05
ago 2018
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NO-VAX IN VACANZA, TENETE DURO!

Bisogna trattenere le parole, e con questo caldo non è facile.

Ho due nipotini meravigliosi. E leggo che il governo toglie, per un anno, l’obbligo di vaccini.

Prima reazione, lo confesso: è il momento della lotta armata.

Poi ci si ferma, e si tenta di ragionare. Ma non è facile.

Per lavoro, devo usare Facebook e Twitter.

Così li vedo, per forza.

Vedo il ministro che propone l’apartheid sanitaria (“i bambini immunodepressi li metteremo nelle classi dei vaccinati”) e vedo che i fanatici no-vax stanno facendo da mesi circolare i metodi per eludere anche quel che resta della legge (onestà, onestà).

Tale Erika Bianchi spiega che lei ha preso il foglio della Asl sui vaccini, l’ha scannerizzato, ha cambiato data e l’ha portato alla materna. Tutto a posto, (onestà, onestà).

E tale Daisy Magrini le dice “che bella idea!”

Paola Taverna, parlamentare per l’onestà-onestà, spiega (in italiano stentatissimo, ma è la regola) che “i centri vaccinali so’ ssimilabili a’ marchi dee bestie”.

Tale Schantal (sic, anonima per l’onestà-onestà) tocca il vertice del grillismo, spiegando che “non è un problema mio se il tuo sistema immunitario e difettoso”.

Che fare?

La speranza estiva è che molti di loro vadano in vacanza in zone malariche o comunque in Paesi in cui, prima di partire, i vaccini sarebbero obbligatori: non fateli i vaccini, vi scongiuro, non fatevi fregare dalle grandi industrie farmaceutiche, partite tranquilli, sono tutte bugie di big pharma, i vaccini sono inutili e fanno malissimo.

Poi, quando tornerete, resterete comunque tanti, la maggioranza assoluta.

Onestà, onestà!

 

29
lug 2018
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M5S, VOTATI A LORO INSAPUTA?

In segno di rispetto, di solito non ribatto a quanto scrivono i lettori di questo Blog, ma è troppo interessante la tesi,  espressa qui nei giorni scorsi, secondo cui chi ha votato M5S lo ha fatto senza credere al suo programma.

E’ una riflessione che apre davvero un nuovo mondo.

Adesso faccio un paragone forte, ma per favore cerchiamo di capirci: non ho la minima intenzione di assimilare i grillini ai nazisti, ci mancherebbe altro!

Mi prude però di ricordare come Adolf Hitler avesse messo nero su bianco tutto quello che poi avrebbe fatto: cancellare la democrazia, abolire le libere elezioni, sterminare milioni di ebrei, scatenare una guerra mondiale che avrebbe lasciato in vetta, libera e sola, l’imbattibile razza ariana.

Tutto messo nero su bianco in un libretto chiarissimo e facile da leggere, anche per i meno istruiti: il Mein Kampf.

Eppure, quasi nessuno ci credette:  i tedeschi lo votarono in massa, da destra e da sinistra, gli inglesi lo adorarono per anni, gran parte degli americani (da papà Kennedy in giù) fecero lo stesso.

Dopo di che, quando lui si limitò a mantenere le sue promesse, tutti si stupirono, si meravigliarono e si scandalizzarono.

Ripeto, non cominciate ad insultarmi dicendo che paragono i due leader o i due movimenti. Non c’entra nulla.

Dico solo che siamo fatti così, che spesso ci crediamo troppo furbi (“sì, vabbè, quello dice così ma poi vedrai che farà diverso…”) mentre la storia si ripete (la prima volta in tragedia, la seconda in farsa).

I Cinquestelle (al di là delle scie chimiche e fanfaluche del genere, che pure hanno un loro significato) hanno spiegato da subito cosa volevano e vogliono: no Tav, no Tap, no Vax, no euro, reddito di cittadinanza, antiparlamentarismo totale (“la scatola di tonno”), l’insulto e il Vaffa come regola di comportamento e soprattutto (e in capo a tutto)  la decrescita felice come spina dorsale dell’economia.

Adesso, ovviamente un po’ alla volta, con prevedibili difficoltà e frequenti giravolte, stanno cercando di mantenere le loro promesse.

