21
ago 2017
AUTORE Bette
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NON E’ FRUTTO DEL CASO

La storia si ripete ancora una volta. E non sono sempre fatalità. Il Chievo ha vinto con grande merito a Udine dimostrando una solidità e permettetemi, anche una buonissima qualità, al cospetto di una squadra sempre pericolosa. Magari l’Udinese non farà un torneo di vertice (la difesa traballa parecchio, il portiere Scuffet è un lontano parente di quello che doveva diventare l’erede di Buffon) ma è comunque una formazione difficile da affrontare, dinamica e con tante soluzioni.

Di fronte però c’era un Chievo brillante (Maran chiedeva questo dopo la gara di Coppa Italia contro l’Ascoli) che ha giocato a memoria sbagliando poco o nulla, ha accelerato quando serviva e gestito la gara a seconda delle necessità. Ho visto Sorrentino parare il pallone decisivo a due minuti dalla fine: i due centrali, Dainelli in particolare, troneggiare in difesa e mostrare una condizione atletica da ventenne. Ho visto Hetemaj tornato sui suoi standard, lottare, correre come un pazzo e pressare ogni avversario; ho visto Birsa di un’altra categoria, Castro uscire alla distanza con qualità. E ho visto Inglese e mi sono fermato: altrochè 10 milioni di euro, altrochè svenderlo. E’ stato praticamente perfetto: penso che il suo primo tempo in particolare al di là del gol sia da guardare e riguardare.

E intanto tre punti determinanti sono già conquistati e messi da parte: sebbene sia solo l’inizio era importante partire con un segnale forte. E’ passato un altro anno ma il Chievo non è cambiato…

25
lug 2017
AUTORE Bette
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LA CAPACITA’ DI FIDELIZZARE

Non vorrei scadere nel ripetitivo dicendovi che ho visto un Chievo solido, organizzato, consapevole. Insomma, il solito Chievo con una precisa filosofia e una linea che non si scosta minimamente dal seminato. Vi vorrei dire che Sorrentino para, che Dainelli non sbaglia una diagonale che Hetemaj è tornato a correre per cinque, che Gaudino, accidenti, ha personalità e classe da vendere, che Birsa inventa e incanta a piacimento, che i nuovi attaccanti faranno invidia, che Maran è carico e non vede l’ora di ripartire. Tutto vero ma… la realtà è che qui c’è una società che fa la differenza, che ha le idee chiarissime, che non spende a caso, che non lancia giovani allo sbaraglio che non sono pronti tanto per spegnere le chiacchiere.

In queste settimane ancor di più ho capito che la forza del Chievo, la grande organizzazione, il tutto al proprio a posto, lo si deve a un club di altissimo livello. Il “far quadrare i conti” non è frutto del caso: qui ogni cosa è calcolata e le operazioni sono sotto l’attenta osservazione del presidente. Qui non passa niente, chi sbaglia paga. E’ una regola rigidissima e tutti si attengono senza fiatare.

Prendete Paloschi. Scrissi, sbagliando, che era tutto fatto. In effetti le parti erano parecchio avanti nella trattative ma alla fine il Chievo si tirò indietro. “Le condizioni le dettiamo noi non lui”. Una società fa questo. Per Andreolli idem. Il Chievo non perde l’identità per un giocatore o l’altro: non si rovina per accaparrarsi più nomi possibile. Cerca, al contrario, di fidelizzare le persone. Prendete dirigenti e allenatori: Maran, Maraner, Bressan, Squizzi, Sardo, Pacione, Moro, D’Anna, Tiribocchi, Mandelli. Tutta gente del Chievo che qui hanno giocato e che Campedelli vuole vicino. Il motivo? Molto semplice. Sono tutte persone che sanno come si lavora vicino al presidente, che sanno quello che lui chiede, che non escono dal seminato e soprattutto che difficilmente tradiranno la fiducia. Finora un modo di pensare che ha dato risultati eccellenti…

06
lug 2017
AUTORE Bette
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SI RIPARTE! PIU’ CERTEZZE CHE DUBBI

Sono stato alla presentazione del Chievo a Veronello. Al di là dei numeri, il sedicesimo anno di Serie A, i venticinque di presidenza di Campedelli, Maran vicino al record di longevità sulla panchina c’è una diffusa sensazione di sicurezza e tranquillità nell’ambiente gialloblù.

