02
lug 2017
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L'Indiscreto

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DUE ALLEANZE POSSIBILI

Le due sinistre si sfidano, titolano molto giornali. Sai che novità! Massimalisti e riformisti, comunisti e socialisti, Pds e Rifondazione, più le faide interne…Non si cambierà mai.

Per questo, la settimana scorsa, sono stato scioccherello a meravigliarmi   del fatto che dopo avere stravinto le primarie, Renzi sia contestato esattamente come prima dai suoi avversari esterni ed interni. Chi è andato a votare a quelle primarie non viene preso in alcuna considerazione. Prendano nota, gli iscritti al Pd, per la prossima volta, se ci sarà.

Quel che riguarda i non iscritti, invece, è l’impossibilità di fare un governo solido, in Italia, se non cambia (come non credo cambierà) la legge elettorale.

Leggo due ipotesi: un Renzi-Berlusconi o un Grillo-Salvini-Meloni. Non mi entusiasma né l’una né l’altra, ma almeno si saprebbe su cosa votare: Europa sì da una parte, Europa no dall’altra. Su quello ci giochiamo il futuro, decidere noi non sarebbe male.

 

P.S. In risposta a due post precedenti: non mi darebbe nessun fastidio dire che il primo partito è quello di Grillo, se fosse vero. I sondaggi mutano. Visti quelli dell’ultima settimana? Ma la questione non è fondamentale: con una legge elettorale come questa, fondamentali sono le alleanze (purtroppo) post-elettorali. E se Grillo non facesse alleanze con nessuno (smentendo coi fatti, non a parole,  la citata ipotesi Grillo-Salvini-Meloni)  la sua sarebbe una dura quanto eterna opposizione, parecchio meno forte di quella che faceva il Pci ai bei tempi della mia gioventù.

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Una risposta a “DUE ALLEANZE POSSIBILI”

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  1. Norberto scrive:

    Sarà perché l’ottimismo è una merce che la politica non conosce e non pratica ma proprio no riesco ad immaginare che si faccia una legge elettorale ispirata dall’equilibrio e dalla volontà di dare uno strumento duraturo di rappresentanza al popolo italiano. Meno ancora riesco a credere che le elezioni politiche prossime offrano l’occasione per scegliere tra due schieramenti contrapposti e caratterizzati dal tasso di europeismo. No, continueremo nel piccolo cabotaggio e sulla china discendente che caratterizza il percorso dell’Italia verso la povertà e l’inconcludenza. Fino a quando qualche cataclisma e trauma profondo ci metterà in condizione di risorgere e di riprendere un cammino virtuoso. Se mai accadrà.

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