Sino all'ultima settimana sarà il mercato dei disperati. Il mercato di chi in un modo o nell'altro cercherà di rimettere in piedi la stagione comprando, o di arrivare alla fine vendendo. In questo mercato il Verona sarà solo spettatore. Negli ultimi giorni, invece, qualcosa potrebbe succedere. Anche se la sensazione è che il gruppo che ha girato a 30 e che ha festeggiato il Natale a 33 punti in classifica, sarà quasi interamente quello che dovrà riportare la serie B a Verona.
Prima di capodanno il presidente Giovanni Martinelli verserà nelle casse del Verona altri 2,2 milioni di euro per pareggiare i conti sino a giugno (la società gialloblù per scelta non si appoggia a banche per mutui o fidi nella gestione, questo comporta un intervento della proprietà a scadenze precise nel corso della stagione per garantire la copertura delle spese). L'operazione, seppure sostanziosa, non preclude la possibilità (economica) che a Verona possa arrivare qualche altro giocatore importante. Decidere l'utilità o meno di ogni nuovo intervento sarà compito di Nereo Bonato.
Le operazioni possibili, all'inizio, saranno principalmente in uscita. Burato quasi certamente tornerà al Chievo per andare a maturare (e giocare) da qualche altra parte. Non tanto perchè il Verona ha in rosa un giovane di proprietà con caratteristiche identiche (Jorginho) ma perchè Burato non ha dato garanzie di poter essere in caso di necessità il sostituto di Esposito e di avere, adesso, la personalità giusta per entrare in una squadra che punta a vincere il campionato. Al suo posto dovrebbe arrivare un regista più esperto, di categoria. Non necessariamente un giocatore "da progetto" ma in grado di poter coprire sino a fine stagione l'eventuale indisponibilità del "cervello" gialloblù.
Poi c'è il gruppo degli scontenti, capitanato da Campagna e Campisi. Nel girone d'andata i due hanno visto il campo con il binocolo (2 presenze e 16 minuti giocati per il difensore, 3 presenze e 103 minuti giocati per il centrocampista) giocando (Campisi a Pescara) solo all'estremo bisogno e rimanendo spesso fuori anche dalla panchina. Entrambi, con alle spalle Juventus e Atalanta, chiederanno di andarsene per poter giocare con continuità; cosa, al momento, a Verona impossibile.
Discorso a parte per Comazzi, in scadenza a giugno del contratto che prevede il costo d'ingaggio più alto dell'attuale rosa del Verona. Comazzi è rimasto solo perchè ha rifiutato per tutta l'estate ogni destinazione. Poi Remondina gli ha dato fiducia e il centrale è diventato il titolare della difesa meno battuta del campionato. Ma gli errori con Spal e Rimini delle ultime settimane hanno convinto il tecnico gialloblù a puntare dopo mesi di panchina su Anselmi, la vera scelta di Bonato. La società ha fatto sapere che Comazzi ha rifiutato le offerte di rinnovo ritenendo le cifre offerte dal Verona non soddisfacenti. Possibile una sua cessione già a gennaio, con l'arrivo di un altro centrale per la panchina.
Gomez è un altro dei "riciclati" di Remondina. Nonostante il rifiuto di ogni destinazione proposta in estate dalla società che lo voleva cedere in Seconda Divisione per dargli modo di giocare con continuità, il tecnico lo ha ripescato (all'inizio per necessità, poi per scelta). Alla riapertura delle liste tornerà sul mercato. Ma, va detto, dovesse impuntarsi nuovamente e restare, le sue tribune sono quelle che costano meno nella rosa del Verona.
Infine, l'argomento chiave: l'arrivo o meno di un altro attaccante per "garantire" la promozione. Bonato ha costruito un reparto offensivo "stellare" per la categoria e mantiene totale fiducia in Selva e Colombo ma anche in Berrettoni, Ciotola e Rantier. Il super attacco del Verona, però, ha prodotto sinora 21 gol in 18 partite, che sono solo 3 in più rispetto al totale dei gol segnati alla diciottesima giornata dell'anno scorso, quando andavano in campo nomi decisamente meno eccellenti (Tiboni, Girardi, Gomez, Scapini). E le condizioni fisiche di Selva sono state, sinora, un reale problema.
Sul mercato ci sono nomi "da progetto": Bruno è in scadenza col Modena, Di Gennaro è in rotta con il Gallipoli. Uno è più finalizzatore (Bruno) l'altro più di manovra. Entrambi sono giocatori in grado di fare la differenza, ma vanno pagati. Per Bruno il Modena potrebbe chiedere intorno ai 500 mila euro per il cartellino, ma la società emiliana, capito di essere lontanissima dal rinnovo, in questo momento ha più interesse a tenere il giocatore fino a giugno garantendosi con i suoi gol la salvezza che negoziare una cessione. E ci sarebbe poi il contratto del giocatore che pochi mesi fa chiedeva tre o quattro anni a 400 mila euro netti a stagione. Di Gennaro costerebbe meno di ingaggio, ma non di cartellino.
Per una società che già costa uno sproposito per la Lega Pro (oltre 7 milioni di euro) l'eventuale entrata di una nuova punta non può che significare l'uscita di un attaccante già in rosa. Tolti Berrettoni, uno dei migliori nel girone d'andata e Gomez (che costa una pippa di tabacco), Selva, Colombo, Ciotola e Rantier sono difficilmente piazzabili perchè hanno tutti contratti pluriennali (da due o tre anni) e un costo d'ingaggio a stagione per la società che si aggira (chi più, chi meno) sui 300 mila euro; quello che si paga in media un buon giocatore in una B alta.