19
mag 2021
AUTORE Bette
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QUEL “NO COMMENT” CHE FA RUMORE

Forse mai come in questo momento. Forse mai come adesso. La notizia rimbalzata in rete ha fatto rumore e non è stata smentita. Luca Campedelli sarebbe pronto a cedere il Chievo. Già detta così non par possibile, troppo è l’amore, la passione, che il proprietario e la sua famiglia hanno messo nella squadra. Eppure oggi dopo la mancata promozione in Serie A, le difficoltà economiche, qualche pugnalata e gli errori che inevitabilmente chi fa commette, potrebbe essere arrivato quel fatidico giorno.

Chi scrive stenta a crederci. Ho apprezzato il Chievo a più riprese e l’ho scritto e altrettanto l’ho criticato, e anche questo l’ho scritto sempre nel rispetto degli interlocutori. Tocca però essere pratici: dall’anno prossimo la società non beneficerà del paracadute e di fatto godrà di quei minimi diritti che spettano anche alle altre: lecito che Campedelli rifletta e prenda in considerazione le varie offerte.

“Io da un’altra parte? Non avrebbe logica” mi diceva il proprietario tempo fa il giorno in cui orgogliosamente sfoggiava il libro dei 90 anni della sua società. “Qualunque altra realtà al mondo non potrebbe avere da me lo stesso coinvolgimento” ha continuato. Per questo resto alla finestra incredulo non potendo concepire il Chievo senza Campedelli e viceversa.

Si badi bene, nulla è scritto, nulla definito. Ma se è vero quel che mi confidò a margine di un’intervista forse un pizzico di verità c’è: “Si ricordi che i cimiteri sono pieni di gente indispensabile”.

01
apr 2021
AUTORE Bette
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DEBITI ASSURDI, TOLLERANZA ZERO

Siamo venuti a conoscenza in questi giorni delle cifre reali di passivo che lo sport d’eccellenza ha nei confronti del Comune di Verona per l’utilizzo degli impianti (leggi Stadio e Agsm Forum).

Ebbene tra Hellas Verona (2,7 milioni), Chievo (3 milioni), Nuova Blu Volley (250 mila euro) siamo nell’ordine di circa sei milioni di euro complessivi. Una cifra assurda, allucinante: un debito, in particolare quello del calcio, che parte da lontano.

Ma come, mi chiedo? Società che si permettono di pagare stipendi milionari non saldano l’affitto? Ma vi par corretto? E credetemi, non si tratta di fare moralismo. Provate a non pagare una multa, un affitto di casa, provate a non saldare una bolletta del gas per alcune centinaia di euro. Bene ha fatto il Comune a decretare la “tolleranza zero” dopo anche alcuni solleciti delle minoranze. Un fatto di giustizia verso tutti quei cittadini, imprenditori, commercianti, che in questa fase folle sono costretti a pagare tutto pur introitando zero. E se lo sport d’eccellenza non se la passa bene deve far i conti con la crisi esattamente come le persone normali. Basta privilegi.

Ci sono un diluvio di piccole società sportive che saldano regolarmente e giustamente quanto dovuto pena la revoca della concessione degli spazi. Questo deve valere anche per Verona, Chievo, Nuova Blu Volley e tutti gli altri.

Il Comune ha fatto sapere che sta dialogando con le società per trovare una soluzione e capire se vi siano o meno degli scomputi dalla cifra totale sui lavori effettuati di cui tener conto. Con l’Hellas è stata decisa una robusta rateizzazione con dodici pagamenti (il primo già effettuato): il Chievo ha versato 250mila euro e incontrerà ragionevolmente il Comune nei prossimi giorni così come la Nuova Blu Volley che sostiene di aver messo mano in maniera importante all’Agsm Forum per la cifra equivalente al passivo evidenziato e di non aver dunque situazioni debitorie.

Sarà la volta buona? Finalmente, dico!

Considerato che ogni anno le amministrazioni mettono a bilancio questi soldi che in realtà non ci sono: risorse che potrebbero essere usate per asfaltare strade, sistemare le scuole o perchè no, dare aiuto a tutte quelle attività commerciali ancora drammaticamente chiuse.

Penso basti un po’ di buon senso per capire tutto questo…

22
mar 2021
AUTORE Bette
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NULLA E’ PERDUTO

E’ compromesso nulla, anzi. Ma è un vero peccato. Dopo una stagione complessivamente positiva, comunque sopra le aspettative, tocca registrare questo brutto periodo che non sta rispecchiando quanto di buono fatto dalla squadra e dall’allenatore. Vuoi per inesperienza, vuoi che chi doveva fare la differenza mai l’ha fatta, il dato delle ultime partite non è confortante.