Sul fronte acquisti, ci dicono “Non c’è fretta”… Chiaro la difesa va rivista e davanti almeno un intervento andrà fatto ma le certezze di questa società sono più forti dei dubbi. Io però, in linea con quanto dissi tempo fa, mi aspetto qualche risposta interessante dal calciomercato, perchè la squadra non mi sembra completa. Il prossimo anno come legittimamente sottolineato dal presidente sarà durissimo. Guai pensare che ci siano squadre già condannate in partenza perchè non sarà così.

Ho visto invece un Maran molto determinato e carico: mi ha sorpreso, non lo nego, la decisione immediata dell’allenatore di restare. Ero pronto a una lunga telenovela e invece è stato il primo a rompere gli indugi.

Romairone lo vedremo all’opera: troppo presto, ovvio, per giudicare…

Quanto alla società ho visto ancora una volta un ottimo lavoro sulle divise da gioco: la novità della prima maglia tutta gialla colletto compreso, la particolare e rinnovata sfumatura azzurra su quella bianca, il tocco esclusivo di British racing green (me lo sono fatto ripetere dal presidente) sulla terza danno una connotazione del tutto esclusiva.

16
giu 2017
AUTORE Bette
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SCENARI E FUTURO

Romairone sì, Paloschi probabile, Andreolli forse. Il Chievo 2017-2018 si sta dando una linea. Luca Campedelli sa che a questa squadra serve qualcosa di diverso e non vuole correre rischi. Investirà il giusto senza spese folli ma diversamente dagli altri anni metterà mano alla rosa. Fare calcoli e guardare chi sale dalla B dando per spacciata questa o l’altra non è il pensiero del presidente che anzi è il primo a sapere che l’anno prossimo sarà ancora più difficile. Spal, Benevento, Verona daranno battaglia e lo stesso Crotone non rimarrà a guardare.

Credo poi che alcuni giocatori della rosa dell’ultima stagione faranno le valigie. Questione di motivazioni, di spirito. Dopo anni nella stessa società probabilmente vengono meno gli stimoli e cambiare è la cosa giusta per tutti. Vedo in bilico la posizione di Hetemaj per esempio, non lo nego, così come quella di Izco e Spolli. Serve una ventata di novità anche per dare nuovo slancio alla rosa. Poi Romairone porterà le proprie idee da condividere con Maran ma penso che la linea tracciata sia quella giusta.

Capitolo Inglese. Se davvero qualcuno offrirà le cifre che girano beh non avrei nemmeno il dubbio. Va ceduto e ci mancherebbe… Certo Inglese può far comodo, molto. Non è un top-player ma per questo Chievo è un giocatore utile. Campedelli resta a guardare e non ha fretta di cedere.

Fondamentale sarà poi capire il destino di Floro Flores e M’Poku: i contratti dei due giocatori sono parecchio onerosi e liberarsene per la società sarebbe manna dal cielo. Ovvio non è scontato.

Per come la vedo io prioritario è mettere mano alla corsia di sinistra dove serve un titolare vero da affiancare a Gobbi (se resterà).

Poi se davvero arriveranno Paloschi e Andreolli, beh, direi che la strada tracciata sia quella giusta…

28
mag 2017
AUTORE Bette
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UN PRAGMATISMO CHE DIVIDE

Un altro “scudetto” in cassaforte. Saldo calciomercato a zero, conti che tornano. Il Chievo ha vinto ancora la sua sfida, ha centro l’obiettivo, non è attaccabile in alcun modo.

Però…

C’è sempre quel però… perchè non è tutto rose e fiori. Nonostante i sedici campionati di Serie A (con il prossimo) negli ultimi diciasette anni, non mancano mugugni e critiche da parte di alcuni tifosi. La gente vuole di più, vuole tornare a sognare qualcosa di diverso. Questo però, parliamoci senza ipocrisia, è molto difficile.

