24
giu 2012
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L'Indiscreto

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RIECCOLO!

Rieccolo! Dice che solo lui è il leader dei moderati (moderati come la Santanchè e Gasparri, immagino). E così risponde anche alla domanda del blog precedente (chi punta al posto di Monti?)
E poi c’è Bossi, rivisto a Verona in canottiera: una immagine da strappare il cuore, da far provare una pena immensa per un uomo che non ha una famiglia che gli voglia bene e che gli eviti di queste figure.
Al di là di B & B, c’è però il problema italiano.
Il governo dei tecnici, secondo me ed altri, doveva servire anche a questo, a salvare il salvabile, nella nave mandata alla deriva dai predecessori, dando ai politici il tempo di farsi una bella doccia e pensare ai problemi loro: partiti da ricostruire da cima a fondo (anche a sinistra, ovviamente); legge elettorale da rifare, se si vuol convincere ancora qualche italiano ad andare a votare; leader con una faccia e soprattutto una testa non da “solita minestra”.
E invece, macchè: rieccoli.
Berlusca non molla di un millimetro e massacra Alfano; Bossi sale sui palchi dei comizi e spiega che accanto a Maroni c’è e ci sarà sempre lui, anche per fare rientrare gli espulsi diamantiferi; il Pd si riavvita sulle primarie che si prepara come sempre a perdere (comunque vadano).
L’importante, per loro, è affondare il governo e portarci in fretta a votare, con una legge infame e odiata dagli italiani (tranne che da quei 5 o 6 che solo grazie ad essa possono continuare a scegliere i nostri parlamentari).
A votare come in Grecia, dove c’era un governo di unità nazionale, contro il quale si è andari alle urne, per poi ri-tornarci subito, per poi cercar di fare un governo di unità nazionale, più o meno come quel che c’era all’inizio della costosa girandola. Ah, le magnifiche sorti, e progressive…
Dopo di che, amici di questo blog, grazie per l’ottimo (secondo me) livello del dibattito precedente, come fate a meravigliarvi se I love Monti, forever?

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11 risposte a “RIECCOLO!”

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  1. quisifalitalia scrive:

    Il senso di responsabilità
    I ribaltonisti di memoria corta
    In un’Italia con la memoria corta, selettiva e un po’ furbesca, il ricordo del baratro finanziario sul quale il Paese era affacciato nel novembre dello scorso anno si è già sbiadito. E le difficoltà e i limiti che il governo tecnico di Mario Monti sta incontrando e mostrando tendono a diventare una sorta di schermo dietro il quale nascondere il passato recente. Ci si dimentica che la maggioranza anomala formatasi allora non è la causa ma la conseguenza del fallimento della coalizione di centrodestra; e che la decisione di dare vita ad un esperimento difficile, richiestoci dall’Europa come polizza di assicurazione a nostro favore, fu sofferta e insieme inevitabile.
    I partiti la accettarono, e la sostennero con senso di responsabilità, perché nessuno era in grado di offrire un’alternativa di stabilità; e perché il voto anticipato avrebbe probabilmente inferto un colpo definitivo alla credibilità italiana sia rispetto agli alleati europei che ai mercati finanziari. Il fatto che le sorti della moneta unica siano incerte come mai è accaduto in questi anni non capovolge né smentisce il punto di partenza. E tende a presentare come pericolose scorciatoie le tentazioni di elezioni a ottobre, spuntate in spezzoni del Pdl e del Pd e non smentite finora con sufficiente convinzione dai rispettivi leader.
    Non scorciatoie verso la stabilità, ma verso una nuova stagione di incertezza. L’aspetto più inquietante è che affiorano mentre ci si avvicina alla riunione del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno prossimi: quella che dovrà definire il futuro dell’euro, e nel nostro piccolo anche il ruolo che l’Italia di Monti è riuscita faticosamente a recuperare presso le altre cancellerie occidentali e la Casa Bianca. Approdare all’appuntamento avendo alle spalle una maggioranza che neppure finge più di voler sostenere il presidente del Consiglio fino al 2013, sarebbe un’autorete.
    Ma in gioco non c’è soltanto una questione di immagine e di proiezione internazionale. Viene da chiedersi quale tipo di Parlamento emergerebbe da una consultazione ravvicinata e traumatica. È difficile non vedere che si arriverebbe alle urne per la rinuncia soprattutto dei partiti maggiori ad assumersi fino in fondo la responsabilità di alcune riforme definite ineludibili proprio da loro. Non solo. Una delle ragioni per le quali si asseconderebbe la deriva elettorale, si dice sotto voce, è quella di impedire che si gonfi la bolla dei partiti estremisti. La miopia di un argomento del genere, tuttavia, è evidente.
    Certificare un’interruzione della legislatura in una fase cruciale della vita economica e istituzionale aggiungerebbe fallimento a fallimento. E travolgerebbe l’argine che comunque Monti ha eretto intorno ai conti pubblici italiani. Il pesante declassamento di ieri della Spagna è un monito: il governo di Madrid è stato appena legittimato da un voto popolare. Attenzione, dunque, a non trasformare il vuoto politico di oggi in una voragine, che chiunque potrebbe sfruttare nel modo più imprevedibile. Nessuno può pensare di sottrarsi a un compito duro che richiede pazienza, umiltà e produce impopolarità. Vale per Monti, per i suoi ministri; e ancora di più per i partiti che lo sostengono.
    Massimo Franco 8 giugno 2012

    • Gatón scrive:

      Dicevo bene che non era farina del tuo sacco, stavolta hai citato la fonte.
      Rimane comunque un’opinione, per autorevole che sia.