E in questo contesto tocca solo pensare a restare nelle prime otto, poi sarà tempo di tirar le somme e programmare il futuro. Fare i play-off non sarà un trionfo ma è comunque già un segnale. E il Chievo ha bisogno di entusiasmo, quello stesso che l’ha contraddistinto a lunghi tratti nel corso dell’annata.

Certo, come scrivevo qualche tempo fa, a Giugno comunque sarà festa. Scadranno contratti pesanti e folli (Giaccherini e Djordjevic) sottoscritti anni fa e senz’altro saranno risorse che potranno tornare essere reinvestite in maniera diversa. Un fardello pesantissimo da portarsi appresso se consideriamo che quegli stessi giocatori quantomeno avrebbero dovuto e potuto far qualcosa in più. E invece sono stati scalzati da ogni gerarchia dell’allenatore evidentemente stanco di dare fiducia a chi non la meritava…

 

 

18
feb 2021
AUTORE Bette
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OLTRE LE ASPETTATIVE

Non ho paura del confronto, non mi sottraggo. Al responsabile dell’area tecnica Giorgio De Giorgis ho detto chiaramente in diretta a “Supermercato” che sono stato critico con il Chievo all’inizio ma di fronte all’evidenza tocca dire che il lavoro sin qui fatto è stato positivo.

Oltre le aspettative? A mio parere senz’altro sì. E di questo va dato atto all’allenatore che con un materiale, parliamoci chiaro, non di prima fascia è riuscito a costruire un capolavoro. Ha dato equilibrio, idee, solidità. Non ci credevo. Bravo Aglietti.

E De Giorgis? Beh, bravo anche lui. In un contesto non semplice e in un mercato, di fatto, a costo zero, è riuscito a imbastire una squadra di giocatori con “fame”. Non l’ho mai intervistato direttamente e mi piacerebbe farlo per capire quali siano in effetti le sue idee. “Per la Serie A ci vogliamo essere” ha detto senza troppi giri di parole e questo è già un buon segnale.

24
dic 2020
AUTORE Bette
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RIFLESSIONI DI NATALE

Farsi prendere dal facile entusiasmo o dallo sconforto nel calcio è la cosa più semplice. Meglio dunque riflettere, aspettare, guardare. Ma vi sta convincendo davvero questa squadra? Il Chievo rischia di restare una eterna incompiuta. Sì gioca bene, vero ha la sua identità, certo Aglietti è un allenatore competete e preparato. Ma… per andare in Serie A ritengo serva qualche cosa di più.

Chi parla di prestazioni stupende, di meraviglia del calcio, chi elogia a prescindere senza un minimo di spirito critico non mi piace. Se questo è quello che vogliono i più, se ormai “piuttosto di niente meglio piuttosto” fate pure. Io credo che il Chievo, per la sua storia e per la sua ambizione (non credete alla favola che non ci sia) deve e può fare di più.

Mi aspetto dunque qualche intervento sul mercato che possa dare un segnale, che possa rompere gli equilibri e farci commentare: “Accidenti, ma allora in Serie A ci vogliono andare davvero”. E badate bene: non sono qui a dire che sia tutto semplice o una passeggiata. Certamente c’è chi se la passa meglio del Chievo ma anche chi sta peggio e continuando a ricordare che “due anni fa si è retrocessi male e che da allora si è faticato a riprendersi” beh non credo che sia una gran cosa.

Il Chievo ha il dovere di guardare avanti. Ciò che è stato è stato e non si può cambiare. Però per favore restiamo sulla realtà: non esaltiamo in maniera eccessiva ciò che non c’è da esaltare. Se il Chievo giocherà per i play-off non deve essere visto come un trionfo, perdonate. E lo dico con il massimo del rispetto.

Sono critico? Anche sì, ma ritengo che la critica sia necessaria per migliorare. Avere intorno persone che ci applaudono soltanto, solo all’apparenza fanno il nostro bene…

28
ott 2020
AUTORE Bette
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SORPRESA

Ho atteso volontariamente qualche settimana per capire, per avere un quadro della situazione un attimo più chiaro e definito. Farsi prendere da entusiasmo o sconforto per una vittoria o sconfitta cambiando i parametri di giudizio è purtroppo una tendenza molto diffusa. Allora ho cercato di osservare e aspettare.

