28
feb 2010
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ZAIA E GLI IMMIGRATI, INCENDIARI E POMPIERI

 L’incendiario che arriva al potere, inevitabilmente, si trasforma in pompiere.

Il vecchio detto m’è tornato alla mente due volte di fila, in queste ore.

Prima ascoltando Luca Zaia spiegare ai suoi fans, a Verona, che quando parla di veneti lui si riferisce “anche gli immigrati che lavorano, e che producono il 5 per cento del prodotto interno lordo della regione.”

Nello stesso giorno, a Milano, Umberto Bossi spiegava che lui sta “con Napolitano, perché bisogna tenere la battaglia nella politica, senza coinvolgere la magistratura”.

Il problema è capire quale sia la Lega vera. Ed  è un problema serio, visto che quasi sicuramente sarà il partito che farà le future leggi della nostra regione.

Le farà pensando al 5 per cento del Pil oppure ai leprotti cui un sindaco leghista chiedeva di sparare?

Le farà citando la Costituzione (come Zaia, sabato a Verona) o ispirandosi al “Forza Etna!" che piace a tanti dei suoi seguaci (anche su questo blog)?

Le farà vestendosi da pompiere o usando gli attrezzi  da incendiario?

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3 risposte a “ZAIA E GLI IMMIGRATI, INCENDIARI E POMPIERI”

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  1. nicola scrive:

    l’unico sindaco di colore in italia è una Leghista. Prima di accusare tutti di essere razzisti pensa!. I sinistrosi sono tutti comunisti.

  2. alberto scrive:

    il leghismo è razzismo, come confermano gli insulti a un consigliere di circoscrizione di Verona, colpevole di avere la pelle un po’ più scura. Questi sono i futuri governanti.

  3. massimo scrive:

    i comunisti come lei, Aldegheri, dovrebbero saperlo: è la politica del doppio binario. Una cosa si dice per il popolino, una cosa diversa si dice nelle istituzioni. Non è una bella cosa, ma è così.

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