16
ott 2017
AUTORE Bette
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CI SI SALVA ANCHE COSI’

Un dirigente importante del Chievo lo sottolinea da tempo: “Servono anche queste partite per portare a casa la salvezza”. Tradotto: un punto anche se brutto è pur sempre prezioso per muovere la classifica, dare continuità, far acquisire consapevolezze e soprattutto tenersi alla larga dalla zona calda.

La partita tra Sassuolo e Chievo non è stato uno spettacolo esaltante, anzi. Emozioni zero, tiri in porta pochi. Ma la lettura che ci viene da una gara così poco piacevole è che i gialloblù sono la sesta difesa del campionato, non perdono da cinque partite (2 vittorie, 3 pareggi), limitano gli avversari. Poi sì, gli amanti del bel calcio non la ricorderanno ma chi ha la società e lavora con pragmatismo per portare a casa l’obiettivo non guarda lo spettacolo. A cosa serve esser belli e perdere?

Si dice che il Chievo non regali sogni in questo modo: ma il sogno è già mantenere la categoria e andare avanti. Dare continuità a un progetto non è banale ne scontato: non parlate di Europa e di altre questioni. In Europa il Chievo non ci andrà (mi sbilancio e spero di essere smentito) ma ho questa sensazione a patto che le cifre dei nuovi contratti dei diritti tv non vengano confermate (43,2 milioni per Campedelli) e allora qualcosa di diverso potrebbe muoversi ma… dubito fortemente.

Intanto tenersi stretto questo punto e guardare al derby…

01
ott 2017
AUTORE Bette
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E ADESSO?

Possiamo ancora parlare di salvezza? Sì certo. Solo ed esclusivamente salvezza. Ho ricevuto un messaggio dagli spogliatoi del Bentegodi: “Mancano ventinove punti al nostro obiettivo”. Capite qual è la forza del Chievo? Ragionare solo ed esclusivamente in questo senso senza volare laddove potrebbe essere rischioso. Si parla di sogni, di entusiasmo, di tifosi che meritano di poter cullare qualcosa di più prestigioso… ma la dimensione impone di tenere i piedi per terra perchè sbandare è sempre dietro l’angolo.

E così la grande impresa contro la Fiorentina diventa “solo” una vittoria da tre punti fondamentali che consentono di allungare sul terz’ultimo posto (+8) e ti fanno andare dopo la sosta a giocare contro il Sassuolo con animo sereno, senza la foga di affrontarla come fosse una spareggio da dentro o fuori.

Il Chievo è lì a ridosso delle primissime ma non ci pensa. Ragiona un passo alla volta, si guarda alle spalle. Oggi è andato sotto subito ma ha avuto la forza di reagire immediatamente sotto il piano emotivo e del gioco: ha trovato un Castro in ottima forma che finora era stato un po’ in ombra e ha retto nel momento in cui la Fiorentina dava la sensazione di poter pareggiare da un momento all’altro. Maran ha azzeccato tutte le mosse e ha permesso al Chievo di vincere la prima partita in casa della stagione. Il bottino adesso inizia a farsi davvero interessante ma attenzione… non si commetta mai l’errore di darlo per scontato.

24
set 2017
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PERFETTI

E’ stata la partita che Maran sognava e giustamente si gode il successo. Vincere a Cagliari non è scontato per nessuno e il Chievo l’ha fatto senza troppo patire. Ha difeso con ordine, ha segnato un grandissimo gol con Inglese e poi ha creato tantissimi presupposti per raddoppiare. Il cosiddetto sigillo l’ha messo Stepinski alla prima assoluta in Serie A e capace di un gol davvero di pregevole fattura.

Questi sono punti che pesano. Il pragmatismo del Chievo ti fa dire, anche se è solo l’inizio, che ci sono già sei lunghezze di margine sul terz’ultimo posto e tenere le distanze dalle zone bollenti è il primo obiettivo. Il ritorno alle due punte (non sono allenatore ma vedo sempre il Chievo) mi fa dire che la squadra è senz’altro più incisiva, insomma più pericolosa. La cosa migliore è stata la capacità di concedere nulla al Cagliari che pure giocando in casa e con la sconfitta di Mercoledì contro il Sassuolo aveva il dovere di riacciuffare il risultato. Non ho contato parate mirabolanti di Sorrentino, segno che la squadra ha retto magnificamente.

