10
mar 2020
AUTORE Bette
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QUELLO CHE SERVIVA

Aglietti mi piace. Concreto, pratico. Uno che guarda solo all’obiettivo finale. Con tanti punti da recuperare in effetti non c’è molta scelta. Tocca mettere a posto quello che non funziona, dare una identità e portarla fino in fondo. L’allenatore sta proponendo un sistema di gioco interessante: questo 4-3-3 consente di schierare assieme Vignato e Giaccherini e quelli bravi, si sa, è meglio averli sempre in campo.

Interessante poi analizzare il fatto che tutti e tre i gol realizzati nella gestione Aglietti siano arrivati dagli attaccanti: nella conferenza di presentazione il tecnico toscano parlava proprio di questa necessità e per ora le cose stanno funzionando. Sia chiaro, è molto presto. Due gare dicono poco o niente ma la tendenza è positiva e mi pare che la squadra stia rispondendo nel modo giusto.

Vero, adesso arriveranno appuntamenti più probanti, gare che ci diranno in effetti se questo cambio in corsa è stato o meno efficace. Le possibilità di riprendersi il secondo posto ci sono tutte: come vediamo ogni settimana vi sono risultati sorprendenti e chi fino a poche settimane fa era in fondo alla classifica oggi si ritrova virtualmente promosso. Mai come quest’anno l’incertezza regna sovrana…

05
mar 2020
AUTORE Bette
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FIDUCIA

Dire che il Chievo sia cambiato francamente sarebbe poco onesto e irrispettoso. Contro l’Ascoli con quarantotto ore a disposizione Alfredo Aglietti non poteva fare granchè. Logico. Quello che possiamo dire di aver visto è intanto un sistema di gioco nuovo, una squadra più offensiva, più determinazione. Mi fermo qua. E’ corretto infatti attendere almeno venti giorni per capire se la mano dell’allenatore è stata efficace oppure no.

Poi ovvio possiamo perderci nei ragionamenti più disparati, considerando per esempio che l’Ascoli veniva da un periodo infelice ma non possiamo non considerare che la sconfitta casalinga contro il Livorno deve per forza di cose aver lasciato il segno.

Voglio quindi aver fiducia e dare fiducia a questo allenatore e al nuovo corso. Ritengo che la scelta sia stata corretta e il cambio inevitabile. Aglietti avrà modo di farsi apprezzare.

01
mar 2020
AUTORE Bette
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SENZA PAROLE

L’aspettavamo tutti, questa partita. Pensavamo che fosse la vera svolta, il rilancio definitivo. Onestamente sono senza parole. Nel testo precedente parlavo di “prudenza” e di “attesa di conferme”. Francamente tutto credevo ma non di vedere una squadra sconfitta contro il Livorno ultimissimo, che non vinceva da mesi, che ha perso con tutti. Non mi aspettavo altresì questa prestazione, spenta, scarica, senza voglia, senza niente.

E meno male che la società ha deciso di intervenire in modo drastico a fronte di tutto questo cambiando l’allenatore… contesto solo il ritardo di tale decisione che doveva avvenire ben prima… L’esonero di Marcolini evidenzia altresí che la società ritiene oggi la squadra molto più competitiva dell’attuale classifica, come andiamo dicendo da tempo. Aglietti può essere una giusta figura e il contratto di un anno e mezzo è la prova che Luca Campedelli crede in questo profilo.

Ah, vi prego. La storia del “comunque siamo dentro i play-off” lasciatela stare.

23
feb 2020
AUTORE Bette
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GIUDIZIO SOSPESO

Perdersi in chiacchiere e panegirici inutili lo ritengo fuori luogo. Il Chievo deve solo proseguire su questa strada, dare continuità ai suoi risultati, risalire la classifica. Lo dicevamo, e ne siamo altresì profondamente convinti che, al di là dei giocatori definiti “bolliti” da qualcuno, per il livello di questa Serie B continuano ad essere un lusso. Il Pordenone, questo Pordenone, per settimane è stato l’antagonista principale dell’ormai promosso Benevento. Ditemi voi. Il Chievo ha fatto la sua partita ordinata, non ha rischiato se non qualcosa alla fine e ha ottenuto il massimo risultato senza neanche poi faticare così tanto. E’ stato superiore per lunghi tratti e, vado a ribadirlo, in questo campionato per qualità non è secondo a nessuno.

Poco mi importa se susciterò ilarità e divertimento, dall’inizio sono convinto di questo. Garritano, Segre, Giaccherini, Djordjevic, Meggiorini, Vignato sono giocatori che non ho ancora visto in altre squadre. Per questo vedere il Chievo spesso molle e sopraffatto dagli altri fa arrabbiare. Basta pochissimo per risalire e, augurandosi di aver trovato la quadra difensiva, poi davanti c’è chi ha i colpi per poterla mettere dentro. Ritengo che da qui in avanti non servano a molto cambi e rotazioni: Marcolini, infortuni permettendo, dovrà individuare quattordici titolari e su quelli puntare da qui alla fine.

