25
set 2018
AUTORE Bette
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NON CAPISCO

Ditemi voi qual’è il vero Chievo? Quello grintoso di Roma capace di agguantare il risultato che sembrava compromesso o quello che ha perso con l’Udinese malamente e che oggettivamente doveva fare di più?

Onestamente non ho ancora strumenti per dare giudizi su questa squadra ma certamente possiamo dire che prendere 13 gol in cinque partite e alternare prestazioni orrende ad altre di discreto livello deve far riflettere.

Qualche preoccupazione c’è, è fuori di dubbio. La forza del Chievo era sempre stata quella di accumulare tanti punti all’inizio e comunque basarsi su una difesa solida, talvolta insuperabile. Oggi non possiamo registrare questo, anzi. E come vado ripetendo da tempo, una squadra come quella di D’Anna non può permettersi per nessuna ragione di “regalare” agli avversari gente come Birsa e Giaccherini. Da questi due ragazzi ci si aspetta di più, molto di più… Sono loro che hanno la qualità per dare la svolta e tutti si aspettano questo.

Ci sono davanti due partite… una più insidiosa dell’altra per capire cosa potrà essere questa stagione… Prima di celebrare funerali è giusto dare altro tempo… Attenzione, però…

17
set 2018
AUTORE Bette
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CHI L’AVREBBE DETTO…

Sono riuscito a seguire il Chievo nonostante fossi a Firenze per un torneo con la mia squadra. Ero a pranzo e ho guardato la partita grazie a un amico e francamente, non ho problemi ad ammetterlo, pensavo finisse in goleada. Il primo tempo infatti aveva evidenziato un tale divario che anche solo pensare di mettere in crisi la Roma non era ipotizzabile. Le uniche azioni del Chievo erano state delle ripartenze veloci caratterizzate da innocui tiri da lontano mai nello specchio della porta. Impossibile far male così, pensavo. E a chi mi chiedeva l’andamento ripetevo sempre: “2-0, ma qua finisce male male”.

Ho criticato la difesa in maniera feroce, lo ammetto: “Rossettini ma come fai a marcare così Dzeko?”

Poi ho spento temporaneamente, riaccendendo solo poco dopo il gol di Birsa. Finalmente Birsa, accidenti. Dopo un anno a sonnecchiare lo si rivede. Bentornato. Segnato il 2-1 la partita è cambiata. La Roma perdeva certezze minuto dopo minuto, aveva smarrito la lucidità e la capacità, mai in discussione nel primo tempo, di controllare la gara senza particolari patemi d’animo. E così come spesso succede ecco che Stepinski di rabbia, con forza ha agguantato la partita. Bel giocatore Stepinski. Il finale è stato vibrante e dicevo: “Ma buttala via Hetemaj quella palla lì… cosa la tieni tra i piedi?”… e intanto la Roma attaccava e attaccava e attaccava fino a che… Giaccherini si inventa quella giocata incredibile. Traversa. 2-2, bravi!

Vincere, forse, sarebbe stato troppo…

13
set 2018
AUTORE Bette
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NON REGGE

Dopo l’improcedibilità del primo processo era francamente impensabile che almeno in primo grado il Tribunale sbugiardasse nuovamente la Procura Federale.

Si era partiti quest’estate da una richiesta iniziale di -15 con il Chievo che sarebbe finito in Serie B. Poi il vizio di forma, le inutili lamentele del Crotone e il rinvio a Settembre, a questi giorni.

Nel secondo processo il copione non cambia: -15 in classifica (ma la categoria almeno è salva) e tre anni di inibizione per il presidente. Il Chievo non si scompone: la sentenza viene scritta in fretta e furia già il giorno stesso dell’inizio del processo ma le richieste della Procura vengono ridimensionate in maniera notevole. Tre punti di penalità, tre mesi al presidente, uno al Consiglio di Amministrazione. Niente di fronte al polverone che era stato paventato ma quasi un tentativo di salvare la faccia.

Viene legittimo chiedersi: ma che significa -3? Pare francamente una condanna ridicola a fronte di tutto quello che è stato detto e scritto da alcune tv e giornali nazionali che hanno sbattuto per settimane il Chievo in prima pagina infangandone il buon nome che negli anni si era costruito. Se le responsabilità della società erano così pesanti si può giustificare il tutto con un -3? Francamente non regge.

