30
apr 2018
AUTORE Francesco Barana
CATEGORIA

Sport

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EPPURE SETTI NON È A FINE CORSA

Un fatto è assodato e pure il diretto interessato – ancora ieri parlando in primis di bilanci – lo ha a modo suo confermato: Setti non è in grado di mantenere stabilmente il Verona in serie A, come promesso all’inizio del suo mandato. Questo, a mio modo di vedere, è il suo vero fallimento tecnico e morale che lo relega a presidente senza più credibilità.

Ed è da qui che bisogna partire nel ripensare al futuro dell’Hellas. Setti, conscio pure lui delle corbellerie che ogni tanto si lascia sfuggire, ieri davanti all’ottimo Vitacchio perlomeno ha ridimensionato la storia dei 70 milioni per cedere la società: “Chiedo una cifra in linea con il mercato. Il Verona ha zero debiti”.

Ora si tratta di capire cosa significa in soldoni (anzi in soldi) l’espressione “in linea con il mercato”. Ma occorre ancor di più domandarsi: Setti ad oggi è interessato davvero a vendere? Perché prima di cadere nel solito e ormai stanco cliché del “nessuno vuole il Verona” bisogna capire quali siano le reali intenzioni dell’attuale proprietario e interiorizzare un fatto nuovo: rispetto all’epoca pre-Setti, quando quel cliché forse aveva qualche ragione di essere, il calcio è diventato un grande business e fa gola a molti.

Ora come ora Setti ha ancora benzina sufficiente (leggi paracadute) per avere interesse ad andare avanti. Dunque è tuttora in una posizione contrattuale di forza di fronte ai potenziali acquirenti (che certo non vengono a raccontare ai giornali le loro intenzioni, ma anzi giocano scientemente su un doppio binario: prima mettono in giro le voci poi mandano avanti i loro peones a smentire).

Tuttavia non darei per scontato l’assioma: finito il paracadute (se il Verona non torna a stretto giro in A) Setti vende. E’ plausibile, ma (ripeto) non scontato. Setti, al netto dell’apparente ranzanismo ruspante emiliano e delle tante gaffes mediatiche, è uomo che sa fare bene i suoi conti e potrebbe decidere di gestire anche un Verona navigante in serie B con la mutualità.

E’ chiaro che la retrocessione e una presumibile difficoltà a risalire subito (aspettiamo ds, allenatore e mercato, ma è certo che non partiremo favoriti come due anni fa) potrebbero togliere al proprietario Setti un po’ dell’attuale forza contrattuale nei confronti di terzi. Eppure sarei cauto ad affermare che Setti è a fine corsa.

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29 risposte a “EPPURE SETTI NON È A FINE CORSA”

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  1. antonio toma scrive:

    A parte le plusvalenze dei giocatori venduti

    1. antonio toma scrive:

      Ma quanto deve rimborsare???? Ha comprato una Squadra in B che ha incassato in seguito milionate di diritti e due paracadute con questo.

      1. Domenico scrive:

        “Eppure sarei cauto ad affermare che Setti è a fine corsa.”
        Concordo, anche a me l’intervista rilasciata da Setti al termine della sconfitta con la Spal (e quindi della retrocessione, ancorché non ancora matematica) ha dato questa impressione (anche se il soggetto è bravo a recitare la parte dell’imprenditore razionale, che però in questo caso ha a che fare con un’azienda che opera in un settore passionale).
        L’unica cosa che possiamo fare noi tifosi è smettere di alimentare il suo portafogli: basta abbonamenti, basta hellastore, basta con tutto ciò che porta soldi a questa indegna proprietà.

        1. mir/=\ko scrive:

          Giacomo Testa .. tra gli sceicchi del PSG ed un presidente da serie Dilettanti esiste anche un certo Percassi (Atalanta)!!! ad esempio…!!! per una piazza come Verona, un Percassi non mi pare possa essere considerato un eventuale "lusso". credo che Verona possa valere una realtà come Bergamo… oppure vuoi relegare Verona e il Verona Hellas alla stregua di Pescara o Cesena????? dai su… questa società senza amici scomparsi, paracadute e diritti tv, sarebbe forse ad amministrare una serie D di poche pretese!! Setti è un buon imprenditore della moda con i suoi buoni fatturati milionari che si consolidano positivamente anno dopo anno. in assenza di problematiche economiche (perlomeno note al pubblico!) davvero faccio fatica a capire cosa lo spinge a collezionare miserabili figure nel calcio professionistico!! VENDI SETTI… NON SEI IN GRADO… VENDI!!!!!!!!