E poi si tratta della seconda vittoria in trasferta (dopo quella di Udine) contro due dirette rivali per la salvezza. Prendersi cinque in sette giorni tenuto conto delle due trasferte consecutive è davvero un buon segnale…

21
set 2017
AUTORE Bette
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PUNTO DI MATURITA’

Premetto che la partita non mi è piaciuta ma questo conta meno di zero. Il punto conquistato dal Chievo è davvero importante: la squadra ha mostrato maturità e onestamente pensavo che dopo il gol subito non la rimettesse in piedi. Bene così, perchè pareggiare a Marassi non è semplice e il Genoa in casa vende sempre cara la pelle.

E’ mancato Birsa e quando lui non gira tutto l’attacco fatica. Il sistema con una sola punta garantirà più equilibrio e stabililtà ma non mi convince: il Chievo dimostra di essere decisamente più pericoloso e incisivo con i due attaccanti e l’ingresso di Pellissier ha dato vivacità. Anche Garritano è entrato con il piglio giusto e sarei curioso di vederlo per qualche minuto di più nelle prossime partite.

Se dobbiamo fare un bilancio di queste prime cinque giornate possiamo dire che il Chievo è in linea: manca il punto casalingo contro la Lazio che i gialloblù avrebbero meritato ma la classifica evidenzia un avvio di stagione nella media. Che sarebbe stato più difficile il presidente l’aveva preventivato: per questo pareggi così vengono sempre applauditi. “Un punto è sempre meglio di zero” ripete Campedelli fino alla noia e prova a mettercelo in testa a tutti anche se da osservatori esterni non sempre possiamo apprezzare. Il Chievo ha il suo marchio di fabbrica e lo porta avanti: va dato atto che la squadra di Maran ha provato anche a vincere nel finale e le occasioni non sono mancate. Adesso sotto con il Cagliari: altro appuntamento da sfruttare al meglio.

17
set 2017
AUTORE Bette
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IMPAURITI… E PERCHE’?

Mi aspettavo di più, sinceramente. Mi aspettavo un Chievo più battagliero, più caraggioso, più intraprendente. Invece ho visto parecchia paura: non mi è piaciuta la partita dei gialloblù che sono rimasti a galla grazie anche a un ottimo Sorrentino. Dicevo solo la settimana scorsa che la squadra nonostante il 3-0 a Torino aveva fatto bene, giocando spensierata e con disinvoltura. Stavolta no: i passi indietro rispetto alla gara con la Juve sono stati evidenti ed è un peccato. Se guardiamo le occasioni il pari sta senz’altro stretto all’Atalanta che ha giocato a viso aperto cercando fino alla fine il successo.

Dopo il gol di Bastien il Chievo ha badato solo a difendersi, in area piovevano cross a raffica e Inglese non riusciva a gestire un pallone. Troppo isolato l’attaccante gialloblù per poter reggere da solo il peso del reparto: troppo poco hanno fatto i centrocampisti per supportarlo a dovere. Non mi sta entusiasmando questo avvio di stagione di Castro, Hetemaj ha sbagliato tantissimo, Radovanovic non ha giocato con la personalità di Torino. Situazioni che paghi alla lunga se tre elementi così importanti non sono al meglio.

In ogni caso portare a casa il punto è stata la cosa migliore della giornata: l’Atalanta è più forte del Chievo e dunque un passetto avanti in classifica non guasta. Certamente, penso conveniate con me, vorrei già da Genova vedere lo stesso spirito propositivo che ha spesso contraddistinto la gestione di Maran: solo così si potrà mettere da parte punti già determinanti. In questi anni è stata la chiave del successo dei gialloblù…

10
set 2017
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MENTALITA’ GIUSTA, PASSIVO ESAGERATO

Un passivo esagerato che non ci sta mai ma con le grandi squadre funziona così. Bastano un paio di situazioni per chiudere la partita e dopo recuperare diventa praticamente impossibile. Il Chievo ha giocato con grandissima personalità mettendo alle corde la Juventus per lunghi tratti della partita e addirittura costringendo i bianconeri a difendere l’1-0 a inizio ripresa. Fosse arrivato il pari nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo, poi, l’ingresso di Dybala ha spostato gli equilibri e lì la partita è finita. Il 2-0 ha chiuso i giochi nonostante i gialloblù abbiano sfiorato più volte il gol.