Ad ogni modo il Chievo non molla:in questa vicenda non ha alcuna intenzione di portare a casa il pareggio. L’obiettivo è la piena assoluzione.

Ricorso scontato dopo le motivazioni della sentenza…

27
ago 2018
AUTORE Bette
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BRUTTA BOTTA

Uno scivolone orrendo, niente da dire. Un 6-1 così alla seconda giornata non è comprensibile ma bisogna restare equilibrati nei giudizi. Il Chievo ha fatto male, il punteggio lo dice, la squadra ha creato poco e i giocatori chiave sono rimasti fuori dalla partita. Insufficiente Giaccherini, insufficiente Birsa: se non girano questi due fai fatica a costruire qualcosa. Il 2-0 con cui si è concluso il primo tempo era senz’altro esagerato ma poi il 3-0 in avvio di ripresa ha chiuso i giochi. Perdere 6-1 però è francamente un’altra cosa. Non ricordo a memoria sconfitta simili del Chievo ma di sicuro non sono state molte.

In questo momento la cosa più semplice sarebbe quella di gettare la croce addosso alla società per il mercato e all’allenatore ma ritengo che un po’ di pazienza sia doverosa. Ecco solo mi sento di dire che il 4-3-3 è un modulo senz’altro affascinante ma forse non adatto al Chievo: poi non sono un tecnico quindi mi fermo qua. Di sicuro non si può rimanere troppo a guardare. La prossima contro l’Empoli non si dovrà sbagliare perchè in palio ci sono già punti salvezza importanti e non va dimenticato che il Chievo negli ultimi anni aveva costruito i propri obiettivi all’inizio della stagione accumulando tantissimi punti.

20
ago 2018
AUTORE Bette
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APPLAUSI E PUGNO DI MOSCHE

Il Chievo ha sorpreso tutti. E’ stato anche fortunato ma ha retto bene e nonostante la legittima sconfitta le indicazioni che sono arrivate sono positive. Certo, si dice, con la Juventus le motivazioni si trovano da sole ma la capacità con cui ha retto in particolare la difesa francamente non me l’aspettavo. Prendete la prova dei quattro dietro,  Cacciatore e Rossettini in particolare e la sicurezza di Sorrentino: direi che la piena sufficienza non possa essere loro negata tenuto conto del potenziale che si trovavano di fronte.

Ritengo che Giaccherini dovrà essere l’arma in più quest’anno, quella che per qualche stagione, anche se a corrente alterna è stato Birsa che comunque potrà recitare a sua volta un ruolo da protagonista. Per quanto riguarda il ruolo di centravanti abbiamo visto che particolari problemi non ce ne sono e questo fa ben sperare per il futuro.

Ovvio poi andando al concreto restano solo le lodi che danno solo morale: il Chievo ha raccolto zero nonostante a un certo punto davvero l’impresa era a un passo. Prima della gara ero fuori dal Bentegodi a intervistare un po’ di gente e la voce unanime era (0-3, 0-4, 0-5). D’Anna il giorno precedente alla partita aveva bussato alla porta dicendo: “Guardate che ci siamo anche noi” e in effetti il Suo Chievo per qualche buona cosa si è fatto apprezzare. La squadra gialloblù ha fatto la sua partita difensiva e in ripartenza cosa comune a tutti coloro che affrontano la Juventus.

Nota di mercato: vero che è terminato ma quello dei parametri zero continua. Tra i giocatori svincolati ci sono delle ottime opportunità (lista permettendo): Miguel Veloso, Marquinho su tutti e anche Marchisio che però onestamente, come ingaggio, sembra fuori portata.

Il mercato del Chievo infatti, condizionato dalle vicende sulle presunte plusvalenze fittizie, è stato discreto. Qualche ritocco in più a parer mio non guasterebbe.

27
lug 2018
AUTORE Bette
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OCCASIONE UNICA

Mi auguro che al termine della stesura dei calendari società e tifosi del Chievo abbiano esultato. Giocare la prima di campionato contro la Juventus nel giorno del debutto di Cristiano Ronaldo in Italia è un’occasione davvero unica. Tutto il mondo sarà infatti focalizzato sul Bentegodi e per la società di Luca Campedelli sarà senz’altro una vetrina da sfruttare nel modo migliore. Visibilità alle stelle, impatto, stadio completamente esaurito e la possibilità, perchè no, di sorprendere. Del resto meglio affrontare subito squadre di questa portata che sono ancora in fase di rodaggio piuttosto che a campionato già entrato nel vivo.

