DA VANNA MARCHI A GENCHI
Antonio di Pietro, al congresso del suo partito ha paragonato Berlusconi a Vanna Marchi, dando in pratica dell'imbonitore al premier e degli allocchi ai cittadini che lo votano, perchè sarebbero incapaci di comprendere che le sue sono solo bugie. Ammesso, e non concesso, che sia così, dovrebbe comunque essere chiaro che il problema non sono mai le tante Vanna Marchi, ma lo stuolo degli adepti che – con la propria “fede” cieca - permettono loro di esistere. E Di Pietro ne ha avuto la conferma, sempre al congresso dell'Idv, con l'intervento di Gioacchino Genchi.
Come sappiamo Genchi ha sostenuto che l'aggressione a Berlusconi in piazza Duomo non c'è stata. Ci sarebbe stata solo la messa in scena di un premier al capolinea che, con un gioco di prestigio da mago Silvan, si è cosparso il volto di finto sangue riconquistando così il consenso popolare ed evitando le dimissioni...
Il problema non è Genchi e le sciocchezze che ha detto. Il problema è la standing ovation che gli ha tributato l'intera platea dei delegati al congresso dell'Italia dei Valori. Non parliamo di elettori, del popolo bue che può esserci in ogni partito, ma dei quadri dirigenti, della “crema” dell'Idv. Ma una crema talmente pervasa dalla fede cieca dell'antiberlusconismo, da essere pronta a negare la realtà vista in diretta televisiva per sostituirla con una ricostruzione fondata sul nulla. Anzi fondata sull'odio.
Esattamente come la fede cieca anti Usa, e anti ebraica, porta ad affermare che l'attentato alle Torri Gemelle se lo sono organizzato gli americani, dopo aver avvertito gli ebrei; tant'è che tra le migliaia di morti nemmeno uno sarebbe stato della loro razza...Anche qui il problema non è chi propala questa teoria strampalata, ma che ci crede ed è pronto ad avvallarla.
Così è comprensibile che uno Stato faccia come (e peggio di) Vanna Marchi e lanci la “tassa degli asini” - cioè lotterie, Enalotto, Gratta e vinci – ma il problema sono gli asini che ci cascano e corrono a comprare i biglietti ed a grattare, convinti di diventare “turista per sempre”...
Tornando al congresso dell'Idv è singolare che Di Pietro dia della Vanna Marchi a Berlusconi subito dopo aver visto lo stato maggiore del suo partito che si spella le mani per Vanna Marchi alias Gioacchino Genchi.
Senza aggiungere un'altra differenza che va sottolineata: Vanna Marchi è inquisita dalle procure, mentre Gioacchino Genchi – come scrive il Corriere - “è consulente informatico delle procure di mezza Italia”. Di mezza Italia, non solo dell'ex procuratore Luigi De Magistris...Dopo di che per le sentenze speriamo non spunti il mago Silvan.
Allora liberalizziamo le droghe...tanto e' colpa dei cretini che si fanno. E allora liberalizziamo l'uso della armi, tanto non sono le pistole che sparano ma gli uomini.
C'e' qualcosa che non quadra nei suoi esempi zwirner. Sappiamo che la sua antipatia verso di pietro e' cronica, ma l'ex pm continua a guadagnare voti, come se lo spiega???
Sono i contenuti che contano.
Il parallelo e' semplice: con lo stesso principio dei giochi liberalizziamo anche droghe e armi e lasciamo ai cittadini la liberta' di decidere se usarle o no visto che lo stato non deve essere etico, cioe' decidere a priori se certe cose sono buone o cattive.
Ma per convincere l'elettorato sulla bontà dell'orgia con Bersani la bravura non basta.
Occorre un esorcista in gamba,altrimenti sono guai.
L'accozzaglia di babbei che ancora crede in quella controfigura di magistrato,vale quanto le ascelle pezzate di sudore che aveva il giorno che si è dimesso.
