UN DECRETO PER SALVARE IL PAESE?
Credo sia incalcolabile il danno che ha fatto al Paese questa vicenda delle liste, con la sua coda di decreti e polemiche. Non da sola, non per prima, non unica e (purtroppo) non ultima. Se il lacerato tessuto democratico che tiene insieme l'Italia aveva bisogno di un ulteriore strattone è arrivato.
Senza nemmeno entrare nel merito di torti e ragioni, senza neppure inoltrarsi nella discussione se era peggio (il meglio non esisteva) una soluzione o l'altra, l'effetto e il messaggio che è passato è stato devastante. Perchè quello che i cittadini hanno capito (non importa se giusto o sbagliato) ha effetti irreparabili, ammesso che qualcosa potesse essere ancora riparato in una terza repubblica.
C'è chi ha capito che rispettare le regole non ha importanza (secondo una lunga e pessima tradizione italiana), tanto in qualche modo poi si rimedia, si fa, si condona, si decreta, si fa finta che. Insomma che la legge è buona solo per i babbei che la rispettano.
C'è chi si è messo via che le leggi, le multe e le condanne sono solo per i comuni cittadini, mentre gli 'altri', i politici e i potenti, la legge se la fanno a loro uso e consumo.
C'è chi ha capito che una parte vuol vincere le elezioni senza che gli altri partecipino perchè altrimenti non ci riuscirebbe più e in nome del formalismo vuole uccidere la sostanza della democrazia.
C'è chi ha colto che il presidente del consiglio (non Toni al bar) può dare una versione dei fatti ('nessuna colpa dei dirigenti del PdL') diversa, addirittura contraria da quella che gli stessi protagonisti del suo partito avevano dato/ammesso nei giorni in cui il giornale a lui più più vicino parlava di Polli della Libertà o Pazzi della Libertà. Decidendo ancora una volta che farsi sospettare d'aver mentito è di gran lunga meglio di farsi sospettare d'aver sbagliato o d'avere in casa uno che sbaglia (lo avete mai sentito condannare per nome e cognome uno dei 'birbanti' presi con le mani nel sacco?).
C'è chi ha accettato che nessuno, magistratura prima, ma ora anche carabinieri che hanno firmato i verbali del caos romano, oltre al presidente della Repubblica possa più essere considerato 'terzo' (che può pure sbagliare ma da 'terzo') ma sempre e comunque parte ... di parte della partita infinita. Senza regole, arbitri e fiducia in nessuno che non sia se stesso (nemmeno quelli della propria parte perchè guarda Berlusconi e Fini o Bersani e Di Pietro...).
C'è qualcuno che pensa che 'i miei non sbagliano mai' è sempre e solo 'colpa degli altri' (Berlusconi, i comunisti, la magistratura...).
E anche per questo c'è chi è convinto che le uniche regole e leggi che vanno fatte rispettare a tutti i costi sono quelle che riguardano... gli altri (esempio di moda: guai allo straniero clandestino, anche se non delinque perchè comunque non rispetta la legge per il solo fatto d'essere qui) mentre quelle che riguardano noi, fossero pure un limite di velocità o le tasse sa pagare, sono una vessazione iniqua o un agguato.
Per tutto questo, perchè non c'è un quadro, non c'è nemmeno una realtà (che uno può voler cambiare ma è la realtà) condivisa a tenerci insieme. Altro che le pippe sul risorgimento mancato o sul Garibaldi invasore. Credo sia per questo che il mio Paese (che è diverso dal tuo) è così scalcagnato. E non basterebbe un decreto a salvarlo. Purtroppo.
dici che nell'edp è facile riconoscere chi fa bene e chi fa male. Ma anche chi fa case, le lavatrici, le paste frolle, i letti ortopedici .... capisco che forse vuoi dire che un programma o funziona o non funziona, mentre un maglione può essere bello o brutto
però è anche vero che i governi tecnici hanno sempre fatto flop e che puoi anche aver fatto la migliore applicazione ma se non c'è quello che sa venderla, si resta a piedi. E' un discorso molto lungo ...
nostradamus, se mai, te sarè ti, che te vede la padania che no ghé
http://www.youtube.com/watch?v=8DsezndtkGY