Ho apprezzato molto Maran che ha dato seguito a quanto detto in conferenza stampa pre-gara. “Non snaturiamo il nostro modo di essere” e così infatti è stato. Ho visto un Chievo aggredire alto, altissimo, praticamente all’altezza dell’area di rigore: una cosa non proprio da tutti allo Stadium considerata la caratura dell’avversario. Mi sono piaciuti molto Cacciatore e Gobbi, Radovanovic ha fatto una gara sontuosa mentre stavolta non posso promuovere Castro e Hetemaj.

Ritengo che il Chievo al di là del 3-0 torni a Verona con delle certezze: giocare con tale agonismo contro la Juve dà l’idea di come la squadra intenda affrontare tutti alla stessa maniera. E con questa mentalità senz’altro arriveranno tante soddisfazioni…

01
set 2017
AUTORE Bette
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“I COLPI SI FANNO QUANDO SI VENDE”

Ancora una volta l’ovazione per il mercato la merita il Chievo. Era accaduto a Gennaio di qualche anno fa per la cessione di Paloschi, non può non accadere oggi per quella di Inglese. Campedelli, Romairone e, permettete, anche Maran hanno fatto un autentico capolavoro: “I colpi si fanno quando si vende” mi ha ammonito qualcuno nelle ultime frenetiche ore di calciomercato. Detto fatto ecco la grande operazione che consente al Chievo di mettere a segno una plusvalenza magnifica. Inglese ceduto al Napoli per 12 milioni più bonus resterà in gialloblù fino a fine anno: praticamente una magia se pensiamo che fino a due anni fa l’attaccante era semplicemente di passaggio dalle parti di San Zeno Di Montagna. Giusto il tempo di arrivare, sistemare la valigia e ripartire. Dicevamo dei meriti: Maran sicuramente merita un applauso enorme perché ha saputo valorizzare un ragazzo poco considerato e trarne il meglio. La società poi conferma ancora una volta lungimiranza e attenzione perché piazzare oggi a queste cifre un giocatore non è facile: Inglese è costato zero e va via a 12… applausi a scena aperta. Così si dà futuro, così si costruisce.

Detto questo poi prendi la Gazzetta e guardi i voti del mercato: Chievo 5. Ma stiamo scherzando? Ma veramente? Solo questa operazione era da 7 e addirittura ti ritrovi con voto insufficiente. Assurdo. Ricordo che il Chievo ha acquistato anche Tomovic dalla Fiorentina (quasi sempre titolare) e che potrà contare sull’apporto di giovani interessanti quali Gaudino, Garritano, Pucciarelli. Poi ha trattenuto Birsa, ha rivitalizzato Hetemaj, non ha mai discusso sulla permanenza di Radovanovic. Grazie a Dio la società non si fa abbagliare da questi voti casuali e continua a lavorare in maniera attenta e mirata. Alla prossima plusvalenza quindi: non è finita qui. La filosofia del Chievo, basso profilo ma competenza alle stelle, non ha certo bisogno dell’approvazione.

27
ago 2017
AUTORE Bette
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BEFFATI

Il Chievo perde in maniera immeritata… Vero, verissimo. Ma questo è il calcio, questa è la Serie A. Intendiamoci: la Lazio ha avuto le sue occasioni ma francamente nel primo tempo ha tirato in porta solo sul gol (accidenti Sorreeee) e poi anche nella ripresa la squadra di Maran è stata maggiormente pericolosa. Certo, stiamo parlando di una formazione di qualità pertanto la sconfitta ci può stare. Il rammarico grande è non aver conquistato un punto assolutamente meritato.

Mi è piaciuto come il Chievo ha reagito dopo il gol subito: non è stato brillante l’approccio come a Udine ma subire una rete e rimettersi subito in carreggiata evidenzia personalità e carattere. Certo qualcosa in più mi aspettavo da Castro, le sue fiammate sono mancate e anche Birsa non ha brillato. Bene Inglese, in crescita Pucciarelli che potrà dire senz’altro la sua.

Mi sento di dire che oggi qualcosa come alternativa davanti manca: si sta aspettando il rientro di Meggiorini ma una soluzione incisiva dalla panchina a mio parere occorre per non farsi trovare scoperti. Il campionato è lungo, le insidie sono tante. Confido che in questi ultimi giorni di mercato qualche cosa di positivo possa davvero accadere.

21
ago 2017
AUTORE Bette
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NON E’ FRUTTO DEL CASO

La storia si ripete ancora una volta. E non sono sempre fatalità. Il Chievo ha vinto con grande merito a Udine dimostrando una solidità e permettetemi, anche una buonissima qualità, al cospetto di una squadra sempre pericolosa. Magari l’Udinese non farà un torneo di vertice (la difesa traballa parecchio, il portiere Scuffet è un lontano parente di quello che doveva diventare l’erede di Buffon) ma è comunque una formazione difficile da affrontare, dinamica e con tante soluzioni.

Di fronte però c’era un Chievo brillante (Maran chiedeva questo dopo la gara di Coppa Italia contro l’Ascoli) che ha giocato a memoria sbagliando poco o nulla, ha accelerato quando serviva e gestito la gara a seconda delle necessità. Ho visto Sorrentino parare il pallone decisivo a due minuti dalla fine: i due centrali, Dainelli in particolare, troneggiare in difesa e mostrare una condizione atletica da ventenne. Ho visto Hetemaj tornato sui suoi standard, lottare, correre come un pazzo e pressare ogni avversario; ho visto Birsa di un’altra categoria, Castro uscire alla distanza con qualità. E ho visto Inglese e mi sono fermato: altrochè 10 milioni di euro, altrochè svenderlo. E’ stato praticamente perfetto: penso che il suo primo tempo in particolare al di là del gol sia da guardare e riguardare.

E intanto tre punti determinanti sono già conquistati e messi da parte: sebbene sia solo l’inizio era importante partire con un segnale forte. E’ passato un altro anno ma il Chievo non è cambiato…

25
lug 2017
AUTORE Bette
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LA CAPACITA’ DI FIDELIZZARE

Non vorrei scadere nel ripetitivo dicendovi che ho visto un Chievo solido, organizzato, consapevole. Insomma, il solito Chievo con una precisa filosofia e una linea che non si scosta minimamente dal seminato. Vi vorrei dire che Sorrentino para, che Dainelli non sbaglia una diagonale che Hetemaj è tornato a correre per cinque, che Gaudino, accidenti, ha personalità e classe da vendere, che Birsa inventa e incanta a piacimento, che i nuovi attaccanti faranno invidia, che Maran è carico e non vede l’ora di ripartire. Tutto vero ma… la realtà è che qui c’è una società che fa la differenza, che ha le idee chiarissime, che non spende a caso, che non lancia giovani allo sbaraglio che non sono pronti tanto per spegnere le chiacchiere.

In queste settimane ancor di più ho capito che la forza del Chievo, la grande organizzazione, il tutto al proprio a posto, lo si deve a un club di altissimo livello. Il “far quadrare i conti” non è frutto del caso: qui ogni cosa è calcolata e le operazioni sono sotto l’attenta osservazione del presidente. Qui non passa niente, chi sbaglia paga. E’ una regola rigidissima e tutti si attengono senza fiatare.

Prendete Paloschi. Scrissi, sbagliando, che era tutto fatto. In effetti le parti erano parecchio avanti nella trattative ma alla fine il Chievo si tirò indietro. “Le condizioni le dettiamo noi non lui”. Una società fa questo. Per Andreolli idem. Il Chievo non perde l’identità per un giocatore o l’altro: non si rovina per accaparrarsi più nomi possibile. Cerca, al contrario, di fidelizzare le persone. Prendete dirigenti e allenatori: Maran, Maraner, Bressan, Squizzi, Sardo, Pacione, Moro, D’Anna, Tiribocchi, Mandelli. Tutta gente del Chievo che qui hanno giocato e che Campedelli vuole vicino. Il motivo? Molto semplice. Sono tutte persone che sanno come si lavora vicino al presidente, che sanno quello che lui chiede, che non escono dal seminato e soprattutto che difficilmente tradiranno la fiducia. Finora un modo di pensare che ha dato risultati eccellenti…