Quelle,e non certo le idee politiche passeranno alla storia come l'unico argomento credibile di quel personaggio.
Ha perso pezzi ovunque e li perde anche elettoralmente,di brutto.
Si lamenta dell'assenza di libertà di stampa lo stordito,e poi querela per lesa maestà chiunque si permetta di
Gestisce soldi a palate, fà il finto tonto nel partito,mentre da provetto dittatore gestisce tutto con moglie e parentame vario.Usufruisce dell'immunità parlamentare mentre critica e bercia verso gli altri se ne fanno uso, e nel contempo acquista immobili in quantità esorbitanti.
Misteri della fede!
Nemmeno sfiduciandolo in congresso verrebbe meno la sua carica di presidente a vita del partito...ipocrita e duce!!!
Gli ossari di tutto il mondo sono nulla se paragonati agli scheletri nell'armadio di quel tipo.
Si esprime grammaticalmente con la stessa disinvoltura con cui un pornodivo poserebbe durante la via Crucis del papa in mondovisione,e stila discorsi che sono comprensibili come una scrittura braille sottoposta allo studio di un cieco senza braccia.
Lasci parlare Genchi dottor Zwirner.
Il problema non è lui.
Quello è solo una delle tante propaggini gaglioffe che spuntano come brufoli insignificanti in quel mare di ipocrisia e squadrismo.
paragonare Vanna Marchi a Genchi è offendere la Vanna così come paragonare il premier alla Vanna è fare un grandissimo torto al premier
riesce a dire tutto ed il contrario di tutto e le fila degli ammiratori aumentano
il fatto è che di genchi ce ne possiamo fregare, ma del premier no
eppure, il nostro Zwirner, viene colpito da Genchi
con enorme stupore ho scoperto che i mass media ufficiali e non il "popolino" del paese da me visitato davano come plausibile il fatto che il "complotto" era stato architettato dallo stesso Berlusconi.
Come se lo spiega?..lall estero Wanna MArchi non sanno nenahce chi sia....
non lo sai che c'e' un complotto internazionale contro berlusconi ordito dai giornali piu' importanti di francia, spagna, inghilterra, USA, Germania, Canada etc etc etc.
Ma tanto verranno fuori,è inevitabile.
Il problema di Di Pietro non è Berlusconi,ma De Magistris.
Il problema di Di Pietro non è la moralità: la moralità interessa allo Zorro di Montenero di Bisaccia come può interessare la castità a Rocco Siffredi.
Il problema di Di Pietro è il suo partito.
Quando perderà quello,avrà perso il salvadanaio,e gli avvoltoi più realisti del re già svolazzano intorno alla cara salma.
Di Pietro e l'italia dei valori avevano spergiurato: MAI INQUISITI. CHIUNQUE ABBIA SOLO UNA PARVENZA DI DUBBIO NON è NE' CANDIDABILE NE' ELEGGIBILE.
HANNO CANDIDATO DE LUCA E SPERANO PURE VENGA ELETTO!
Sentire le scuse posticcie dlel'ex magistrato e della sua marionetta Donadi,è tristissimo.
P.S. Si chiede come mai i magistrati non siano riusciti a incriminare Berlusconi.
Due sono i punti:
1) è effettivamente innocente
2)i magistrati sono incapaci o collusi con lui.
Nel primo caso è ovvia la figura da cazzone di chiunque abbia sostenuto certe tesi anti-nano.
Nel secondo,si condivide in modo inequivocabile la tesi di Berlusconi circa la poca affidabilità della stessa magistratura.
Ovvero,gli si dà ragione in entrambi i casi.
Nel fatto in questione la storia del patto tra mafia e forza italia mi sembra una colossale puttananta, forza italia nasce per volonta' di Craxi come ideale prosecuzione del PSI che era stato cancellato da mani pulite, ci sono le testimonianze di tutti gli ex vertici dell'ex PSI a riguardo.
