22
gen 2017
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SONNI TRANQUILLI

Ho aspettato volutamente che la giornata di campionato si delineasse per capire quello che poteva accadere e ancora una volta è stato evidenziato che il Chievo può continuare a dormire sonni tranquilli. Certo, non nascondiamoci. Quattro sconfitte consecutive (cinque se contiamo la Coppa Italia) non sono poche e si fanno sentire.

La squadra dà l’idea di essere comunque viva ma in questa fase qualcosa manca anche in termini di lucidità. Prendere ogni partita tre, quattro gol è qualcosa che deve far pensare. Posto che, mi insegnano gli allenatori, quando si subisce non è mai solo colpa della difesa è indubbio che il reparto arretrato del Chievo era stato a lungo un bunker impenetrabile e oggi invece sembra attraversare un momento difficile. Mettiamoci dentro tutto. Infortuni, squalifiche, le altre che viaggiano forte, il calendario dell’inizio che non aiuta. Ma questo si sapeva.

Quindici punti di vantaggio sono tanti sul terz’ultimo posto e la società mai ha alzato l’asticella nemmeno quando poteva essere fatto. Dunque sono convinto che con la giusta umiltà il Chievo potrà uscire da questo momento. Magari qualcosa salterà fuori dal mercato, magari no. Ma questa non è una priorità. Fondamentale è invece fermare questa brutta serie negativa e ripartire. Bisogna essere fiduciosi.

14
gen 2017
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BELLO SAPER SOFFRIRE… MA CHE INTER!

Il Chievo è andato a un passo da una grande impresa. Fermare l’Inter oggi è dura, durissima quasi impossibile. La squadra di Pioli è organizzata, forte, sta benissimo fisicamente, ha cambiato passo e mentalità. Portare via punti da San Siro sarebbe stato fenomenale e per come si era messa a un certo punto la partita anche fattibile.

Mi è piaciuta tanto la capacità del Chievo di saper soffrire. Questo fa la differenza, saper reggere la pressione nei momenti difficili. Certo poi alla lunga sono emerse le qualità dei neroazzurri che hanno un potenziale stratosferico e una panchina di altissimo livello. Maran ha provato a porre rimedio alle difficoltà che arrivavano soprattutto dalle corsie ma Perisic, Ansaldi e poi Eder sono stati davvero straripanti.

Dopo la pessima partita con l’Atalanta direi che il Chievo ha ritrovato la rotta, sconfitta a parte. Fortunatamente stiamo parlando di sconfitte indolori in termini di classifica e il fatto di essere nel ritorno è comunque buona cosa.

Non va dimenticato che il Chievo da tempo non ha a disposizione Hetemaj, Cacciatore e che Castro non è al meglio ma ha un Bastien in più: davvero mi ha sorpreso la personalità di questo ragazzo che difficilmente uscirà dal giro dei titolari.

 

Dopo Roma, Atalanta, Inter adesso ci saranno Fiorentina e Lazio. Le partite durissime continuano ma questa è la serie A… e il Chievo può dire la sua senza problemi….

09
gen 2017
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INSPIEGABILE

Non mi soffermo tanto sul risultato. Quello è lampante, un 1-4 che non dà diritto a troppe chiacchiere. L’Atalanta andava al doppio, stava bene, ha grande qualità e ha meritato. Ovvio segnare subito semplifica le cose ma quello fa parte del gioco. Non mi si parli ovviamente della sosta che può aver penalizzato: fino a prova contraria mi risulta si sia fermata anche la squadra di Gasperini per quindici giorni. Quello che mi è pericolosamente balzato agli occhi è stata la facilità con cui l’Atalanta ha creato occasioni da gol: almeno otto-nove situazioni che avrebbero potuto rendere il passivo decisamente più pesante. Una cosa che non era mai successo nemmeno contro squadre più blasonate e dunque questo deve far assolutamente riflettere. La classifica resta ottima, più quindici punti sono un divario di assoluta tranquillità certo qualche riflessione su una sconfitta del genere va fatta.

22
dic 2016
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UN 2016 MEMORABILE

E’ stato un anno da incorniciare per il Chievo. Un 2016 che ha regalato emozioni e soddisfazioni. Tanti punti conquistati, vittorie memorabili. Un percorso che ha dato ai gialloblù una incredibile stabilità e che gli ha permesso di affrontare qualunque partita con il medesimo atteggiamento e senza il minimo timore reverenziale.

Oggi con la Roma è andata male ma non mi sento di buttare via tutto, anzi. Penso invece che i giallorossi, pur meritando, abbiano anche avuto la fortuna al momento di giusto di agguantare il pari e successivamente capovolgere la situazione. Era un Chievo in emergenza che ha fatto il possibile ma si è arreso sempre a testa altissima.

La classifica sorride ma ormai non è più una novità. Il terzultimo posto è distante anni luce e la forza rimane quella di non perdere mai di vista l’obiettivo primario.

