24
dic 2020
AUTORE Bette
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 7 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.774

RIFLESSIONI DI NATALE

Farsi prendere dal facile entusiasmo o dallo sconforto nel calcio è la cosa più semplice. Meglio dunque riflettere, aspettare, guardare. Ma vi sta convincendo davvero questa squadra? Il Chievo rischia di restare una eterna incompiuta. Sì gioca bene, vero ha la sua identità, certo Aglietti è un allenatore competete e preparato. Ma… per andare in Serie A ritengo serva qualche cosa di più.

Chi parla di prestazioni stupende, di meraviglia del calcio, chi elogia a prescindere senza un minimo di spirito critico non mi piace. Se questo è quello che vogliono i più, se ormai “piuttosto di niente meglio piuttosto” fate pure. Io credo che il Chievo, per la sua storia e per la sua ambizione (non credete alla favola che non ci sia) deve e può fare di più.

Mi aspetto dunque qualche intervento sul mercato che possa dare un segnale, che possa rompere gli equilibri e farci commentare: “Accidenti, ma allora in Serie A ci vogliono andare davvero”. E badate bene: non sono qui a dire che sia tutto semplice o una passeggiata. Certamente c’è chi se la passa meglio del Chievo ma anche chi sta peggio e continuando a ricordare che “due anni fa si è retrocessi male e che da allora si è faticato a riprendersi” beh non credo che sia una gran cosa.

Il Chievo ha il dovere di guardare avanti. Ciò che è stato è stato e non si può cambiare. Però per favore restiamo sulla realtà: non esaltiamo in maniera eccessiva ciò che non c’è da esaltare. Se il Chievo giocherà per i play-off non deve essere visto come un trionfo, perdonate. E lo dico con il massimo del rispetto.

Sono critico? Anche sì, ma ritengo che la critica sia necessaria per migliorare. Avere intorno persone che ci applaudono soltanto, solo all’apparenza fanno il nostro bene…

1.774 VISUALIZZAZIONI

7 risposte a “RIFLESSIONI DI NATALE”

Invia commento
  1. Karoot scrive:

    La riflessione che faccio io è che i risultati di questi due anni sono PESSIMI ed molto semplice spiegarli:

    1) Sartori e successivamente Nember (motivo per cui sono andati via) avevano ragione…. bisognava investire non andare avanti al risparmio per poter stare in serie A (vedesi Atalanta)
    2) Non è ammissibile che dopo 15 anni della massima serie e dopo tutti i soldi che la società ha ricevuto (mai prima d’ora delle società di calcio avevano ricevuto cosi tanti introiti per i diritti televisivi) ci si trovi alla canna del gas; Il Campe voglia o no adesso è chiamato a versare i soldi che pensava di poter risparmiare;
    3) Al momento, pur avendo due partite in meno, siamo ben lontani all’obiettivo che è LA PROMOZIONE DIRETTA non i play off ….

    Detto ciò, adesso la società è chiamata a porre rimedio con i FATTI e non solo a parole.

    • Begbie scrive:

      Karoot, per risponderti posso usare alcuni degli argomenti che alcuni Butei con cui condivido la fede gialloblù criticano Setti. Cambia la società, c’è Campedelli al posto di Setti, ma gli argomenti sono gli stessi.

      Un errore tipico del tifoso è che non ha ben chiaro cosa costi una stagione di serie A. Non c’è solo il costo degli ingaggi, ci sono i costi delle trasferte, gli affitti (stadio, Veronello), il settore giovanile. Il Chievo è vissuto bene con Sartori, perché praticamente ogni anno c’era almeno una plusvalenza che dava quei 10-15 milioni in più, necessari per raddrizzare il bilancio (vado a memoria, Constant, Bradley, Paloschi, Inglese). Poi Sartori ha lasciato ed è andato ad applicare il suo metodo all’Atalanta, e i risultati li stiamo vedendo. I successori di Sartori, Nember e Romairone, non sono più riusciti a trovare quei giocatori sconosciuti che una volta valorizzati diventavano plusvalenza. La squadra è invecchiata, la qualità c’era ed infatti siete resistiti altri 3 anni in A. Ma ogni anno mancavano quei famosi 10-15 milioni, ed ecco che il bilancio è diventato da horror. Il giochino delle finte plusvalenze col Cesena ha risolto il problema per uno o due anni, ma poi i nodi sono venuti al pettine.

