20
nov 2017
AUTORE Bette
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I MERITI DEL CHIEVO

Un passo alla volta, verso la salvezza. Il Chievo dimostra ancora, quasi ce ne fosse bisogno, una grandissima autorevolezza andando a prendersi un bel punto a Torino dopo aver giocato discretamente bene e aver rischiato anche di vincere.

Se poi tra i pali hai ancora un portiere superlativo allora diventa tutto più facile. Mi piacerebbe che tutti, ma proprio tutti, dessimo il giusto valore a questo risultato. Snoccioliamo la rosa del Torino e, sulla carta, sotto il profilo quantomeno della qualità, è una squadra senz’altro superiore al Chievo. La differenza però non si è vista e nonostante di mezzo ci sia stata la sosta le risposte sono stati confortanti. Un Chievo consapevole dei propri mezzi che diventa con forza senza mai disunirsi e quando riparte sa fare molto male.

Ho più di un dubbio sul rigore assegnato al Torino e sull’espulsione (se va fuori Radovanovic anche Niang doveva essere allontanato) ma anche in inferiorità numerica il Chievo ha rischiato poco o nulla.

Alla luce dell’ennesimo avvio di campionato importante sarebbe opportuno che venissero sottolineati i meriti del Chievo più che i demeriti degli altri… Lo si evidenzia sempre troppo poco

05
nov 2017
AUTORE Bette
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IL VERO CHIEVO

Se è questo c’è da star tranquilli… Ma negli occhi abbiamo ancora le quattro sberle subite dal Milan e quelle di Genova e dunque è da chiedersi quale sia il vero Chievo.

Non mi spiego il motivo di una partita di così grande attenzione senza prendere gol e rischiando relativamente poco contro uno degli attacchi più prolifici d’Europa a fronte delle dieci reti subite in tre gare ravvicinate…

Oggi direi che la gara doveva e poteva essere interpretata solo così: diamo l’alibi al Napoli di non essere stato lo stesso di sempre per l’impegno di Champions contro il Manchester City che volente o nolente strappa energie preziose: ma ciò in nessun modo deve scalfire i meriti dei gialloblù che sono tantissimi. Un muro che ha retto alla grande e senza concedere chissà cosa guidato da un grande Sorrentino (alla faccia delle ingiuste critiche) e da una difesa che non è andata mai in apnea. Si è sofferto sulle fasce com’era prevedibile ma anche il centrocampo, per esempio, non ha sfigurato nel confronto.

E’ mancata, forse, un po’ di brillantezza offensiva… Birsa non è mai riuscito a trovare lo spazio per la conclusione e Inglese è stato ben braccato da Koulibaly e Albiol: per il resto il punto è strameritato e oltre a interrompere la serie di due sconfitte a fila dà senz’altro morale e autostima… Fermare questo Napoli che pareva inarrestabile (almeno in campionato) è senz’altro qualcosa di molto gratificante…

30
ott 2017
AUTORE Bette
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SALVEZZA ANCORA DA CONQUISTARE

Preoccupano i dieci gol subiti in tre partite. Sono tanti, troppi per una squadra come il Chievo che ha sempre fatto della solidità difensiva la sua arma principale. Perdere ci sta ma i passivi stanno diventando esagerati. In poco più di dieci giorni da essere una delle retroguardie meno battute a una delle peggiori è una qualcosa che deve far riflettere. Sia chiaro: la Sampdoria è una gran bella squadra e dunque per carità, la sconfitta può starci. Certo è bene anche capire che la salvezza ancora non è in cassaforte e nonostante il margine di tranquillità rispetto al terz’ultimo posto è necessario tornare a pedalare nel modo giusto.

L’ultima giornata di campionato ci ha fatto capire che sarà una battaglia fino alla fine per strappare la salvezza. Il Crotone non muore mai, la Spal ha un buon valore davanti, il Genoa è sempre insidioso. Calendario alla mano il Chievo affronterà in sequenza Napoli, Torino e Spal, impegni difficili (quello col Napoli forse proibitivo) ma da cui i gialloblù hanno il dovere di strappare punti.