Poi, tralasciando il “bisogna incontrarle tutte” (smettiamola con questa dichiarazione banale) il calendario si presenta piuttosto equilibrato per il Chievo: più difficile all’inizio ma più agevole verso la fine e cioè quando conta davvero…

Sono curioso di vedere come sarà l’approccio della squadra: negli ultimi anni il Chievo aveva costruito le proprie salvezze a inizio stagione racimolando tanti punti che poi si sono rivelati determinanti. Sarà interessante capire come è stato impostato il lavoro da Lorenzo D’Anna e dal suo staff.

Nota a margine sulla vicenda delle presunte plus-valenze: stracciarsi le vesti oggi e fare del moralismo di fronte a queste cose significa non conoscere la materia. Non ci sono regole scritte che stabiliscano il valore di un giocatore: chi può dire questo vale X e l’altro vale Y? Ognuno di noi sui giocatori ha la sua idea in testa. Per me Pogba a 100 milioni e Neymar a 200 e oltre sono valutazioni  assurde: per un altro invece può essere ancora poco. Nessuno può stabilire il valore effettivo di questo o l’altro atleta.

05
lug 2018
AUTORE Bette
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17 ANNI… E IL “BUON NOME”

Ripartire così dà forza. Chi si aspettava un presidente abbattuto e dimesso deve invece mettersi il cuore in pace. Luca Campedelli è più battagliero che mai anche a fronte di questa vicenda sulle presunte plusvalenze che avrebbero truccato i bilanci. “Possono anche fucilarmi, so che la mia società ha agito sempre seconde le regole” ha tuonato ai nostri microfoni subito dopo la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione… Poche parole decise prima di ripetere allo sfinimento che l’obiettivo stagionale, neanche a dirlo, è quello della salvezza.

L’ambiente del Chievo all’alba del diciassettesimo anno di Serie A negli ultimi diciotto mi pare sereno e rilassato. Non manca l’organizzazione e soprattutto si vede la cura dei dettagli. L’ufficio stampa sempre puntuale, il marketing guidato da Simone Fiorini attento alle piccole cose che fanno la differenza e soprattutto una diffusa cordialità, mai scontata in un ambiente come il calcio.

Ho visto le nuove maglie disegnate dal presidente. La dicitura latina sul braccio “Omnes insani Veronenses” riprene l’antico adagio “Veronesi tuti mati” e poi l’indovinello veronese sul colletto sono quei particolari curiosi e molto accattivanti. Pochi sanno inoltre che il carattere utilizzato per i nomi sulle maglie e i numeri sono stati ripresi direttamente dall’epigrafe di Cangrande alle Arche Scaligere evidenziando un meticoloso e mai banale lavoro grafico.

In ultimo la squadra che va ritoccata ma che davanti è già molto competitiva. Il tempo per intervenire non manca: intanto le basi sono state gettate…

30
mag 2018
AUTORE Bette
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IL CUORE CONTA ANCORA

Cacciare Maran è stata una delle scelte più difficili per Campedelli. Sì, perchè nel calcio milionario dei diritti tv il cuore, in certi casi, conta ancora. Ci sono momenti in cui prendere decisioni dolorose è inevitabile. Maran era capitano quando Campedelli divenne presidente nel 1992: chiaro che tra i due il rapporto non può ridursi alla concezione datore di lavoro-dipendente.

La politica della fidelizzazione porta a questo: hai accanto gente che fa parte da sempre del tuo mondo ma quando bisogna voltar pagina ci pensi due, tre, dieci, cinquanta volte. Campedelli ha avuto la forza e il coraggio di cambiare non senza dolore…

…e state pur certi che la riflessione su D’Anna è passata anche da questi ragionamenti. L’attuale allenatore è un altro della vecchia guardia: uno che ha vissuto tutto il passaggio della favola Chievo da assoluto protagonista e poi è tornato nella veste di allenatore preparato. “Il settore giovanile è un’altra cosa” ripetono quelli che di calcio se ne intendono davvero ma Campedelli ha sempre visto in D’Anna qualche cosa di diverso. I due si capiscono al volo: poche parole e tanta concretezza. Poi, ovvio, c’è il campo. Trentotto partite sono una vita e la Serie A se non sei pronto non dà scampo. Il presidente è un attento osservatore anche degli staff tecnici: pesa le persone e ne valuta le competenze. Non basta un buon allenatore, serve anche un contorno che sia all’altezza della situazione. E se Campedelli ha deciso di prendere questa strada significa che è convinto davvero.