Ripensiamo per un momento a Trapani, Cosenza, Pisa, Venezia per citarne alcune: a quanti punti sono stati gettati letteralmente via nel corso di quest’annata. D’ora in poi m’aspetto un Chievo esattamente come oggi: cinico, concreto anche brutto se dovesse servire… ma maledettamente pratico come negli anni siamo sempre stati abituati a vedere…

18
feb 2020
AUTORE Bette
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CHE SIA L’INIZIO

Non ho intenzione di esternare elogi particolari. Quel che mi auguro è che questo meritato successo sulla Salernitana sia solo l’inizio. Ecco non vorrei ci trovassimo di fronte ai tanti “fulmini a ciel sereno” di questa stagione che poi non avevano seguito. La vittoria fa sicuramente comodo in virtù di una situazione che si stava creando poco piacevole (l’abbraccio a Marcolini dopo il rigore trasformato non è casuale).

Il Chievo da qui ha la possibilità di ricostruire un percorso nuovo tenuto conto che chi sta più avanti sembra stia giocando a farsi del male. Certo tocca anzitutto dare continuità alla prestazione, alla determinazione messa in campo in una partita tutt’altro che facile. Poi in accompagnamento ci saranno i risultati ma se prima non vi sarà la tanto decantata “identità” tra una settimana riparleremo delle solite cose.

Ritengo che adesso più che mai sia arrivato il momento della verità e di capire che strada intende intraprendere questa società. Se restare in B un altro anno, ripulire il monte ingaggi da contratti folli, prendersi un altro paracadute da dieci milioni (che farebbe comodo), oppure tentare per davvero la scalata verso i primi posti assolutamente alla portata.

Questa via di mezzo, questo limbo, queste vittorie importanti accompagnate da pareggi piatti o da sconfitte clamorose rischiano di essere solo controproducenti…

10
feb 2020
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1.600

GUARDARSI LE SPALLE

Che dire a questo punto? Difficile. Il Chievo riesce sempre a sorprendermi e, scusate, non certo in positivo. Se non vinci nemmeno partite così che vuoi fare? Dopo aver giocato anche discretamente e tutto sommato aver creato diverse occasioni da gol pareggi col Pisa e dunque devi iniziare a guardarti alle spalle.

La classifica non è corta solo verso l’alto ma anche tremendamente verso il basso e la tendenza non è certo dalla parte del Chievo. La squadra fatica a vincere, fatica ad imporsi e dall’inizio è discontinua. Mi ero illuso ma non cambio idea: questa rosa è forte per la Serie B ma manca sempre qualcosa (anzi più di qualcosa) per emergere.

Vi prego… non ditemi: “Siamo questi”… perchè rose alla mano in questa Serie B non vedo fenomeni, anzi…

Di Marcolini, delle perplessità di aver affidato la panchina della ricostruzione a un allenatore allineato ma tutto sommato inesperto già vi ho detto. E’ una mia idea e la porto avanti con convinzione.

Il Chievo, parlo come società, ha cambiato modo di porsi. Negli anni per allenatori, portieri e giocatori che sbagliavano non c’era appello… Oggi è tutto diverso e non so quanto sia favorevole questa eccessiva pazienza…

27
gen 2020
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CHE FATICA!

Dai, su… avanti! Che fatica Chievo, che fatica! Anche contro l’Empoli scusate ma rimango sulle mie posizioni.

E non comprendo nemmeno i toni trionfalistici di alcune testate giornalistiche che parlano di squadra solida, di Meggiorini bomber (sei reti), di un ritrovato spirito.

Io vedo una squadra ancora dentro ai play-off perchè questa B manifesta settimana dopo settimana i suoi limiti, le sue carenze. Dove tutto è ancora aperto per la promozione diretta perchè, con tutto il rispetto, a condurre le danze del secondo posto c’è da tempo il neo-promosso e altalenante Pordenone che non riesce a dare l’accelerata decisiva.

“Questa è la B” dicono in tanti. “Tocca stare agganciati al treno”. Io credo invece che questa logica sia molto pericolosa e un rischio enorme.

Siamo sempre al cospetto di una squadra che non riesce mai a spiccare il volo, a dare continuità alle vittorie, a inserire la marcia giusta. Accelera e frena, frena bruscamente, poi riparte piano. No, scusate. Non credo proprio che questa sia la strada…

20
gen 2020
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1.802

FORTI… PER LA B

“Lo prenda Lei il Chievo se pensa sia così facile”… così mi è stato detto simpaticamente qualche giorno fa. Ebbene non si tratta di banalizzare il tutto, mai l’ho fatto. Comprendo molto bene le difficoltà e anche le problematiche che stanno alla base di una società. La discesa in B è una mazzata, ovvio, ma per quanto lo sentiremo questo ritornello??