25
ott 2017
AUTORE Bette
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IRRICONOSCIBILI

Penso non ci sia appellativo più appropriato. Una notte da dimenticare sotto tutti i punti di vista. Risultato, prestazione, determinazione e voglia di prendersi punti pesanti. E’ stato un Chievo brutto, troppo brutto per essere vero e non mi spiego il motivo. La cattiveria e l’agonismo visti nel derby si sono disciolti in 72 ore. Nella prima mezz’ora, tutto sommato, c’è stato un sostanziale equilibrio rotto da Suso ma i gialloblù fino lì avevano fatto davvero poco (colpo di testa di Tomovic a parte).

Premetto che parlare col senno di poi non mi piace però onestamente la soluzione Tomovic a sinistra non mi convince. Mi sa tanto da adattamento e quando è entrato Gobbi, mancino naturale, qualche cross e pericolo in più si è visto dalle parti dell’area del Milan.

Maran voleva giocare con due davanti veloci tenuto conto della stazza dei difensori rossoneri ma forse, oggi come oggi, il Chievo non può prescindere dalla fisicità di Inglese che tornerà titolare contro la Sampdoria così come ci saranno Dainelli (quanto è mancato) e Gobbi.

Confido sia stata solo una brutta serata, di quelle da prendere e archiviare al volo. Questo senz’altro non è il Chievo che conosciamo…

22
ott 2017
AUTORE Bette
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CHIEVO SPIETATO

Il Chievo ha vinto con merito, su questo penso ci sia poco da eccepire. Ha sofferto all’inizio dove ha approcciato la partita in maniera non positiva, ha sfruttato gli errori del Verona, ha colpito in modo spietato. Nel secondo tempo poteva segnare almeno in altre quattro-cinque situazioni e questo certifica come la squadra sia affamata settimana dopo settimana. Mi piace riscontrare che alle parole di Maran seguano i fatti: molte volte nel calcio si dicono cose di comodo e circostanza ma in questo caso l’allenatore del Chievo dimostra di avere completamente la situazione sotto controllo.

Bene la lettura della partita: il Chievo soffriva terribilmente le corsie esterne da dove peraltro è scaturito il gol del Verona. Cos’ha fatto Maran? Ha tolto ogni possibilità di rifornimento per Cerci (poi sostituito) e Verde (che ha finito la sua partita dopo la rete al sesto minuto). Penso che la capacità di un allenatore stia soprattutto nel porre rimedio anche in corsa quando le cose non funzionano.

Mi sono piaciuti tantissimo Cacciatore, Gobbi, Radovanovic, Hetemaj e lo stesso Inglese. Castro è entrato in ogni situazione pericolosa ma è stato poco concreto mentre non posso promuovere completamente la prova di Birsa e Pucciarelli dai quali mi aspetto di più. Certo la sensazione, soprattutto grazie alla superiorità numerica (rosso molto dubbio per Zuculini), era che il Chievo avesse sotto controllo la partita e che potesse colpire da un momento all’altro.

La vittoria di oggi dice che i gialloblù hanno già dieci punti di vantaggio sul terz’ultimo posto e viaggiano con la giusta consapevolezza. Guardando a salvarsi ma senza, giustamente, porsi limiti.

Piccola nota di mercato: il Chievo comunque vadano le cose a Gennaio uscirà vincitore. Ecco i tre scenari:

-         Incassati i 12 milioni, si tiene Inglese fino a Giugno

-         Inglese va al Napoli a Gennaio e il Chievo ottiene un bonus ulteriore sulla cessione

-         Inglese va al Napoli a Gennaio e il Chievo ottiene in cambio Milik fino a Giugno

Situazioni che non sono casuali ma che fanno capire che cosa significhi saper fare calcio.