Il Chievo mi sta sorprendendo. Lo dico senza problemi nonostante sin dall’inizio sia stato uno dei più critici. Non cambio idea oggi, non salto su alcun carro. Anzi. Mi sembra che la squadra, guardando le partite, stia trovando un’armonia di gioco che francamente non pensavo. Giocatori perlopiù sconosciuti che riescono ad essere incisivi e protagonisti. Ben venga.

Su Aglietti ad ogni modo mai vi sono stati dubbi. I dubbi se mai permangono sul fronte della comunicazione alla gente. Alla luce delle tre vittorie consecutive, di un entusiasmo che si fa fatica a ricreare, parlare ai tifosi oggi è più che mai necessario. Il basso profilo ci sta, il silenzio totale no. Poi ovvio sulla tenuta e qualità della rosa resto in attesa: continuo a pensare che in sede di mercato si potesse fare di più ed eventualmente spiegare perchè quel “di più” non veniva fatto.

01
ott 2020
AUTORE Bette
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OGGI… SOLO SALVEZZA

Non è certo la sconfitta con il Catanzaro a spostare giudizi e considerazioni. Al Chievo della Coppa Italia importa zero e salvo qualche sussulto in passato è sempre stata considerata una rottura di scatole. Meglio evitarsi altre trasferte e spese e concentrarsi invece sul vero obiettivo. Già ma quale obiettivo? Salvarsi, navigare a vista, raggiungere i play-off, provare a vincere? Lo scenario attuale (e si è giocata solo una gara) ci impone di parlare solo ed esclusivamente di mantenimento della categoria. Troppo le incognite che gravitano attorno alla società, troppo i silenzi che non ci permettono di capire quale siano le intenzioni reali. Se è una strategia, sappiate, e lo dico con il massimo del rispetto, che non è nulla di geniale.

Snocciolo, o quantomeno provo a farlo, la rosa del Chievo. Dico senza timore d’essere smentito che non possono essere questi giovani ragazzi, pur volenterosi, i giocatori della rinascita del Chievo. L’augurio che faccio alla società è di riuscire a vendere anche Djordjevic e Obi e liberarsi così di due folli ingaggi. In questo modo si potrà puntare su gente motivata. Ben venga. Ma lo si dica chiaramente e nessuno si straccerà le vesti se vedrà partire due atleti che hanno lasciato per nulla il segno.

Di contro mi capita spesso di leggere su siti e giornali di considerazioni entusiasmanti su questo o quel giocatore condite da una inspiegabile vena filosofica. Resto perplesso e non capisco il perchè di tanta esaltazione. Ritengo che allo stato attuale la squadra sia decisamente debole e solo un lavoro memorabile di Aglietti potrà salvare il salvabile.

17
set 2020
AUTORE Bette
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SE CI SEI… BATTI UN COLPO

Il silenzio regna sovrano. Un silenzio che pesa tremendamente e del quale non mi capacito. Cosa vorrà dire tutto questo? Evidentemente la scelta di non parlare alla città fa parte di una precisa presa di posizione e strategia. I nuovi capi del Chievo Corrado Di Taranto e Giorgio De Giorgis avranno definito con attenzione tutti i particolari. Ne prendiamo atto ma non per forza dobbiamo dire che la cosa ci piace, anzi. E non piace nemmeno alla gente.

Manca una settimana all’inizio del campionato e sembra di vivere qualche cosa di surreale. Sulla comunicazione del ritiro stendiamo un velo pietoso. Ritengo che il Chievo sia molto di più di dieci fotografie scattate con il telefono cellulare. E lo dico con il massimo del rispetto. La logica di “faccio quello che voglio e non devo rendere conto a nessuno” vale finchè stai in alto, finchè hai seguito, finchè godi di una certa credibilità. Oggi invece la società ha bisogno anche della gente, volente o nolente. Quella stessa gente che brancola nel buio più totale. Non sappiamo nulla. Non conosciamo obiettivi, mosse di mercato.

