12
ott 2018
AUTORE Bette
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UNA SOLA LETTERA – A

“Retrocedere e prendere il paracadute? E’ la più grande puttanata che io abbia mai sentito”.

Con una scelta vera (Ventura), condivisibile o meno (io sono tra gli scettici e non lo sto dicendo solo a voi qui adesso), ha chiuso la bocca a chi pensava che il Chievo avesse già deciso il proprio destino. Il presidente Luca Campedelli non molla. Anzi rilancia. Nonostante un’estate tribolata, una penalizzazione (vedremo), il buon nome della società infangato, l’ultimo posto, un esonero, non vuole saperne di lasciare la Serie A, l’unica categoria che concepisce.

Nessun calcolo a retrocedere dunque, nessuna voglia di lasciare il palcoscenico principale. Il Campedelli posato e pacato cambia sguardo quando gli parli di Serie B. Si scusa, come sempre, ma poi sbotta… Il Chievo non è solo un’azienda per il presidente ma una figlia da curare e proteggere. Non la tratta come una macchina da soldi da spolpare, no Campedelli soffre davvero per il Chievo, sta male, non dorme la notte.

Eppure scendere in B, prendersi un bel paracadute milionario, alleggerire drasticamente il monte ingaggi e fare piazza pulita sarebbe uno scenario non da poco. Ma non è questa la linea della società.

Avrebbe potuto tranquillamente prendere un allenatore fino a Giugno (e c’erano quelli che avrebbero accettato) e intanto a Gennaio vendere tutti i prezzi principali e portare in fondo una lenta agonia. Avrebbe potuto uscire ogni tanto allo scoperto e prendere in giro la gente raccontando la favoletta: “Faremo di tutto per salvarci” o dicendo “La squadra si è rinforzata” dopo aver piazzato altrove le pedine più importanti.

Non ha fatto e non farà così, anzi ha dato da subito una scossa… prima che sia troppo tardi. Con questo, si badi bene, non è detto che il Chievo si salvi… ma almeno ci sta provando… E questo, signori, fa tutta la differenza del mondo.

03
ott 2018
AUTORE Bette
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IDENTITA’ PERDUTA

Vi domando perchè io non l’ho ancora capito: ma con che sistema gioca il Chievo? Chi sono i titolari? Non faccio l’allenatore, premetto… nemmeno sarei all’altezza di tale compito ma da osservatore non posso che notare una certa confusione. Una confusione dilagante dall’inizio. Sistemi di gioco nuovi, giocatori che ruotano, titolari che diventano improvvise riserve e viceversa. Francamente non vedo una logica in tutto questo: mi par di notare un continuo cambiamento alla ricerca di un equilibrio che ancora non c’è, di una identità che manca e che fino ad oggi era sempre stata la forza del Chievo.

Dov’era davvero unico il Chievo negli ultimi anni? 4-3-1-2, bloccato, fine. Un centrocampo insuperabile, una difesa attenta, Birsa determinante. E avanti così, con quell’idea sempre e comunque che alla lunga dava i risultati sperati. Fu Mimmo Di Carlo a coniare tale sistema nel 2008, un’idea che alla fine venne ripresa da tutti gli allenatori che di qui sono transitati: Pioli, Corini, Maran…

Non conosco così bene Lorenzo D’Anna da poterlo giudicare dopo poche partite però di sicuro ha dato l’impressione di non avere le idee troppo chiare: era partito con il 4-3-3 con Birsa e Giaccherini, salvo poi rivedere tutto per qualche mal di pancia lamentato dallo sloveno… si è poi passati al sistema col trequartista e poi da qualche partita al cosiddetto albero di Natale. Davanti Stepinski pare l’unico intoccabile e gli altri ruotano senza mai ovviamente trovare un ritmo partita adeguato. Anche a centrocampo si cambia spesso: Hetemaj titolare, poi fuori, poi di nuovo in campo. Poi Leris trequartista, poi interno, poi in panchina…

Francamente dare una linea decisa a prescindere da tutto e da tutti sarebbe la cosa migliore…

28
set 2018
AUTORE Bette
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DIFFICOLTA’ EVIDENTI

Ho guardato la partita del Chievo… non tutta lo ammetto. La percezione è che la squadra manchi di parecchie cose. Se ti devi sempre e solo affidare ai miracoli di Sorrentino per stare a galla non vai lontano. Sorrentino ti porta tanti punti, è per distacco il migliore da tempo ma serve anche altro.