Che cambi tutto, sì, è evidente. Che si debba riprogrammare da capo assolutamente chiaro. Ma che si continui a giustificare prestazioni e risultati altalenanti con la medesima frase ritengo sia piuttosto limitativo.

Il Chievo ha vinto contro il Perugia, quindi bene così. Ha preso i tre punti e conta questo. Poi ovvio sull’andamento della partita possiamo discutere ma quando le cose non girano da qualche partita meglio prendersi la vittoria a prescindere da come sia arrivata e pensare alla prossima.

Continuo a pensare che se l’idea è salire in Serie A occorre fare già oggi degli interventi propedeutici al salto di categoria. Impensabile infatti la prossima estate trovarsi a dover rifare da cima a fondo la squadra per poter essere competitivi. Torno a ripetere, per non essere frainteso, che questa squadra sia forte per la B. Ovvio che per la A i vari Giaccherini, Djordjevic, Obi non possono bastare, anzi. Per questo dico che, in base alle possibilità, sia doveroso programmare già oggi il futuro.

16
gen 2020
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1.228

IMPERATIVO: SALIRE!

Luca Campedelli parla di salvezza. Sergio Pellissier di promozione. Il gioco delle parti è chiaro, le posizioni sono sempre quelle da Luglio. Uno tira da una parte, l’altro dall’altra. Loro sono la società. Giustamente fanno questo.  Chi osserva da fuori però non può non vedere… l’ingresso del nuovo marchio, non propriamente l’ultimo dei loghi, dà una inevitabile responsabilità alla società anche perchè solo un salto di categoria consentirà un reale consolidamento del binomio Chievo-Mitsubishi. Non è per tutti e da tutti disporre di un’azienda di questo genere. Per questo oggi il Chievo ha il dovere di salire in Serie A. Inconsciamente è l’obiettivo di tutti, dichiarazioni di facciata a parte.

Dal mercato qualcosa arriverà. Intanto tenersi Vignato fino a Giugno è già una buona operazione. Il Chievo incasserà i soldi della cessione (meno male) e disporrà del giocatore più talentuoso per altri sei mesi. Poi, ovvio, tocca muoversi anche su altri fronti, portiere su tutti. E il recupero dei giocatori più esperti e rappresentativi è un tassello in più.

Sull’inesperienza poi di Michele Marcolini di fare da sintesi a tutto questo abbiamo già parlato e sarei lieto d’essere smentito alla fine. Pellissier a precisa domanda ha risposto ovviamente che dell’allenatore è soddisfatto ma è chiaro che molte cose all’andata non sono andate come la società voleva.

I presupposti per un cambio di marcia e per una immediata risalita ci sono…

29
dic 2019
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SENZA INFAMIA E SENZA LODE

Cosa resta di questa Domenica in Abruzzo? Cosa resta di questo Girone d’andata? Poco o nulla. Un Girone mediocre, senza infamia e senza lode, dove ha prevalso “il non farsi male” più che la voglia di vincere e provare ad essere protagonisti. Chi si appella alla “classifica corta” ignora l’andamento del Chievo. Anche contro il Pescara qualche buona giocata c’è stata ma non sufficiente per promuovere pienamente la prestazione. Dall’Abruzzo il Chievo torna con un sei striminzito che non può certo voler dire squilli di tromba.

E a proposito di punti… dal Pordenone che occupa il secondo posto, e cioè l’ultimo valido per salire direttamente in Serie A, la distanza è di otto lunghezze. Una voragine. Essere a un punto dalla zona play-off non può certo essere un vanto. Risentitevi la telecronaca di Dazn, riascoltate le parole di Stefan Schwoch, uno che la Serie B l’ha mangiata per anni a colazione, pranzo e cena. Sentite il suo commento sul reparto avanzato del Chievo, sul potenziale inespresso. Inspiegabile.

Qualcuno era convinto che al ripetitivo “giro di boa” il Chievo potesse essere così in ritardo? Io no. E sono certo che in molti la pensano come me. Si tenga sempre presente infatti che il budget potenziale a disposizione è di circa sei-sette volte superiore a tutti gli altri grazie al paracadute salva società.

Adesso arriva la lunga sosta. Dicevo che Cittadella, Benevento, Pescara avrebbero dovuto dare delle risposte. Onestamente sono rimasto “senza risposta”. E tutto questo rammarica perché non si può pensare che la squadra che per quasi vent’anni ha dato battaglia in Serie A in tutti i campi d’Italia sia quella timida e dimessa di questo Girone d’Andata.