzi. E non piace nemmeno alla gente.

Manca una settimana all’inizio del campionato e sembra di vivere qualche cosa di surreale. Sulla comunicazione del ritiro stendiamo un velo pietoso. Ritengo che il Chievo sia molto di più di dieci fotografie scattate con il telefono cellulare. E lo dico con il massimo del rispetto. La logica di “faccio quello che voglio e non devo rendere conto a nessuno” vale finchè stai in alto, finchè hai seguito, finchè godi di una certa credibilità. Oggi invece la società ha bisogno anche della gente, volente o nolente. Quella stessa gente che brancola nel buio più totale. Non sappiamo nulla. Non conosciamo obiettivi, mosse di mercato.

Leggo su alcuni giornali di elogi a questo o a quel giocatore che devono ancora dimostrare tutto. Vedo che si fa moltissimo affidamento su Djordjevic quando lo scorso anno le cose non sono andate esattamente come ci si aspettava. Vedo insomma un ambiente e una rosa che necessitano di una profonda scossa. Ma grazie a Dio, di calcio non capisco nulla…

30
ago 2020
AUTORE Bette
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SOTTO TRACCIA… E L’ENTUSIASMO CHE NON C’E’

Parte la nuova stagione e praticamente nessuno lo sa. Il ritiro a Pieve di Cadore è annunciato sotto traccia, giusto quattro righe sul sito ufficiale e nulla più. Il Chievo arriva nella provincia bellunese, si allena. Ma non vi sono foto e video, ne interviste. Eravamo abituati ad altro: ricordo come veniva giustamente valorizzata questa fase iniziale dell’anno. Ricordo il modo in cui tutti noi eravamo messi al corrente di quanto accadeva in ritiro. Non dimentico nemmeno il trattamento riservato alle varie amministrazioni comunali e ai gestori degli Hotel. E adesso? Perché questo silenzio? Perché questa voglia di estraniarsi ancora di più? Non mi pare una strategia efficace ne geniale. E con il massimo rispetto credo che tutto questo rischi di allontanare ancora di più chi al Chievo è davvero affezionato.

La nuova Serie B sarà molto molto difficile. E per essere protagonisti, sempre che sia questo l’obiettivo, servirà un salto di qualità notevole nella rosa. Sarà possibile intervenire? Quali sono le prospettive della nuova stagione? Aglietti che garanzie ha chiesto alla società? E chi avrà in mano le redini della squadra tra il direttore sportivo Pellissier e il consulente societario Giorgio De Giorgis? Domande sospese che non fanno altro che aumentare i dubbi sul futuro.

Ritengo, e lo dico adesso, che questa squadra abbia bisogno oggi più che mai di un ambiente vicino e a sostegno. Per fare questo occorre avvicinare la gente non agire, appunto, sotto traccia. Magari presidente e società hanno una strategia ben definita: magari ci stiamo inutilmente arrovellando quando chi conta davvero ha già dato le risposte a chi di dovere. Certo, lasciatemi dire. Eravamo abituati ad altro…

11
ago 2020
AUTORE Bette
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RIPARTIRE DA AGLIETTI

Si chiude qui. Peccato davvero ma onestamente, dobbiamo dirlo senza timore d’essere smentiti, stasera lo Spezia aveva due marce in più. Sarà stato l’approccio, il gol iniziale, la stanchezza accumulata (non dimentichiamo che il Chievo ha giocato anche 120 minuti con l’Empoli) fatto sta che per tutta la gara si è avuta chiarissima l’impressione che la squadra di Italiano fosse decisamente più determinata. E’ un rammarico enorme, senz’altro, perché il 2-0 dell’andata era per davvero un risultato rassicurante e soprattutto la prestazione aveva entusiasmato.

Certo, va detto: in questa partita sono mancati praticamente tutti. Semper, decisivo nei play-off, ha commesso una sbavatura sul secondo gol, la difesa praticamente perfetta solo tre giorni fa è stata a tratti incommentabile. Se a questo aggiungiamo un diluvio di cross sbagliati di Dickmann e Renzetti è evidente che troppa strada non la puoi fare. A centrocampo credo non sia stato vinto un contrasto, tra appoggi imprecisi e ripartenze mancate per evidenti sbavature. Davanti, quelle poche volte che i palloni sono arrivati, è stato un susseguirsi di errori.

Che poteva fare Aglietti più di così? Nulla. Ha raschiato fino all’inverosimile il fondo del barile provando e riprovando ogni mossa. Ha avuto a disposizione una squadra più debole e con meno ricambi rispetto a Marcolini (Frey, Cesar, Meggiorini, Puciarelli sono stati lasciati andare al 30 Giugno) eppure ha dato una impostazione e idee almeno nella parte finale. E adesso? Beh, adesso si riparta da Aglietti senza dubbio alcuno. Ci si affidi a lui dall’inizio per costruire una squadra a sua immagine e somiglianza e che possa puntare in alto il prossimo anno. Quella che verrà sarà una stagione difficilissima in Serie B considerato le retrocesse ma soprattutto le ambiziosissime e facoltosissime neo-promosse (su tutte, ovviamente, Monza e Vicenza).