Campedelli ha sposato completamente la linea del pragmatismo puntando sul “far quadrare i conti” piuttosto che “divertire”. Il Chievo non diverte ma la cosa è datata. E’ pratico, si salva in anticipo e mantiene la categoria ma manca quel qualcosa per scaldare i cuori. Attenzione! Qui bisogna mettersi d’accordo e capire una cosa: la società non cambierà il suo modo di pensare. La priorità è restare in Serie A, valorizzare qualche giocatore, venderlo e far cassa. Ci sta. Un agire che è più che legittimo. Se qualcuno pensa di far la Serie A ad alti livelli è fuori strada e rischia di farsi male. Non sono più quei tempi. E non tiriamo in ballo l’Atalanta (che aspetto confermi l’anno prossimo quanto di buono fatto in questa stagione).

Pacifico che si vada incontro ad aggiustamenti. Non chiamiamola rifondazione o rivoluzione ma interventi mirati sono necessari. Sulla partita con l’Atalanta poco da dire… Amichevole di fine campionato!

Ci tenevo invece a ringraziare tutti coloro che ci hanno seguito nell’intrigante avventura con Alè Chievo. E’ stata un’annata bellissima per me che ho avuto per la prima volta la possibilità di condurre una trasmissione tutta mia. Un grazie speciale per il supporto e la sempre vigile presenza al mio amico e collega Luca Fioravanti. Speriamo di avervi fatto sorridere e divertire in un clima di serenità… Grazie a tutti!

21
mag 2017
AUTORE Bette
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TANTE COSE DA RIVEDERE

Beh intanto ci siamo divertiti. Vedere otto reti tenuto conto che per il Chievo è l’ennesima sconfitta indolore non succede sempre. La partita è stata viva e spettacolare anche se tante cose sono da rivedere e sistemare.

Voglio spendere una parola per Inglese che per primo talvolta ho criticato. Dieci gol in Serie A non sono pochi: in una squadra che storicamente non segna molto arrivare alla doppia cifra è qualcosa di positivo. Ricordo quando Pellissier arrivava a 13 o lo stesso Paloschi: si parlava di risultato ottimo. E Inglese non ha giocato tutte le partite. Certo l’andamento è stato altalenante però alla fine ha dimostrato di poterci stare.

Questa partita però è un ulteriore campanello d’allarme per quanto dovrà essere fatto in sede di mercato: altri cinque gol sono tanti, troppi. Il Chievo ha sempre avuto un punto di forza dietro in termini di solidità e affidabilità. Quest’anno è stato così solo per la prima parte di stagione. E’ un monito che non va sottovalutato.

E il direttore sportivo? Arriva o no? Sì arriverà… però credo che fare sei mesi senza un punto di riferimento non sia stato semplice.

Poi su Maran… tutti danno per scontato che rimanga. Io la vedo un po’ diversamente ma sono pronto a fare ammenda in caso di conferma dell’allenatore. Insomma va bene mettersi in gioco ma voi al posto suo che fareste? Qui al Chievo penso abbia ottenuto risultati di alto livello che difficilmente saranno migliorabili. Pertanto non sono così sicuro che abbia tutta questa voglia di restare.

14
mag 2017
AUTORE Bette
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CALCOLI E RISCHI

Penso che quello di oggi sia un buon punto, senz’altro meritato. Il Chievo ha giocato alla pari della Samp nel primo tempo ed è uscito alla distanza nella ripresa come già in precedenza gli era capitato. Per cui va bene così. Un pareggio di fine stagione che non ha regalato particolari emozioni e che in ogni caso dà continuità di risultati.

L’errore di Sorrentino, beh, ci può stare. Uno che ha salvato tante volte la squadra non può essere sempre perfetto. A centrocampo salvo solo De Paoli: il giovane del ’97 sta conquistando la fiducia di Maran grazie a prestazione di buon livello e una personalità da vendere. Ripartirà con il Chievo quest’estate e potrà essere un tassello importante per il prossimo anno. Gli altri non mi sono piaciuti, troppi errori, troppo fuori dal gioco.

E’ lampante in ogni caso che in difesa si dovrà intervenire. Se sarà Marchetti il prossimo ds avrà un lavoro notevole da svolgere: fatico a pensare che Spolli, Cesar, Dainelli, Gamberini possano essere ancora i quattro centrali di difesa con una media superiore ai 35 anni. Ritengo inoltre sia troppo rischioso pensare che ci siano sempre tre squadre inferiori o fare calcoli guardando chi sale dalla B. Condivido certamente l’attenzione sui conti e riconosco alla società l’ottimo lavoro in termini di strutture ma è chiaro che molto passerà dal campo e per il Chievo, è bene ribadirlo, mantenere la categoria è vitale.