Il patto tra mafia e stato fu fatto molto tempo prima con la Democrazia Cristiana Siciliana tramite Salvo Lima e Ciancimino, referenti politici di andreotti.
Sostengo invece che se,come si dice,Berlusconi è mafioso,non deve sorprendere che arruoli mafiosi.
Che il suo peggior inquisitore penale e morale faccia altrettanto,è questo che sinceramente fa schifo.
Affermi che Di Pietro si è sottoposto ai processi.
Benissimo.
Se questo è vero,dovrebbe spiegare perchè ha usufruito della immunità parlamentare.
Ma aldilà di tutto,il problema che emerge non è tanto il fatto che l'ex magistrato si sia fatto processare o meno.
Anche in questo caso,il problema per Di Pietro è lui stesso.
Sì,perchè vedi,non secondo la mia,ma secondo la logica in generale ( e anche non stringente), per quanto concerne la visione etica dipietrista,oltre che a farsi processare,si sarebbe dovuto dimettere da ogni carica.
Cosa che lui invita a fare quando gli inquisiti sono gli altri,ma che si guarda bene dall'attuare quando le rogne riguardano lui.
Anche quì,l'ex magistrato applica agli altri ciò che a lui non può essere applicato.
Fà la morale delle manine linde,e glissa.
Perchè questo teorema non possa essere applicato a anche a lui,non è logicamente comprensibile.
P.S. sul discorso della mafiosità poi,e del famigerato concorso esterno,allora chiunque e da ogni parte politica abbia governato con Berlusconi deve essere indagato.
Tutti,ma proprio tutti,sempre secondo una logica banale,sia chiaro.
Anche D'Alema,che ha ringraziato il premier per l'avallo del governo alla sua carica in Europa.
Anche Di Pietro,che ha avuto una delle primissime tessere di Forza Italia nel 1994.
Anche amici o parenti di chiunque scriva su questo blog e che votano il cavaliere.
Non secondo la mia,ma secondo la logica di Di Pietro e affini,nessuno non può non sapere.
Tranne,logicamente,lui.
ieri sera ho ascoltato il suo intervento nella sua rubrica quotidiana che precede il telegiornale di Telenuovo. “Da Vanna Marchi a Genchi”, ha intitolato il suo discorso, diretto in modo inequivocabile a disegnare del dott. Genchi un profilo macchiettistico e border - line con il codice penale. Sono rimasto veramente sconcertato del taglio dato al Suo intervento, frutto, nella migliore delle ipotesi, di una conoscenza superficiale del curriculum dell’ex vice questore aggiunto di Palermo. Gioacchino Genchi è entrato in Polizia nel 1985 e dal 1996 ha collaborato come consulente tecnico- informatico dell’Autorità Giudiziaria (figura prevista dagli artt. 359 e 360 cod. procedura penale) lavorando al servizio e spalla a spalla con molti magistrati tra cui Giovanni Falcone e Luigi de Magistris. E’ un esperto di informatica e telefonia, inventore di un programma in grado di analizzare in modo sistematico ed intelligente i tabulati telefonici, ed alla sua professionalità diverse Procure hanno fatto ricorso in processi di grande importanza, quali quelli sulle stragi di mafia, che hanno rivelato il rapporto tra la mafia e il complesso giuridico-economico-politico della seconda Repubblica Italiana. Genchi arrivò due ore dopo nel luogo della strage di via D'Amelio, individuando nel castello di Utveggio il luogo da cui sarebbe stato azionato il radiocomando dell'esplosivo utilizzato per la strage scoprendo un singolare traffico telefonico di numeri facenti capo ai Servizi Segreti. Circa un anno fa è stato così definito dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi : “il più grande scandalo nella storia della Repubblica italiana, c’è un “signore” (questo appellativo in Sicilia ha un significato ben preciso…) che ha intercettato 350.000 persone”. In realtà Genchi si occupa di tabulati telefonici quindi niente ha a che vedere con le intercettazioni. Come vede, non è quindi saggio, ed è questo quello che suppongo lei abbia fatto, formarsi l’opinione su di una persona sulla base di un servizio di pochi secondi mandato in onda da giornalisti più o meno prezzolati che hanno visto nell’intervento del dott. Genchi al congresso dell’IDV una grande occasione per prendere due piccioni con una fava. La stessa che probabilmente l’ha spinta all’audace e provocatorio parallelismo con cui ha intitolato il suo editoriale: demolire, partendo dall’intervento del dott. Genchi al congresso dell’IDV, il partito di Antonio Di Pietro, e allo stesso tempo buttare ulteriore benzina sul fuoco nell’ambito della solita e pittoresca campagna denigratoria della “casta”, come lei ama definirla, dei magistrati e delle procure.