      Quello che voglio dirti è che quando retrocedi con un buco a bilancio di circa 50 milioni e quando non hai lo sceicco arabo alle spalle, ma una persona normale come Campedelli, che alle spalle ha un’azienda da circa 25 milioni di fatturato/anno, il paracadute serve solamente a tappare i buchi e devi assolutamente sperare di tornare in A prima della fine del paracadute stesso (cioè al massimo quest’anno). Torni in A a costo di fare una figura dimmerda e retrocedere già a dicembre e coi diritti risani la società. Se invece non riesci, l’anno prossimo te la dovrai cavare coi 5-6 milioni che prendono le altre squadre di B, oltre a sponsor e botteghino (quando ci faranno la grazia di farci rimettere piede al Bentegodi).

    1. Mister X scrive:

      Personalmente non percepisco il facile entusiasmo di cui parli, bensì un ragionevole ottimismo per il raggiungimento dei play-off. Certamente il Chievo, per la storia che si è costruito negli ultimi decenni, dovrebbe avere il dovere di puntare a qualcosa di più, ma credo che il problema sia ancora societario.
      Detto questo, penso che:
      - almeno 6 squadre hanno un organico nettamente più forte
      - quasi tutte hanno una prestanza fisica maggiore della nostra (e questo conta anche in B)
      - Aglietti, bravo certo ma con un gioco per molti tratti poco incisivo e di conseguenza abbastanza sterile; inoltre non vedo in lui un maestro di calcio che servirebbe a far crescere molti dei giocatori che ha a disposizione (ma spero di essere smentito più avanti).
      Nonostante tutto, sono d’accordo con un commentatore televisivo secondo il quale, se il Chievo riuscisse a prendere un attaccante di un certo spessore, potrebbe colmare il gap con le più forti della categoria.

      1. Fabio scrive:

        Io dico che la volontà c’è ma che per molti fattori adesso risalire è molto complicato.. poi quest’anno ci sono almeno 8 squadre chiaramente orientate ad andare in A.. l’anno buono era lo scorso anno…
        Però la squadra anche x me sembra meglio costruita…ed è vero che non abbiamo l’attacco di Monza o Lecce (che al netto delle due partite in meno del Chievo non è che stiano ammazzando il campionato).
        Mah.. ce la giocheremo…però non mi sento di muovere critiche particolari, se mai apprezzo la voglia di provarci nonostante tutte le difficoltà

        1. cinghiale bianco scrive:

          A mio modesto avviso urge una riflessione sull'operato dell'allenatore

          1. Guido scrive:

            Il Chievo avrebbe una buona squadra se … Djordjevic fosse l’attaccante che in molti speravamo e Giaccherini una volta rientrato fosse in grado fi fare la differenza. Purtroppo invece Djordjevic segna col contagocce mentre il Giaccherini visto al rientro sembra non averne più. Per fortuna che Obi non è più ricaduto nei suoi infortuni muscolari, altrimenti anche in mezzo al campo avremmo un buco enorme. Lo scorso campionato oltre al Benevento che ha fatto un campionato per conto suo, è salito direttamente il Crotone con 68 punti e lo Spezio coi play off che era arrivato terzo con 61. Il Chievo finora viaggia ad una media di 1,54 punti a partita che in 38 partite vale 58,4 punti. Pochi quindi per salire direttamente. Concordo con Betteghella che al mercato invernale si deve intervenire altrimenti la corsa la facciamo probabilmente sui play off, sapendo che poi è una lotteria.

            1. Denis scrive:

              A mio parere.
              Il Chievo di quest'anno è costruito meglio rispetto allo scorsa stagione e ovviamente allenato meglio, visto che Aglietti è un ottimo allenatore ed ha potuto partire dal ritiro.
              Ma quest'anno ci sono almeno 6 formazioni che hanno una rosa superiore, alcune con un divario importante.
              Quindi se il Chievo arriva ai playoff secondo me è già un successo.
              Forse qualche domanda sui programmi va posta alla società, visto da moltissimi mesi non parla mai nessuno.

            Lascia un Commento

            Accetto i termini e condizioni del servizio

            Accetto i termini sulla privacy

            *