E in tanti si stupiscono, si meravigliano, si scandalizzano (basta rileggere i giornaloni nazionali, che adesso si preoccupano quasi tutti, ma che li appoggiavano da anni, per non parlare di La7 e dei media di Berlusconi, che è corso ai ripari cambiando direttori quando tutto s’era compiuto).

Loro però, i grillini,  l’avevano detto subito, quel che volevano fare: forte e chiaro.

Ecco perché la tesi (certamente bislacca) di chi dice che li hanno votati senza credere a quel che promettevano, apre un modo di pensare diverso.

Se davvero fosse andata così, allora vivremmo in un Italia stracolma di minorati mentali ma avremmo almeno una spiegazione di quanto sta succedendo.

22
lug 2018
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ADESSO SONO PIU’ TRANQUILLO

Adesso che c’è un ministro indagato mi sento molto più tranquillo.

Adesso che è stata assunta un’amica del vicepresidente del consiglio a 70.000 euro l’anno (tanto brava e anche giovane e bella, senza essere neppure la nipote di Mubarak) mi sento più tranquillo ancora.

Sapendo che abbiamo di riserva i milioni che la Lega deve restituire, mi sento come un gatto nel formaggio.

Non  vedrò più titoloni su indagato questo e indagato quello (tutti sono innocenti fino a giudizio definitivo, anche Savona).

Non ci saranno più politiche fatte di fango nel ventilatore.

Non si dirà più che il garantismo è un gargarismo.

E intanto il manuale Cencelli (Cdp, Rai e via dicendo) torna ad essere un classico del pensiero politico, al pari di Hobbes, Locke e Marx.

Sì, adesso posso stare davvero tranquillo.

O no?

 

15
lug 2018
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IMBATTIBILI!

Sono imbattibili.  Perché sono una categoria dell’anima, non della politica.

Inutile spiegare che se un qualsiasi assessore di un qualsiasi piccolo comune portasse in giunta una delibera di cui non ha letto la relazione tecnica, i grillini presenti in consiglio comunale lo farebbero in mille pezzi.

Ma Di Maio no, Di Maio può farlo perché è tutta una congiura contro di lui, come le scie chimiche.

Inutile dire che se un ministro degli Interni ordinasse di mettere le manette a chiunque, anche ad un sospetto serial killer, verrebbe trattato come uno che si mette la mano nella giubba per far credere di essere Napoleone.

Ma Salvini no. Salvini può dirlo perché al massimo i magistrati reagiscono con un timido “poffarbacco!”

Pensate se il presidente del consiglio italiano (vi giuro che esiste, davvero!) chiedesse ai Paesi europei di redistribuire 450 migranti in arrivo: pensate se i Paesi considerati “cattivi” (Francia e Germania) accettassero la richiesta, mentre i Paesi considerati “amici” gli spiegassero che quella da lui proposta è la “strada per l’inferno”.

Ma a Conte è inutile dirlo, perché Conte non esiste: anche lui è una categoria kantiana, non un essere reale.

E con le categorie kantiane non si discute.

Per cui mi rassegno: questi sono imbattibili.

08
lug 2018
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POVERO, FRASTORNATO PD!

Il Pd perde ancora tempo.

L’unica cosa chiara di questo frastornato partito era la necessità di darsi subito una linea chiara ed un leader.

Macchè: ci penseranno in futuro (se esisteranno ancora). E intanto, avanti col povero Martina, un ectoplasma che ha una consistenza molto simile a quella del presidente del consiglio, Conte.

Per lavoro, ogni mattina, devo dare un’occhiata a moltissimi giornali e ai titoli di quasi tutti i telegiornali. Dopo l’assemblea del 7 luglio tutti, ma proprio tutti tutti tutti, titolavano su Matteo Renzi. La maggior parte per criticarlo o insultarlo, ma solo di lui si è titolato.

Il povero Martina era citato di striscio (“ah sì, a proposito: lui l’han fatto segretario…”)

Da anni penso che da quelle parti ci si dovrebbe decidere: o si fa un partito renziano, o si fa un partito antirenziano, perché mescolando le due cose si fa solo confusione.

Giorni addietro m’è capitato di intervistare Matteo Orfini, presidente del Pd. Bravo, intelligente, preparato.

Gli ho raccontato di quanta gente, nella mia città, m’abbia detto che avrebbe votato volentieri il Pd se fosse stata sicura dell’uso che il Pd avrebbe fatto di quel voto. E me lo dicevano alcuni che adoravano Renzi ed altri che a Renzi avrebbero volentieri sputato in un occhio.