Se per lei Genchi è Vanna Marchi, per assecondare la sua fine provocazione, mi consentirà altrettanto provocatoriamente di avvicinarla, quanto a capacità affabulatorie e demiurgiche della realtà, all’”abbronzato” (citazione colta) aiutante dell’ arzilla e condannata signora, il Mago Do Nascimento.
Un cordiale saluto
Giuseppe
Dunque,per una questione logica,i padri fondatori sono collusi.
E' il caso di ripetere che Di Pietro,invitando gli altri a dimettersi per affrontare i processi,parla bene ( eufemismo ) e razzola anche peggio,visto che l'idea di dimettersi non lo ha sfiorato nemmeno.
Il fatto che sostenga elettoralmente DeLuca,inquisito,conferma poi le perplessità ( altro eufemismo)circa il personaggio,che definire di piccolo cabotaggio è ancora poco.
Giano bi-fronte, al confronto, era un onest'uomo,sincero,limpido e corente.
La sostanza del discorso dipietresco è questa:
..sei inquisito,ma visto che non parli male della magistratura e ti sottoponi a processo,fra qualche anno vedremo se sei innocente o meno.
Intanto ti candidi,magari governi in regione o qualunque altra cosa,e poi si vedrà.Se innocente bene...ma se colpevole?
Chiediamo all'indomito ex-magistrato lumi su questo dilemma etico.
Naturalmente il suddetto discorso vale per quelli che vanno bene a lui.
Il problema decisivo,comunque, è che PER DI PIETRO UN INQUISITO NON DOVEVA ESSERE ELEGGIBILE.E SE UN POLITICO VIENE INQUISITO SI DEVE DIMETTERE PER POTER AFRONTARE I PROCESSI.
Questo naturalmente vale per gli altri.
Altrimenti De Magistris starebbe già facendo festa con coriandoli e petardi,( oltre che salti di gioia,visto che,come afferma il vanesio, avendo vent'anni meno di Di Pietro può farlo).
Tralasciamo immobili,finanziamenti ecc ecc.
P.S. In molti paesi islamici,per certe cose tagliano le mani.
Anche quelle pulite.
Solo che ottengono l'effetto contrario.
il giornalismo in italia oggi consiste:
1) mettere in bocca il microfono al politico che parla a vanvera (ruolo che definirei "adetto stampa")
2) fare editoriali su tutto e tutti (che mi pare sia piu' un misto tra predica e comizio)
Magari torniamo al vecchio stile...
Mario Zwirner non lo conosco. E, dunque, nulla so. Ma mi creda, quasi tutti coloro che conosco (e sono tanti) fanno, giornalmente, di tutto per dar ragione a Missiroli. Contento?
Il delirio di questo paese e' visibile chiaramente dalle menti che girano oggi...bruno vespa, muccino, alberoni, sgarbi...questi sarebbero i nostri intellettuali oggi???? queste deficienti servili?????
Lasciamo perdere va, speriamo che questo strazio finisca presto e che si arrivi ad un punto di rottura in qualche modo.
