IL PAGELLONE DI CREMONESE-PADOVA

Primo stop stagionale e segnali contrastanti per il Padova a Cremona. Avvio shock, con due gol subiti nei primi cinque minuti, poi la reazione e diverse occasioni costruite anche dopo il terzo gol grigiorosso. Una sconfitta pesante nel punteggio, ma con qualche indicazione da salvare. Ecco le pagelle di Cremonese-Padova.

SORRENTINO 5,5 Entra letteralmente dentro la porta prima del pallone spinto da Bonazzoli per l’1-0: Licina serve l’assist di testa, a un paio di metri dal palo che stava difendendo, e lui arretra fino a toccare la rete. Mah, forse si aspettava che il 10 grigiorosso colpisse verso lo specchio. Cinque minuti dopo, ancora Licina, lo beffa dribblandolo prima di calciare per il raddoppio. Nessuna responsabilità nel gol del 3-1, nel finale salva invece bene la baracca uscendo a valanga sul liberissimo Thorsby. 
DELLAVALLE 5 Prima parte di gara da incubo: dopo poco più di 50 secondi Vandeputte fa partire dalla sua zona il cross che propizia l’1-0, dopo meno di 300 si fa saltare da Bonazzoli che dà il la a Licina per il 2-0. Poi ritrova ordine e chiude con 9 recuperi e una discreta pulizia nella gestione del pallone, ma quando la Cremonese accelera soffre insieme a tutto il reparto. 
LOVATO 5 Sbanda lui, e sbanda tutto il reparto. Nella gestione della linea e delle distanze come nei duelli, con i numeri delle chiusure a testimoniare quanto sia stato costretto a lavorare all’indietro. Nella ripresa sfiora il 3-2 di testa e per poco non riapre davvero la partita. Meglio alla distanza, non abbastanza per cancellare l’avvio.
PASTINA 5 La Cremonese arriva da tutte le parti e lui non riesce a trovare le contromisure. Prova a metterci fisico e mestiere, vincendo diversi duelli, ma soffre quando viene puntato e perde troppi palloni. Anche lui dentro il blackout difensivo che indirizza immediatamente la partita (dal 27′ st CAPELLI 6 Nota positiva: entra con spirito e sicurezza dei propri mezzi. Si vede che a destra sta bene. Di destro, al volo, impegna Agazzi che fatica non poco a respingere in corner). 
CARISSONI 6,5 Guadagna la ribalta per un assist magistrale: per come si libera, per come di prima serve a Pompetti un pallone solo da schiacciare in rete. Allo Zini è tra i pochi a dare continuità e pericolosità alla manovra, anche se dietro concede qualcosa di troppo come in occasione del vantaggio grigiorosso.
POMPETTI 6,5 Un tiro, un gol: si fa trovare al posto giusto sull’assist di Carissoni e rimette per qualche minuto il Padova dentro la partita. Suo anche il corner indirizzato sulla testa di Lovato che impegna Agazzi in una delle parate più difficili. In mezzo, suggestivo confronto con l’ex compagno di mediana a Catanzaro, Pontisso. Qualche pallone perso di troppo, anche di quelli che pesano. Il migliore del Padova per la redazione del TgBiancoscudato.
FUSI 5 La Cremonese domina soprattutto tecnicamente la zona centrale e lui finisce per rincorrere più che comandare. Si rifugia a sinistra, ma con poco ordine e continuità. Pure lui perde qualche pallone di troppo: esce dopo poco meno di un’ora di gioco (dal 12′ st VARAS 6 Debuttain quello che è il suo secondo campionato di B, ed è già una buona notizia. La scossa che dà è istantanea, ma intraprendenza non sempre fa rima con lucidità)
ZUELLI 5,5 Passo indietro rispetto alle due buone prime uscite. Chiude con buone percentuali di passaggio, ma fatica a trovare verticalità e perde il confronto fisico con il centrocampo della Cremonese. Tanto pallone, poca incidenza. 
COCCHI 5 Licina dopo meno di un minuto lo sovrasta di testa e serve assist per Bonazzoli. Poi vede il 10 scappare e segnare il raddoppio. E pure sul terzo gol – assieme ad altri compagni, va detto – non garantisce copertura. Non benissimo nemmeno in avanti: spinta costante, sì, ma anche quattro cross senza trovare un compagno e 14 palloni persi (dal 27′ st DI MARIANO 6 – Entra con buona volontà e prova a dare maggiore spinta sulla fascia. Con un gran sinistro al volo costringe Agazzi ad una parata complessa)
CAPRARI 5 Un’oretta in campo, e poco o nulla. Tocca appena 21 palloni, non trova mai la porta e non confeziona un passaggio chiave. Da lui il Padova si aspetta la giocata che possa cambiare una partita complicata, ma allo Zini non arriva. (dal 12′ st  LASAGNA 5 Non cambia l’inerzia: entra per dare profondità e peso all’attacco, ma finisce praticamente isolato. In mezz’ora di gioco abbondante tocca una manciata di palloni). 
MORO 6 In un attacco che produce poco è quello che ci prova di più. Intelligente nel lasciare sfilare il pallone nell’azione del gol di Pompetti, cerca tre volte la porta e nella ripresa chiama Agazzi all’intervento. Fa a sportellate e tiene impegnati gli avversari, ma non è ancora il puntero che cava le castagne dal fuoco. (dal 37′ st SEGHETTI s.v. Entra nel finale e con uno dei pochissimi palloni giocati riesce comunque a concludere verso la porta). 
CALABRO 5,5 Il Padova è ancora un cantiere: il gruppo sta crescendo, ma sconta peccati di gioventù che in B costano cari. Di fronte a una Cremonese rinfrancata dal cambio in panchina e dalla vittoria in Coppa Italia, oltre che tecnicamente superiore per diverse individualità, si ritrova a scalare una montagna dopo appena cinque minuti. L’inizio è “disastroso”, per usare le parole dello stesso Calabro, e non dovrà più ripetersi. Il dato positivo è che la squadra non sbra­ca: anche sotto di due gol continua a cercare le cose preparate durante la settimana, riapre la partita e prova a restarci dentro. Gli ingressi dalla panchina portano qualcosa: forse qualche cambio nell’undici iniziale avrebbe potuto starci.

CREMONESE: Agazzi 6,5; Vogliacco 6 (dal 25′ st Elia 6), Bianchetti 6,5, Luperto 6,5, Rocchetti 6,5 (dal 25′ st Fellipe Jack 6); Gerli 6,5, Pontisso 6,5; Licina 7,5 (dal 25′ st Thorsby 5,5), Berti 7, Vandeputte 7 (dal 32′ st Collocolo 6); Bonazzoli 8 (dal 20′ st Nasti 5,5). Allenatore: Pecchia 7
Arbitro: Manganiello 6,5 La gara si incanala presto e la direzione diventa agevole. Lascia giocare, anche perché non capitano irregolarità eccessive: non estrae nemmeno un cartellino giallo. Anche se quella simulazione in area di Licina…

IL PAGELLONE DI PADOVA-VERONA

Altro tassello importante per il Padova: dopo aver sbancato Pisa, i biancoscudati conquistano un prezioso punto nel derby con il Verona e salgono a quota quattro. Avanti grazie al colpo di testa di Carissoni deviato da Edmundsson, nella ripresa la squadra di Calabro viene raggiunta soltanto dal rigore trasformato da Sarr. Ecco tutti i voti di Padova-Verona.