Orfini mi rispose che era vero, che capitava anche a lui di sentirsi dire la stessa cosa.

Poi, con una lunghissima dissertazione, mi spiegò che non si doveva fare il congresso subito, perché si rischiava di parlare solo del leader da scegliere…

Ma un partito incapace ci darsi un leader, al giorno d’oggi, che roba è?

La Lega senza Salvini dov’era precipitata?

I grillini senza Grillo quando mai sarebbero nati?

Forza Italia con questo Berlusconi fatalmente invecchiato, a cosa si sta riducendo?

E il trumpismo senza Trump che roba sarebbe? E in Francia hanno votato Macron o il suo sconosciutissimo partito?

Può non piacere (e a me non piace affatto) ma la politica di questi anni sfortunati è fatta di ciò che appare in primo piano: la gente giudica il governo da quel che dice Salvini, e chisseneimpippa del povero Conte!

Per i partiti, conta il riferimento diretto ad un leader che sappia quello che vuole, lo dica e lo faccia capire.

Il Pd non arriva a comprenderlo, o fa finta di non arrivarci.

Non gli porterà bene.

01
lug 2018
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HOMBRES VERTICALES, SAMPAOLI E CONTE

Il football come metafora della politica, o viceversa.

Molti di voi avranno visto il filmato in cui l’allenatore dell’Argentina, Sampaoli,  chiede a Messi se può o non può far entrare un giocatore che era in panchina (Aguero). Messi annuisce e dopo un po’, Aguero entra in campo.

( www.lastampa.it/2018/06/27/sport/leo-messi-il-vero-ct…sampaoli…/pagina.html)

Molti di voi avranno visto anche il filmato del presidente del consiglio italiano che chiede ad un suo vice, durante la presentazione del governo alle Camere, se può o non può dire una certa cosa. Il suo vice risponde di no. E il premier non la dice.

(www.lastampa.it/2018/06/07/italia/conte-a-di-maio-posso-dire-che-la…/pagina.html)

Coincidenze? Il nuovo che avanza? Penuria di ‘hombres verticales’? Fate voi.

Certo che all’Argentina non è andata bene.

A noi, al recente vertice europeo, neppure.

Però, un domani, chissà…

24
giu 2018
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ABBASSO I RACCOMANDATI!

Sostiene Di Maio che farà la guerra ai raccomandati, in Rai e nella pubblica amministrazione.

Vaste programme! Che va seguito con attenzione.

Anche Giulia Bongiorno è d’accordo. E dunque, tutto Salvillo (parte gialla e parte verde) si schiera contro i raccomandati.

Bene, bravi, bis! Fornirsi di pop corn e aspettare.

Per adesso sappiamo che Raffaele Marra divenne capo del personale del Comune di Roma perché era bravissimo.

E che il direttore generale del Comune di Roma fu scelto, secondo la sindaca Raggi, “su consiglio” di Luca Lanzalone, a sua volta raccomandato dal sindaco di Livorno Nogarin. Lanzalone è poi finito in carcere (innocentissimo fino a sentenza definitiva) ma è sicuramente bravissimo pure lui.

E bravissima dicono sia anche la neostar TV Elisa Isoardi, stiratrice indefessa.

Giulia Bongiorno è diventata famosa per il saltello di gioia fatto dopo l’assoluzione di Giulio Andreotti, da lei (bravissimamente) difeso. Chissà se Il Divo Giulio le avrà spiegato quella italica abitudine che lui trasformò in scienza: se è così, e se lei li combatterà, i raccomandati sono fritti!

17
giu 2018
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COLPEVOLI FINO A PROVA CONTRARIA

Gli elitari la definiscono eterogenesi dei fini; i populisti dicono, più alla buona, chi la fa l’aspetti.

E’ comunque impressionante vedere gli inventori del tritacarne mediatico, dell’uso politico delle intercettazioni, del garantismo-gargarismo eccetera eccetera, diventare vittime dei marchingegni da loro stessi costruiti.

In una società normale, uno che al telefono dice “sto a ‘ffà er governo”” verrebbe preso per quello che è. Qui no, qui va in prima pagina e rischia di far cadere il suddetto governo.