Non si commetta l’errore di andare a scegliere ancora una scommessa. Con D’Anna non è andata bene, con Marcolini men che meno. Aglietti è una garanzia, una certezza, e se lasciato lavorare ha dimostrato di poter costruire cose eccezionale. Fosse arrivato prima, chissà. Di certo toccherà capire anche con che ambizioni Luca Campedelli intenderà ripartire e soprattutto servendosi di quali uomini. Ci sarà ancora Pellissier? E con che ruolo? Domande che già nei prossimi giorni dovranno necessariamente trovare una risposta.

08
ago 2020
AUTORE Bette
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ACCIDENTI, CHE CHIEVO!

Sono il primo ad essere positivamente sorpreso. Ho seguito con estrema attenzione la partita e devo dire che questo Chievo mi piace. Sì signori, mi piace. Sembra un’altra squadra rispetto a quella spenta e demotivata che avevamo visto in molte occasioni quest’anno. Oggi, Aglietti, è riuscito a trasformare radicalmente la mentalità e la determinazione di questi ragazzi che hanno acquisto grande consapevolezza. Ecco lo spirito Chievo. Stavolta sì possiamo riprendere quella frase tante volta usata e abusata. Questo è l’atteggiamento da play-off, il modo che serve per affrontare spareggi complicati nei quali senz’altro il Chievo può dire la sua.

Devo spendere, giustamente, una parola per Semper. L’ho spesso criticato (e in effetti tante prestazioni sono state davvero brutte) ma adesso la scena è sua. Sta giocando da protagonista, sta soprattutto dando quella sicurezza alla squadra che è maledettamente mancata per buona parte del campionato. Sto vedendo giocatori disciplinati e agguerriti come mai prima era avvenuto e in situazioni come queste, a prescindere dal risultato, non puoi muovere critiche. Ho apprezzato l’intelligenza di Aglietti nel tenere a riposo Garritano (era uscito malconcio dopo l’Empoli) per preservarlo in vista del ritorno, dove, i contropiedi, saranno inevitabilmente una delle chiavi della partita visto il 2-0 maturato al Bentegodi.

Troppo facile dire che l’approccio sia stato determinante visto il fulminante uno-due. E’ da sottolineare invece, una volta di più, che questo non è frutto del caso. Così è stata pensata, così è stata voluta la gara sin dall’inizio. Lo Spezia poteva segnare? Certo, in più occasioni. Ma vogliamo parlare del palo di Morsay? Ecco, credo che adesso anche la condizioni fisica unita ovviamente alla spinta emotiva stia supportando ottimamente la squadra.

Martedì mi aspetto lo stesso atteggiamento, la stessa forza, lo stesso spirito. La serie non è chiusa, anzi, e servirà un’altra grande partita in Liguria. Sono certo che Aglietti non adotterà una pericolosa tattica attendista ma se la giocherà con equilibrio da subito.

Avanti così… e ci voleva tanto per farmi scrivere qualcosa di positivo?

Bravo Chievo!

05
ago 2020
AUTORE Bette
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BRAVO CHIEVO, ADESSO CREDICI

Qualificarsi ai play-off era ordinaria amministrazione. Giocarsela così contro l’Empoli è stata senz’altro una bella prova d’orgoglio e maturità. Bravo Chievo, davvero. Bella prestazione, determinata, attenta. Di carattere. Con questi presupposti la squadra di Aglietti può ritagliarsi un ruolo importante in questi spareggi. Plaudo all’allenatore e al suo staff che stanno interpretando questo percorso esattamente come dovevano fare. Profilo basso, prendendosi rimproveri e critiche quando è servito ma anche i giusti riconoscimenti.

Certamente avere una rosa cortissima non aiuta. Siamo ad Agosto, si è giocato ogni quattro giorni. Queste gare tolgono energie fisiche e mentali. Due tempi supplementari sono stati logoranti e oltremodo “fastidiosi”. Sabato sarà ancora play-off e la storia cambia. Il Chievo com’era largamente previsto sta raschiando il fondo del barile. Negli undici titolari è una squadra che può dire la sua: poi con i cambi qualcosa perde nonostante Ceter Valencia, ad esempio, sia entrato con la giusta convinzione. Ed è qui che l’organizzazione tattica di Aglietti sta emergendo. Era il momento giusto…

30
lug 2020
AUTORE Bette
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TRA PESSIMISMO E REALTA’

Mi scrivete che sono “pessimista cronico”. Io aggiungo che sono semplicemente obiettivo e vicino alla realtà. Se pensate che vi debba dire a prescindere che il Chievo gioca in grande stile solo per far contento qualcuno probabilmente avete sbagliato posto. Non cambio idea. L’ho detto, l’ho scritto. A prescindere da come andrà, le riflessioni dovranno essere profondissime, attente e ponderate.