SORRENTINO 6,5 In queste prime due partite lo stuzzicano soprattutto dalla media e dalla lunga distanza: lui ringrazia i compagni della difesa e si fa sempre trovare pronto. Capitola solo dal dischetto. Nella stessa porta dove fermò Russo del Pescara, intuisce anche il rigore di Sarr: stavolta, però, non ci arriva.
DELLAVALLE 6 Altra gara da mazzate, che prende e che dà. Sulla destra Sarr è un brutto cliente, Bradaric ancor di più, tanto da limitarne il raggio d’azione. Con il pallone tra i piedi è meno preciso e incisivo, ma dietro la prova resta solida.
LOVATO 7 Il capitano torna e al centro della difesa si prende la scena. Riduce Mulattieri al minimo sindacale. Usa il fisico: intercetta, recupera, respinge. 15 contributi difensivi, 11 chiusure, nessun dribbling subito. Il migliore in campo per la redazione del TgBiancoscudato
PASTINA 6 Un giallo (evitabile) dopo 24 minuti non condiziona la prova. Vince la maggior parte dei duelli a terra, di testa toglie qualche pensiero ai compagni di reparto. Preciso quando gioca semplice nella propria metà campo, meno quando deve verticalizzare.
CARISSONI 6,5 Destra, sinistra, su, giù, centro: trova il gol con un perfetto inserimento. La Lega B glielo toglie dal tabellino – autogol di Edmundsson – ma di certo non la soddisfazione. Trotta e spinge, non sempre con continuità e lucidità, ma quando si accende son guai per gli avversari.
FUSI 6,5 Un’ora di intensità e qualità. Non soltanto contrasti e recuperi: accompagna l’azione, rompe le linee e prova anche a creare. È dentro entrambe le fasi, ormai caratteristica imprescindibile del suo calcio. Tre passaggi chiave impreziosiscono la prova (dal 14′ s.t. GIUNTI 6 Si adopera per tenere vivo il Padova, anche con le cattive: arriva la seconda ammonizione in due partite).
ZUELLI 6 Un tiro da metà campo che fa saltare l’Euganeo: sfiora un gol che avrebbero visto pure a Tonga, citando Maurizio Compagnoni. Per il resto partita complessa, che l’ex Carrarese affronta con ordine. Fa circolare il pallone senza forzare, ma incide poco in verticale e soffre quando viene puntato.
POMPETTI 5,5 Ha bisogno di tempo per incidere, e tempo gli verrà concesso. Stavolta sul giudizio pesa soprattutto la grande occasione fallita davanti a Leali: è il pallone che avrebbe potuto cambiare la partita. Buona presenza nei duelli, meno efficace nella rifinitura (dal 27′ s.t. DI MARIANO s.v. Il jolly che stavolta non cambia le carte in tavola).
COCCHI 6 Beata e complicata gioventù. Inizia con nerbo e fa ammattire Zappa e Slosager, poi cala alla distanza e commette l’ingenuo fallo su Compagnon che costa il rigore. Pacca sulla spalla e via: gli errori fanno parte del percorso, soprattutto quando davanti hai una Serie B intera per crescere (dal 25′ s.t. CAPELLI 6 Primi minuti nel nuovo campionato di Serie B – bentornato! – all’insegna della concretezza).
CAPRARI 6,5 Lotta e rifinisce, sostiene e strappa. È un Caprari inedito, lì tra le linee: un dieci che… fa da otto, cercando continuamente sia di sostenere sia di accendere il Padova. Lo fermano soprattutto con le cattive. Peccato non riesca mai ad arrivare al tiro (dal 14′ s.t. LASAGNA 5,5 Un ex Verona che sostituisce un ex Verona: il cambio non produce l’effetto che Calabro sperava).
MORO 6 Se la condizione corrispondesse già alla voglia, staremmo forse commentando una sua doppietta. Si sbatte, battaglia e non si risparmia, ma vince pochi duelli aerei e perde qualche pallone di troppo. Poco servito, ma anche poco dentro la partita (dal 25′ s.t. BORTOLUSSI 6 Dentro nel momento più complicato, tocca pochi palloni. Una sponda per Lasagna che meritava miglior sorte).
CALABRO 6,5 Il primo quarto di gara è da stropicciarsi gli occhi: il classico alieno appena sceso sulla Terra avrebbe faticato a distinguere quale, tra Padova e Verona, fosse la squadra reduce da una decade di Serie A. Poi patisce i cambi di Baroni e trova poca verve dalla propria panchina. L’1-1 alla fine ci sta, ma soprattutto racconta di un Padova che dopo Pisa supera anche il secondo esame. Quattro punti in due partite: la crescita è appena cominciata.
VERONA (4-2-3-1): Leali 6; Zappa 5,5 (dal 34′ st Calabrese sv), Slotsager 5 (dal 1′ st Korac 6), Edmundsson 6, Bradaric 6,5; Bernede 5,5, Le Borgne 6; Compagnon 6,5 (dal 34′ st Cerbone sv), Harroui 5 (dal 20′ st Livramento 6,5), Sarr 6,5 (dal 34′ st Kastanos sv); Mulattieri 5.
ARBITRO Maresca di Napoli 5,5 Tutto ruota attorno al fallo di Slotsager su Caprari: per distanza, direzione e controllo appare situazione da DOGSO (negata al padovano una evidente azione da rete) e quindi rosso per il veronese. Il fischietto partenopeo però non la va a rivedere nemmeno al VAR. Per il resto, dirige con piglio e evita che il derby si surriscaldi. 

IL PAGELLONE DI PISA-PADOVA

Il Padova parte con il piede giusto: a Pisa arriva una vittoria che vale non solo tre punti in classifica ma anche come messaggio al campionato. La Serie B dovrà fare i conti con la squadra di Calabro. Ecco tutti i voti di Pisa-Padova. 

SORRENTINO 7,5 Abbassa la saracinesca e tiene il Padova aggrappato alla partita. È decisivo nel primo tempo quando risponde a Vural, Zanon e Marras che lo sollecitano dalla distanza. Poi un’uscita plastica, con i pugni, evita altre rogne in area piccola. Nella ripresa appare meno impegnato, anche se il Pisa alza i giri dopo il gol di Fusi: su Ferrah – ancora dalla distanza – non si lascia ingannare dal pallone che gli rimbalza davanti e respinge sicuro.  
DELLAVALLE 6,5 – Partita di sostanza, dentro una linea difensiva sottoposta a parecchia pressione soprattutto nei primi 45 minuti. Tramoni prima e Rao poi sono due brutti clienti, ma lui tiene la posizione e concede poco. Decisivo quando (sullo 0-0) mura una conclusione ravvicinata di Petagna: intervento che vale un gol. Interessante anche nella proposta offensiva, come quando serve Caprari che sfiora il gol. Nel finale arriva un giallo sacrosanto che blocca una ripartenza nerazzurra pericolosa: bene così. 
SGARBI 6,5 Senza Lovato prende posto al centro della difesa e lo fa con personalità, disinnescando più di qualche pallone che piomba in area. È il leader difensivo che il Padova ha conosciuto nella passata stagione: posizione, sportellate e mestiere. Costretto ad uscire per una botta (dal 31′ st SILLETTI 6 Non gli tremano le gambe nella sera del debutto in B: aiuta a portare a casa il risultato) 
PASTINA 7 – Altra prestazione di grande attenzione. Nel primo tempo è provvidenziale quando salva in scivolata su Petagna: intervento pulito, con gran tempismo. Aggressivo quando serve, concentrato fino alla fine. Gli manca, forse, soltanto, un po’ di incisività in fase d’impostazione. Ma dietro questa sera c’è tutto.
CARISSONI 6 – Nel primo tempo deve soprattutto rincorrere e contenere cercando sintonia con Dellavalle, collega di catena. Quando il Padova comincia ad alzarsi, cresce anche lui. Gara complessa per lui, ma generosa specialmente nel convulso finale di gara. 
FUSI 7 La scivolata della felicità: capitano e match winner. Il gol nasce dall’errore enorme di Confente, vero, ma Fusi quell’errore lo provoca andando a mordere alto come aveva chiesto Calabro: nella scivolata – marchio di fabbrica – ha la lucidità di spingere il pallone in rete per l’1-0. È l’immagine perfetta della partita del Padova: soffrire, aspettare, colpire. Da mezzala sinistra, a piede invertito, piace: anche perché condivide il lavoro sporco con i compagni di reparto. 
ZUELLI 6,5 Ecco chi lì in mezzo alterna bacchetta e mazza. Perché il nuovo cervello del centrocampo biancoscudato sa andare di fino, legando il gioco e aprendolo con sventagliate precise, quanto mordere le caviglie degli avversari. Compito che assolve nonostante il Pisa muova velocemente il pallone e cerchi continuamente gli spazi. Partita dopo partita si capisce perché Calabro lo consideri un riferimento essenziale. Suo anche il cross preciso per l’incrocio dei pali colpito da Lasagna.
POMPETTI 6 La sua non è una partita appariscente, ma resta dentro la battaglia. Il primo tempo è soprattutto di sacrificio, con il Padova costretto spesso a rincorrere. Quando gli equilibri cambiano riesce a partecipare maggiormente alla manovra. Veste il biancoscudato da appena due settimane e deve ancora prendersi completamente il centrocampo. Ma la storia è appena cominciata (dal 24′ st GIUNTI 6 Dentro nel momento in cui bisogna amministrare vantaggio e pressione pisana. Si prende un giallo, ma contribuisce alla resistenza finale).
ZANIMACCHIA 6 Il Padova fatica a liberarlo nel primo tempo e Zanon gli concede poco: anzi, lo aggredisce. Bello il duello dei due che potevano essere compagni di squadra in biancoscudato. È comunque un pericolo costante: punge gli avversari quando può affondare il dribbling. Per fermarlo servono le cattive: costringe il Pisa a spendere l’unico cartellino giallo del match (dal 17′ st COCCHI 6,5 Entra e non ha paura. Nel finale ha addirittura due opportunità per chiuderla: sulla prima Confente deve intervenire, sulla seconda trova l’esterno della rete. Impatto interessante). 
CAPRARI 6 – E’ il principale riferimento attraverso cui il Padova prova ad accendersi: la sua posizione, ibrida, tra le linee, gli permette di legare il gioco e innescare i compagni. Però, quando si fa trovare vicino alla porta… per poco non trova il gol: a inizio ripresa è provvidenziale Canestrelli sulla sua conclusione di destro (dal 25′ st SEGHETTI 6 Porta energie fresche nel finale e lavora soprattutto per consentire alla squadra di respirare).
BORTOLUSSI 6 – Quarantacinque minuti complicati. Il Padova è basso e lui deve lavorare più per tenere impegnati i centrali che per rendersi pericoloso. Calabro nell’intervallo sceglie Lasagna per avere profondità: cambio tattico, non bocciatura, ma la concorrenza quest’anno è davvero tanta (dal 1′ st LASAGNA 6,5 Il suo ingresso cambia qualcosa nella geografia della partita, con il Pisa a preoccuparsi della profondità. Sfiora il vantaggio con un colpo di testa che scheggia l’incrocio dei pali, crea un paio di situazioni complesse in buona sintonia con Seghetti).
CALABRO 7,5  Vince (anche) tatticamente una partita difficilissima. Nel primo tempo il Pisa è superiore e il Padova soffre, ma non si disunisce. All’intervallo inserisce Lasagna perché vuole allungare la squadra e la partita cambia. Soprattutto, il gol nasce esattamente da una delle situazioni preparate: pressione sulla costruzione pisana, recupero alto, Fusi che con l’intercetto trova la porta. Non è soltanto un colpo esterno: è una vittoria che porta già parecchio della sua firma. Piace anche l’intuizione di inserire Seghetti dopo il gol del vantaggio: due punte da profondità, fuori casa, nonostante il vantaggio. Un messaggio agli avversari, ma soprattutto alla sua squadra: anche in vantaggio, non si smette di cercare di far male. Debutto da incorniciare.

