15
lug 2012
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L'Indiscreto

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IL PUPONE IS BACK (MA OCCHIO AI SONDAGGI)

Massì, dài: ricominciamo a divertirci. Arridàtece er Pupone!
Vuoi mettere i telegiornali e i giornali, quando torneranno Silvio e la sua ghenga? Basta Imu, basta parlar di crisi (i ristoranti sono pieni, vi ricordate?): meno tasse e più gnocca per tutti. Come dice Galan: meglio di un orgasmo!
Ciò premesso, c’è una cosa che mi lascia perplesso: la fede che il Cavaliere continua a nutrire (o almeno a fingere di nutrire) per i sondaggi.
Perfino Calderoli dovrebbe aver capito che i sondaggisti tendono a dire quel che vuol sentirsi dire chi li paga.
Se ne avete la voglia e la pazienza, andate a rileggervi cosa dicevano i sondaggisti prima delle elezioni comunali di Verona.
La maggior parte di loro aveva capito come sarebbe andata a finire, con la vittoria al primo turno di Flavio Tosi.
Ma c’era sempre un sondaggista, guarda caso quello più vicino al Cav, che insisteva a giurare e a spergiurare che Tosi era al 45%, e che il candidato del Pdl era al secondo posto assoluto.
E’ finita come sapete: con Tosi oltre il 57, il centrosinistra al 22,7, i grillini al 9,35 e il candidato del Pdl solo quarto, all’8,8 per cento.
E allora, potessi consigliare Sua Maestà, gli direi, per amicizia: torni da noi, Cavaliere, e ci faccia divertire come ai bei tempi, senza tante austerità da “uomini tristi”; ma lasci perdere la sua sondaggista preferita. Per il suo bene…

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4 risposte a “IL PUPONE IS BACK (MA OCCHIO AI SONDAGGI)”

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  1. Diego Alatriste scrive:

    Che l’elezione dell’ On. Minetti sia stata un’eresia politica e elettorale al pari dell’ On. Cicciolina (ma quello è il bello e il brutto dei Radicali) è un fatto indiscutibile.
    Che la responsabilità sia stata di Berlusconi (e della sua banda dei signorsì) è altrettanto indiscutibile.
    Però ha ragione Reberto sul silenzio, un po’ vile in verità, che circonda quel tentativo di make-up burlesquo e decadente.

  2. ReBerto scrive:

    Io arrivo al massimo a condividere l’idea che la discesa in campo del Cavaliere allunga i tempi di disgregazione del PDL, comunque deciderà di chiamarsi. Dopodichè una ricerca demoscopica che accredita questo partito del 26-27% alle prossime elezioni, anche senza il precedente citato dal Dott. Aldegheri, mi sembra più una barzelletta che altro.
    Quello che non mi fa ridere è invece l’idea di andare ad una campagna elettorale in cui i partiti di centrodestra e di centrosinistra si contrappongono secondo lo schema utilizzato negli ultimi 20 anni, come se il furto di democrazia avvenuto nel dicembre scorso fosse solo un incidente di percorso da chiudere in fretta.
    Ed infine trovo rivoltante il tentativo di fare un po’ di “maquillage” di partito sulla pelle della Sig.ra Minetti ed il silenzio di tanti benpensanti e di tante femministe in carriera, qualsiasi sia la loro collocazione politica.

  3. quisifalitalia scrive:

    Il motivo del ritorno? eccolo
    Il Biscione è in crisi. L’assenza del tradizionale appoggio del governo, la crisi della pubblicità e  un modello di sviluppo industriale poco chiaro stanno affossando quel gruppo televisivo tra i più potenti d’Europa.
    I conti 2011 di Cologno Monzese hanno evidenziato infatti un fatturato sostanzialmente stabile a 4,25 miliardi di euro (-0,1%), ma con una evidente flessione dell’utile netto, sceso da 352,2 milioni a 225 milioni.
    Secondo l’andamento del primo trimestre Mediaset Italia ha registrato un utile in forte calo rispetto allo stesso periodo del 2011: dai 68,4 milioni di euro si è passati a 10,3 milioni.

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