TANGENTOPOLI, CHI ERA COSTEI?
Come i quattro moschettieri: vent’anni dopo. Invecchiati, acciaccati, disillusi, rieccoci alle prese con tangenti e “dazioni ambientali” varie.
Il governo sembra imbizzarrito e promette una legge subito (dura eh?), senza perdere neanche un minuto. Poi rinvia tutto, ovviamente.
Come il giovane Sant’Agostino alle prese con le sue tempeste ormonali che pregava: “Signore, concedimi il dono della castità. Ma non subito”.
Infuria l’inevitabile dibattito: corrotta la politica o corrotta la società, in Italia?
Nacque prima l’uovo oppure la gallina?
Silvio Berlusconi non ha dubbi: “Non è un’altra Tangentopoli”, assicura.
E neanche uno straccio di giornalista (che malinconia!) s’è azzardato a chiedergli: “Ok presidente, ma allora ci dica cos’è stata, secondo lei, Tangentopoli, magari confrontando la sua idea di oggi con quello che lei, i suoi giornali e le sue televisioni ci dicevano allora…!”
Perché qui, io credo, sta il nodo. Come ci siamo comportati, presi uno per uno, in quegli anni furibondi?
E col senno di poi, come ci giudichiamo oggi?
Non conosco altro modo di fare scelte politiche serie. E per questo penso sia stata una sciocchezza non fare quella domanda a Silvio.




anche io inizialmente sostenevo De Petrus, poi però mi sono disilluso, del resto da classico Terrone che predicava bene ma poi abbiamo visto come razzolava e razzola. Tangentopoli fu un colpo di stato che permise alla sinistra di governare per un pò contro il volere degli elettori.
E’ vero, non c’è memoria. La Lega non si ricorda di quando agitava il cappio in aula, incitando a linciare i ladroni (innocenti fino a prova contraria). Berrlusconi non si ricorda di essere nato grazie a Tantentopoli. I predicatori televisivi (lei no, Aldegheri, è vero) non si ricordano quando esaltavano le manette e passavano le giornate davanti alle carceri di via del Fante per riprendere il fermato di turno. Nessuno si ricorda niente, in Italia. E con la stessa faccia da tolla di allora, quelli che urlavano "in galera in galera", adesso difendono gli intercettati-jene del terremoto. Ma che bel Paese!!!!!
Caro Aldegheri siamo un paese senza memoria o meglio si fa "suggerire" la memoria quotidianamente dai TG. Ieri all’Aquila, la troupe del TG1 è stata accolta al grido di "scodinzolini" e a gridarlo erano i molti Aquilani che, a differenza di noi, vivono la ricostruzione in diretta e quindi difficile da manipolare. Una cosa va comunque evidenziata: a poche settimane dal "giubileo di Craxi", si nega che questa sia la nuova Tangentopoli, dimenticando che qualche settimana fa si è cercato di negare che Tangentopoli fosse veramente esistita e che Craxi fu "abbattuto" dai magistrati "comunisti". Quanto alla "legge subito" l’unica che ha in mente Berlusconi è quella contro le intercettazioni. Lui è la Volpe che si candida a guardia del pollaio. Il dramma è che molti polli lo desiderano.