PISA: Confente 4,5; Zanon 6,5 (dal 40′ st Calabresi s.v.), Caracciolo 5,5 (dal 1′ st Bozhinov 6), Canestrelli 6, Leris 5,5; Leone 6, Vural 5,5 (dal 16′ st Correia 6), Loyola 6 (dal 28′ st Ferrah 6); Tramoni 6 (dal 16′ st Rao 5,5), Petagna 6, Marras 6. Allenatore: Bianco 6. 

PADOVA, IL PAGELLONE DEL CAMPIONATO 2025/26

Stagione sportiva biancoscudata conclusa, sì: con il rompete le righe ufficiale in viale Rocco è già tempo di pensare al futuro. Rimane per le nostre pagine un ultimo pagellone da pubblicare. Quello del campionato 2025/26, tra sorprendenti conferme, piacevoli scoperte e qualche incompiuta. Dando una sottolineatura importante alla categoria, la Serie B, mantenuta: nel percorso di un gruppo-squadra capace di salire alla ribalta, e poi mantenerla. Ecco tutti i voti. 

SORRENTINO 8 Il rigore parato che salva la stagione vale voto top, ma c’e molto altro. The last of us: vive il mestiere del portiere dentro tutte le sfumature. Panchina prima, campo poi, tra parate colossali e… qualche svarione. Chiude con 6 clean sheet. La sua voglia di essere protagonista al suo primo vero anno in B si vede da come si lancia nelle uscite. Parata del campionato: quella su colpo di testa di Massolin all’83’ di Padova-Modena. Da poster!  
FORTIN 7,5 Voto che vale la ciclicità di una saga, iniziata a Cesena (5 agosto 2024) e finita a Cesena (8 maggio 2026). Parte nella sua seconda stagione al Padova, la prima in B, da titolare, con i galloni della promozione. E da promesso sposo al Lens, top team di Ligue 1. Buono l’inizio – il rigore parato a Re Iemmello, a Catanzaro, che lusso! – poi la difesa cerca un altro tipo di sicurezza e finisce in panchina. Chiude con 14 gare giocate, 3 clean sheet. Il finale gli restituisce dignità narrativa e sportiva con l’ultima gara nel campo dove tutto era iniziato: lui si prende la scena con parate da fenomeno. Bonne chance, Mattia!

IL GRUPPO PORTIERI merita una nota di merito, dallo staff che ha fornito giocatori affidabili per un delicato ruolo come quello della porta, a MOQUET e VOLTAN. Il primo, franco-portoghese, dopo una gioventù al Paris St. Germain ha scelto Padova per testare la sua carriera. In campo ancora non si è visto ma… lo si è visto bene esultare come un ultrà ai gol dei compagni. Il gruppo anche nel segno del secondo, il padovano di Piove di Sacco. Ai margini della rosa per motivi di lista, al quartier generale della Guizza è stato pure compagno per chi doveva tenersi in forma: tipo Gomez, con le gare di punizioni finite sui social, oppure Bortolussi che, con lui tra i pali, ha allenato e curato nei minimi dettagli il fondamentale del calcio di rigore. 
BELLI 7 Hotel California. Come quei pezzi rock che magari non reinventano nulla, ma che ogni volta finiscono per trascinarti. Affidabile, costante, sempre dentro lo spartito della partita. Leader tecnico e mentale. Si è ripreso la B e durante questa stagione ha tagliato il traguardo delle cento presenze in biancoscudato: 114 in totale, alla fine. Pezzo di storia recente, ma in scadenza di contratto.

FAEDO 7 Tre giorni prima della laurea magistrale trova il primo gol in Serie B, nella sua stagione da debuttante: difficile immaginare una metafora migliore per raccontarlo. Ingegnere per studi, ma difensore decisamente meno lineare sul campo, tra letture istintive, anticipi spesso fuori geometria classica, presenza in area avversaria. Funziona, il Prof. Due reti, entrambe decisive, mettono l’accento sul suo contributo.  

VILLA 6 Altro debuttante, ci mette fisico e coraggio. Parte e chiude titolare una stagione di alti e bassi, condizionata dalla responsabilità di un ruolo – il difensore centrale – a confronto con attaccanti di nome e peso. Errori da matita blu inficiano il giudizio, ma la personalità nel prendersi responsabilità e minuti non è mancata.  
SGARBI 7,5 Arrivato quasi in punta di piedi, dopo un periodo di prova, ha finito per convincere tutti. Leader difensivo, presenza dominante, ma anche sorprendentemente decisivo in zona gol: quattro reti, sua miglior stagione realizzativa. Da idea a colonna, vincendo a mani basse la scommessa con chi sosteneva che sarebbe stato meno decisivo del suo predecessore.  
PERROTTA 7 Anima della vecchia guardia, leadership emotiva prima ancora che tecnica. Si gode il ritorno in B a suon di sportellate: tanti duelli aerei con i puntero più duri della categoria, molti ne vince ma qualcuno di decisivo ne perde. E di testa, davanti, è sempre uno spauracchio: decide Catanzaro-Padova (0-1). Se sui piazzati il Padova si è rivelata squadra letale è merito anche della sua presenza.  
PASTINA 7 Il calcio che ama ribaltare le narrazioni. Dall’esordio shock in Coppa Italia contro il Vicenza ai mesi ai margini della squadra perché ancora deve rendersi conto dov’é (parafrasando Andreoletti) ad autentico eroe nel finire di campionato. Dal debutto a Genova un crescendo di prestazioni, poi il gran gol al 94′ che ha consacrato la salvezza. La vera sfida ora è non tornare più indietro.  
BOI 6 Di festa e di incoraggiamento: dopo decine di convocazioni, i primi sedici minuti in B in campo a Cesena con personalità. Buon futuro.  
BARRECA 5,5 Le attese erano alte, ma tra problemi fisici e difficoltà di continuità non è mai riuscito davvero ad incidere come ci si aspettava. Nel momento migliore, un infortunio da ko che è coinciso con il momento più difficile del Padova. 23 presenze, 21 da titolare, 1 assist. La corsia di sinistra è stata spesso preda degli avversari.  
GHIGLIONE 5,5 Discorso simile per il dirimpettaio della corsia di destra: arrivato con desiderio di riscatto, ha inciso relativamente anche per noie fisiche. 18 presenze, 9 da titolare, 1 assist (nell’ultima partita). Nel finale è stato innesto affidabile dalla panchina.
CAPELLI 7,5 Il coltellino svizzero biancoscudato, probabilmente il giocatore più “fluido” della rosa. Sicuramente il più impiegato (2.389 minuti). Esterno (a destra o a sinistra), mezzala, rifinitore, seconda punta, difensore aggiunto: può bastare? Con qualche limite difensivo, certo, ma anche con una generosità totale. Ah: sei assist e un gol. Debuttante di quelli che hanno incarnato meglio lo spirito di adattamento del Padova.

FAVALE 6,5 Spezzoni nella prima parte di stagione, titolare nel finale. Ha saputo aspettare il momento senza uscire dalle rotazioni mentali della squadra. E quando il pallone scottava, teneva la barra dritta. Arma in più nei calci piazzati: un assist.  
FUSI 7,5 Altro pilastro, secondo per minutaggio in campo. Nerbo e polmoni di un Padova da combattimento. Ma con libertà di osare: 1 gol e 3 assist, che potrebbero essere stati moltI di più con maggiore lucidità davanti alla porta. Billy Elliot del calcio: dalla gavetta alla ribalta del palco. Chiamato a confermarsi in B, se non a migliorarsi: con tutta la fatica che ha fatto, sa che ci vorrà sempre tanto lavoro.

CRISETIG 7 Il Capitano. Riferimento in mezzo al campo e in mezzo allo spogliatoio, la palla a lui anche quando c’è burrasca. Titolare ad intermittenza, patisce sulla mediana quando il ritmo si fa alto… ma se è lui a comandare le operazioni, si può stare in ciabatte. Highlight della stagione: a Reggio Emilia, quando con il sinistro felpato mette Capelli nella condizione di servire a Sgarbi la palla dell’1-0.  
HARDER 6,5 Il principe che cerca spazio alla prima in B, e lo trova. Diventa il regista nella parte centrale della stagione, sorpassando con buona atleticità compagni più quotati. E il Padova gira. Si infortuna sul più bello. E il Biancoscudo ne soffre. Se con la Fiorentina ci sarà accordo, a Padova può trovare consacrazione.

VARAS 7 Classe operaia in paradiso. Dopo quattrocento partite in Serie C si presenta in B, a 32 anni, con la fascia di capitano e un assist alla prima ad Empoli. Meno di un mese dopo, un (gran) gol a Monza che vale tre punti. Bum. El Diablo corre e lotta, ripiega e supporta: anima e festa estan aqui. Quarto per presenze, contribuisce al bottino della vecchia guardia con due gol e quattro assist.

