11
mar 2018
AUTORE Francesco Barana
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Sport

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LO STATO D’ANIMO DI VALDANO (E FUSCO)

“Una squadra prima di tutto è uno stato d’animo” scriveva Jorge Valdano nel 1986 in Miedo Escenico, un saggio pubblicato sulla spagnola Revista de Occidente.

E’ una frase cara a Filippo Fusco, che la menzionava nell’intervista che mi concesse la scorsa estate, e al “gemello” non troppo diverso Fabio Pecchia, che l’ha ricordata di recente a Telenuovo quando gli chiesi una valutazione del mercato di gennaio. “Ora ho una squadra più vicina alle caratteristiche che volevo, una squadra è prima di tutto uno stato d’animo” mi disse Pecchia.

Questa sua dichiarazione è passata abbastanza in sordina, ma è rivelatrice: nel Verona qualcosa è cambiato. La vittoria con il Torino – come ho avuto modo di scrivere sul mio facebook quella domenica, e di affermare il lunedì successivo a ‘Ghe la femo’ e nei giorni scorsi al ‘Gialloblu Live’ – è stata la prima vera e convincente della stagione per la sua logicità, il suo equilibrio e la sua genesi. Chi mi segue ricorda invece che non mi avevano per nulla convinto sul piano della continuità tecnica le vittorie rotonde con Sassuolo, Milan e Fiorentina. Paradossalmente troppo bulimiche e straordinarie e dunque effimere.

Non è questione di essere profeti, o indovini, ma di vedere e “leggere” il calcio, o quanto meno provarci senza sconti o pregiudizi. Fusco a gennaio, un po’ per bravura (Vukovic, che ha sistemato la difesa e migliorato Caracciolo) e un po’ per fortuna (la promozione di Calvano, causa infortunio di Zaccagni), ha forse creato il famoso “stato d’animo” caro a Valdano. Con sei mesi di ritardo, ma con la tenacia di non darsi per vinto e con la consapevolezza interiore degli errori fatti (errori tecnici, il giudizio sulla sua opera amministrativa Cottarelli style l’ho sempre ritenuto positivo e distinto). Pecchia dal mercato invernale è uscito legittimato e rafforzato nello spogliatoio. La società (Fusco) ha operato in controtendenza fregandosene anche degli strali dell’ambiente e delle nostre critiche: anziché mandare via l’allenatore, è stato ceduto chi – pur mantenendo sempre intatta la sua professionalità – forse non ci credeva e non era allineato fino in fondo. La squadra ancora oggi ha evidenti limiti tecnici, l’attacco spuntato, ma è più solida, disposta meglio e molto operaia.

Dopo la brutta sconfitta con la Lazio scrivevo in questo spazio: “Potremmo addirittura salvarci”. Dopo la vittoria con la Fiorentina ricordavo che sarebbe servito arrivare almeno a 24 punti dopo la partita di Milano con l’Inter per avere concrete chances di salvezza. Qualche lettore mi scrisse che non lo potevo pretendere. Siamo a 22, ma dovendo recuperare Benevento e con di mezzo l’Atalanta in casa. Ci siamo. La strada è giusta.

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8 risposte a “LO STATO D’ANIMO DI VALDANO (E FUSCO)”

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  1. carletto scrive:

    La strada era quella giusta, prima dell’Atalanta. Come non detto.

    1. Riccardo scrive:

      Che roba
      Il calcio è da amare quando fa così
      A questo Hellas più levi giocatori meglio gioca.
      Non capisco niente di calcio cari miei
      Ciaoooo

      1. Jack scrive:

        “Ora ho una squadra più vicina alle caratteristiche che volevo”… che è un modo elegante per dire che in il mercato di gennaio ci siamo liberati dei rompicoglioni (perdonami il francesismo)…

        • schetch scrive:

          E visto che l’hanno costruita loro (tre) la squadra, visto che già potevano pensarci l’anno scorso, visto che “il bilancio prima di tutto”, visto l’ esborso pari a zero per i quattro innesti di gennaio, saranno mica tonti questi qua?
          Hellas Huber Alles.

        • bruce scrive:

          Commento che non fa una piega :) :)

        1. Giovanni scrive:

          concordo con te su tutto Francesco……qualcosa in bene è cambiato e adesso si può dire che finalmente,tardi ma ci siamo anche noi!!!…….NANNI68

          • Maxhellas scrive:

            Sarà forse che “una squadra è uno stato d’animo”, però, curiosamente, tutto è cambiato (dichiarazioni, lettere aperte, videomessaggi, interviste e anche gioco) all’indomani della firma di Mediapro con la Lega….
            Forse anche 18 milioni (43-25) sono uno stato d’animo…o contribuiscono a cambiarlo

          1. Massimop scrive:

            Se dovesse finire come non si può (toccando tutto) dire,
            questo sarà un torneo da ricordare quando torneremo a snocciolare certezze sul calcio.
            Un allenatore neorelativista, per il quale l’esito della stagione è casuale -ovvero frutto di partire slegate tra loro-.
            Calciatori come Calvano (ma anche come il terzino Luna che gioca nel Levante assieme a Pazzini) che devono essere inadatti alla categoria se tutti i mister li schifano e invece..
            A proposito Bearzotti ricoperto di elogi poi che fine ha fatto?
            Mah

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