Caro Zwirner,
Continuo a non capire che releazione ci sia tra fare il giornalista e fare quotidiani comizi contro di pietro e i magistrati.
Tornando alla sostanza dell’intervento, Genchi non appartiene all’IDV, è intervenuto come ospite esprimendo la sua personale ricostruzione dell’attentato, e sulla cui dinamica ciascuno è libero di avere i propri convincimenti. Per inciso, gran parte della stampa estera ha dato uno spazio e una dignità diversa alle ricostruzioni “alternative”. Genchi è stato invitato al congresso perché l’IDV è stato l’unico dei partiti a sostenerlo quando il funzionario fu sospeso dal servizio per aver toccato i fili dell’alta tensione (lavorava con De Magistris nell’inchiesta Why not?). Aveva infatti raccolto le evidenze di reati compiuti da colletti bianchi, giornalisti, uomini politici, anche di primo piano, sia di destra che di sinistra. I delegati dell’IDV conoscono Genchi, la sua storia, la sua carriera; gli applausi che ha ricevuto sono stati anche applausi di riconoscenza per il lavoro fatto in questi anni al servizio dello Stato e di solidarietà per il trattamento che lo stesso Stato che aveva servito, ora gli aveva riservato. Tutto a prescindere che uno condivida in toto la teoria della montatura (Genchi ha parlato di “pantomima”) oppure che semplicemente ritenga che, nella migliore delle ipotesi, il Cavaliere abbia cavalcato la vicenda per uscire indenne da giorni che lo vedevano in grandissima difficoltà, stretto tra le dichiarazioni di Spatuzza (oltre ad una nutrita schiera di pentiti) e dall’insofferenza crescente dell’alleato Fini. E’ di ieri la notizia che i periti della Procura di Milano hanno valutato la prognosi di 90 giorni fatta dal suo medico personale (prossimo all’entrata in politica) gonfiata, addirittura triplicata. Questa operazione di maquillage, quanto meno a livelli di certificati medici, gli è servito per addurre tale giustificazione per non presentarsi in tribunale. E pazienza se queste informazioni nessuno le ha lette in alcun giornale eccezio fatta per Il Fatto Quotidiano) o sentito da alcun telegiornale.
La saluto
Giuseppe
Usare uno spazio in tv per attaccare l'avversario politico quotidianamente senza diretto di replica non le sarebbe consentito nei paesi che lei spesso cita (USA e inghilterra). Perche' trattasi di politica e non giornalismo. Per di piu' adesso in periodo elettorale la cosa mi sembra una palese violazione della par condicio. Pero' siamo in italia...e nessuno controlla.
Se Dipietro avesso un canale tv dove giornalmente lei venisse attacco senza diritto di replica immagino che la cosa non la gradirebbe. Il suo intervento su Genchi e' quanto di piu' opinabile ci sia, ma senza la controreplica e' come sempre un abuso di potere televisivo.
Chi usa la tv ha in meno un bazuka, chi usa stampa, internet e radio lancia dei sassolini.
Mi sembra palese che lei stia facendo campagna elettorale e non giornalismo.
Vale per tutti, anche per me.
Per quanto riguarda l'immunità ho scritto cose talmente evidenti e chiare, e la replica talmente mediocre, che ignoro io da adesso per evitare di imbarazzare qualcuno.
Che sia stato per Verde o per qualsiasi altra motivazione,doveva sottoporsi a giudizio,e a nulla valgono le spiegazioni insignificanti apportate per difendere l'indifendibile.
Come per De Luca;una cosa tamente vergognosa che solo degli ipocriti possono non vedere,evidenziando invece le colpe altrui.
Di Pietro,dando del mafioso a Napolitano ha espresso un'opinione.
Ma naturalmente se Napolitano è aggredito da Berlusconi è reato,nel caso di Di Pietro,secondo la tua logica sconsiderata,folle e ipocrita,allora è opinione.
Che cazzo di insulsaggine!