07
mag 2017
AUTORE Bette
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I FISCHI (STAVOLTA) CI STANNO

Non me ne vogliano la società e la squadra. Stasera però i fischi direi che sono meritati. L’obiettivo centrato in anticipo, lo “scudetto” in cassaforte da mesi non devono essere per forza un’alibi per dire che deve sempre e comunque andare bene tutto alla gente. La partita di oggi è stata oggettivamente brutta e noiosa e il Palermo nel finale, avesse segnato il gol vittoria, non avrebbe rubato nulla. Non lo so.

C’è un obiettivo importante (o forse c’era)… il nono-decimo posto. Ballano soldi importanti, mica cose di poco conto. Prendersi tre milioni al posto di uno soltanto dai diritti tv per la specifica voce della posizione di classifica non credo sia una cosa da sottovalutare. Due milioni in più significano tante cose, tante possibilità. Per cui mi aspettavo un Chievo diverso oggi, più battagliero dopo la vittoria di Genova, ecco direi quasi… più affamato. Invece abbiamo assistito a una partita spenta, dove ha vinto la noia, questo sì, e dove la sola firma di Pellissier ha dato un po’ di tono alla giornata.

30
apr 2017
AUTORE Bette
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CHE REAZIONE! FINALMENTE

La si attendeva da tempo, probabilmente i primi a volerla erano proprio i ragazzi del Chievo. E’ stato un periodo brutto, negativo che improvvisamente a suon di critiche (alcune legittime) stava in qualche modo cancellando quello che di positivo è stato raggiunto in anticipo.

Parlavo con un tifoso del Chievo in questi giorni che mi ricordava come in effetti la squadra “il proprio scudetto l’abbia vinto” e questo finale di campionato non deve essere tenuto in considerazione. Sì però finir bene ti dà tutte altre sensazioni, altro spirito, altra convinzione.

La vittoria di oggi è un bel segnale che ricompatta l’ambiente. Serviva. E’ stata una reazione veemente, un modo per sottolineare che il Chievo può ancora dire la sua. E poco conta se sia arrivata oggi la salvezza matematica, quella c’era già due mesi fa. Certo qualche critica è piovuta e poi lo sciopero del tifo, alcune strigliate negli spogliatoi di Veronello com’è giusto che sia. Adesso il vento ha preso un’altra piega. Intanto ci si è tolti di dosso i fatidici 38 punti e poi si può pensare di chiudere in bellezza lasciandosi alle spalle questo momento negativo.

Mancano quattro partite e poi ci sarà il tempo di programmare e discutere il futuro. Intanto era importante prendersi questi tre punti per riportare un po’ di serenità e qualche sorriso in più.

24
apr 2017
AUTORE Bette
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SI SALVA SOLO PELLISSIER

Un passetto in più rispetto a Cagliari ma ancora non basta. Il Chievo perde ancora, subisce altri tre gol, dimostra una fragilità incredibile. Si è perso senz’altro entusiasmo, stimoli e il rischio è di entrare in un vortice senza fine considerato che mancano cinque giornate al termine della stagione. Cinque sconfitte consecutive sarebbero solo un dato non fosse che l’impressione è che la squadra si sia seduta ormai da tempo. Non è un finale di campionato degno della stagione disputata e la protesta del North Side è un chiaro segnale di disappunto della gente.

Penso che siamo d’accordo tutti nel dire che l’unico che si salva è Pellissier. Non solo per il bellissimo gol, l’ottavo peraltro in campionato ma anche per la voglia di sacrificarsi, di pressare, di dare l’esempio. Sapete bene, e non rinnego adesso, che in passato sono stato critico con Pellissier: oggi, però, non ho paura a dire che il capitano sta vivendo una nuova giovinezza e sta dando quello che i suoi compagni faticano a dare. Mi auguro veramente possa raggiungere la doppia cifra, sarebbe un risultato davvero significativo.

Il giovane Depaoli non mi è dispiaciuto affatto: spero che ci sia spazio ancora per lui da qui alla fine.