          1. Vecio Butel scrive:

            LA PALLA IN FRONTE VA MERITATA, ALTRIMENTI E` ALLA NUCA.

            Della querela ce ne freghiamo, camicia gialloblu` trionfera`!

            1. Giacomo Testa scrive:

              Maxhellas, eri in legapro con Arvedi e Martinelli aveva costruito una squadra da medio bassa serie B (miracolo di Mandorlini aver sfiorato la A quell’anno). Non confondiamo affetto per due bei personaggi con possibilità e competenze che, forse, non avevano.

              • Maxhellas scrive:

                e Mandorlini lo prese Martinelli, tra l’altro….

                ed eravamo in C, certo, ma con un entusiasmo 10 volte più grande di quello che c’è adesso.

              • Maxhellas scrive:

                Non confondo nulla.

                Nemmeno la passione e l’amore con la furberia e la disonestà.

              1. Paolo Pozzerle scrive:

                Finché tiene i conti in ordine, e cioè finché non deve investire, Setti rimane! Questa è la (triste?)
                realtà

                1. moreno scrive:

                  non è a fine corsa
                  come il Verona non è in b. finché la matematica non fa il suo corso.

                  1. Giacomo Testa scrive:

                    Percassi ha costruito l’Atalanta di oggi sul vivaio, cioè un lavoro di anni. Adesso è un modello da seguire, gli anni in cui la Dea faceva su e giù dalla A alla B anche a Bergamo ci sono state delle belle contestazioni. Detto questo prima Setti va fuori dai coglioni meno danni fa, dico solo che non penso che sarà presto nè che chi verrà dopo di lui sarà per forza il nuovo Chiampan…

                    1. Caniggia scrive:

                      Speriamo venda. Entusiasmo sotto i tacchi

                      1. Gnune scrive:

                        Boicottiamo anche tutte quelle società che legheranno il loro nome al nostro amato Hellas. Internet è lo strumento ideale per fare questo.

                        1. RobyVR scrive:

                          Disito che bisogna solo sperar en desgrazie? E va ben … Speremo…

                            1. Denis scrive:

                              Arvedi e Martinelli non saranno stati siensiati del calcio, Giacomo, ma li accomunava una passione sincera per i nostri colori. Con Mandorlini si scelse il collante giusto tra società, squadra e ambiente/tifoseria.
                              I risultati sono stati superiori alle attese, ma non vedo miracoli, vedo solo tessere giuste al posto giusto, non il frullato fatto con prodotti scaduti proposto da questa società. Alla quale non regalerò più un solo centesimo del mio portafoglio.

                              1. Giacomo Testa scrive:

                                Secondo me manca in quest’analisi un passaggio logico fondamentale. Verona non è Londra, Parigi o Milano per cui non arriverà nessuno sceicco e nessuna cordata di imprenditori dagli occhi a mandorla a bussare alla porta di Setti; l’ipotesi di un uomo d’affari appassionato dell’Hellas che decida di metterci una suoi capitali, modello Squizzi a Sassuolo mi pare parimenti remota. Per cui chi, eventualmente, volesse acquistare sarà comunque qualcuno che ha intenzione di fare un investimento redditizio. Per cui da un lato Setti deciderà di vendere quando non avrà più prospettive di guadagno, dall’altro chi compera lo farà solo de queste prospettive ci saranno… la vedo duretta…

                                • Maxhellas scrive:

                                  Arvedi e Martinelli non erano sceicchi né cinesi, ma appassionati del Verona. E hanno comprato il Verona non certo per fare un affare….Quindi non è impossibile. Se pensi poi che per loro non ci sono stati paracadute e diritti TV….

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