Per esempio: io devo registrare un centrocampo che per anni è stato architrave portante del Chievo essere in grave difficoltà. Ma molto grave. Hetemaj sembra il lontano parente del giocatore a tutto campo che eravamo abituati a vedere: decine di errori banali, nervosismo e poca lucidità lo stanno rendendo un atleta maledettamente normale, lui che per anni lì era davvero un brutto cliente. Poi ovvio se Obi o Rigoni dovevano essere i sostituti di Castro beh allora qualche errore di valutazione direi che è stato fatto. Vendere Castro e incassare è stato giusto: dopo sei partite però dico che non è stato sostituito in modo adeguato. Vedo in difficoltà anche Radovavonic, un altro intoccabile che però, diversamente da altri momenti, sta subendo la crisi della squadra tutta.

Le dichiarazioni dell’allenatore ritengo poi siano abbastanza eloquenti: “Non si può perdere così, inizio a preoccuparmi” sono frasi tutt’altro che simpatiche.

Infine un appello che rivolgo agli allenatori del Chievo anche a quelli che di qui sono passati: non fate entrare Pellissier perchè siete in crisi di risultati e perchè sperate di accomodare in questo modo il presidente. Non è la strada giusta.

Permettetemi poi di fare un saluto…

In questi casi scadere nel banale e nella retorica è la cosa più rischiosa. Non voglio dire dunque troppe cose ma semplicemente salutare un grande tifoso di calcio, appassionato di sport e innamorato di Chievo quale era Gino Ferrari. Nella tante volte in cui è stato nostro ospite ha sempre portato entusiasmo e letture critiche. Un ragazzo che del calcio conosceva ogni dettaglio, giocatori sconosciuti, atleti giovani. Ci affidavamo a lui, spesso, per descriverci le qualità di questo o dell’altro nuovo acquisto del Chievo perchè sapeva sempre darci spunti e interpretazioni significative. Un grande… Saluti, Gino… ci mancherai!

25
set 2018
AUTORE Bette
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NON CAPISCO

Ditemi voi qual’è il vero Chievo? Quello grintoso di Roma capace di agguantare il risultato che sembrava compromesso o quello che ha perso con l’Udinese malamente e che oggettivamente doveva fare di più?

Onestamente non ho ancora strumenti per dare giudizi su questa squadra ma certamente possiamo dire che prendere 13 gol in cinque partite e alternare prestazioni orrende ad altre di discreto livello deve far riflettere.

Qualche preoccupazione c’è, è fuori di dubbio. La forza del Chievo era sempre stata quella di accumulare tanti punti all’inizio e comunque basarsi su una difesa solida, talvolta insuperabile. Oggi non possiamo registrare questo, anzi. E come vado ripetendo da tempo, una squadra come quella di D’Anna non può permettersi per nessuna ragione di “regalare” agli avversari gente come Birsa e Giaccherini. Da questi due ragazzi ci si aspetta di più, molto di più… Sono loro che hanno la qualità per dare la svolta e tutti si aspettano questo.

Ci sono davanti due partite… una più insidiosa dell’altra per capire cosa potrà essere questa stagione… Prima di celebrare funerali è giusto dare altro tempo… Attenzione, però…

17
set 2018
AUTORE Bette
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CHI L’AVREBBE DETTO…

Sono riuscito a seguire il Chievo nonostante fossi a Firenze per un torneo con la mia squadra. Ero a pranzo e ho guardato la partita grazie a un amico e francamente, non ho problemi ad ammetterlo, pensavo finisse in goleada. Il primo tempo infatti aveva evidenziato un tale divario che anche solo pensare di mettere in crisi la Roma non era ipotizzabile. Le uniche azioni del Chievo erano state delle ripartenze veloci caratterizzate da innocui tiri da lontano mai nello specchio della porta. Impossibile far male così, pensavo. E a chi mi chiedeva l’andamento ripetevo sempre: “2-0, ma qua finisce male male”.

Ho criticato la difesa in maniera feroce, lo ammetto: “Rossettini ma come fai a marcare così Dzeko?”

Poi ho spento temporaneamente, riaccendendo solo poco dopo il gol di Birsa. Finalmente Birsa, accidenti. Dopo un anno a sonnecchiare lo si rivede. Bentornato. Segnato il 2-1 la partita è cambiata. La Roma perdeva certezze minuto dopo minuto, aveva smarrito la lucidità e la capacità, mai in discussione nel primo tempo, di controllare la gara senza particolari patemi d’animo. E così come spesso succede ecco che Stepinski di rabbia, con forza ha agguantato la partita. Bel giocatore Stepinski. Il finale è stato vibrante e dicevo: “Ma buttala via Hetemaj quella palla lì… cosa la tieni tra i piedi?”… e intanto la Roma attaccava e attaccava e attaccava fino a che… Giaccherini si inventa quella giocata incredibile. Traversa. 2-2, bravi!