DI MAGGIO 6,5 Per lo strepitoso finale, mattatore a Cesena e ispiratore di due gol che hanno portato la salvezza. Più che un’alternativa dalla panchina, da deb in B porta a casa mille minuti anche di qualità in 28 presenze, 3 gol e 1 assist.  
BASELLI 5 La delusione maggiore, non ce ne voglia. Arriva con una manciata di presenze in campo nelle ultime stagioni causa una lunga serie di acciacchi e una risoluzione anticipata col Como, è titolare alla prima ad Empoli. Non va bene, e poi non andrà meglio. La media di 1,24 cartellini in 90 minuti racconta la sua frustrazione. A gennaio saluta la banda e si trasferisce in Serie D.  
GIUNTI 6 Il futuro è suo, per contratto e per premesse. Da gennaio due spezzoni, poi la chiavi della regia a Venezia nella gara più complicata del campionato. Non fa nemmeno così male ma lo si rivede solo nell’ultima (buona) giornata a Cesena. Da scoprire, siamo curiosi.

BACCI 6 Di incoraggiamento ovviamente, e per la soddisfazione di aver partecipato alla corsa salvezza, in gruppo, dopo un infortunio e relativo intervento che ha annullato il suo campionato. Avanti! Anche per TUMIATTI, giovane spesso convocato e parte del gruppo ma mai utilizzato.

JONATHAN SILVA 5,5 O Pertinhes, come porta scritto sulla maglia. I problemi di riconoscibilità si trascinano sul campo. Perché quando gli arriva la palla tra i piedi hai l’impressione che possa sempre accadere qualcosa (semicit. Andreolettiana) però poi, per gran parte, delude. Pochi lampi, tante palle perse. Zero bonus. Va messo più vicino alla porta. Come attenuante, i tre infortuni che spezzano la sua stagione.
BUONAIUTO 6 Quando è in campo, ci prova. Per dire: è il miglior biancoscudato per numero di tiri rispetto al minutaggio. Altro giocatore però che ha pagato una stagione fisicamente non al top. 27 presenze, per buona parte spezzoni. Il super gol contro l’Avellino e 3 assist: delizioso quello per Di Mariano contro il Bari. 
DI MARIANO 6 Porta il peso della categoria in un Padova che si regge sulla vecchia guardia: cambia equilibri ma non sempre li sposta in campo. Anche per una collocazione che non sempre lo premia. Da febbraio, 910 minuti, 1 gol e 1 assist. Riscaldamento, per una delle più affilate armi del prossimo campionato.  
BORTOLUSSI 8 Per chi ci ha sempre creduto. Per chi lo ha sempre sperato. Finalmente senza l’asterisco del buono per la C, si prende la scena: dieci gol in trentadue presenze, e il decimo allo scadere, nel primo scontro salvezza, nella gara di debutto della nuova curva sud e proprio sotto la curva sud. Può bastare? No? Quattro rigori segnati su quattro, un assist, punto di risalita per la squadra e vero riferimento in attacco. Mai una parola fuori posto, sempre la maglietta sudata e sporca di terra. Chapeau! 
SEGHETTI 6,5 Il vero alter ego di Bortolussi, con tutt’altre caratteristiche ovviamente. Guadagna spazio (18 presenze, 4 da titolare) con fatica, a 21 anni, alla vera prima in B. Eppure mette a segno tre gol, e tutti che valgono tre punti. Bestia nera della Reggiana, iconica la sua esultanza affacciato alla Sud dopo la rete decisiva nei minuti finali. 
LASAGNA 6,5 Arriva last minute e c’è chi è scettico. E invece: smaltiti i problemi muscolari rischia di essere un crack. In una dozzina di gare, 6 gol, 1 assist e sempre più centralità nell’attacco del Padova. Ma la sua stagione finisce a Frosinone, al 95’, all’ultimo generoso allungo: stiramento, peccato. Ci si vede in ritiro a Pejo? 

CAPRARI 6,5 L’uomo di Breda nel finale di stagione. Entra e determina, cambiando marcia rispetto alle prime uscite sotto Andreoletti. Pure lui si esalta sotto la Sud, poi si prende la scena a Cesena. Con il rinnovo automatico il Padova ha in casa un potenziale fuoriclasse per la categoria.

GOMEZ 5,5 Se la pierde, perché stava diventando qualcosa di bellissimo e invece in campo è stato un mezzo flop. 9 partite, 6 da titolare, 4 da capitano, 0% di partecipazione al gol. Contro Reggiana, Sampdoria, Modena: cose egregie. Poi il tormento alla caviglia, causa anche botte continue (Mantova, ehilà?) riservate alla stella più brillante. A 38 anni, dopo l’operazione, il bicchiere mezzo pieno è pensare che questo campionato sia stato per lui di rodaggio. Ha ancora un anno di contratto. Vamos Papu!

MATTEO ANDREOLETTI 7 Rappresenta e guida il Padova ma del Padova è più il meccanico: quello ossessionato dalla prestazione, per premere il pedale più forte (per andare a 300 all’ora, ricordate?), per trovare l’ingranaggio migliore per affrontare la curva con la migliore traiettoria. Deraglia? A sei dalla fine, clamorosamente sì. Con più di un’attenuante e più di qualche errore. Ma la storia di questo campionato racconta che ha tenuto per trenta e più giornate il Biancoscudo lontano dalla zona retrocessione. Impossibile limitare poche righe di pagella per uno degli allenatori più influenti della storia recente del Padova. Chissà come sarà rivederlo su un’altra panchina: da avversario e mai da nemico, magari in B.  


ROBERTO BREDA 7 Come Andreoletti, anche perché ha ottenuto le stesse vittorie casalinghe, e nelle uniche tre gare casalinghe che ha disputato. Qualcuno incornici la sua foto, a braccia alzate, sotto la Sud. Poi vince pure all’ultima, raccontando tutta la sintonia con quegli incoscienti giovani che avevano voglia di chiudere in bellezza. L’uomo giusto al posto giusto, e nel momento giusto. Cose semplici e non banali, supportato anche da uno staff che è stato la sua forza. Ma ci sa che siamo già all’arrivederci.

IL PAGELLONE DI CESENA-PADOVA

Clamoroso al Manuzzi: un Padova in vacanza, con un undici titolare con molte seconde linee, sbanca Cesena con un incredibile 4-3. Partita frenetica con tanti spunti che possono essere utili anche per la prossima stagione. Ecco tutti i voti. 

FORTIN 7 Rientro shock, almeno nei primi dieci minuti: due tiri, due gol. Forse sul colpo di testa di Cerri poteva fare qualcosa di più. Poi diventa protagonista assoluto con una serie di interventi strappa-applausi. Il più bello? Probabilmente quello al 40′, quando recupera la posizione e respinge d’istinto, e di reni, un colpo di testa ravvicinato di Cerri. Si congeda da Padova dopo una promozione in B e una salvezza: bon voyage, Mattia! 
FAEDO 6 Per lui, la gara ideale per lasciare la disciplina negli spogliatoi: lo si vede un po’ ovunque, nel bene e nel male. Soffre Berti, ma soprattutto Olivieri: prima lo porta a spasso e il Cesena sigla l’1-1, poi lo anticipa e il Cesena segna il 3-3. Sbaglia, rincorre, soffre. Ma non si nasconde mai.
PERROTTA 6 Regge quasi sempre il corpo a corpo con Cerri, che lo sovrasta solo quando di testa infila Fortin. Poi è puro lavoro sporco senza troppe concessioni all’estetica. Non impeccabile nella gestione del pallone, dove lascia qualcosa per strada, ma regge l’urto e soprattutto non si fa mai saltare nell’uno contro uno. Con il contratto in scadenza, potrebbe essere stata la sua ultima con la maglia del Padova: sarebbe un peccato (dal 28′ s.t. BOI 6 Debutto in B che è anche debutto tra i professionisti. Mica si spaventa: entra con l’elmetto in testa e va a fare sportellate. Prossimo centrale difensivo padovano a spiccare il volo? Si vedrà)
PASTINA 6 Dentro l’area si sente: chiusure, respinte, corpo addosso agli attaccanti. Certo, nella prima mezz’ora deve lavorare per due perché la fascia mancina è scoperta e soffre fino a quando non entra Favale. Sbocciato a primavera, oggi si pone come elemento da cui ripartire: è un difensore che rompe le linee accompagnando l’uscita dal basso con personalità. Prezioso. 
GHIGLIONE 6,5 Inespresso per gran parte del campionato, a Cesena il cursore di fascia destra piazza probabilmente la migliore prestazione in biancoscudato. Non solo per l’assist, delizioso, a Di Maggio. Tiene viva la corsia con continuità e geometria più che con accelerazioni devastanti: chissà se basterà per una sua conferma (dal 18′ s.t. CAPELLI 7 Da grande protagonista di questo Padova neopromosso in Serie B non poteva che piazzare la firma anche nell’atto finale: sontuoso assist a Seghetti per il gol vittoria. E sono sei in stagione). FUSI 6,5 A sorpresa tra i titolari, come a spremere le ultime energie. Galoppa e sbuffa come di consueto, sì, ma al Manuzzi cerca di portare anche ordine e oliare le connessioni. La sua determinazione lo porta a conquistare un pallone che diventa assist per il gol di Caprari. Altro imprescindibile per il prossimo futuro (dal 1′ s.t. FAVALE 6 Entra e porta ordine in una zona del campo saccheggiata per 45 minuti dai bianconeri. Ottimo impatto in questo finale di campionato. Aggrappato a questa Serie B). 
GIUNTI 6 Due mesi, o quasi, dopo l’ultima da titolare (a Venezia) si ritrova nel taschino le chiavi di centrocampo. Lui si adopera con passione: sempre dentro la partita, sempre dentro il pallone. Dà ordine e respiro ma gli manca qualche verticalizzazione in una partita che gli concedeva campo. Due circoletti rossi nella bolgia del Manuzzi: il pallone recuperato che diventerà 0-1, un tiro dalla distanza che fa volare Siano. 
DI MAGGIO 7,5 Affamato, a dir poco: per come va a prendere quei due palloni che scaraventa in rete, per come si sbatte quando la gara si spezza e va indirizzata. Concretezza pura, da uomo che sente l’odore dell’episodio. Rimanesse a Padova, per un altro campionato, potrebbe sbocciare davvero. Il migliore in campo per la redazione del TgBiancoscudato (dal 18′ s.t. BUONAIUTO 6 Una mezz’ora in campo per dare sostegno e superare quota 250 presenze in Serie B).   
SILVA 6 A Cesena è stato fin troppo evidente: in un 3-5-2, il brasiliano non può giocare da esterno tutta fascia. Gravi lacune nei ripiegamenti costano al Padova due gol. Spaesato, in ritardo, rischia il rigore (e un rosso) per una spinta (evidente) su cui Arena e il Var sorvolano. Poi Breda lo mette mezz’ala con licenza d’aggredire e allora eccolo a portare metri, ritmo e caos controllato alla squadra. Impressionano certe progressioni palla al piede: alla fine saranno quasi 170 i metri guadagnati.
CAPRARI 6,5 Non riempie la partita di tocchi puliti — anzi, perde parecchi palloni — ma vive costantemente vicino alla zona che conta. Segna, tira due volte centrando sempre la porta e dà la sensazione di poter sporcare ogni azione offensiva. Seconda da titolare consecutiva e sensazione crescente di poter stare dentro il progetto: buon preludio al rinnovo? (dal 35′ s.t. VARAS s.v.
SEGHETTI 7,5 Firma uno dei gol più belli della stagione: in acrobazia, di sinistro al volo, in spaccata e… con crampi incombenti. Bello elettrico, con pochi tocchi riesce comunque a lasciare tracce profonde nella partita. Ogni volta che punta l’uomo dà la sensazione di poter creare qualcosa. Ha personalità e fame: chiude la sua prima stagione in Serie B con tre reti, tutte decisive.
BREDA 7,5 Sesta partita, quarta vittoria: chiude l’esperienza biancoscudata con una media di 2 punti a partita, una salvezza acquisita con una giornata d’anticipo e una gara finale giocata con piglio e nerbo. Altro che Padova in vacanza! Stimola il gruppo cambiando molto e azzardando anche qualcosa: tipo la posizione di Silva, che corregge dopo i primi quarantacinque minuti. Premiato ancora una volta dai cambi (vedi Capelli) gestisce il tutto molto bene anche dal punto di vista nervoso. Che ne sarà di lui? La curiosità di vedere come imposterebbe una squadra dall’inizio, con budget a disposizione, scelte condivise e supporto della piazza… beh, onestamente un po’ c’è. Intanto, gli si tributi un bel grazie per come sia entrato con garbo e competenza in questo finale di stagione. 

