LA PRIMA VOLTA E’ TRAGEDIA, LA SECONDA E’ FARSA
Senza fare i maramaldi. Ma solo per intenderci.
Questi sono quelli del cappio in Parlamento.
Quelli che “in galera, in galera!”
Quelli che “il Nord, altro che quei camorristi del sud”
Quelli che “la famiglia, ah, la famiglia!” (E si è capito adesso perché).
E tutto questo perché? Per un “federalismo” rimasto tutto sulla carta. Mentre il costume si degradava (insulti, pernacchie, diti medi puntati), la cultura veniva disprezzata (salvo comprarsi lauree taroccate a Londra) e la politica diventava populismo da suburra.
Sono stato un antipatizzante di Craxi anche quando avrebbe potuto far comodo star dalla sua parte. E resto un antipatizzante di sua figlia Stefania. Cui però è difficile dar torto quando spiega che “Craxi, al quale non è stato addebitato un soldo per uso personale e famigliare di denaro pubblico è stato definito un criminale matricolato; Bossi è l’eroe puro tradito dall’ingordigia del clan famigliare.”
E se la storia si ripete, insegna il vecchio Karl, “quello che la prima volta era tragedia, la seconda volta è farsa”.




Oltre che quotare lintervento di REBerto ,aggiungo uno scritto da parte di un rappresentante di Veneto Stato,(quanta verità nelle sue parole):Carlo De Paoli 10 aprile 10.04.19
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È in atto un genocidio nei confronti della nostra civiltà e di noi stessi!
La Dittatura messa al governo dall’attuale partitocrazia intende sovvertire l’etnia dell’Italia per imporre un costo del lavoro molto più basso di quello attuale: questo per compensare decenni di ladrocini perpetrati dagli attuali politici.
Il sindacato è complice di questa manovra: come si spiegherebbe altrimenti il fatto che le cooperative, nelle quali il sindacato ha grossi interessi, sono quelle che pagano meno gli operai ed hanno interesse alla massiccia immigrazione per abbassare i già scarsi emolumenti dei loro dipendenti?
Per loro il cittadino è in funzione della produzione e dei soldi che sul suo lavoro possono guadagnare.
Sono i peggiori padroni che possano esistere.
Pur di conseguire lo scopo non si fanno scrupolo di mettere alla fame o indurre al suicidio un’intera nazione.
Servi, come il loro capo Mario Monti, del grande capitale rappresentato dalle banche che oltre ad essere diventate proprietarie delle economie mondiali sono anche proprietarie dei “corpi” dei sudditi di ogni Stato.
Hanno ripristinato l’istituto della schiavitù.
Forse, per evitare la farsa, conviene davvero fare uno sforzo per sostituire il buon senso alla faziosità di parte, un approccio laico alla sterile ed ipocrita denuncia moralistica.
Preliminarmente va denunciato, almeno a partire da oggi, non la libertà di stampa ma la vergognosa illegale pubblicazione sui quotidiani delle intercettazioni telefoniche che trasformano una attività investigativa in un processo pubblico con sentenza anticipata. La prima violazione della legge viene dalla magistratura e sarebbe ora che finisse con qualche radiazione, non con la promozione politica.
Poi, se è definitivamente archiviata la falsa ed autoassolutoria distinzione tra società civile onesta e classe politica corrotta o quella dei partiti onesti per definizione contrapposta ai partiti endemicamente corrotti, dobbiamo convenire che il furto e la corruzione nei partiti può essere ridotta solo se aumenta la trasparenza ed il controllo democratico e diminuisce il potere assoluto ed autoreferenziale dei capi. L’occasione fa l’uomo ladro in qualsiasi partito e ruolo militi.
Siamo d’accordo che a questa situazione, della quale oggi tutti ipocritamente si indignano, hanno concorso con l’azione o con il silenzio connivente tutti i partiti e che tutti hanno accettato l’aumento del 1000 per cento del finanziamento pubblico negli ultimi 20 anni dopo un referendum che chiedeva l’opposto? Conveniamo che la contabilità dei partiti è una barzelletta?
Vogliamo evitare l’ipocrisia di capi che, a secondo delle convenienze sono al di sopra delle parti o “non potevano non sapere”?
Se si, concorderemo allora che i soldi pubblici devono essere di molto ridotti, non annullati, per evitare che la politica sia solo un affare da ricchi e che tutto il resto deve diventare un affare privato legato alle private contribuzioni e al controllo degli iscritti.
Con ciò non avremo risolto il problema della corruzione politica. Se un imprenditore edile ottiene dal pubblico amministratore una commessa perchè la sua offerta è migliore o per un debito di riconoscenza è un dilemma irrisolvibile in radice con una legge più minuziosa o un carico di controlli burocratici. Già oggi sotto il nostro naso avvengono scelte amministrative frutto della corruttela in barba alle leggi, ai regolamenti e al controllo amministrativo e giudiziario. Avremmo tuttavia fatto un enorme passo avanti se ogni cittadino può essere messo nella condizione di sapere e di controllare. E con il voto giudicare sui fatti, non sul partito preso.
ReBerto Sindaco !
Premesso che le intercettazioni telefoniche sono allegate agli atti depositati in Procura nonchè date agli avvocati e ai diretti interessati per cui diventano di fatto pubbliche, il resto del ragionamento mi pare sia del tutto condivisibile. Aggiungerei che per evitare che i soldi “escono dalla porta per rientrare dalla finestra” per legge, altrimenti non succede nulla, si dovrebbe imporre l’uscita dei “politici” dagli enti come le ULSS, le municipalizzate ecc.. Il controllo e la bocciatura (o il premio) col voto resta comunque l’ultima arma dell’elettore
Almeno il Bossi si è DEGNATO di rassegnare le dimissioni!!
Cosa han fatto tutti gli altri DELINQUENTI sinistroidi e nn solo?? Me lo dica ,caro Lillo!!!
E cmq è ora giunto il momento della RIVOLUSION POPOLARE VENETA!! PAr l’Indipendensa!!
secondo me il caso Lusi, sommato al caso Bossi mostra che la legge fa acqua da tutte le parti, e temo che si ci mettesse a indagare su altri se ne scoprirebbero altretanto delle belle. io voto il pd per la cronaca, ma ho la vaga sensazione che succedano anche nel pd, nel pdl e nell’udc le stesse cose di Lusi e Belsito poi sbaglierò
L’ex cassiere della Margherita Lusi ammette di essersi appropriato di 13 milioni di euro. Il PD al quale era iscritto Lusi, lo ha espulso poichè indagato per appropriazione indebita. Infine la Margherita ha denunciato per diffamazione il suo ex tesoriere. Nessuno ha parlato di complotto, nessuno si è azzardato a dire che era una manovra ad orologeria per attaccare il PD o Rutelli o chi altro. Certo alcuni dubbi restano e sarà la Magistratura a doverli chiarire. Nei partiti di massa e nei movimenti non stupisce che ci sia qualcuno che approffitti della posizione ricoperta per … rubare. Stupisce (eufemismo) però se “quel qualcuno” anzichè essere allontanato viene giustificato o addirittura difeso.
Bellissimo discorso, che sarebbe ancor più condivisibile de il nostro Dominus si fosse degnato di scrivere UNA parola sul caso Lusi.