      • quisifalitalia scrive:

        è in tribunale che servono “prove provate”, nel giudizio politico invece valgono i comportamenti e le conseguenze che ne derivano. Non a caso la Lega è scesa attorno al 4% e il PdL non sa più come frenare l’emorragia di consensi. Consolati pure.

        • Gatón scrive:

          Stavolta concordo al 100 %.
          Il giudizio politico è ben diverso da quello dei tribunali.
          Mi consenti una battuta ?
          Non è che qualcuno stia perdendo consensi a seguito di iniziative giudiziarie rivelatesi infondate ?
          Come quel tuo amico sull’altro blog che pretenderebbe che uno si dimetta a fronte di una notizia falsa pubblicata su un quotidiano ostile…

          • quisifalitalia scrive:

            Davvero pensi che perda consensi per delle iniziative giudiziarie? fosse vero li avrebbe persi da una vita. Gli elettori del centrodestra, dovresti saperlo, non hanno particolari attenzioni ai comportamenti poco etici, la loro attenzione è orientata sul … portafoglio. E’ lì che sono molto sensibili.

          • Gatón scrive:

            Quanto alla presunta superiorità etica dei sinistri, mi permetto di ripeterlo, sono degli il-lusi.
            E quanto al portafogli, rimane comunque il punto G di tutti, a prescindere dallo schieramento.

  2. Evor scrive:

    non scherziamo (anche se c’è chi è sensato solo quando scherza, zitella inacidita quando non scherza ….)
    lo spread misura la diversità di credibilità, da questo punto di vista siamo ai passi di novembre
    e se guardiamo al valore delle azioni di banche e assicurazioni, uguale
    con l’aggravante che le tasse sono aumentate
    vista così, se a lillo piace monti, non continuo perchè CENSURED

    detto questo, la differenza fra monti e quelle stravaganti barzellette di B&B , ed è questo il vero punto, è “se si è a favore dell’Europa oppure no”. Monti lo è, come la maggiornaza (opinione personale) degli italiani. B&B sono stati e sono ambigui da questo punto di vista (sì, ma ……..)

    ormai mi sento un conservatore: mi sento meglio al “cuccio caldo dell’Europa e del suo welfare”
    that’s the point, il resto, chiacchiere

    • quisifalitalia scrive:

      non è proprio così. A novembre se il governo non dava le dimissioni e quindi non subentrava Monti, lo spread, allora intorno ai 580 punti, sarebbe balzato alle stelle e di lì a poco avremmo avuto deserte o quasi le aste per comprare i BTP italiani. Voleva dire difficoltà, nella migliore delle ipotesi, a pagare gli stipendi della P.A. e le pensioni. La situazione greca tanto per intenderci con un piccolo particolare: con la crisi italiana sarebbe saltato l’Euro con le conseguenze che possiamo immaginare. I titoli spagnoli allora erano ben al disotto di quelli italiani. Oggi le parti si sono invertite ed è la Spagna che ha difficoltà a finanziarsi sui mercati. Certo se qualcuno pensava che Monti avesse la bacchetta magica e in pochi mesi portasse l’Italia fuori dalla crisi, vuol dire che crede ancora ai supermen. Monti è oggi uno dei pochi a cui tutti i paesi, non solo dell’Europa, puntano per il superamento della crisi dell’Euro che è la crisi dell’Europa. Teniamocelo stretto, dopo di lui, al momento, non vedo alternative reali se non il … meteo.

      • Gatón scrive:

        Ti esprimi, giustamente, al condizionale perchè queste sono semplicemente le tue opinioni.
        Quanto scritto da Evor, invece, non è altro che la realtà impietosa, se vuoi, ma concreta e quantificabile.

        • quisifalitalia scrive:

          fatti caro Gaton nientaltro che fatti. A novembre lo spread, con Berlusconi al governo, stava esplodendo. Non lo dico io lo dicono i dati, o meglio il loro crescendo terribile in poche settimane. Altro fatto inequivocabile: la Spagna godeva di tassi inferiori all’Italia, oggi ci ha sopravanzato è lo stesso premier spagnolo Rajoy dichiara che con questi tassi difficilmente riuscirà a salvarsi. Berlusconi non è tipo da dimettersi facilmente, lo ha fatto perchè ha reputato la situazione drammatica. Stando alle cronache dei giornali a convincerlo sarebbero stati: Doris e Confalonieri, soci in affari e amici da tempi immemorabili quindi non certo dei “voltagabbana”, e da Letta uomo ombra del Cavaliere. Quanto al rischio di non pagare stipendi e pensioni, è stato ripetuto più volte dagli esponenti dell’attuale governo e nessuno del PdL ha tentato di smentire tali dichiarazioni. Riporto in altro post un intervento di Massimo Franco, editorialista del Corriere dell’8 giugno che sintetizza egregiamente la situazione attuale.

          • Gatón scrive:

            Purtroppo non esiste la controprova.
            Quindi la tua rimane un’ opinione.
            Rispettabilissima, ma pur sempre tale rimane.
            Esattamente come se io avessi affermato che lo spread si sarebbe comunque ridimensionato.

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