Adesso arriverà il mercato, si susseguiranno voci. Qualcosa penso che il ds Nember farà soprattutto davanti. In pochi in ogni caso avrebbero scommesso (e io ero uno di quelli) che il rendimento sarebbe stato lo stesso dello scorso anno senza di fatto intervenire in estate: per cui tranquilli…dovesse rimanere così la rosa non sarà affatto una tragedia.

Ah quasi dimenticavo… nel 2016 siamo arrivati anche noi con “Alè Chievo”, un grande seguito, passione e partecipazione in studio e da casa. Continuate a seguirci!

E…

Buone feste a tutti voi…

19
dic 2016
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E ADESSO?

Alcuni tifosi ci dicono che dovremmo forzare un po’ sugli obiettivi, correggere il tiro, cambiare “ritornello”. La salvezza non è più affare del Chievo? Dopo la vittoria di oggi verrebbe da dire di no: 16 punti di vantaggio sulla zona retrocessione sono un margine enorme a due turni dalla fine dell’andata. La squadra gioca, è solida, sa divertire. Però fa bene Maran a dire che “è il Chievo l’unico possibile nemico del Chievo”. I gialloblù hanno dimostrato di poter giocare alla pari anche con formazioni ben più blasonate: sbagliato dunque porsi limiti, giusto ragionare partita per partita. Parlare di Europa e altre situazioni rischierebbe solo di mandare fuori strada qualcuno e stravolgere un clima che ha nell’idea della salvezza il suo punto di forza. Attenzione! Qui non si tratta di evitare l’ambizione ma di considerare la realtà dei fatti: mantenere la categoria è già vitale per la società. Non è ipocrisia ripeterlo sempre ogni anno con la medesima convinzione. Il tifoso deve sognare in grande ma poi bisogna saper essere razionali e pragmatici. È bello godersi questo momento dove la squadra sa essere spietata e davvero mostra una compattezza invidiabile. Non s’arrabbi Maran se sottolineiamo più volte l’età dei suoi giocatori. Siamo davvero stupiti dal rendimento dei vari Dainelli, Gamberini, Pellissier e di chiunque entra a far parte del meccanismo. E adesso? Tocca alla Roma, senza porsi limiti, ovviamente!

11
dic 2016
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CHIEVO SPIETATO! PELLISSIER NELLA STORIA

L’ambiente caldo, il ritorno di Corini, il ritrovato entusiasmo, la voglia di centrare la prima vittoria in casa. Niente di tutto questo ha spaventato il Chievo cinico e spietato come spesso succede. La squadra di Maran ha interpretato nel modo giusto la partita senza mai andare in affanno e contenendo le poche sortite offensive del Palermo. Difesa impeccabile, centrocampo attento, attaccanti sempre disposti al sacrificio. Componenti che hanno permesso ai gialloblù di ottenere tre punti fondamentali. La classifica sorride eccome. Più tredici sul Crotone terzultimo sono un risultato eccezionale a tre giornate dal termine dell’andata.

Da Birsa mi aspettavo una partita così. Lo sloveno doveva riscattare la brutta serata col Genoa e riprendere per mano il Chievo. Da un giocatore così però è giusto attendersi maggiore continuità. Lo vorrei vedere protagonista anche con Sampdoria, Roma e Atalanta. Sempre. Può farlo!

Nota a parte la merita il capitano che ha centrato il fantastico traguardo dei 100 gol in serie A con la maglia gialloblù proprio contro Corini con il quale ai tempi del Chievo i rapporti non erano idilliaci. Strani incroci del destino.

Infine vorrei spendere una parola proprio per Corini: non una polemica verso il Chievo anche nel pre-gara. Persona distinta ed educata, non avevo dubbi.

05
dic 2016
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UN PUNTO ASSAI PREZIOSO

Troppo importante non perdere questa partita…  ritengo dunque che il punto conquistato dai gialloblù sia assai prezioso. Da una parte perché consente di aumentare ancora il vantaggio sul terzultimo posto (+11), dall’altra perché il Genoa arrivato al Bentegodi ha giocato con autorevolezza e personalità e nel secondo tempo ha rischiato seriamente di passare.

Se analizziamo la partita ho visto un Chievo ben disposto in campo, solido dietro e attento sempre più guidato nelle retrovie da un Dainelli strepitoso e supportato da un centrocampo quasi perfetto: Radovanovic ha giocato a mio parere la miglior gara da quando è a Verona. Castro ha corso per tutti, De Guzman è in crescita. E’ mancato Birsa, al di là del rigore: dallo sloveno mi aspetto sempre qualcosa di più ma forse qui parte del merito lo dobbiamo anche al Genoa bravo a raddoppiare e a tagliare i rifornimenti. Alla distanza i gialloblù hanno pagato la crescita della squadra di Juric che sembrava più pronta anche dal punto di vista fisico.