CESENA: Siano 5; Ciofi 5, Zaro 5, Mangraviti 5, Corazza 5,5 (dal 34′ s.t Ciervo s.v.); Bisoli 6, Berti 5,5; Shpendi 7,5, Bastoni 5,5 (dal 20′ s.t. Castrovilli 5), Olivieri 6,5; Cerri 6,5. All. Cole 4 
Arbitro: Arena di Torre del Greco 6 Sorvola su una spinta malandrina di Silva in area, e il Var certifica che ha fatto bene. Gestisce una gara dai ritmi schizofrenici con oculatezza, tenendo i cartellini quando la tensione rischia di far degenerare il tutto.  

IL PAGELLONE DI PADOVA-PESCARA


Padova aritmeticamente salvo dopo una partita che rimarrà nella storia biancoscudata per il saliscendi di emozioni che hanno portato all’1-0 finale sul Pescara: tutti i voti della gara valida per il penultimo turno di Serie B.

SORRENTINO 8 Non succedeva da anni che un calciatore del Padova meritasse un coro… personalizzato. Il portiere ora ce l’ha, riecheggiava sulle tribune, sull’aria di Bonaiuti alè alè. Meritato? Dopo la vittoria sul Pescara, meritatissimo. Perché il rigore parato – benissimo, di piede, di istinto e di atleticità – vale un pezzo di campionato. E prima, e pure dopo, blinda la porta dando sempre un’idea di sicurezza. Giocatore da cui ripartire. 
BELLI 7 Costringe Insigne al minimo sindacale, e basterebbe già così. Brilla nei contrasti e custodisce l’area di competenza ringhiando e battagliando. Una delle anime di questo Padova. 
VILLA 5 Dispiace. Perché l’episodio negativo del match grava ancora sulle sue quadrate spalle. La trattenuta su Russo appare ancor più evidente – la maglia si tira – rivedendola al Var. Prima del 79′ una prova sufficiente. Partecipa all’assalto sul corner che porta al gol. 
PASTINA 8 Il brutto anatroccolo che diventa cigno. Ricordate il debutto shock in Coppa, nell’estate del 2025, contro il Vicenza? Archiviatelo. La calma con cui addomestica e poi calcia, al 94′, e segna, con il sinistro, è quella che è servita alla Serie B per attenderlo. 37 giornate diventate di crescita. Dominante nei duelli, a terra e di testa, decisivo in area avversaria all’ultimo respiro. Parafrasando Andreoletti: ora Pastina è più consapevole di dove è arrivato. A Padova, in Serie B. 
CAPELLI 7 L’ha voluta conservare questa Serie B, eccome se l’ha voluto. Simbolo della vecchia guardia. Sputa le ultime energie che ha con strappi e recuperi, perché quando accende il motore lo fa in verticale. Peccato due tiri strozzati: meritava più fortuna (dal 37′ s.t. GHIGLIONE 6 Buona gamba nel pazzesco finale).
FUSI 7 Sessantasei minuti del Fusi più puro: tiro dalla distanza, recuperi forsennati e intercetti, ringhiate, il lavoro tra le linee. Il cuore. Gli si perdonano un paio di aperture azzardate e il canonico giallo. Esce e il Padova ne soffre (dal 21’s.t. DI MAGGIO 6 Anche se fatica contro la miglior versione del Pescara a metà ripresa)
CRISETIG 6,5 Conquista la salvezza con la fascia di Capitano al braccio: la onora per cuore e carattere. Equilibratore più che playmaker, si spende nei recuperi: ripiega e cuce, tenendo a galla la barca anche quando c’è burrasca. Due giocate di fino ad imbeccare i compagni strappano applausi. 
VARAS 6,5 E’ il centrocampo che si muove, dal primo minuto fino all’ultimo di recupero. Non sempre preciso, ma sempre dentro la giocata: strappa, porta metri e sporca linee avversarie. Peccato la poca precisione al tiro. Altro debuttante in Serie B che ha lottato per difendere la categoria. 
FAVALE 6,5 Anche lui si merita la permanenza in B diventando risorsa essenziale di questo finale. Contro il Pescara presidia la mancina con attenzione: meno scorribande e tagli, più solidità. (dal 37′ s.t. SILVA 6 Guadagna il corner che diventerà decisivo per la stagione biancoscudata).
CAPRARI 6 Titolare, e in una posizione ibrida che lo fa muovere tanto per dare appoggi: negli ultimi metri però non incide. Poche giocate pulite, una sola vera occasione e una rimasta in canna nonostante tutto l’Euganeo gli chiedesse di tirare. Lo si scopre utile nel lavoro oscuro: chissà se sarà un plus della prossima stagione. (dal 20′ s.t. SEGHETTI 6 Entra e spara un paio di accelerazioni che fanno traballare la difesa abruzzese)
BORTOLUSSI 6,5 Il sarto. Perché il Bort è diventato il puntero che ricama la trama, dando aria alla manovra: cosa che lo tiene lontano dalla porta, tanto che contro il Pescara non fa un tiro. Anzi, uno sì, e pure bello: ma la palombella che gonfia le rete viene annullata per fuorigioco. Riferimento e sacrificio (dal 29′ s.t. DI MARIANO 6 Entra con garra e dà una mano di qua e di la. Calcia il corner che porta al gol). 

BREDA 8 Ce l’ha fatta. The specialist ha portato a termine la missione: salvare il Padova. Come l’ha fatto? Con equilibrio ed educazione, dando stimoli al gruppo e sostenendolo, cesellando il lavoro del suo predecessore. Che ringrazia nominandolo per primo, a traguardo tagliato: nobile. Stuzzica il Pescara tra le linee, e per un tempo la cosa gli riesce. Quando il gruppo cala, prova a pescare il jolly tra i cambi. Becca la matta al 94′ e può correre dentro un Euganeo diventato anche suo. 

PESCARA Saio 5; Letizia 5,5, Capellini 6, Bettella 6, Cagnano 5,5; Fanne 5,5 (dal 10′ s.t. Caligara 6), Brugman 6, Valzania 6 (dall’86’ Merola s.v.); Meazzi 5,5 (dal 10′ s.t. Olzer 5,5), Insigne 5,5; Di Nardo 5,5 (dal 20′ p.t. Russo 5,5). All. Gorgone 5,5.
Arbitro Collu di Cagliari 5,5 Un po’ cervellotica la gestione dei gialli: al Pescara ne mancherebbero un paio, tipo a Cagnano graziato di una seconda ammonizione. Ha bisogno del Var per concedere il rigore.  

