PUNTO G...? OUI, C'EST MOI!
Il Comune di Verona ha indetto un sondaggio on line per capire quali siano le necessità dei cittadini in fatto di mobilità e spazi verdi. Circa 1000 le risposte pervenute, che hanno soddisfatto ideatori e assessori che promettono di “tenerne conto” per il futuro della città. Dato il successo dell’iniziativa (per altro assolutamente anonima), mi è nata l’idea di un altro sondaggio, che forse (senza forse) non aumenterà il numero dei parcheggi o degli alberi, e forse (senza forse) non diminuirà le PM10 e le auto non catalitiche, ma… mi auguro permetterà di risolvere una volta per tutte l’annoso dilemma: il Punto G esiste o non esiste?
Per chi non lo sapesse, si tratterebbe di un “elemento fisico” della donna, una specie di fascio di terminazioni nervose nascosto nei meandri del corpo femminile, precisamente nella parte anteriore della vagina, che, se stimolato, prometterebbe piaceri intensi e orgasmi multipli.
Una sorta di pulsante magico nel paese delle meraviglie dove non esistono promesse da marinai.
O una specie di piccola monetina da sbancarci il jackpot.
Il condizionale però è d’obbligo in questi casi, perché la sua esistenza è talmente controversa da mettere sul piede di guerra (con cadenza temporale degna delle più importanti scoperte scientifiche) sostenitori esistenzialisti e detrattori nichilisti, contribuendo così ad alimentarne il mito. Un mito che ha scomodato ancora una volta i campionissimi dei sondaggi, gli inglesi, che con un recente studio hanno ribadito l’inesistenza del suddetto per “mancanza assoluta di prove scientifiche”.
C’è invece chi sostiene di averlo trovato e lo descrive come una superficie rugosa con caratteristiche diverse da donna a donna; chi lo ha identificato come un abbozzo di prostata; chi, secondo il pensiero Tantra, lo definisce “l’accesso più erotico al regno dell’inconscio”.
Il Punto G (rigorosamente con la maiuscola, come si conviene a un eroe, che tra peregrinazioni nelle lenzuola e combattimenti a letto se ne esce sempre indenne) si chiama così dal nome del suo presunto scopritore, il FANTASTICO, GRANDIOSO, SUBLIME ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg che ne scrisse anche un trattato, ancora oggi molto dibattuto tra i ricercatori.
O forse “G” sarebbe la semplice trascrizione onomatopeica del piacevole lamento di una qualche cavia offertasi al prode capitano che fece della scoperta del Punto G il senso di una vita in viaggio verso l’ignoto.
Comunque sia, tutti sono d’accordo sul fatto che debba essere trattato con rispetto e delicatezza: quindi, se doveste incontrarlo, potreste salutarlo in questo modo: “Mister G, onorato di fare la sua conoscenza”. Sarebbe conveniente anche dargli la mano. Ancor meglio una carezza.
Ma veniamo al sondaggio. Potete scegliere una o più risposte, giustificarle o no.
Le ipotesi sono:
1. Il Punto G esiste
2. Il Punto G non esiste
3. Io l’ho trovato
4. Lo cerco ma non lo trovo
5. Lo trovo ma non lo cerco
6. Io l’ho trovato, ma poi se l’è mangiato il cane
7. Io lo tengo sempre in borsetta, per ogni evenienza
8. Io vorrei che esistesse
9. Il Punto G è un’invenzione femminile
10. Il Punto G è un’invenzione maschile
Qualunque sia il risultato, la questione resterà aperta e se mai vi metteste sulle sue tracce… Buon divertimento e buona fortuna!
O come Gatòn ?
Del Gazza so che è un grande estimatore di tutto quanto si trova attorno a detto punto, nel mio piccolo posso semplicemente parlarne.
La lingua batte dove il clito ride.
Il corpo di una ragassa NON è una "scheda a punti", ma solo a "luoghi" e lì c'è chi si perde come Dante il Sommo nella "selva oscura".
Facciamo così Susanna : io mi impegnerò a "fondo" a cercare il tuo "G" e tu cercherai il mio.
Sì perchè anch'io ho i mie "luoghi favoriti".
Da Gentiluomo qual sono, t'informo che è assolutamente ammesso l'uso dei GUANTI.
Esclusi ovviamente quelli rozzi e ruvidi del suddetto "idraulico".
- A mi non m'è mai capità de porme el problema dela so esistensa "in quei momenti là".
- A mi non me mai capità che na dona la m'abia domandà: "Per piacere, mi cerchi il punto G?".
- A mi non me mai capità de domandarghe a na dona: "Scolta, par caso, sensa volerlo, t'aventi sfregolà in un posto/punto particolare? Se sì, ricordate n'do l'è, cosita la prossima olta te me guidi".
- A mi non m'è mai capità de catàr na dona che me dise: "Oh, vecio, varda che mi so dove l'è el me punto G... vuto che tel diga?".
- A mi non m'è mai capità de catàr na dona preocupà de averghe o non averghe el punto G. Se son sta brao se vede... eeeeh se se vede! Se non son mia sta brao... idem.
Ergo... l'esistensa del punto G l'è un probema solo par i siensiati. Par mi, che tifo par la reciprocità (contenta ela e contento mi... sempre), no de sicuro! Par le done... me par de capìr... idem.
Ergo... de che casss... pita stemo parlando? :-)
lassa che i diga
el mejo bocòn
l'è sempre....
pan e formajo !
"Finché gh'è lengua e dito... l'omo non l'è finito"... ahahah
(e giuro che non c'è alcuna volontà di scadere nel volgare, ma si tratta solo di rendere onore alla saggezza popolare... genuina e senza filtri).
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Definizione di "monologo" ; ginecologo veneto.
"Tiger Woods in clinica per malati di sesso
In programma un percorso di riabilitazione di 6 settimane"
L'è diventà mato par sercàr el punto G :-)
Com'e' che ci si iscrive al forum e si aggiunge la foto??
P.S.
scusate l'off topic...
Potrai scegliere una immagine da abbinare al tuo indirizzo e-mail.
Per favore, non metterci la foto del Che.
Bravo.
.. comunque el punto C ..so' dove' .. el punto G.., me piase" sercarlo ".. sempre e dovunque... ma ovvio le' questin di,,,, G,,usti
Se sentiva proprio la mancansa de 'na NULLITA'