09
set 2012
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L'Indiscreto

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LA DEMOCRAZIA DEL “FOEUR DI’ BALL”

Prima o poi, my beloved Monti cambierà mestiere (Quirinale?) e ai partiti si dovrà tornare, ragion per cui vale la pena di chiederci: ci interessa o no che all’interno delle nostre forze politiche esista un minimo di democrazia?
La Lega era proprietà privata di Bossi, e adesso pare lo sia di Maroni. E gli oppositori? Foeur dì ball!
Nel Pd un dirigente ha dichiarato, senza sprofondare per la vergogna, che è meglio non fare le primarie perché se no si rischia che le vinca Renzi. Wow!
Nel Pdl, o in quel che ne resta, la situazione è ancora più chiara, e me l’ha spiegata un mio amico degli anni di gioventù, diventato dirigente berlusconiano di altissimo livello: da noi si lavora benissimo, mi ha detto, basta capire che siamo un’azienda, dove i manager possono dire la loro con la massima libertà, basta che sappiano che alla fine c’è un padrone che nella sua azienda fa quel che vuole.
Adesso è di moda Grillo, cui basta scrivere una riga sul suo blog per buttar fuori (foeur di ball, anche lui…) chiunque non gli vada a genio.
Un bel progresso, non c’è che dire.
Sì, lo so anch’io che una democrazia perfetta è un’utopia. Ma una volta almeno si faceva finta di inseguirla.
Un Grande ha scritto che l’Utopia è quella cosa che quando fai un passo per raggiungerla ti scappa sempre un metro più avanti: e a chi gli chiedeva “ma allora a cosa serve?”, lui rispondeva sorridendo: “a fare ogni giorno quel passo…”
Ecco, adesso mi pare che nessuno abbia più voglia di farlo, quel passo. Il che moltiplica i miei timori su di un dopo-Monti decisamente nero, nerissimo.

P.S. La scorsa settimana credo che abbiamo battuto un record. Su 9 interventi, neanche uno che sfiorasse minimamente l’argomento proposto all’inizio.
E’ il bello del blog, ed anche il bello della democrazia, o no?

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8 risposte a “LA DEMOCRAZIA DEL “FOEUR DI’ BALL””

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  1. renzo scrive:

    Anche nei partiti, come in tutte le associazioni composte da esseri umani, esiste una gerarchia. A volte anche nel regno animale c’è un elemento che domina sugli altri. E’ inevitabile nella democrazia, altrimenti bisogna tornare a forme di governo autarchiche. Quello che manca alla politica italiana è il ricambio in seno ai partiti e nel parlamento. Abbiamo senatori e deputati da museo delle ceree. Non appena si alza una voce fuori dal coro (Renzi), subito si grida all’ammutinamento. Non illudiamoci, i vari Bersani, Berlusconi, Casini, Fini non molleranno mai la preda. Dobbiamo avere, noi tutti, il coraggio di cambiare, senza paura. Peggio di questi sarà difficile trovarne. Saluti.

  2. quisifalitalia scrive:

    troppi orfani piangenti in questo blog.

  3. Veneto scrive:

    Il vuoto politico che si è creato è disarmante. Senza Berlusconi non si sa proprio chi far governare (e questo la dice lunghissima sul quanto male siamo messi…). Onestamente, io non vedo nessuno, nel panorama politico attuale, con il carisma e gli attributi necessari a prendere il timone di questa bagnarola.

    L’enorme vuoto creatosi credo (e spero) aprirà le porte ad altri scenari, o, inevitabilmente, stanti così le cose, si andrà verso un Monti bis, il che è molto peggio della non-democrazia di cui parla Aldegheri. Qui si tratta di un golpista che governa senza essere eletto, e rischia di farlo ancora per altri 5 anni.

  4. Maurino scrive:

    Beloved Monti? Certo che i gusti sono gusti.
    Dai ristoranti pieni siamo passati alla fine del tunnel imminente, alla “ripresa che è dentro di noi” a “I numeri non contano”. Con Rigor Montis il PIL non sono più numeri ma uno stato d’animo!
    La distruzione del tessuto produttivo con mantenimento di privilegi, parassitismi, burocrazia, corporazioni, ecc. continua come prima più di prima.
    Democrazia o non democrazia interna ai partiti cambia poco. Meglio comunque avere un padre padrone almeno si sa di chi sono le responsabilità.

  5. ReBerto scrive:

    Destra e sinistra perdono significato. Bene! I partiti cambiano vorticosamente nome ma si identificano sempre più col capo e con il suo entourage. Bene! La possibilità di carriera politica è legata non alle capacità ma alla fedeltà. Bene! La trasmigrazione da una sigla all’altra diventa prassi generalizzata per chi fa politica.Bene, bene è la modernità!
    Vuole dire che siamo in presenza di BANDE ELETTORALI che si attivano per occupare le Istituzioni. Ce lo dicano chiaramente interrompendo questa vergognosa melina sulla legge elettorale. E ci dicano soprattutto cosa contano esattamente le istituzioni per le quali ci chiamano a votare. Per evitare di farci accapigliare attorno a vuoti simulacri, mentre il nostro destino dipende sempre più da poteri e da forze che non votiamo e che non controlliamo.

  6. Andreac scrive:

    “senza sprofondare per la vergogna”

    come Cicchitto no? Listini bloccati “se no restano fuori politici di alto livello”

    “democrazia” …cos’è?

  7. Gatón scrive:

    Beh, ad onor del vero mi pare che l’intervento iniziale di ReBerto sia stato perfettamente attinente agli ultimni due interrogativi da Lei posti nel topic.
    La discussione, in seguito, si è spostata su un mio commento a quel post.
    Quanto alla democrazia, ricordo un aforisma di tale Benjamin Franklin, non credo l’abbia espresso dopo uno dei suoi esperimenti con gli aquiloni durante i temporali…
    LA DEMOCRAZIA E’ UNA PECORA IN MEZZO A DUE LUPI CHE DECIDONO SU CHI SE LA MANGERA’

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