Se è mia opinione che una tua ipotetica sorella è una zoccola,e lo dico,posso essere perseguito.
Quindi la distinzione fra furto e opinione espressa precedentemente è del tutto bislacca.
Esistono gli ordini di scuderia di attaccare Di Pietro ( ma sono anni che il questurino non risponde,non da ora),così come esistono ordini di scuderia di attaccare Berlusconi o chi per lui.
Meravigliarsi di questo è da stolti, da ipocriti e da superficiali.
Ma d'altronde,in un paese dove l'intellettuale giornalista Bocca dà dei fascisti agli altri,dopo essere stato nelle gerarchie del Duce in camicia nera,dove un magistrato proprietario di immobili quanto un miliardario che gestisce in famiglia ( perfino l'affitto della sede di partito si piglia!!! perchè il palazzo è suo!!!),e dove il più pulito dei nemici del nano ha la rogna...può accadere di tutto.
P.S. Dottor Zwirner,stamane ho potutto seguire la sua trasmissione,e ho sentito quel veneto residente a Bolzano che inveiva contro Berlusconi,asserendo che fà brutte figure e le fà fare anche agli altri italiani.
Citava l'Olanda e il Belgio.
Quell'Olanda, forse, che dopo anni di permissivismo sta adesso seguendo una politica intransigente ( fascista,direbbe il qualunquista ) circa l'immigrazione,e dove gente abituata a droga caffè pubblici, vetrine con aspiranti suore e casini ( non il politico..anche se non sfigurerebbe in quell'ambiente) si meraviglierebbe,secondo quel genio,di qualche scopata berlusconiana;o il Belgio,dove alcuni ministri sono condannati per pedofilia ( altro che escort!!!) e dove non meno di due settimane fà,un ministro del parlamento si è presentato per parlare delle pensioni ubriaco come un cinghiale?
Dovrebbero mettere l'autovelox all'intelligenza di certi,perchè evidentemente da casello a casello intestino/cervello,impiega troppo poco tempo e poi ne maleodora l'ambiente.
Subk, non faccio campagna elettorale. Anche perchè nessuno staff mi ha mai ingaggiato né pagato per farla. La campagna elettorale bisognerebbe saperla fare una volta par la destra, l'altra per la sinistra. Perchè il vero giornalista è come un taxi o, se preferisce, come una escort: capace di soddisfare il cliente. Da questo punto di vista non sono certo un vero giornalista perchè resto in balia delle mie idee politiche che continuamente trabordano e che, ovviamente, molti non condividono (contribuendo così coi loro interventi a mantenere vivo questo blog).
Se tu libero pensatore preferisci feltri e muccino...beh affari tuoi. ognuno sceglie di che morte morire...la tua credo avverra' per apatia mentale.
I giornalisti sempre consenzienti che concordano prima dell’intervista domande e risposte non mi sembra che siano un buon viatico per una informazione che abbia almeno sembianze di obiettività.
Cosi si deve aspettare Bortolussi per avere solo qualche flash su una serie di statistiche (fornite dal suo ufficio studi piuttosto autorevole) che dicono molte cose diverse da quello che solitamente ci propina Telenuovo, che i nostri assessori regionali nemmeno conoscono e quindi non sanno proprio cosa rispondere.
Un giornalista, per essere tale, deve rinunciare ad avere delle idee ?
Quanto ai tuoi commenti, potrei darti qualche suggerimento, ma me ne astengo, questo non è un blog di cazzeggio.
Almeno per me.
Giuseppe, hai dimenticato Bortolaso !