Vincere, forse, sarebbe stato troppo…

13
set 2018
AUTORE Bette
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NON REGGE

Dopo l’improcedibilità del primo processo era francamente impensabile che almeno in primo grado il Tribunale sbugiardasse nuovamente la Procura Federale.

Si era partiti quest’estate da una richiesta iniziale di -15 con il Chievo che sarebbe finito in Serie B. Poi il vizio di forma, le inutili lamentele del Crotone e il rinvio a Settembre, a questi giorni.

Nel secondo processo il copione non cambia: -15 in classifica (ma la categoria almeno è salva) e tre anni di inibizione per il presidente. Il Chievo non si scompone: la sentenza viene scritta in fretta e furia già il giorno stesso dell’inizio del processo ma le richieste della Procura vengono ridimensionate in maniera notevole. Tre punti di penalità, tre mesi al presidente, uno al Consiglio di Amministrazione. Niente di fronte al polverone che era stato paventato ma quasi un tentativo di salvare la faccia.

Viene legittimo chiedersi: ma che significa -3? Pare francamente una condanna ridicola a fronte di tutto quello che è stato detto e scritto da alcune tv e giornali nazionali che hanno sbattuto per settimane il Chievo in prima pagina infangandone il buon nome che negli anni si era costruito. Se le responsabilità della società erano così pesanti si può giustificare il tutto con un -3? Francamente non regge.

Ad ogni modo il Chievo non molla:in questa vicenda non ha alcuna intenzione di portare a casa il pareggio. L’obiettivo è la piena assoluzione.

Ricorso scontato dopo le motivazioni della sentenza…

27
ago 2018
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BRUTTA BOTTA

Uno scivolone orrendo, niente da dire. Un 6-1 così alla seconda giornata non è comprensibile ma bisogna restare equilibrati nei giudizi. Il Chievo ha fatto male, il punteggio lo dice, la squadra ha creato poco e i giocatori chiave sono rimasti fuori dalla partita. Insufficiente Giaccherini, insufficiente Birsa: se non girano questi due fai fatica a costruire qualcosa. Il 2-0 con cui si è concluso il primo tempo era senz’altro esagerato ma poi il 3-0 in avvio di ripresa ha chiuso i giochi. Perdere 6-1 però è francamente un’altra cosa. Non ricordo a memoria sconfitta simili del Chievo ma di sicuro non sono state molte.

In questo momento la cosa più semplice sarebbe quella di gettare la croce addosso alla società per il mercato e all’allenatore ma ritengo che un po’ di pazienza sia doverosa. Ecco solo mi sento di dire che il 4-3-3 è un modulo senz’altro affascinante ma forse non adatto al Chievo: poi non sono un tecnico quindi mi fermo qua. Di sicuro non si può rimanere troppo a guardare. La prossima contro l’Empoli non si dovrà sbagliare perchè in palio ci sono già punti salvezza importanti e non va dimenticato che il Chievo negli ultimi anni aveva costruito i propri obiettivi all’inizio della stagione accumulando tantissimi punti.

20
ago 2018
AUTORE Bette
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APPLAUSI E PUGNO DI MOSCHE

Il Chievo ha sorpreso tutti. E’ stato anche fortunato ma ha retto bene e nonostante la legittima sconfitta le indicazioni che sono arrivate sono positive. Certo, si dice, con la Juventus le motivazioni si trovano da sole ma la capacità con cui ha retto in particolare la difesa francamente non me l’aspettavo. Prendete la prova dei quattro dietro,  Cacciatore e Rossettini in particolare e la sicurezza di Sorrentino: direi che la piena sufficienza non possa essere loro negata tenuto conto del potenziale che si trovavano di fronte.

Ritengo che Giaccherini dovrà essere l’arma in più quest’anno, quella che per qualche stagione, anche se a corrente alterna è stato Birsa che comunque potrà recitare a sua volta un ruolo da protagonista. Per quanto riguarda il ruolo di centravanti abbiamo visto che particolari problemi non ce ne sono e questo fa ben sperare per il futuro.