IL PAGELLONE DI ENTELLA-PADOVA

Il Padova cade a Chiavari senza mai davvero entrare in partita: deludente prova della squadra di Breda dopo due scontri diretti portati a casa. Nel terzo consecutivo, contro l’Entella, numeri alla mano è la squadra di casa a dominare per volume e qualità. Crisetig e compagni si sono rivelati poco incisivi davanti e troppo passivi nel controllo del gioco. Ecco tutti i voti del match.

SORRENTINO 7 Lo riconosce per primo mister Breda, nel post match. Il Padova è rimasto in partita grazie ad una serie di interventi decisivi del suo portiere. Particolarmente spettacolare quello su un’azione che il Var avrebbe comunque fermato, più per fallo di mano che per fuorigioco: quando al 14′ spara da distanza ravvicinata e Sorrentino mura con preciso senso di posizione. Nulla può sulla zuccata di Cuppone. Il migliore del Padova per la redazione del TgBiancoscudato

BELLI 6 Dentro una partita di sofferenza collettiva, spicca per carattere ed esperienza: anche se non al top della condizione Breda lo preferisce a Faedo, e lui lo ripaga tenendo la linea con continuità, leggendo bene diverse situazioni. Poco l’apporto in costruzione ma non è una novità: fino a quando ne ha la catena di destra regge (dal 24′ s.t. FAEDO 5,5 Più spinta ma anche più di qualche lettura approssimativa).

VILLA 5 Sente Cuppone prima che stacchi di testa ma… poi lo perde e il Padova subisce il gol. Bravo il dieci dell’Entella, sia chiaro, però la responsabilità c’è. Tante chiusure e presenza nei duelli, ma non sempre è dominante e fatica a dare solidità continua al reparto. Un passo indietro rispetto alla gara contro la Reggiana.

PASTINA 5,5 Corresponsabilità nel gol, ce n’è: perché Cuppone gli salta davanti e lui manca l’anticipo. Pur ribadendo: bella giocata dell’attaccante. Dentro una gara di continua pressione, alterna letture corrette a troppe imprecisioni nella fase di uscita: prova sia a portare palla sia a cercare i compagni con il lancio lungo ma con fortune alterne. Meno leadership che nelle precedenti uscite anche se la condizione atletica per questo finale di campionato c’è. 

CAPELLI 6 Salva il Padova sul finire del primo tempo, quando appostato sulla linea respinge una precisa incornata di Franzoni, ed è probabilmente la cosa migliore del suo match. Perché sulla destra, sì, è il solito motorino: però pesano le tante palle perse e una relativa efficacia dei suoi cross.
 
FUSI 6 Prova a dare pulizia al palleggio: con ordine più che con iniziativa. Nei duelli c’è sempre – è il solito Fusi, che le prende e le dà – ma il peso di trentacinque giornate di campionato lo limita nel trovare il giusto strappo. Per mezzo tempo non azzecca un assist da urlo per Seghetti (dal 24′ s.t. DI MAGGIO 5,5 Ha la migliore occasione per il Padova ma la spreca: davanti a Del Frate viene recuperato e sbilanciato da Alborghetti). 

CRISETIG 5,5 Pomeriggio di fatica per il capitano: la mediana dell’Entella va a giri diversi e lo limita a un giro palla con discreta qualità, sì, ma senza quella giocata che possa accendere la squadra. Più coinvolto nel recupero e nei duelli, spende molto e nel finale paga in lucidità. Giunti poteva essere un’opzione per un cambio nell’ultimo quarto d’ora ma l’ex Perugia pare essere uscito dai radar dello staff tecnico.  

VARAS 5,5 Accompagna, ma non incide. Bel duello con Karic che ai punti vince lo svedese di origine bosniaca. Perché l’ecuadoriano biancoscudato corre, e rincorre tanto, costretto com’è al lavoro sporco. Altro giocatore che sente il peso di un intero torneo: fatica nel supporto e a farsi trovare lucido nella trequarti avversaria. Ha comunque la migliore occasione del primo tempo.

FAVALE 5,5 Titolare della corsia mancina, oramai: inizia bello intraprendente poi cala con il passare dei minuti e l’accumularsi delle scorribande liguri che spesso deve fronteggiare senza il supporto dal compagno di fascia. Precisione bassa nel palleggio e più di qualche pallone perso frenano ogni tentativo di continuità (dal 32′ s.t. SILVA 5,5 Altro quarto d’ora di poco-poco).  

DI MARIANO 5 Zero tiri, dialogo limitato con i compagni, pochissimo peso negli ultimi metri: resta ai margini della gara. Eppur si muove, provando a legare il gioco con pulizia: in maniera sterile però, lontano dalla porta. Qualche duello vinto, ma senza mai trasformarsi in pericolo reale. Nervoso oltremodo, guadagna un giallo a inizio ripresa che mette fine alla sua partita (dal 14′ s.t. CAPRARI 5 Dovrebbe aiutare il Padova ad allungarsi e invece fa registrare dati di progressione addirittura negativa. Presenza offensiva praticamente nulla). 

BORTOLUSSI 5,5 Isolato, combatte la sua solita partita lavorando nei duelli e provando a legare il gioco con precisione: peccato rimanga quasi sempre lontano dalla porta. Gli capitano un paio di palloni e ci prova, ma non trova lo specchio. Esce dopo nemmeno un’ora di gioco (dal 14′ s.t. SEGHETTI 5,5 Il gol vittoria contro la Reggiana gli dà birra, e si vede. Dentro poco ma con un minimo di vivacità ma non basta per cambiare la partita).

BREDA 5,5 Troppo belle le vittorie contro Empoli e Reggiana per non rimanere delusi della sconfitta contro l’Entella. Eppure il Padova di Breda è coerente: produce poco ma regge, cerca la zampata ma se si produce poco nei calci piazzati le occasioni da rete crollano. Non convince, quindi, il piano gara. Vero, non è tempo di esperimenti ma di portare la barca in porto. Certo è che manca – ancora – un’idea riconoscibile negli ultimi 30 metri e questa volta nemmeno i subentrati cambiano l’inerzia. Primo match point sprecato: il fatto di giocarsi il prossimo, in casa, ancora sotto la Curva Sud, rincuora un po’.  

VIRTUS ENTELLA: Del Frate 6; Parodi 6,5, Tiritiello 6,5, Alborghetti 6; Bariti 6,5 (dal 35′ s.t. Turicchia s.v.), Karic 6,5 (dal 42′ s.t. Nichetti s.v), Benedetti 6 (dal 17′ s.t. Squizzato 6), Di Mario 6,5; Franzoni 6,5; Cuppone 7 (dal 40′ s.t. Debenedetti s.v.), Guiu 6 (dal 17′ s.t. Tirelli 6). All. Chiappella 6,5. 

ARBITRO: Massimi di Termoli 6 Nessuna situazione spinosa da risolvere: tiene la gara nei binari fischiando un po’ di più quando i ritmi si alzano. Mancherebbe almeno un cartellino ai difensori dell’Entella, che sono belli ruvidi. 

IL PAGELLONE DI PADOVA-REGGIANA

Colpaccio del Padova che sfrutta – finalmente! – il fattore Euganeo e fa sua una partita da leggere più nei dettagli che nel punteggio.
Nell’equilibrio di un match che nessuno voleva perdere, risultano decisivi i cambi della panchina biancoscudata, dentro una prestazione complessivamente solida. Ecco tutti i voti di Padova-Reggiana.

SORRENTINO 6,5: Va con coraggio in presa alta su una delle ultime palle in area e viene travolto da Rover. L’arbitro avrebbe dovuto fermare subito il gioco, prima ancora del gol – poi annullato – di Novakovich. Tre parate, la più scenografica su una conclusione di Portanova da fuori. Secondo clean sheet consecutivo.

FAEDO 6,5: Difende in avanti, tiene bene l’uno contro uno (7 duelli a terra vinti su 9) e dà continuità all’uscita palla (80% precisione): prestazione pulita e senza sbavature. Con Breda ha trovato più ordine e concretezza: l’allenatore pubblicamente ha lodato la sua capacità di interpretare, in maniera moderna, più ruoli e più situazioni in campo. Vero! 

VILLA 6,5: Lo stupore iniziale nel vederlo titolare, dopo una serie di errori da matita blu, dura pochi minuti. Da centrale si mette nel taschino Gondo che non è mai pericoloso, gioca d’anticipo usando la fisicità e dando la sensazione di una gran sicurezza. Graziato da Portanova nell’unica amnesia: il numero 90 granata impatta libero in area piccola ma manda clamorosamente alto. 

PASTINA 7.5: Partita clamorosa da braccetto sinistro: dominante. Sempre in anticipo, pulito nelle letture (6 chiusure, 2 intercetti) e preciso nella gestione. A lui il compito dei cambio-campo che spesso e volentieri arrivano a destinazione. Vince i duelli a terra, tiene la linea e si fa pure pericoloso in zona gol: a inizio gara un suo colpo di testa esce di un niente, ad inizio ripresa una sua bordata abbatte un giocatore granata. Migliore in campo per la redazione del TgBiancoscudato

CAPELLI 6,5: Anima della catena di destra, nonostante il peso di un campionato giocato a mille si faccia davvero sentire. Spinge senza forzare (2 passaggi chiave), accompagna l’azione ma resta dentro la partita. Qualche errore in uscita, e un paio di cross così e così ma nel complesso dà equilibrio e copertura limitando l’azione di Bozhanaj e Portanova. 