Nel complesso dunque il pari lo considero un risultato giusto che consente di lavorare in totale serenità settimana dopo settimana senza l’assillo del risultato. E adesso tocca al Palermo: un incrocio suggestivo e affascinante con Eugenio Corini.

26
nov 2016
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COSI’ NON VALE

Abbiamo lodato tutti il Torino e la sua enorme qualità. La considero una delle squadre più forti del torneo, allenata da un ottimo tecnico capace e anche obiettivo: “Avesse pareggiato il Chievo non avrebbe rubato nulla” ha detto. Certo è che le decisioni arbitrali stasera più che mai pesano come un macigno. Non è bello attaccarsi a questo quando si perde ma ci sono situazioni in cui onestamente non si può passare sopra.

Pronti-via e subito Ljajic andava espulso per un fallo di reazione. Che dire poi del rigore non dato per fallo su Cacciatore e il mani in area di Barreca. Se vogliamo ci stava anche l’espulsione a Castan: capite bene che sommando tutti questi episodi in una gara terminata 2-1 si può ben intuire che l’analisi di Mihajlovic non fa una piega. Il Chievo meritava il pari anche per quanto prodotto nel primo tempo dove per i primi 38’ la partita era stata in totale equilibrio. Tornare a mani vuote da una trasferta così brucia tanto perché poi resta il risultato ma la prestazione viene dimenticata. Ritengo invece che molti elogi vadano fatti ai gialloblù per l’interpretazione della partita e per la capacità di non mollare mai nemmeno nel secondo tempo quando ormai tutto pareva perduto.

Ho visto un ottimo Castro, un buon De Guzman, un discreto Pellissier. Purtroppo è mancato terribilmente Birsa e il Chievo ha pagato la sua giornata storta.

Detto questo è bene ripartire dalla certezze e dalla prestazione. Questo Chievo piace per temperamento e autorevolezza.

19
nov 2016
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IL VERO CHIEVO

Difficile stabilire quale sia. E’ quello impreciso del primo tempo o quello intraprendente, tenace, caparbio del secondo? Domande. Certo è che oggi abbiamo visto una squadra a due facce e credo che nell’intervallo Maran si sia fatto sentire a dovere. Il Chievo ha cambiato atteggiamento, passo, era diverso, più cattivo. Era quella squadra che aveva abituato bene all’inizio dell’anno e che in qualche partita recente si era un po’ persa. Contava vincere e il Chievo lo ha fatto: serviva tornare a far festa anche per tranquillizzare tutti e i gialloblù come sempre quando serve davvero non mancano l’appuntamento.

C’era anche da far fronte ad alcune defezioni non proprio banali: Birsa, Dainelli e Hetemaj sono tre intoccabili. De Guzman a mio parere non ha sfruttato al meglio l’opportunità, poteva fare di più, ha il potenziale per essere maggiormente determinante. In diretta poi ho criticato la scelta di schierare Spolli: non mi nascondo e son ben felice di essere stato smentito da una grande prova della linea centrale. C’è poi l’intramontabile Gobbi che merita una nota a parte perché quel gol l’ha cercato, se l’è costruito, l’ha meritato.

E adesso questi 18 punti in classifica che forse sì vanno a rispecchiare il vero valore del Chievo fino a oggi. E’ ancora lunga ma la vittoria consente di andarsela a giocare a Torino con spensieratezza. Unico neo… si poteva e doveva chiuderla prima per evitare la sofferenza finale. Chiedo troppo? Avete ragione. Buona Domenica…

15
nov 2016
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PALOSCHI? SI’ LO RIPRENDEREI SUBITO

Beh perché qualcuno ha dubbi? Insomma uno come Paloschi lo riprenderei al volo. Non tanto perché sia un fuoriclasse, non perché da Gennaio in avanti faccia venti gol. Ma un giocatore così al Chievo serve, è una garanzia. E’ uno che non togli mai e che se sente la fiducia prima o poi la butta dentro. Un ragazzo che deve molto a Corini nel suo percorso di crescita, l’unico in grado di mandarlo in doppia cifra in serie A.

Gli è sempre mancato quel guizzo per fare il grande salto perché… per giocare in una grande, beh, devi avere qualcosa in più. In Inghilterra c’è stato di passaggio, giusto il tempo per far incassare al Chievo tantissimi soldi. Un’operazione geniale portata a termine dalla società che dopo aver guadagnato tanto adesso rischia di riprendersi Alberto in prestito e senza dunque spendere nulla (o poco). Quando si dice la gestione manageriale perfetta. Paloschi venduto quand’era all’apice, Paloschi (forse) ripreso perché deve rilanciarsi. Magari ci metteranno anche un diritto di riscatto ma a cifre molto più basse di quelle pagate dall’Atalanta allo Swansea. Sto fantasticando? Forse si ma osservo attentamente il compimento del delitto perfetto pronto eventualmente ad applaudire il Chievo ancor più forte di quello che non ho fatto a Gennaio dello scorso anno.