11
dic 2017
AUTORE Bette
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QUANDO UN PORTIERE FA LA DIFFERENZA…

Possiamo star qui a parlarne finchè vogliamo ma quando una squadra ha un grande portiere, affidabile e sicuro è già a metà dell’opera. Per il Chievo è proprio così perchè puoi anche fare la partita della vita, giocare in modo impeccabile e mettere in difficoltà le più forti ma se dietro vacilli sei destinato a soccombere. Sorrentino ha dimostrato una volta di più quanto un portiere bravo porti punti pesanti: era successo con la Spal, si è ripetuto con la Roma ma potremmo star qui a elencare molte partite che hanno visto Stefano protagonista.

Non si vuole con questo levare meriti alla squadra che contro la Roma ha giocato con invidiabile personalità riscattando lo sciagurato 5-0 di San Siro: certo tre, quattro interventi sono stati davvero prodigiosi. Sorrentino dà continuità di prestazione, sbaglia poco ed è un trascinatore. Ha fatto una carriera, a mio parere, non adeguata alle sue capacità: per come la vedo io poteva essere tranquillamente un titolare di Roma o Lazio e dunque giocarsi la possibilità della Nazionale che avrebbe ampiamente meritato.

Detto questo ho davanti agli occhi la prestazione globale dei giallolbù: con Jaroszyński che al debutto in Serie A ha giocato da veterano, con Radovanovic prezioso e insostituibile e Inglese che si è battuto per tutti.

Questi punti e un portiere così fanno e faranno la differenza…

04
dic 2017
AUTORE Bette
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SENZA STORIA

Viene difficile commentare un 5-0. Troppo netto il divario oggi, e sottolineo oggi, tra le due squadre, vuoi per motivazioni, vuoi per qualità, vuoi per le tante defezioni (e non vanno dimenticate) che aveva la squadra di Maran. Giocare contro l’Inter inarrestabile senza il centrocampo titolare è un’impresa ardua e già segnali di sbandamento si erano visti sulla linea mediana in occasione della partita contro la Spal. Aggiungiamoci una serie di errori individuali ed ecco spiegato questo 5-0 che certamente non cambia nulla sulla brillante stagione del Chievo ma evidenzia una differenza che si sapeva ci fosse sulla carta ma ci si augurava non fosse così marcata.

Sinceramente, lo dico, pensavo ad un Chievo maggiormente vivo e protagonista. Penso infatti che a rose complete non ci siano cinque reti di margine e che la squadra gialloblù possa fare decisamente meglio come ha dimostrato, per esempio, con il Napoli.

Una brutta pagina di questo campionato da archiviare alla svelta…

25
nov 2017
AUTORE Bette
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A META’ DELL’OPERA

Non rinnego quanto detto durante la nostra diretta. Il Chievo ha fatto una brutta partita e riuscire a vincere partite così significa essere una grande squadra. Dobbiamo essere onesti e ammettere che la Spal non meritava di perdere per nessun motivo e solo Sorrentino ha tenuto a galla i gialloblù con interventi al limite del prodigioso.

Le assenze di Castro (ci si dovrà abituare) e Radovanovic si sono fatte sentire parecchio, gli equilibri tra i nuovi inseriti a centrocampo ancora non ci sono e anche in difesa si è ballato oltremisura. Tutta la linea ha sbandato più e più volte e lo stesso Gobbi che generalmente non sfigura mai, ha avuto notevoli difficoltà sulla marcatura di Lazzari.

Poi l’ha risolta Inglese e quindi bene così ma un’analisi sulle tante cose che non sono funzionate certamente va fatta.

Torna così puntuale il vecchio e mai superato ritornello: “Quando deve vincere il Chievo non sbaglia mai”. Serviva la vittoria che mancava da un mese e puntualmente, nonostante le difficoltà, è arrivata.

Essere a metà dell’opera dopo 14 turni è qualcosa di veramente grande…

20
nov 2017
AUTORE Bette
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I MERITI DEL CHIEVO

Un passo alla volta, verso la salvezza. Il Chievo dimostra ancora, quasi ce ne fosse bisogno, una grandissima autorevolezza andando a prendersi un bel punto a Torino dopo aver giocato discretamente bene e aver rischiato anche di vincere.

Se poi tra i pali hai ancora un portiere superlativo allora diventa tutto più facile. Mi piacerebbe che tutti, ma proprio tutti, dessimo il giusto valore a questo risultato. Snoccioliamo la rosa del Torino e, sulla carta, sotto il profilo quantomeno della qualità, è una squadra senz’altro superiore al Chievo. La differenza però non si è vista e nonostante di mezzo ci sia stata la sosta le risposte sono stati confortanti. Un Chievo consapevole dei propri mezzi che diventa con forza senza mai disunirsi e quando riparte sa fare molto male.

Ho più di un dubbio sul rigore assegnato al Torino e sull’espulsione (se va fuori Radovanovic anche Niang doveva essere allontanato) ma anche in inferiorità numerica il Chievo ha rischiato poco o nulla.

Alla luce dell’ennesimo avvio di campionato importante sarebbe opportuno che venissero sottolineati i meriti del Chievo più che i demeriti degli altri… Lo si evidenzia sempre troppo poco

05
nov 2017
AUTORE Bette
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IL VERO CHIEVO

Se è questo c’è da star tranquilli… Ma negli occhi abbiamo ancora le quattro sberle subite dal Milan e quelle di Genova e dunque è da chiedersi quale sia il vero Chievo.

Non mi spiego il motivo di una partita di così grande attenzione senza prendere gol e rischiando relativamente poco contro uno degli attacchi più prolifici d’Europa a fronte delle dieci reti subite in tre gare ravvicinate…

Oggi direi che la gara doveva e poteva essere interpretata solo così: diamo l’alibi al Napoli di non essere stato lo stesso di sempre per l’impegno di Champions contro il Manchester City che volente o nolente strappa energie preziose: ma ciò in nessun modo deve scalfire i meriti dei gialloblù che sono tantissimi. Un muro che ha retto alla grande e senza concedere chissà cosa guidato da un grande Sorrentino (alla faccia delle ingiuste critiche) e da una difesa che non è andata mai in apnea. Si è sofferto sulle fasce com’era prevedibile ma anche il centrocampo, per esempio, non ha sfigurato nel confronto.

E’ mancata, forse, un po’ di brillantezza offensiva… Birsa non è mai riuscito a trovare lo spazio per la conclusione e Inglese è stato ben braccato da Koulibaly e Albiol: per il resto il punto è strameritato e oltre a interrompere la serie di due sconfitte a fila dà senz’altro morale e autostima… Fermare questo Napoli che pareva inarrestabile (almeno in campionato) è senz’altro qualcosa di molto gratificante…

30
ott 2017
AUTORE Bette
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SALVEZZA ANCORA DA CONQUISTARE

Preoccupano i dieci gol subiti in tre partite. Sono tanti, troppi per una squadra come il Chievo che ha sempre fatto della solidità difensiva la sua arma principale. Perdere ci sta ma i passivi stanno diventando esagerati. In poco più di dieci giorni da essere una delle retroguardie meno battute a una delle peggiori è una qualcosa che deve far riflettere. Sia chiaro: la Sampdoria è una gran bella squadra e dunque per carità, la sconfitta può starci. Certo è bene anche capire che la salvezza ancora non è in cassaforte e nonostante il margine di tranquillità rispetto al terz’ultimo posto è necessario tornare a pedalare nel modo giusto.

L’ultima giornata di campionato ci ha fatto capire che sarà una battaglia fino alla fine per strappare la salvezza. Il Crotone non muore mai, la Spal ha un buon valore davanti, il Genoa è sempre insidioso. Calendario alla mano il Chievo affronterà in sequenza Napoli, Torino e Spal, impegni difficili (quello col Napoli forse proibitivo) ma da cui i gialloblù hanno il dovere di strappare punti.

25
ott 2017
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IRRICONOSCIBILI

Penso non ci sia appellativo più appropriato. Una notte da dimenticare sotto tutti i punti di vista. Risultato, prestazione, determinazione e voglia di prendersi punti pesanti. E’ stato un Chievo brutto, troppo brutto per essere vero e non mi spiego il motivo. La cattiveria e l’agonismo visti nel derby si sono disciolti in 72 ore. Nella prima mezz’ora, tutto sommato, c’è stato un sostanziale equilibrio rotto da Suso ma i gialloblù fino lì avevano fatto davvero poco (colpo di testa di Tomovic a parte).

Premetto che parlare col senno di poi non mi piace però onestamente la soluzione Tomovic a sinistra non mi convince. Mi sa tanto da adattamento e quando è entrato Gobbi, mancino naturale, qualche cross e pericolo in più si è visto dalle parti dell’area del Milan.

Maran voleva giocare con due davanti veloci tenuto conto della stazza dei difensori rossoneri ma forse, oggi come oggi, il Chievo non può prescindere dalla fisicità di Inglese che tornerà titolare contro la Sampdoria così come ci saranno Dainelli (quanto è mancato) e Gobbi.

Confido sia stata solo una brutta serata, di quelle da prendere e archiviare al volo. Questo senz’altro non è il Chievo che conosciamo…

22
ott 2017
AUTORE Bette
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CHIEVO SPIETATO

Il Chievo ha vinto con merito, su questo penso ci sia poco da eccepire. Ha sofferto all’inizio dove ha approcciato la partita in maniera non positiva, ha sfruttato gli errori del Verona, ha colpito in modo spietato. Nel secondo tempo poteva segnare almeno in altre quattro-cinque situazioni e questo certifica come la squadra sia affamata settimana dopo settimana. Mi piace riscontrare che alle parole di Maran seguano i fatti: molte volte nel calcio si dicono cose di comodo e circostanza ma in questo caso l’allenatore del Chievo dimostra di avere completamente la situazione sotto controllo.