FUSI 6: Altro titolarissimo in debito d’ossigeno, autore tuttavia della rituale partita di sostanza e di lavoro sporco. Tiene il centro con continuità e lavora tanto senza palla. Contro una squadra tra le più aggressive, vince duelli (10 a terra) e si fa sentire in fase difensiva. Impegna Micai sul finire del primo tempo (dal 23′ s.t. DI MAGGIO 6,5 L’equilibrio si rompe su un dettaglio, come spesso accade nelle gare salvezza: la giocata con cui libera Caprari per l’assist vincente vale un bel voto. Nel finale, in maniera intelligente, spende un fallo per evitare un’insidiosa ripartenza granata).  

CRISETIG 7: Nodo di ritmo e pulizia, si prende la cabina di regia con autorità e tiene la leadership fino al triplice fischio. Gioca tanto (72 tocchi) e sbaglia poco (92% passaggi), dando ordine e ritmo alla squadra. Compassato, si dirà: però è il fosforo che in questo frangente diventa fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo. Il capitano c’è.

VARAS 6,5: Mezzala di lavoro più che di spunto. Si muove tanto, accompagna l’azione e prova a inserirsi, ma incide poco nelle giocate decisive: un tiraccio dal limite dell’aria sa di buona chance sprecata. Nel dare continuità al Padova, però, l’ecuadoregno è elemento prezioso: cambia ritmo e passo con meno incisività del conosciuto, ma la sostanza c’è (dal 23′ s.t. SILVA 5,5 Non per gettar sempre la croce addosso al brasiliano, ma tre sue cattive gestioni del pallone nei minuti finali potevano costare caro…)

FAVALE 7: La più bella sorpresa di questo finale di campionato. Più gioca, più guadagna confidenza. Di spinta, e con sostanza, produce volume e tiene botta nei duelli. Non sempre pulito nelle scelte, è tra i più attivi e presenti tanto nel recupero palla quanto nelle coperture difensive: Lambourde è un brutto cliente ma l’esterno biancoscudato lo controlla usando bene anche il fisico. 

BORTOLUSSI 5.5: Dopo le enormi emozioni del gol contro l’Empoli, gara a vuoto o quasi per il puntero biancoscudato protagonista di una partita più di sacrificio che di presenza. Appare isolato, lì davanti, e così francobollato da maglie granata non riesce ad incidere. Pochi i palloni giocabili, tante le ruvidità scambiate con i difensori della Reggiana. La sostituzione genera un po’ di sorpresa, e invece… (dal 32′ s.t. SEGHETTI 7 Tre minuti per guadagnarsi una delle copertine più belle della stagione: il primo pallone che tocca è quello che spinge in rete e che vale una bella fetta di salvezza. Possibile sliding door della sua esperienza in biancoscudato).

DI MARIANO 5.5: In una posizione ibrida, tra le linee, dà profondità con le sue progressioni ma resta discontinuo e poco incisivo negli ultimi metri. Si accende a sprazzi e dà l’impressione di incaponirsi in soluzioni personali. Qualche buono spunto (il migliore una triangolazione con Faedo con tiro poi alto) ma esce dal campo senza riuscire a lasciare il segno (dal 32′ s.t. CAPRARI 6,5 Replica la giocata che ha portato al gol contro l’Empoli ma questa volta il suo assist è pulito: primo bonus in biancoscudato per lui. Altro impatto, dalla panchina, di qualità). 

BREDA 7: Ha portato il Padova fuori dal buio vincendo due scontri diretti di fondamentale importanza, usando un piano-gara solido e rodato che rifugge dalla frenesia. La squadra, in questo finale, dimostra di aver riconquistato testa, nervi e cuore. Il calcio di Breda racconta equilibrio e coraggio, anche nelle scelte: Favale a sinistra è diventato un fattore, Pastina in difesa ha guadagnato i galloni da leader e chi entra dalla panchina diventa decisivo. Di Maggio+Caprari+Seghetti firmano una rete che porta davvero il Biancoscudo ad un passo dalla salvezza, ma siamo certi che vedremo più disteo il viso di mister Breda solo… a risultato matematicamente acquisito.

REGGIANA: Micai 6, Libutti 6, Vicari 6, Lusuardi 6, Bonetti 5,5 (dall’11’ s.t. Tripaldelli 5,5); Bertagnoli 5,5 (dal 36′ s.t. Charlys s.v.), Reinhart 6, Portanova 6+, Lambourde 5 (dal 36′ s.t. Fumagalli s.v.), Gondo 5,5 (dal 27′ s.t. Novakovich 6), Bozhanaj 5 (dal 1′ s.t. Rover 5). All. Bisoli 6. 

ARBITRO: Mucera di Palermo 6 Fischia poco e lascia giocare, e lo spettacolo ne guadagna. Qualche decisione combattuta, ma che non incide sull’andamento. Sull’azione più contestata, la carica a Sorrentino che porta al gol – poi annullato – a Novakovich prende la decisione giusta ma avrebbe dovuto fermare prima il gioco proprio per il fallo subìto dal portiere. 

IL PAGELLONE DI PADOVA-EMPOLI

Cruciale vittoria del Padova che negli ultimi minuti del match affossa l’Empoli grazie ad un gol del suo bomber, Mattia Bortolussi. La squadra di Breda migliora così la sua classifica dopo cinque sconfitte di fila. Ecco le pagelle del match giocato all’Euganeo. 

SORRENTINO 7 E’ il protagonista della prima istantanea con sfondo della nuova Sud colma di tifosi: al 10′ è bravissimo a smanacciare una deviazione di Popov andando a volare sotto l’incrocio. Parata cruciale che segna il match, e forse un pezzettino di campionato. Poi è ordinaria amministrazione o quasi, con la solita sicurezza nelle uscite alte che diventano fondamentali nei minuti finali. 

SGARBI 6,5 Dentro con personalità dopo venti giorni passati in infermeria, esce troppo presto: altro affaticamento muscolare, fortunatamente non è una ricaduta. Sfiora il quinto gol stagionale con un’incornata su cui Fulignati vola. Bene da braccetto di destra, anche se da quella zona nasce qualche situazione sporca (dal 1′ s.t. FAEDO 6 Tanta concretezza nel tenere la posizione, raramente va in affanno).

PERROTTA 6,5 Rischia tantissimo nell’intervento salva-tutto nei minuti di recupero: Perenzoni (ma soprattutto il VAR) lo grazia e allora va bene così, anche se… che brividi! Episodio isolato in una gara solida. Risoluto nei duelli: quelli a terra li vince tutti, quelli aerei quasi. Non dispiace affatto in posizione centrale nella linea a tre. 

PASTINA 7 Comanda dietro: chiude tutto e non si fa mai sorprendere. Meno appariscente palla al piede, ma sempre lucido: ha calcio da gittata lunga e così prova cambi campo e lunghi traversoni, anche se con alterne fortune. Nell’azione del gol-vittoria fa il centravanti aggiunto: tira due volte e viene murato, poi il pallone schizza dalle parti di Bortolussi che fa esplodere lo stadio. Il migliore della retroguardia, gara da leader silenzioso.

CAPELLI 6 Meno appariscente del solito. Ma è comprensibile che alla 34esima di campionato la spia della riserva lampeggi. Spinge sulla destra, ma non sfonda: tanti palloni giocati, troppi persi. Cross poco efficaci specialmente nella prima parte del match: la sua presenza è costante, ma in questa gara non è determinante (dal 26′ s.t. GHIGLIONE 6 Buon passo per il finale arrembante: un cross al bacio per Favale che però si fa ipnotizzare da Fulignati).

FUSI 6 Altro in debito d’ossigeno, ma non di grinta e sacrificio. Tanto dentro la partita, tocca tanti palloni ma senza lasciare il segno. Pesa soprattutto l’errore sotto porta: poteva essere sua la prima firma sotto la Sud, invece spreca una grande chance che in una gara così bloccata vale tantissimo (dal 26′ s.t. DI MAGGIO 6 Ingresso di personalità e qualità: delizioso il tocco a liberare Caprari nell’azione che porta al gol di Bortolussi).

CRISETIG 6,5 Bentornato Capitano! Di nuovo titolare dopo un mese e mezzo, non mostra ruggine: tonico e in partita, dal primo all’ultimo minuto. Visione e struttura, ordine e passo cadenzato: davanti alla difesa è abile interdittore, quando riesce a sganciarsi crea pure un paio di pericoli. Prezioso recupero nel caldissimo finale di campionato. 

FAVALE 6 Altro elemento che dalla panchina diventa risorsa: ara la corsia di sinistra alternando buone cose a troppi errori. Pesano le 15 palle perse. Candela è spento e in fase difensiva non ha grosse rogne. Davanti? Ha tempi giusti nel chiudere le azioni da quinto a quinto, ma non l’istinto. Come quando di testa spara su Fulignati un preciso cross di Ghiglione.

VARAS 6,5 Dà ritmo e metri: costruisce, porta palla, tiene insieme il gioco. Oltre 160 metri di conduzione, con progressioni costanti che aiutano la squadra a risalire. Manca la giocata decisiva, ma la squadra passa da lui. Lo si preferisce nel suo abito più offensivo, come ad inizio ripresa. 