Ricordo a tutti che andare ai Play-Off è l’obiettivo minimo non un traguardo incredibile quest’anno. La società, da quando è arrivato il nuovo allenatore, ha sempre parlato di Serie A a chiare lettere; quindi porre l’accento sul deludente campionato finora disputato non mi par affatto fuori luogo.

Mi leverò volentieri il cappello se il Chievo raggiungerà la promozione: mi congratulerò con chi di dovere felice di essere stato smentito. Ma non pensate che possa cambiare idea per sole due buone partite disputate. L’intero campionato è stato un continuo di prestazioni altalenanti, in un torneo, lo ribadisco, tra i più mediocri di sempre. Il Cittadella, quinto, ha perso tante partite quante il Trapani penultimo. E vogliamo ancora parlare di grande impresa arrivare ai Play-Off? Onestamente non la vedo così.

Senz’altro va applaudito l’allenatore perchè in un contesto oggettivamente complicato ha saputo rialzare il morale, cosa che mai avrei creduto.

25
lug 2020
AUTORE Bette
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UN SOLO OBIETTIVO

Come due finali. Si dice così, in questi casi. Una frase che non è il massimo ma che oggi rende davvero l’idea. Ebbene, dopo il successo sul Cittadella adesso restano due appuntamenti chiave in un campionato dove sembra che tutti facciano a gara per non entrare nei play-off. Analizzate la classifica e guardate come il Crotone secondo e in Serie A abbia perso ben nove partite e il Pordenone, neo-promosso, nonostante il diluvio di sconfitte (12) sia ancora lì, abbondantemente dentro la zona nobile.

Basta questo per smentire chi parla di campionato “equilibrato” invece che di “mediocre” come sarebbe più opportuno. Veramente serviva poco o nulla per essere tra le primissime e restarci fino alla fine. Non ditemi infatti che il Crotone abbia questa rosa irresistibile. Semplicemente ha trovato compattezza e continuità, due elementi chiave che sono maledettamente mancati al Chievo per tutta l’annata.

Adesso però, come sostengono gli inguaribili ottimisti, tocca azzerare tutto. Battere Benevento e Pescara e prendersi la migliore posizione possibile nei play-off. E poi inizierà tutto un altro campionato. Chiaro, stiamo parlando del minimo obiettivo. Raggiungere gli spareggi promozione deve essere l’ordinaria amministrazione per questa società che aveva sensibilmente alzato l’asticella dopo l’esonero di Marcolini (in quel caso in modo compatto).

Poi a prescindere da come finirà toccherà analizzare bene il tutto. Con obiettività: dato che di decisioni discutibili ne sono state prese parecchie. Sarebbe opportuno da parte della società stare quantomeno a sentire chi si confronta con spirito costruttivo senza per forza di cose “dar ragione”. E’ indubbio infatti che il Chievo di oggi non è quello di ieri e chi nega questo mente sapendo di mentire.

14
lug 2020
AUTORE Bette
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NOTTE FONDA

Pesantissimo. Sportivamente inspiegabile. Una sconfitta da notte fonda. Dovevano essere le partite della svolta (viene da sorridere a parlare così a quattro giornate dalla fine). Dovevano essere le gare che quantomeno davano la certezza di partecipare ai Play-Off. Abbiamo invece assistito esattamente al contrario. E quel che più balza agli occhi è senza dubbio l’arrendevolezza. Una squadra spenta, demotivata lontana anni luce da quello che da sempre la società chiama “spirito Chievo”. Che fine ha fatto? Disperso chissà dove.

Trovo assurdo che non vi sia una presa di posizione netta da parte di chi fino a oggi ha guidato la nave. Non voglio sentire l’allenatore, il direttore sportivo, il dirigente, il consigliere. Vorrei sentire il presidente uscire allo scoperto per raccontarci quali siano le sue intenzioni per il Chievo di oggi e di domani. Ricordo una memorabile presentazione del 2014 dopo l’addio di Sartori e l’uscita di scena di Costanzi. Campedelli disse: “Non ho carattere? Sappiate che l’unica cosa che un presidente di calcio e soprattutto quello del Chievo ha è il carattere”. Dava l’idea quel giorno che nonostante le difficoltà la barra era ancora dritta e il condottiero saldamente al timone. Oggi fatico a vedere tutto questo. La gente infatti s’interroga, vorrebbe sapere. Ci sono anche tifosi fedelissimi che desiderano essere messi al corrente su cosa sarà il Chievo del futuro.

Ma quel che più resta oggi è la sensazione che nel campionato di Serie B più mediocre di tutti i tempi si stia gettando al vento un’occasione.