21
feb 2010
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TANGENTOPOLI, CHI ERA COSTEI?

 Come i quattro moschettieri: vent’anni dopo. Invecchiati, acciaccati, disillusi, rieccoci alle prese con tangenti e “dazioni ambientali” varie.

Il governo sembra imbizzarrito e promette una legge subito (dura eh?), senza perdere neanche un minuto. Poi rinvia tutto, ovviamente.

Come il giovane Sant’Agostino alle prese con le sue tempeste ormonali che pregava: “Signore, concedimi il dono della castità. Ma non subito”.

Infuria l’inevitabile dibattito: corrotta la politica o corrotta la società, in Italia?

Nacque prima l’uovo oppure la gallina?

Silvio Berlusconi non ha dubbi: “Non è un’altra Tangentopoli”, assicura.

E neanche uno straccio di giornalista (che malinconia!) s’è azzardato a chiedergli: “Ok presidente, ma allora ci dica  cos’è stata, secondo lei, Tangentopoli, magari confrontando la sua idea di oggi con quello che lei, i suoi giornali e le sue televisioni ci dicevano allora…!”

Perché qui, io credo, sta il nodo. Come ci siamo comportati, presi uno per uno, in quegli anni furibondi?

E col senno di poi, come ci giudichiamo oggi?

Non conosco altro modo di fare scelte politiche serie. E per questo penso sia stata una sciocchezza non fare quella domanda a Silvio.

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3 risposte a “TANGENTOPOLI, CHI ERA COSTEI?”

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  1. nicola scrive:

    anche io inizialmente sostenevo De Petrus, poi però mi sono disilluso, del resto da classico Terrone che predicava bene ma poi abbiamo visto come razzolava e razzola. Tangentopoli fu un colpo di stato che permise alla sinistra di governare per un pò contro il volere degli elettori.

  2. alberto scrive:

    E’ vero, non c’è memoria. La Lega non si ricorda di quando agitava il cappio in aula, incitando a linciare i ladroni (innocenti fino a prova contraria). Berrlusconi non si ricorda di essere nato grazie a Tantentopoli. I predicatori televisivi (lei no, Aldegheri, è vero) non si ricordano quando esaltavano le manette e passavano le giornate davanti alle carceri di via del Fante per riprendere il fermato di turno. Nessuno si ricorda niente, in Italia. E con la stessa faccia da tolla di allora, quelli che urlavano "in galera in galera", adesso difendono gli intercettati-jene del terremoto. Ma che bel Paese!!!!!

  3. dubbioso scrive:

    Caro Aldegheri siamo un paese senza memoria o meglio si fa "suggerire" la memoria quotidianamente dai TG. Ieri all’Aquila, la troupe del TG1 è stata accolta al grido di "scodinzolini" e a gridarlo erano i molti Aquilani che, a differenza di noi, vivono la ricostruzione in diretta e quindi difficile da manipolare. Una cosa va comunque evidenziata: a poche settimane dal "giubileo di Craxi", si nega che questa sia la nuova Tangentopoli, dimenticando che qualche settimana fa si è cercato di negare che Tangentopoli fosse veramente esistita e che Craxi fu "abbattuto" dai magistrati "comunisti". Quanto alla "legge subito" l’unica che ha in mente Berlusconi è quella contro le intercettazioni. Lui è la Volpe che si candida a guardia del pollaio. Il dramma è che molti polli lo desiderano.

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