DI MARIANO 6 Perché si sbatte, anche se il piede destro pare gli faccia a male. E’ forse anche per questo che si accende a tratti. E’ uno dei pochi a provare la giocata anche rimanendo lontano dal partner d’attacco, Bortolussi: il dialogo tra i due funziona in modo intermittente e poco proficuo (dal 18′ s.t. CAPRARI 6,5 Finalmente fa la differenza. Non è ancora al meglio ma quando entra alza il livello di tutto il Padova. Subito un dribbling, poi il via all’azione che porta al gol-partita. Altra risorsa da tutelare).  

BORTOLUSSI 7,5 Ci sono gol che pesano, e poi ci sono gol che restano. Chi altro se non il capocannoniere biancoscudato poteva segnare il gol-partita sotto la nuova Curva Sud? Arriva alla doppia cifra (10 gol alla sua prima stagione in B) con una zampata da puntero vero: al posto giusto, al momento giusto. Di nuovo titolare, indossa l’elmetto e combatte da solo lì davanti per gran parte del match. Grandi sportellate con il numero 20 dell’Empoli, l’ex Lovato, e alla fine il gol che gli regala una pagina di storia padovana. Il migliore in campo per la redazione del TgBiancoscudato. 

BREDA 6,5 Buona la prima: intesa come prima casalinga, intesa come prima finale di cinque da qui all’ultima giornata. Dopo il passo falso di Frosinone, il Padova ritrova una sua identità. Anche se, guardando alla formazione, spicca come il modulo sia tornato ad essere il 3-5-2 e come 7/11 dei titolari fossero della vecchia guardia (più il primo cambio, Faedo, ad inizio ripresa). Nessun miracolo, nessun fuoco artificiale ma parecchio equilibrio: la squadra gira e mostra buona volontà. E ora ha anche una curva pronta a spingere il gruppo fino in fondo.

EMPOLI Fulignati 6,5; Ebuehi 5,5, Guarino 6, Lovato 6, Moruzzi 6 (dal 42′ s.t. Nasti s.v.); Ghion 5,5, Yepes 5,5 (dal 41′ s.t. Haas s.v.), Magnino (dal 41′ s.t. Obaretin s.v.); Candela 5,5; Shpendi 5,5 (dal 25′ s.t. Fila 5); Popov 5,5 (dal 25′ s.t. Elia 6). All. Caserta 5,5
ARBITRO Perenzoni di Rovereto 5,5 Un rigore non concesso fa infuriare l’Empoli, che si era visto già sul dischetto: l’arbitro mantiene la decisione presa in campo ma l’azione, in pieno recupero, in un match tra due squadre in lotta per la salvezza, meritava una riflessione più approfondita. Nei novanta minuti precedenti buona autorevolezza e misurata distribuzione dei cartellini.

IL PAGELLONE DI FROSINONE-PADOVA

Quinta sconfitta consecutiva per il Padova che a Frosinone perde 2-0: amaro debutto per mister Breda in panchina che contro una delle favorite alla promozione diretta non  Ecco tutti i voti dei biancoscudati scesi in campo. 

SORRENTINO 5,5 Il voto non può essere positivo per il patatrac combinato nel goal del vantaggio del Frosinone. Evidente l’incomprensione con Villa e Perrotta: si vede piombare il pallone in area piccola e d’istinto lo calcia, colpendo Raimondo. Poteva tentare un dribbling? Aveva lo spazio per calciarlo di lato? Fatto sta che la scelta più istintiva diventa clip da Mai dire gol. Una macchia che pesa in una gara disputata ad alti livelli: sei parate di qualità per limitare il passivo contro la squadra più prolifica del campionato. 
FAEDO 5 Parte a sinistra e fa vedere cose buone, anche se raramente passa la metà campo. Dall’uscita di Belli in poi si sposta a destra e lì fatica: Kverndaze lo svernicia in più occasioni approfittando di una marcatura blanda. Nell’ultima parte di gara prova a proporsi in avanti con maggiore intensità ma difetta di precisione nei passaggi. 
VILLA 4,5 Clamorosa leggerezza nel gol dell’1-0: lascia sfilare il retropassaggio di Perrotta verso Sorrentino con superficialità, lasciando recuperare una dozzina di metri a Raimondo in pressione sul portiere. E quando gli passa davanti, nemmeno lo contrasta. Cinque minuti dopo Monterisi lo anticipa nella torre che porta Gelli al 2-0. 
PERROTTA 5 Cercasi gladiatore disperatamente. Pulisce diverse situazioni e prova a dare ordine, ma da uno come lui servirebbe ben altro: non accorcia, non comanda, non trascina. E quando il reparto affonda, resta dentro la corrente.
BELLI 5,5 Difende, sì. Ma non basta. In una partita che chiedeva coraggio, resta dentro i confini… quasi dell’anonimato. Un infortunio lo mette ko allo scadere del primo tempo. Da sottolineare come l’episodio faccia scaturire un momento di fair play: nei due minuti di recupero ancora da giocare, il Frosinone fa girare il pallone nella sua metà campo e non aggredisce un avversario in inferiorità numerica. Chapeau (dal 1′ s.t. CAPELLI 5,5 A sorpresa in panchina, fatica ad accendersi al rientro degli spogliatoi. Ha una buona occasione al 60′ ma non riesce ad inquadrare la porta). 
GHIGLIONE 5 Tanti palloni, zero soluzioni: ha volume ma non qualità. Prova a dare ampiezza, insiste nel cross, ma sono tutti fuori misura. Dieci palloni persi raccontano una partita imprecisa, quasi mai pulita. A sorpresa titolare, esce prima dell’ora di gioco (dal 12′ s.t. FAVALE 5,5 Mezz’ora in campo in cui non incide ma non fa nemmeno danni). 
FUSI 5 Annaspa come raramente gli si era visto fare in biancoscudato. Sbaglia in costruzione, perde palloni pesanti e nei duelli soffre troppo. Non filtra e non gestisce: il Padova lì si spezza. Nemmeno la rabbia agonistica per guadagnarsi un cartellino giallo. E paradossalmente, uscire intonso dal campo per lui è un limite (dal 12′ s.t. VARAS 5,5 In una partita che chiedeva presenza e personalità, resta ai margini: vuoi per scelta tecnica, vuoi per mancanza di ritmo). 
HARDER 5,5 Al rientro dopo un mese fuori per infortunio, non impressiona. Nel tempo in cui rimane in campo è l’unico a dare continuità tra fase difensiva e gestione: non basta però a cambiare l’inerzia. Esce per infortunio, a quanto detto da Breda. Ahi (dal 1′ s.t. CRISETIG 6 Ritmi compassati ma anche un po’ di fantasia in più nella zona nevralgica del campo. Nota di merito: al 61′ guadagna il primo giallo del match). 
DI MAGGIO 5 Racconta molto lo sguardo attonito dei compagni di squadra, saliti in area avversaria, quando lo vedono calciare dai trenta metri invece che cercare un appoggio o un passaggio. Tocca tanti palloni, prova a forzare le giocate, ma perde troppo e abbassa la qualità complessiva. Le intenzioni ci sono, l’esecuzione no.
DI MARIANO 5,5 Schierato più vicino alla porta è l’unico che prova ad accendere qualcosa lì davanti. Purtroppo resta isolato, e tra errori e imprecisione non riesce mai a incidere davvero. Gesto tecnico che merita la sottolineatura: la pregevole rovesciata che Oyono sporca in corner (anche se il gioco era fermo…) A corrente alternata (dal 25′ s.t. SEGHETTI 5 Gran poco da ricordare). 
LASAGNA 6,5 Breda gli ricama il Padova addosso: unico riferimento offensivo, quando attacca la profondità tiene in apprensione un intero reparto. Cuce e sgasa, ma poi manca di lucidità davanti a Palmisani con cui ingaggia un gran duello. Il portiere del Frosinone attorno al 70′ festeggia come avesse segnato quando d’istinto respinge un suo tiro. S’infortuna negli ultimi secondi del match: perderlo sarebbe un grosso danno. Il migliore del Padova per la redazione del TgBiancoscudato. 
BREDA 5,5 Debutto amaro: nessuna scossa e poche risposte. Il Padova non cambia faccia, non cambia ritmo e non cambia personalità. L’idea di cercare Lasagna in profondità è leggibile e troppo poco sostenuta dal resto della squadra. A cinque giornate dalla fine preoccupa quando dice che il Padova “deve diventare squadra in fretta”. Suona più come un allarme che come una soluzione. Lasciare in panchina Sgarbi, Capelli, Varas e Bortolussi (oltre a Buonaiuto) è stata pretattica in vista della sfida casalinga con l’Empoli? Tra una settimana – in una gara che sarà una finale – avremo una risposta.

FROSINONE Palmisani 6,5; A. Oyono 6,5 (dal 35′ s.t. F. Oyono s.v.), Calvani 6,5, Monterisi 7, Bracaglia 6,5; Calò 7, Cichella 6,5; Ghedjemis 6,5 (dal 29′ s.t. Fini 6), Gelli F. 7 (dal 40′ s.t. Cittadini s.v.), Kvernadze 7 (dal 29′ s.t.  Fiori 6); Raimondo 7 (dal 35′ s.t. Zilli s.v.). All. Alvini 7. 
Arbitro: Turrini di Firenze 6,5 Gestisce la gara con ordine, lasciando giocare quando possibile e fermando la palla quando necessario. Nessuna situazione spinosa da risolvere: valuta bene la posizione (regolare) di Gelli dal campo senza dover ricorrere al Var.