"ANGELI E BELVE" IN EMILIO SALGARI

Il giorno della mia laurea non lo dimenticherò mai.

Non solo per l’imbarazzo di avere attraversato il centro di Verona in tacco 12, autoreggenti e camice da infermiera con amici e parenti che cantando a squarciagola: “Dottoreee, dottoreee, dottore dal buso del…” eccetera eccetera mi costringevano a leggere di alcune prodezze giovanili sul papiro di cui erano stati tappezzati tutti i muri dall’Università a piazza Dante… Ma perché la tesi che avevo preparato era un po’… audace.

Era una gelida mattina di febbraio e io ero la prima candidata della sessione.
Ero molto emozionata, soprattutto perché non sapevo come avrebbe reagito quella commissione di luminari letterati e attempati di fronte a una ragazza che, con una certa dose di ironia e spregiudicatezza, li avrebbe intrattenuti a suon di lesbiche e di istinti sessuali di alcuni personaggi di Emilio Salgari.
Quello che fu poi un successo lo devo al prof. Mario Allegri, uno dei vanti della Facoltà di Lettere di Verona: colto, ironico, anticonvenzionale, divertente e, quel giorno, divertito nello scrutare i colleghi risvegliarsi dal torpore mattutino, come orsacchiotti attirati dal miele, all’ascolto di analisi testuali del ciclo salgariano che parlavano di “gioco a tre”, donne-amazzoni, gentildonne in abiti maschili, donne erotiche e schiave dell’harem.
Già il titolo della tesi era tutto un programma: “Angeli e belve: figure femminili in alcuni romanzi di Emilio Salgari”. Ma, niente di scandaloso. Si trattava semplicemente di contribuire, almeno in parte, alla “rivincita del destino” che l’autore si auspicava quando, prima di suicidarsi, spezzò la penna con la quale aveva fatto sognare generazioni di lettori. E di lettrici.
Da qui è nata l’idea.

A cavallo tra Ottocento e Novecento, infatti, il conflitto uomo-donna nel mondo industriale aveva determinato il nuovo ruolo femminile nella società: la donna borghese veniva associata ai concetti opposti di custode dell’anima del commerciante o di creatura infernale che avrebbe trascinato l’uomo alla perdizione. La donna-angelo e la femme fatale erano quindi i due poli dell’immagine femminile come veniva comunemente intesa.
In ambito letterario, soprattutto nel romanzo d’appendice, lo stereotipo della corrispondenza schematica tra l’aspetto esteriore e le qualità morali del personaggio è la convenzione per cui le figure femminili sono divise, generalmente, nelle due categorie opposte della donna bionda e della donna bruna. In base alla simbologia dei colori, la donna dai tratti fisici angelici (capelli biondi e occhi azzurri) è pura e virtuosa. La donna cattiva è, al contrario, una creatura diabolica dai capelli scuri e le labbra rosse, simbolo della tentazione che fa perdere l’uomo.
Ma era davvero così?
Honorata ha caratteristiche fisiche che, a una prima lettura, la confermerebbero creatura angelica. In realtà i suoi occhi magnetici “dal lampo dell’acciaio” e la sua grazia sensuale ne fanno un’ammaliatrice che incanta il Corsaro Nero.
Haradja, la principessa turca del ciclo del Leone di Damasco, sembrerebbe una “mangiatrice di uomini” a tutti gli effetti, con quel suo fascino orientale; una di quelle femmine piccanti che oggi verrebbero censurate col bollino, e che al tempo fecero bandire dalle scuole i testi salgariani, accusati di “eccitare i nervi” e di “scaldare la testa” ai giovani.
Erotica e sensuale, ma soprattutto libera e indipendente, Haradja era anche, in un certo senso, un esempio di emancipazione femminile ante litteram: presentandola come personificazione di tutti quegli attributi inaccettabili dal moralismo dell’epoca, Salgari le fa precorrere i tempi.

Senza dubbio lo scrittore introduce in questi romanzi alcune situazioni audaci per l’epoca: in Capitan Tempesta si trova addirittura un episodio di lesbismo latente, un “gioco a tre”.
Nella lettura dei romanzi salgariani fantasticavano quindi non solo gli uomini, ma anche le donne che, immedesimandosi in eroine coraggiose o dalla passione travolgente, si sottraevano alla prosaicità della vita quotidiana.

Nel vostro immaginario, esiste ancora questa distinzione? Bionde-more-rosse assumono per voi un “certo” tipo di significato?

PS: Questo l’argomento principale, ma ho anche un’altra curiosità: avete aneddoti da farci conoscere sulla vostra o altrui laurea? Grazie in anticipo.
 

