LEGA CONTRO LEGA
Zaia e Cota s'erano tenuti un passo indietro nella rivolta delle Regioni. Han lasciato che a guidarla fossero Formigoni ed Errani, spiegando che in fondo... Ma adesso, se non interpreto male la riunione di Verona, il gioco si fa duro e i duri iniziano a giocare. E non solo per evitare che siano gli Zanonato e i Varriati a condurre il ballo nella ribellione dei Comuni ai tagli della manovra governativa. Sennò bastava lasciarli andare per la loro strada come ai tempi della richiesta del 20% dell'Irpef dalla quale la Lega si tenne serenamente alla larga. Stavolta la musica è ben altra.
Tanto che è Giampaolo Gobbo a parlare di 'obiezione fiscale' nei confronti dello Stato per trattenere i denari ('i schèi' come ruggì Umberto Bossi accanto a Zaia in campagna elettorale) per servizi e sociale. Gobbo, il fedelissimo del Senatùr, il creatore di Zaia governatore, mica Tosi (che pure ospita la riunione e fa grancassa) che da qualche mese giocava a smarcarsi dal leghismo ortodosso (era stato il primo a criticare la manovra, si era differenziato persino su inno e nazionale).
Diranno che è il solito Carroccio che gioca a fare 'La Lega di lotta e di governo', continuando intanto a pigliare sempre più consensi consensi. Possibile, forse persino probabile: se la Lega è (o è vista come) la cura, più aumenta il male più uno aumenta la cura. Ma stavolta si sta muovendo qualcosa di più profondo. L'obiezione fiscale Gobbo la fa contro Bossi e Calderoli, non solo contro Tremonti e Berlusconi. Perchè 'i schèi' invece di arrivare ('andiamo a Roma a trattare' tuonò Zaia) se ne vanno via e col rischio che non si possa nemmeno trattare.
E finchè son quelli delle Regioni quasi quasi il cittadino praticamente manco se ne accorge. Anzi, si frega un po' le mani che alla greppia della politica (superstipendi, auto blu, consigli d'amministrazione de luxe: tutta roba su cui Venezia è una piccola Roma) si tolta un po' di pastura. Ma qua si stanno disarmando le trincee, i sergenti e i caporali, non i colonnelli. Le trincee dei Comuni, dei sindaci. Che danno risposte e servizi, che li trovi al bar e li inchiodi. Il rischio, dicono i Comuni, è che quando arriveranno i rifornimenti del federalismo, i Comuni ormai saranno morti.
Zanonato, rosso sindaco di Padova, lo diceva da tempo, usando l'ironia: 'Quando i Comuni del sud chiedono soldi gli danno soldi, quando noi chiediamo soldi ci dicono che arriverà il federalismo. Facciamo che anche a loro arriva metà federalismo e a noi arrivano metà soldi...'.
La contraddizione profonda non è così quella tra lombardi e veneti (anche i sindaci lumbard si sono agitati), ma tra base e vertice, tra locale e nazionale. Come dicono anche le grida alzatesi dal prato di Pontida verso il palco. Con la Lega che non s'è mai trovata così vicina a realizzare l'obiettivo del federalismo e mai ha rischiato così tanto di vederlo mestamente tramontare. Giusto a metà del guado: non si può ritrarre da Roma perchè è lì che si vince la partita, ma restando lì rischia di diventa inevitabilmente 'nemico' del territorio che da lì vuole tutelare. E all'orizzonte rischia di stagliarsi l'ombra minacciosa di una manovra supplementare a settembre.
Certo che la Lega è chiamata alla sua realizzazione(possibilmente in tempi brevi),ma sappaimo cosa "costa" ottenerlo....!
Poi se non ci riuscirà,(ma ne dubito fortemente), vorrà dire che tutto il popolo leghista si SMEMBRERA' nella miriade di partitini pesudo-regionalistici e autonomistici,io compreso!(mandando in malora tutti i governi e mega-partiti a venire,che vedranno sempre più CALARE il consenso)!
Questo è quello che penso!!!
la lega è tutta d'un pezzo
è la sua grande forza e la lega lo sa
la lega ha una fede che oggi nessuno altro ha
basterà ? boh !
Lascio a voi immaginare ...in quale modo,se non lo otterremo!!!
Lo sai benissimo come sono e si trattano gli "intrighi e giochi politici"!!!
lascia che passi qualche mese e vedrai che se NON si otterrà il federalismo...se ne andrà pure BOssi!!!