Bene la lettura della partita: il Chievo soffriva terribilmente le corsie esterne da dove peraltro è scaturito il gol del Verona. Cos’ha fatto Maran? Ha tolto ogni possibilità di rifornimento per Cerci (poi sostituito) e Verde (che ha finito la sua partita dopo la rete al sesto minuto). Penso che la capacità di un allenatore stia soprattutto nel porre rimedio anche in corsa quando le cose non funzionano.

Mi sono piaciuti tantissimo Cacciatore, Gobbi, Radovanovic, Hetemaj e lo stesso Inglese. Castro è entrato in ogni situazione pericolosa ma è stato poco concreto mentre non posso promuovere completamente la prova di Birsa e Pucciarelli dai quali mi aspetto di più. Certo la sensazione, soprattutto grazie alla superiorità numerica (rosso molto dubbio per Zuculini), era che il Chievo avesse sotto controllo la partita e che potesse colpire da un momento all’altro.

La vittoria di oggi dice che i gialloblù hanno già dieci punti di vantaggio sul terz’ultimo posto e viaggiano con la giusta consapevolezza. Guardando a salvarsi ma senza, giustamente, porsi limiti.

Piccola nota di mercato: il Chievo comunque vadano le cose a Gennaio uscirà vincitore. Ecco i tre scenari:

-         Incassati i 12 milioni, si tiene Inglese fino a Giugno

-         Inglese va al Napoli a Gennaio e il Chievo ottiene un bonus ulteriore sulla cessione

-         Inglese va al Napoli a Gennaio e il Chievo ottiene in cambio Milik fino a Giugno

Situazioni che non sono casuali ma che fanno capire che cosa significhi saper fare calcio.

16
ott 2017
AUTORE Bette
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CI SI SALVA ANCHE COSI’

Un dirigente importante del Chievo lo sottolinea da tempo: “Servono anche queste partite per portare a casa la salvezza”. Tradotto: un punto anche se brutto è pur sempre prezioso per muovere la classifica, dare continuità, far acquisire consapevolezze e soprattutto tenersi alla larga dalla zona calda.

La partita tra Sassuolo e Chievo non è stato uno spettacolo esaltante, anzi. Emozioni zero, tiri in porta pochi. Ma la lettura che ci viene da una gara così poco piacevole è che i gialloblù sono la sesta difesa del campionato, non perdono da cinque partite (2 vittorie, 3 pareggi), limitano gli avversari. Poi sì, gli amanti del bel calcio non la ricorderanno ma chi ha la società e lavora con pragmatismo per portare a casa l’obiettivo non guarda lo spettacolo. A cosa serve esser belli e perdere?

Si dice che il Chievo non regali sogni in questo modo: ma il sogno è già mantenere la categoria e andare avanti. Dare continuità a un progetto non è banale ne scontato: non parlate di Europa e di altre questioni. In Europa il Chievo non ci andrà (mi sbilancio e spero di essere smentito) ma ho questa sensazione a patto che le cifre dei nuovi contratti dei diritti tv non vengano confermate (43,2 milioni per Campedelli) e allora qualcosa di diverso potrebbe muoversi ma… dubito fortemente.

Intanto tenersi stretto questo punto e guardare al derby…

01
ott 2017
AUTORE Bette
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E ADESSO?

Possiamo ancora parlare di salvezza? Sì certo. Solo ed esclusivamente salvezza. Ho ricevuto un messaggio dagli spogliatoi del Bentegodi: “Mancano ventinove punti al nostro obiettivo”. Capite qual è la forza del Chievo? Ragionare solo ed esclusivamente in questo senso senza volare laddove potrebbe essere rischioso. Si parla di sogni, di entusiasmo, di tifosi che meritano di poter cullare qualcosa di più prestigioso… ma la dimensione impone di tenere i piedi per terra perchè sbandare è sempre dietro l’angolo.

E così la grande impresa contro la Fiorentina diventa “solo” una vittoria da tre punti fondamentali che consentono di allungare sul terz’ultimo posto (+8) e ti fanno andare dopo la sosta a giocare contro il Sassuolo con animo sereno, senza la foga di affrontarla come fosse una spareggio da dentro o fuori.

Il Chievo è lì a ridosso delle primissime ma non ci pensa. Ragiona un passo alla volta, si guarda alle spalle. Oggi è andato sotto subito ma ha avuto la forza di reagire immediatamente sotto il piano emotivo e del gioco: ha trovato un Castro in ottima forma che finora era stato un po’ in ombra e ha retto nel momento in cui la Fiorentina dava la sensazione di poter pareggiare da un momento all’altro. Maran ha azzeccato tutte le mosse e ha permesso al Chievo di vincere la prima partita in casa della stagione. Il bottino adesso inizia a farsi davvero interessante ma attenzione… non si commetta mai l’errore di darlo per scontato.