Commenti
Gatòn's Gravatar Ricordo quel marinaio che, alla domanda "ti piacciono le bionde, le more o le rosse" rispose telegraficamente "sì".
# Scritto Da Gatòn | 21/10/09 - 08:06
Duda perpetua, ovvero una telecamera personale's Gravatar Io invece, Susanna, sto cercando di fare una tesi sulle giovani giornaliste ed ho alcune domande per te: Perchè hai scelto di parlare della tua tesi? Forse l'hai scelta più per un fatto personale? Probabilmente per un senso narcisistico o, chissà, più probabilmente per difendere con prontezza la tua femminilità con uno spirito ironico e fermo. Eppure, tu saresti bionda naturale ma ti tingi i capelli accuratamente tendendo ad oscurare... o forse non osservo bene? Bionda o mora o...? Chissà, probabilmente vuoi nasconderti e nasconderci qualcosa; è un trucco o una maschera di difesa che, chiaramente, m'impedisce di continuare la mia tesi...
# Scritto Da Duda perpetua, ovvero una telecamera personale | 23/10/09 - 04:49
Susanna Carli's Gravatar Duda perpetua, da Telecamera con vista a Telecamera personale, parliamoci chiaro attraverso l'occhio della grande sorella.
Ho scelto di parlare della mia tesi per il seguente motivo. Coltivare questo blog non è affatto facile: nato per volontà del DOMINUS (scusa Gazza, ne approfitto...), dovrebbe seguire delle direttrici precise, ovvero: 1. la "femminilità" (capiscimi, non nel significato proprio del termine, ma da intendersi in senso più ampio) e 2. la "veronesità", occupandoci noi di realtà locale.
Dunque, a volte riesco a fare i compiti senza difficoltà, altre volte non so da che parte cominciare.
Episodi, eventi o fatti quotidiani a cui potermi ispirare e che soddisfino entrambe le regole non sono facili da reperire, anzi rischiano di essere del tutto inesistenti. Quindi, a volte non mi resta che scavare nella mia vita, nel mio vissuto, per trovare quella IDEA che potrebbe funzionare e che, arricchita di fantasia e immaginazione, possa risultare piacevole a voi che leggete.
L'argomento della mia tesi, a questo punto, mi è sembrato azzeccatissimo: Salgari-Verona + Salgari-donne = tesi Susanna. E quindi blog.
Da cui è nato un argomento, sempre a mio parere, curioso: io ho un amico che ha scelto di sposarsi solo ed esclusivamente con una bionda, tinta o naturale poco importa. E così è single da tre anni. Sinceramente non lo capisco, mi sembra perda delle ottime occasioni. Di conseguenza chiedo a voi di aiutarmi a capire.

Il senso narcisistico proprio no: non ho voluto buttare in faccia niente a nessuno.
A presto spero.
# Scritto Da Susanna Carli | 23/10/09 - 15:36
Dominus minor's Gravatar Nessun problema cara Susanna, non c'è copyright.
Personalmente trovo che un lavoro di Tesi come quello da te scelto sia molto raffinato e sarò onorato se mi darai la possibilità di leggerlo.
Sul quesito More, Bionde e Rosse...non ho "discernimento" : le ho affrontate TUTTE.
Rispetto agli stereotipi correnti ho trovato "moraccione" sessualmente "tiepide" e delle "angeliche bionde" autentici "Satanassi".
Qualche problemino con le Rosse l'ho avuto causa uno "smell" da secrezione epidermica poco confacente ai miei meccanismi "erettivi".
Una piccola "lacuna" è rappresentata dall'assenza nel tuo dire delle "castane".
Le migliori.
In "tutto".
# Scritto Da Dominus minor | 31/10/09 - 03:10
Sandrino's Gravatar Sicuramente una gran bella tesi...chissà quali rinunce ha comportato un lavoro così encomiabile! Potrebbe essere uno spunto per un nuovo argomento da discutere!!!
# Scritto Da Sandrino | 11/11/09 - 10:11
Frenk's Gravatar Gaton mi fai affiorare sempre un sorriso (stupenda questa del marinaio)
# Scritto Da Frenk | 15/11/09 - 13:13
Milla's Gravatar Cara Susanna,
bisognrebbe trovare il modo di far conoscere a più donne l'esistenza del tuo blog. Credo che sia letto solo da uomini.E' difficile essere donna ma vanne fiera e non mollare mai. Con simpatia Milla
Con simpatia Milla
# Scritto Da Milla | 07/12/09 - 17:30
# Scritto Da Milla | 07/12/09 - 17:38
Susanna Carli's Gravatar Ciao Milla,
sei sempre tanto gentile. Certo che sono fiera di essere donna! E ho cantato anch'io sulle note di Ligabue!
Grazie e buona giornata
# Scritto Da Susanna Carli | 09/12/09 - 09:55
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