IL RITORNO DEI TURIGLIATTI
Chi di Turigliatto ferisce, di turigliatti perisce.
Come col ribaltone di Bossi (che oggi predica coerenza e rispetto degli elettori), come con i voltafaccia ai danni di Prodi, fossero dei bertinottiani oppure del prode Mastella (il super-sudista folgorato sulla via del Carroccio).
Eppure ci dicevano che con questo sistema elettorale sarebbe finita l’ingovernabilità: basta col proporzionale, ci spiegavano professori e riformatori, adesso si vota uno schieramento e quello resta. Vedrete come sarà stabile il sistema!
Abbiamo visto.
Per decenni siamo andati avanti con alleanze instabilmente stabili: cambiavano i premier, ma era immutabile o quasi il loro retroterra politico.
Adesso siamo stabilmente instabili: ogni volta che eleggiamo una maggioranza, qualcuno ce la ribalta sotto il naso.
In compenso, abbiamo la peggior legge elettorale del mondo, in base alla quale 4 o 5 capataz scelgono i mille parlamentari che dobbiamo eleggere, senza la minima possibilità, per noi, di deciderne i nomi.
E quasi nessuno, in Italia, sembra farci caso.




Bossi sbaglia, purtroppo.
Ma non è questione di dialetto o di lingua, è questione di comportamenti.
Ci siamo itaglianizzati anche troppo, nel senso più deteriore del termine.
Abbiamo assorbito tutta quella mentalità levantina che una volta era retaggio di altre parti e che si può definire in estrema sintesi nella dicotomia furbo/fesso.
Se penso che il nonno di mia moglie, dopo il fallimento della sua attività commerciale emigrò con la famiglia in Cile, ove col
suo lavoro riuscì ad accumulare quanto basta per tornare e pagare tutti i suoi creditori, e che mio nonno affermava che
l’uomo più furbo è il galantuomo…
che una volta era retaggio di altre parti
che si può definire in estrema sintesi nella dicotomia furbo/fesso.
Abbiamo assorbito tutta quella mentalità levantina
Bossi sbaglia, purtroppo.
Ma non è questione di dialetto o di lingua, è questione di comportamenti.
Ci siamo itaglianizzati anche troppo, nel senso più deteriore del termine.
Se penso che il nonno di mia moglie, dopo il fallimento della sua attività commerciale emigrò con la famiglia in Cile, ove col
suo lavoro riuscì ad accumulare quanto basta per tornare e pagare tutti i suoi creditori, e che mio nonno affermava che
l’uomo più furbo è il galantuomo…
Bossi sbaglia, purtroppo.
Ma non è questione di dialetto o di lingua, è questione di comportamenti.
Ci siamo itaglianizzati anche troppo, nel senso più deteriore del termine.
Il problema è sempre un altro. Ieri viva tangentopoli, con la politica marcia e la società civile pulita. Oggi si scopre che il marcio attraversa politica e società civile.
Ieri viva il bipolarismo che assicura stabilità e ricambio. Oggi si scopre che che la stabilità non c’entra niente col bipolarismo.
Questo è un Paese senza memoria dove si può dire tutto e il contrario di tutto senza pagare il dazio. O meglio, qualcuno ogni tanto paga dazio per dare l’esempio e per lasciare tutto come prima, o quasi.
Basta pentirsi…
il problema non è la legge elettorale, ma la costituzione. Le maggioranze si possonmo fare e disfare in Parlamento con il Presidente della Repubblica, nessuno lo vieta, anzi
A ciò si aggiunga che dei 4 o 5 capataz nessuno sarebbe disposto non dico a morire, ma a perdere qualcosa di suo pur di affermare un’idea…e il disastro è completo. Ovviamente i 1000 sudditi cooptati sono meno significativi, sul piano delle idee e dell’azione, dei pari numero garibaldini, per cui manco li considero.
Per rincarare la dose, ricordiamo che a decidere la politica monetaria dell’Unione ci stanno dei banchieri senza alcuna legittimazione, mai eletti…il trionfo della democrazia!
vero
il problema non è il condominio
aumentare le stanze, allargare i pianerottoli, ridipingere la facciata non serve
il problema sono i condomini
proviamo con le case a schiera o con le villette monofamiliari?