16
ott 2017
AUTORE Bette
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1.217

CI SI SALVA ANCHE COSI’

Un dirigente importante del Chievo lo sottolinea da tempo: “Servono anche queste partite per portare a casa la salvezza”. Tradotto: un punto anche se brutto è pur sempre prezioso per muovere la classifica, dare continuità, far acquisire consapevolezze e soprattutto tenersi alla larga dalla zona calda.

La partita tra Sassuolo e Chievo non è stato uno spettacolo esaltante, anzi. Emozioni zero, tiri in porta pochi. Ma la lettura che ci viene da una gara così poco piacevole è che i gialloblù sono la sesta difesa del campionato, non perdono da cinque partite (2 vittorie, 3 pareggi), limitano gli avversari. Poi sì, gli amanti del bel calcio non la ricorderanno ma chi ha la società e lavora con pragmatismo per portare a casa l’obiettivo non guarda lo spettacolo. A cosa serve esser belli e perdere?

Si dice che il Chievo non regali sogni in questo modo: ma il sogno è già mantenere la categoria e andare avanti. Dare continuità a un progetto non è banale ne scontato: non parlate di Europa e di altre questioni. In Europa il Chievo non ci andrà (mi sbilancio e spero di essere smentito) ma ho questa sensazione a patto che le cifre dei nuovi contratti dei diritti tv non vengano confermate (43,2 milioni per Campedelli) e allora qualcosa di diverso potrebbe muoversi ma… dubito fortemente.

Intanto tenersi stretto questo punto e guardare al derby…

01
ott 2017
AUTORE Bette
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2.120

E ADESSO?

Possiamo ancora parlare di salvezza? Sì certo. Solo ed esclusivamente salvezza. Ho ricevuto un messaggio dagli spogliatoi del Bentegodi: “Mancano ventinove punti al nostro obiettivo”. Capite qual è la forza del Chievo? Ragionare solo ed esclusivamente in questo senso senza volare laddove potrebbe essere rischioso. Si parla di sogni, di entusiasmo, di tifosi che meritano di poter cullare qualcosa di più prestigioso… ma la dimensione impone di tenere i piedi per terra perchè sbandare è sempre dietro l’angolo.

E così la grande impresa contro la Fiorentina diventa “solo” una vittoria da tre punti fondamentali che consentono di allungare sul terz’ultimo posto (+8) e ti fanno andare dopo la sosta a giocare contro il Sassuolo con animo sereno, senza la foga di affrontarla come fosse una spareggio da dentro o fuori.

Il Chievo è lì a ridosso delle primissime ma non ci pensa. Ragiona un passo alla volta, si guarda alle spalle. Oggi è andato sotto subito ma ha avuto la forza di reagire immediatamente sotto il piano emotivo e del gioco: ha trovato un Castro in ottima forma che finora era stato un po’ in ombra e ha retto nel momento in cui la Fiorentina dava la sensazione di poter pareggiare da un momento all’altro. Maran ha azzeccato tutte le mosse e ha permesso al Chievo di vincere la prima partita in casa della stagione. Il bottino adesso inizia a farsi davvero interessante ma attenzione… non si commetta mai l’errore di darlo per scontato.

24
set 2017
AUTORE Bette
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1.352

PERFETTI

E’ stata la partita che Maran sognava e giustamente si gode il successo. Vincere a Cagliari non è scontato per nessuno e il Chievo l’ha fatto senza troppo patire. Ha difeso con ordine, ha segnato un grandissimo gol con Inglese e poi ha creato tantissimi presupposti per raddoppiare. Il cosiddetto sigillo l’ha messo Stepinski alla prima assoluta in Serie A e capace di un gol davvero di pregevole fattura.

Questi sono punti che pesano. Il pragmatismo del Chievo ti fa dire, anche se è solo l’inizio, che ci sono già sei lunghezze di margine sul terz’ultimo posto e tenere le distanze dalle zone bollenti è il primo obiettivo. Il ritorno alle due punte (non sono allenatore ma vedo sempre il Chievo) mi fa dire che la squadra è senz’altro più incisiva, insomma più pericolosa. La cosa migliore è stata la capacità di concedere nulla al Cagliari che pure giocando in casa e con la sconfitta di Mercoledì contro il Sassuolo aveva il dovere di riacciuffare il risultato. Non ho contato parate mirabolanti di Sorrentino, segno che la squadra ha retto magnificamente.