Leggo su alcuni giornali di elogi a questo o a quel giocatore che devono ancora dimostrare tutto. Vedo che si fa moltissimo affidamento su Djordjevic quando lo scorso anno le cose non sono andate esattamente come ci si aspettava. Vedo insomma un ambiente e una rosa che necessitano di una profonda scossa. Ma grazie a Dio, di calcio non capisco nulla…

30
ago 2020
AUTORE Bette
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SOTTO TRACCIA… E L’ENTUSIASMO CHE NON C’E’

Parte la nuova stagione e praticamente nessuno lo sa. Il ritiro a Pieve di Cadore è annunciato sotto traccia, giusto quattro righe sul sito ufficiale e nulla più. Il Chievo arriva nella provincia bellunese, si allena. Ma non vi sono foto e video, ne interviste. Eravamo abituati ad altro: ricordo come veniva giustamente valorizzata questa fase iniziale dell’anno. Ricordo il modo in cui tutti noi eravamo messi al corrente di quanto accadeva in ritiro. Non dimentico nemmeno il trattamento riservato alle varie amministrazioni comunali e ai gestori degli Hotel. E adesso? Perché questo silenzio? Perché questa voglia di estraniarsi ancora di più? Non mi pare una strategia efficace ne geniale. E con il massimo rispetto credo che tutto questo rischi di allontanare ancora di più chi al Chievo è davvero affezionato.

La nuova Serie B sarà molto molto difficile. E per essere protagonisti, sempre che sia questo l’obiettivo, servirà un salto di qualità notevole nella rosa. Sarà possibile intervenire? Quali sono le prospettive della nuova stagione? Aglietti che garanzie ha chiesto alla società? E chi avrà in mano le redini della squadra tra il direttore sportivo Pellissier e il consulente societario Giorgio De Giorgis? Domande sospese che non fanno altro che aumentare i dubbi sul futuro.

Ritengo, e lo dico adesso, che questa squadra abbia bisogno oggi più che mai di un ambiente vicino e a sostegno. Per fare questo occorre avvicinare la gente non agire, appunto, sotto traccia. Magari presidente e società hanno una strategia ben definita: magari ci stiamo inutilmente arrovellando quando chi conta davvero ha già dato le risposte a chi di dovere. Certo, lasciatemi dire. Eravamo abituati ad altro…

11
ago 2020
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RIPARTIRE DA AGLIETTI

Si chiude qui. Peccato davvero ma onestamente, dobbiamo dirlo senza timore d’essere smentiti, stasera lo Spezia aveva due marce in più. Sarà stato l’approccio, il gol iniziale, la stanchezza accumulata (non dimentichiamo che il Chievo ha giocato anche 120 minuti con l’Empoli) fatto sta che per tutta la gara si è avuta chiarissima l’impressione che la squadra di Italiano fosse decisamente più determinata. E’ un rammarico enorme, senz’altro, perché il 2-0 dell’andata era per davvero un risultato rassicurante e soprattutto la prestazione aveva entusiasmato.

Certo, va detto: in questa partita sono mancati praticamente tutti. Semper, decisivo nei play-off, ha commesso una sbavatura sul secondo gol, la difesa praticamente perfetta solo tre giorni fa è stata a tratti incommentabile. Se a questo aggiungiamo un diluvio di cross sbagliati di Dickmann e Renzetti è evidente che troppa strada non la puoi fare. A centrocampo credo non sia stato vinto un contrasto, tra appoggi imprecisi e ripartenze mancate per evidenti sbavature. Davanti, quelle poche volte che i palloni sono arrivati, è stato un susseguirsi di errori.

Che poteva fare Aglietti più di così? Nulla. Ha raschiato fino all’inverosimile il fondo del barile provando e riprovando ogni mossa. Ha avuto a disposizione una squadra più debole e con meno ricambi rispetto a Marcolini (Frey, Cesar, Meggiorini, Puciarelli sono stati lasciati andare al 30 Giugno) eppure ha dato una impostazione e idee almeno nella parte finale. E adesso? Beh, adesso si riparta da Aglietti senza dubbio alcuno. Ci si affidi a lui dall’inizio per costruire una squadra a sua immagine e somiglianza e che possa puntare in alto il prossimo anno. Quella che verrà sarà una stagione difficilissima in Serie B considerato le retrocesse ma soprattutto le ambiziosissime e facoltosissime neo-promosse (su tutte, ovviamente, Monza e Vicenza).

Non si commetta l’errore di andare a scegliere ancora una scommessa. Con D’Anna non è andata bene, con Marcolini men che meno. Aglietti è una garanzia, una certezza, e se lasciato lavorare ha dimostrato di poter costruire cose eccezionale. Fosse arrivato prima, chissà. Di certo toccherà capire anche con che ambizioni Luca Campedelli intenderà ripartire e soprattutto servendosi di quali uomini. Ci sarà ancora Pellissier? E con che ruolo? Domande che già nei prossimi giorni dovranno necessariamente trovare una risposta.