Ovvio poi andando al concreto restano solo le lodi che danno solo morale: il Chievo ha raccolto zero nonostante a un certo punto davvero l’impresa era a un passo. Prima della gara ero fuori dal Bentegodi a intervistare un po’ di gente e la voce unanime era (0-3, 0-4, 0-5). D’Anna il giorno precedente alla partita aveva bussato alla porta dicendo: “Guardate che ci siamo anche noi” e in effetti il Suo Chievo per qualche buona cosa si è fatto apprezzare. La squadra gialloblù ha fatto la sua partita difensiva e in ripartenza cosa comune a tutti coloro che affrontano la Juventus.

Nota di mercato: vero che è terminato ma quello dei parametri zero continua. Tra i giocatori svincolati ci sono delle ottime opportunità (lista permettendo): Miguel Veloso, Marquinho su tutti e anche Marchisio che però onestamente, come ingaggio, sembra fuori portata.

Il mercato del Chievo infatti, condizionato dalle vicende sulle presunte plusvalenze fittizie, è stato discreto. Qualche ritocco in più a parer mio non guasterebbe.

27
lug 2018
AUTORE Bette
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OCCASIONE UNICA

Mi auguro che al termine della stesura dei calendari società e tifosi del Chievo abbiano esultato. Giocare la prima di campionato contro la Juventus nel giorno del debutto di Cristiano Ronaldo in Italia è un’occasione davvero unica. Tutto il mondo sarà infatti focalizzato sul Bentegodi e per la società di Luca Campedelli sarà senz’altro una vetrina da sfruttare nel modo migliore. Visibilità alle stelle, impatto, stadio completamente esaurito e la possibilità, perchè no, di sorprendere. Del resto meglio affrontare subito squadre di questa portata che sono ancora in fase di rodaggio piuttosto che a campionato già entrato nel vivo.

Poi, tralasciando il “bisogna incontrarle tutte” (smettiamola con questa dichiarazione banale) il calendario si presenta piuttosto equilibrato per il Chievo: più difficile all’inizio ma più agevole verso la fine e cioè quando conta davvero…

Sono curioso di vedere come sarà l’approccio della squadra: negli ultimi anni il Chievo aveva costruito le proprie salvezze a inizio stagione racimolando tanti punti che poi si sono rivelati determinanti. Sarà interessante capire come è stato impostato il lavoro da Lorenzo D’Anna e dal suo staff.

Nota a margine sulla vicenda delle presunte plus-valenze: stracciarsi le vesti oggi e fare del moralismo di fronte a queste cose significa non conoscere la materia. Non ci sono regole scritte che stabiliscano il valore di un giocatore: chi può dire questo vale X e l’altro vale Y? Ognuno di noi sui giocatori ha la sua idea in testa. Per me Pogba a 100 milioni e Neymar a 200 e oltre sono valutazioni  assurde: per un altro invece può essere ancora poco. Nessuno può stabilire il valore effettivo di questo o l’altro atleta.

05
lug 2018
AUTORE Bette
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17 ANNI… E IL “BUON NOME”

Ripartire così dà forza. Chi si aspettava un presidente abbattuto e dimesso deve invece mettersi il cuore in pace. Luca Campedelli è più battagliero che mai anche a fronte di questa vicenda sulle presunte plusvalenze che avrebbero truccato i bilanci. “Possono anche fucilarmi, so che la mia società ha agito sempre seconde le regole” ha tuonato ai nostri microfoni subito dopo la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione… Poche parole decise prima di ripetere allo sfinimento che l’obiettivo stagionale, neanche a dirlo, è quello della salvezza.

L’ambiente del Chievo all’alba del diciassettesimo anno di Serie A negli ultimi diciotto mi pare sereno e rilassato. Non manca l’organizzazione e soprattutto si vede la cura dei dettagli. L’ufficio stampa sempre puntuale, il marketing guidato da Simone Fiorini attento alle piccole cose che fanno la differenza e soprattutto una diffusa cordialità, mai scontata in un ambiente come il calcio.

Ho visto le nuove maglie disegnate dal presidente. La dicitura latina sul braccio “Omnes insani Veronenses” riprene l’antico adagio “Veronesi tuti mati” e poi l’indovinello veronese sul colletto sono quei particolari curiosi e molto accattivanti. Pochi sanno inoltre che il carattere utilizzato per i nomi sulle maglie e i numeri sono stati ripresi direttamente dall’epigrafe di Cangrande alle Arche Scaligere evidenziando un meticoloso e mai banale lavoro grafico.

In ultimo la squadra che va ritoccata ma che davanti è già molto competitiva. Il tempo per intervenire non manca: intanto le basi sono state gettate…