Quanto a Lei, amigos con passamontagna, creperà travolto dai propri sproloqui!
non ce ne va bene una, a destra solo figa
adesso vado a casa e brucio tutti i libri e attacco un manifesto grande come tutta la parete: left thinks, right fucks
www.cercasi_medium_credibile.com
notizia ANSA di oggi 11/2
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Nella Chiesa cattolica il potere non può essere "divisibile" nè le decisioni possono essere prese a maggioranza: è quanto ha affermato oggi il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone
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left discusses, right fires
Un conto è essere ostili al Berlusca, diverso è portare il cervello all'ammasso in compagnia di Genchi e c.
detesto Scajola perchè è uno che ha contribuito a creare forza italia
detesto Tosi perchè emana rozzezza da tutti i pori
ma faccio tutto il tifo possibile perchè Sacconi, Scajola, Tosi e tutti quelli che ne hanno le possibilità facciano qualcosa per affrontare le emergenze sul fronte del lavoro a Verona. Adesso c'è l'incendio e spegniamo le fiamme, poi penseremo alle responsabilità di chi le fiamme ha generato e azioniamo il cervello per evitare quelle future
Mirko Pennisi, consigliere PDL del comune di Milano. Martire.
Renzo Masoero, presidente della provincia di Vercelli, PDL. Martire.
Gatòn, avremo l'onore di una "idea" del "giornalista" Zwirner in proposito ?
.
Sono certo che Mario Zwirner non mancherà di esprimere la propria opinione.
Uhm...arresto in flagranza di reato a milano per una tangentina...la cosa mi sembra familiare. Sara' forse perche' il vecchio PSI e' confluito tutto in FI e il lupo perde il pelo ma non il vizio....??
don't be smart boy, be stupid
buy diesel
vote right
Solo gli stupidi votano senza sapere se quello che stanno facendo sia giusto o meno, ma semplicemente perchè qualcun altro ha detto loro di fare così.
A destra come a sinistra.
A: Esegui A
pensaci
Ho semplicemente sostenuto che chi vota con cognizione di causa vota bene.
Ma allora mastichi anche di informatica !
Mi indichi, per favore, quali sono gli statement incriminati che generano il loop ?
se essere smart significa non fare quello ti dicono gli altri, se segui l'imperativo be smart non sei smart
lo so che è una cazzata, il vero punto che è assai difficile trovare il confine fra ciò che è frutto di elaborazione propria interiore e ciò che è frutto di forze esterne
Complimenti.
Fosse stato un programma me ne sarei reso conto solo in fase di test !
Riposto, casomai qualcuno lo avesse scordato il seguente mio pensiero, sul quale ritengo sia opportuno riflettere a fondo:
Corro subito a votare un politico espresso da quella parte del paese che tanto(mafie, parassitismi, furbettismi e chi piu ne ha piu ne metta) ha "dato", esprimendo, tramite la partitocrazia e la dabbenaggine fiduciosa degli elettori fedeli ai partiti, politicanti sospetti di aver favorito l'espansione mafiosa al nord tramite un'applicazione che lascia ampiamente perplessi, se non molto oltre, dell'istituto del soggiorno obbligato.
In alternativa potrei affidarmi a qualcuno espresso da una casta, pure essa in gran maggioranza espressa, tramite la farsa dei pubblici concorsi, dal meridione e sospettabile di aver avuto le "mani in pasta", chi ne conosceva itinarari ed orari se non i colleghi delle alte cariche, nei tragici fatti che hanno riguardato certi, IMHO limpide eccezioni che confermano la regola, Falcone e Borsellino.
Queste sono le alternative alla, con tutti i difetti che essa eredita dal fatto che è costituita da uomini, lega. Invocare imperfezioni come scusa per avvalorare le proprie tesi ideologiche non ha senso, come non lo ha l'affermare che essa è "stata al governo" per molti anni. Che abbia partecipato non è affatto,in dubbio, putroppo anche il fatto che non abbia avuto la maggioranza assoluta ed abbia dovuto sottostare a compromessi lo è. ignorarlo o fingere di farlo non depone certo a favore dell'intelligenza di chi scende a questi mezzucci, mezzucci basati sui giochetti di parole e sul metodico stravolgimento streumentale della realtà.