E poi si tratta della seconda vittoria in trasferta (dopo quella di Udine) contro due dirette rivali per la salvezza. Prendersi cinque in sette giorni tenuto conto delle due trasferte consecutive è davvero un buon segnale…

21
set 2017
AUTORE Bette
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PUNTO DI MATURITA’

Premetto che la partita non mi è piaciuta ma questo conta meno di zero. Il punto conquistato dal Chievo è davvero importante: la squadra ha mostrato maturità e onestamente pensavo che dopo il gol subito non la rimettesse in piedi. Bene così, perchè pareggiare a Marassi non è semplice e il Genoa in casa vende sempre cara la pelle.

E’ mancato Birsa e quando lui non gira tutto l’attacco fatica. Il sistema con una sola punta garantirà più equilibrio e stabililtà ma non mi convince: il Chievo dimostra di essere decisamente più pericoloso e incisivo con i due attaccanti e l’ingresso di Pellissier ha dato vivacità. Anche Garritano è entrato con il piglio giusto e sarei curioso di vederlo per qualche minuto di più nelle prossime partite.

Se dobbiamo fare un bilancio di queste prime cinque giornate possiamo dire che il Chievo è in linea: manca il punto casalingo contro la Lazio che i gialloblù avrebbero meritato ma la classifica evidenzia un avvio di stagione nella media. Che sarebbe stato più difficile il presidente l’aveva preventivato: per questo pareggi così vengono sempre applauditi. “Un punto è sempre meglio di zero” ripete Campedelli fino alla noia e prova a mettercelo in testa a tutti anche se da osservatori esterni non sempre possiamo apprezzare. Il Chievo ha il suo marchio di fabbrica e lo porta avanti: va dato atto che la squadra di Maran ha provato anche a vincere nel finale e le occasioni non sono mancate. Adesso sotto con il Cagliari: altro appuntamento da sfruttare al meglio.

17
set 2017
AUTORE Bette
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IMPAURITI… E PERCHE’?

Mi aspettavo di più, sinceramente. Mi aspettavo un Chievo più battagliero, più caraggioso, più intraprendente. Invece ho visto parecchia paura: non mi è piaciuta la partita dei gialloblù che sono rimasti a galla grazie anche a un ottimo Sorrentino. Dicevo solo la settimana scorsa che la squadra nonostante il 3-0 a Torino aveva fatto bene, giocando spensierata e con disinvoltura. Stavolta no: i passi indietro rispetto alla gara con la Juve sono stati evidenti ed è un peccato. Se guardiamo le occasioni il pari sta senz’altro stretto all’Atalanta che ha giocato a viso aperto cercando fino alla fine il successo.

Dopo il gol di Bastien il Chievo ha badato solo a difendersi, in area piovevano cross a raffica e Inglese non riusciva a gestire un pallone. Troppo isolato l’attaccante gialloblù per poter reggere da solo il peso del reparto: troppo poco hanno fatto i centrocampisti per supportarlo a dovere. Non mi sta entusiasmando questo avvio di stagione di Castro, Hetemaj ha sbagliato tantissimo, Radovanovic non ha giocato con la personalità di Torino. Situazioni che paghi alla lunga se tre elementi così importanti non sono al meglio.

In ogni caso portare a casa il punto è stata la cosa migliore della giornata: l’Atalanta è più forte del Chievo e dunque un passetto avanti in classifica non guasta. Certamente, penso conveniate con me, vorrei già da Genova vedere lo stesso spirito propositivo che ha spesso contraddistinto la gestione di Maran: solo così si potrà mettere da parte punti già determinanti. In questi anni è stata la chiave del successo dei gialloblù…