Adesso servirà una decisa unione di intenti con il direttore sportivo Romairone che ha rinnovato fino al 2021.

Un passo alla volta, il Chievo prende forma…

21
mag 2018
AUTORE Bette
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LA VITTORIA DI CAMPEDELLI

Un dato soltanto. 17 anni di Serie A (i prossimi) negli ultimi 18 anni. Signori, non si inventa niente, non si parla di fortuna o sfortuna. Qui conta la programmazione, le idee, e soprattutto il voler mantenere ad ogni costo la categoria.

E’ senz’altro la vittoria di Campedelli che lo ripaga di tante notti insonni: è stato lui per primo a vedersi a un passo dal baratro e ad avere la forza di reagire, a dare la scossa quando, a detta di molti, era una follia. E’ lui ad avere rapporti sportivi importanti con i presidenti più influenti, ad aver scelto il pacato ma presente Romairone, è stato lui ad aver venduto Inglese a 12 milioni di euro e ad averlo trattenuto, ad aver rilanciato Giaccherini e a riscattarlo praticamente a zero, a dare fiducia a D’Anna che si è dimostrato all’altezza.

Il presidente lo vedete in disparte ma è quello che conta di più, non ama delegare ma deve farlo. Nessuna testata giornalistica scrive mai: “Era presente all’allenamento” perchè non è una novità. C’è sempre. Vive di Chievo e per il Chievo. Poi ottiene risultati e tutti si chiedono come faccia. Non gli sfugge niente, vede tutto e parla poco.

E’ la sua salvezza, la più sofferta. Sa circondarsi di persone del Chievo, fidelizza coloro che sono stati suoi giocatori: ha una politica sportiva lungimirante perchè, sebbene sia passato sottotraccia, negli ultimi anni ha rinnovato Veronello, allestito il Centro sportivo Bottagisio con tutte le componenti annesse, ha creato il Centro Medico Atlante. Vede nelle strutture il futuro più che nel patrimonio dei giocatori: è uno che guarda il dettaglio, dall’aria condizionata ai succhi di frutta in ritiro, fino alle cose più importanti. Questo fa la differenza. E’ dentro la macchina operativa, non gli viene riportato niente perchè lui c’è. E i suoi giocatori hanno vinto anche per lui, si sono battuti per lui in queste ultime tre giornate quando sostituire Maran non è stato certo facile.

E dunque sarà ancora Serie A, un altro anno… Con la possibilità di programmare con sapienza e tranquillità. Il pericolo scampato, statene certi, lo terrà come una preziosa lezione…

14
mag 2018
AUTORE Bette
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NON E’ UN MIRACOLO

Lo diceva Lorenzo D’Anna il giorno del suo insediamento. “Qui bisogna lavorare prima di tutto sulla testa perchè le qualità non mancano”. Detto fatto, due partite e sei punti e la salvezza a portata di mano seppure non ancora conquistata. Certamente il passo avanti è stato notevole: vincere con Crotone e Bologna ha dato carica ed entusiasmo ad un ambiente che dopo l’esonero di Maran avrebbe anche potuto sciogliersi e precipitare.

Non credo che un allenatore in due settimane possa far miracoli. Non credo nemmeno che il Chievo possa esser passato da “squadra scarsa, vecchia, spenta” a “brillante e spietata” in così poco tempo: di sicuro ha sistemato un paio di situazioni (ruolo di Giaccherini su tutti) e quantomeno la scossa è arrivata.

Certamente il merito della società è stato quello di provarci e crederci con convinzione: l’investimento su Giaccherini, il fatto di trattenere Inglese, il doloroso cambio di allenatore per risvegliare la squadra e non dare alibi denota come Campedelli voglia mantenere la categoria ad ogni costo. Non tutti ragionano così e infatti ne hanno pagato le conseguenze.