Se venissero pubblicati tutti i testi delle mie telefonate, sai le grane che ne ricaverei…

“Dài, portami su la roba ma senza farti vedere”: è un dialogo tra narcotrafficanti o l’invito ad un figlio perché porti a casa il regalo a sorpresa per la festa della mamma?

Il popolo del web non avrebbe dubbi: c’è puzza di cocaina.

Il problema è che a giudicare dovrebbe essere solo il giudice, non la marea di assatanati che non sa più vivere senza scrutare nelle case e nei cellulari dei vip, siano essi politici, calciatori, cantanti, nani o ballerine.

Valeva per Craxi, Berlusconi, Renzi e la Boschi, ma vale anche per la Raggi, Casaleggio, Parnasi e Lanzalone. Giustizia sia fatta, ma la faccia chi ne ha il dovere, non il tastierista anonimo, cuor di leone e lanciator di fango.

Invece siamo tutti presunti colpevoli fino a prova contraria.

Tornando all’eterogenesi dei fini, siamo di fronte ad una rivalutazione postuma di Stasi e Ghepeù, altro che piattaforma Rousseau!

10
giu 2018
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ECCOLA QUI, L’OPPOSIZIONE!

Chi si lamenta della mancanza di una vera opposizione politica al nuovo governo si sbaglia.

L’opposizione c’è, e ha le idee chiarissime.

“I fondamentali della nostra economia sono a posto”.

“Negli ultimi 25 anni, l’Italia ha un avanzo primario (prima di pagare gli interessi, ndr) fra i più alti d’Europa. Non ci si può accusare di politiche di bilancio avventurose.”

“Vantiamo un avanzo significativo negli scambi con l’estero.”

“Non è in discussione alcun proposito di uscire dall’euro. Il governo è determinato a impedire in ogni modo che si materializzino condizioni di mercato che spingano all’uscita.”

“La nostra legislazione pensionistica può essere migliorata, ma con l’attenzione alla sostenibilità. ”

“I conti saranno del tutto coerenti con l’obiettivo di proseguire sulla strada della riduzione del rapporto debito/Pil.”

“Non puntiamo al rilancio della crescita tramite deficit spending.”

“In Europa si discute, non si minaccia.”

Sono tutte frasi testuali del ministro dell’Economia, professor Giovanni Tria, al Corriere della Sera.

Cercavate un oppositore serrato, duro e puro al contratto di governo di Salvillo?

Eccolo qua!

 

P.S. Sui siti di molti quotidiani l’apprezzamento di Trump per il premier (?) Conte è stato tradotto con “bravo ragazzo”. In realtà “great guy” vuol dire “un gran bel tipo”: definizione che credo tutti possiamo sinceramente condividere.

03
giu 2018
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SARA’ TRE VOLTE NATALE…

Sarà tre volte Natale, e festa tutto il giorno.

Reddito a tutti, pensioni a valanga, Ilva chiusa ma più posti di lavoro, flat tax e meno controlli fiscali.

Roma è ladrona ma un po’ di soldi per salvare l’Atac della Raggi arriveranno, avremo centinaia di migliaia di rimpatri di migranti, viva i dazi di Trump, no, abbasso i dazi di Trump. Ciò la felpa “no euro” ma non ho mai detto “no euro”.

Grillo esulta: “siamo partiti da un urlo” ricorda pudicamente, il vaffanculo è già fuori moda.

Lo Stato siamo noi, grida il principino Di Maio: volete deluderlo spiegandogli la differenza tra Stato e governo? E perchè farlo, poi?

Noi elitari assistiamo, un po’ allibiti.

Il professor Conte spiega che l’Italia non è corrotta (grillini e leghisti vengono a saperlo così di colpo, ma non reagiscono). Ma il cosiddetto premier  non potrà far nulla, perché la natura di Salvillo è questa: saltare la mediazione di qualsiasi verifica, promettere il paradiso in terra (ricordo altri che lo facevano, quand’ero giovane), e il giorno dopo promettere il contrario.

Così si prendono i voti, non solo qui ma in tutto il mondo (Tsipras vinse promettendo l’esatto contrario di quel che poi fece, faremo così anche noi).

Il terreno della verifica delle promesse è infatti quello delle istituzioni intermedie, che oggi non esistono più (pensate al vincolo di mandato e alla conseguente cancellazione del Parlamento).

E allora avanti, almeno per ora: ci sarà da mangiare, e luce tutto l’anno, anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno.