30
apr 2017
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L'Indiscreto

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MIGRANTI E SOSPETTI

Molti anni fa, un sindaco siciliano ed un prete gesuita (ah, i gesuiti…) spiegarono che “il sospetto è l’anticamera della verità”.

Il giudice Giovanni Falcone rispose subito che “no, la cultura del sospetto non è l’anticamera della verità, è l’anticamera del khomeinismo”.

Pochi giorni fa, un magistrato siciliano ha detto di sospettare che dietro i salvataggi in mare dei migranti ci siano traffici criminali. Ha però subito aggiunto di non avere la minima prova di quel che diceva. “Non è stato provato, ma non è neanche stato escluso”, ha spiegato.

Si torna, insomma, alla questione che divise il sindaco Orlando e padre Pintacuda dal giudice Falcone: che cos’è un sospetto?

Con una differenza in più, non da poco.

Se io sospetto che il mio vicino di casa, rumoroso e maleducato, sia un delinquente, e se lui sospetta la stessa cosa di me, siamo ad armi pari.

Se a sospettare di me è un magistrato, la cosa mi preoccupa.

Se quel magistrato va a dirlo in TV e sui giornali, aiutato da deputati e ministri degli Esteri, la cosa mi terrorizza.

E forse il giudice Falcone ha buoni motivi per rivoltarsi nella tomba.

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2 risposte a “MIGRANTI E SOSPETTI”

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  1. Norberto scrive:

    D’accordo. Siamo in presenza dell’ennesimo grave intervento di un pubblico ministero che antepone ai suoi doveri istituzionali la smania di pubblicità. Ma in questo caso c’è dell’altro, anche se nessuno ne parla. Il governo per bocca del primo ministro è intervenuto dicendo che il volontariato e le ong sono benemeriti. Se e quando la magistratura ravviserà comportamenti penalmente rilevanti, il governo si adeguerà. Bene, a me sembra che una simile posizione sia semplicemente ridicola se non fosse di una estrema gravità. Perché? Perché nessun governo impegnato massicciamente nelle operazioni di salvataggio può ignorare i partners di questa sua azione che può svolgersi solo in stretta collaborazione, come di fatto avviene. Il governo e tutti i soggetti operativi coinvolti da molto tempo nell’azione di salvataggio in mare sono dunque obbligati a conoscere bene e ad approvare l’attività che da molto tempo si svolge al largo delle nostre coste. Gentiloni che fa il “pesce in barile” e le autorità italiane che tacciono danno solo prova di insipienza e di furbizia da quattro soldi. O no?

    1. paolo scrive:

      No signor Aldegheri , le cose non stanno proprio così come Lei ha scritto e dovrebbe avere l’onestà intellettuale di ammetterlo. Il magistrato Catanese ha in mano fior di dossier con tanto di intercettazioni telefoniche tra scafisti ed ONG (anche se ormai la differenza tra le due “entità” sembra proprio non esserci….), purtroppo non presentabili come prove in quanto redatti da servizi segreti di due nazioni “europee straniere” (a proposito la famosa “EUROPA UNITA” ?). Ci sarebbe da chiedersi invece cosa abbiano fatto in questi mesi/anni i nostri apparati di intelligence e come mai non abbiano rivolto le loro attenzioni su questa questione.

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