26
mar 2017
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L'Indiscreto

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DAL BIFOLCO AI “MARIAGORETTI”

Un sindaco bifolco chiama “chiattona” una consigliera comunale M5S. Giusto dirgli che è un bifolco, e il partito del bifolco dovrebbe fare anche qualcosa di più. Ma attenzione: chiunque di noi ha il diritto di dirglielo, ma non chi ogni giorno insulta gli avversari, definisce ebetino un presidente del consiglio, invita a sparare bombe e missili sul Parlamento. Chi parla così, davanti al bifolco dovrebbe stare zitto.

E quanto a noi, dovremmo state tutti più attenti a come parliamo. Perché ha ragione Nanni Moretti: le parole sono importanti, chi parla male pensa male. E se provassimo a valutare anche il linguaggio dei candidati, prima di votare, faremmo del bene prima di tutto a noi stessi.

Perché il partito della “chiattona” (detto con grande affetto, da uno in perenne sovrappeso e che adora le signore in carne)  è avviato, ahimè, a governare l’Italia. E se lo farà a colpi di “ebetino” procurerà dei guai a tutti, a partire dai suoi stessi elettori.

 

P.S. Vi rubo un altro minuto, se permettete, per un tema in parte collegato al precedente e che è stato sollevato anche da un lettore di questo blog: quello delle nomine ai vertici degli enti pubblici. Francamente, sono un po’ stufo della tiritera per cui “bisogna nominare quelli bravi e non quelli vicini al partito che governa.”

Non succede e non succederà mai, in nessuna parte del mondo.

Non lo fanno né i leghisti (che senza ipocrisia parlano di spoil system,  a Verona e altrove) né i grillini (chiedere alla signora Raggi, o guardare chi c’è nei CdA della Rai o di altri enti). Né tanto meno lo fanno i navigatissimi renziani o forzitaliasti.

Dicono che l’ipocrisia è un omaggio che il vizio rende alla virtù. Va bene. Ma non spacciamola per una verginità da santamariagoretti che nessuno può sbandierare.

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3 risposte a “DAL BIFOLCO AI “MARIAGORETTI””

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  1. Norberto scrive:

    Nel sistema politico americano, che notoriamente è un sistema maggioritario, da oltre un secolo vige lo “spoil system”, quella consuetudine per la quale il vincitore di una elezione, dalle presidenziali alla carica di sindaco, si sceglie i propri collaboratori ad ogni livello, amministrativo od economico e lascia a casa i prescelti dal predecessore. Senza chiedere il parere di nessuno e senza dover rendere conto a nessuno. In questo modo è responsabile completamente di tutte le scelte compiute dalla sua amministrazione. Quando un suo uomo sbaglia, o non raggiunge i risultati prefissi, prima lo destituisce e poi si dimette. Noi italiani con l’introduzione del maggioritario, abbiamo importato anche lo spoil system, ma, poiché siamo più furbi, ci siamo dimenticati di applicare anche le conseguenze del principio di responsabilità e abbiamo conservato le vecchie abitudini del “moralismo straccione” e della ricerca dei titoli di merito.

    1. martello carlo scrive:

      IRRECUPERABILE

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