09
lug 2017
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L'Indiscreto

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EL PIBE E GIGIO, INTESI COME CITTADINI

Digressioni fuori tema.

Una marea di gente (compreso un ministro) se la prende con Gigio Donnarumma, portiere milionario del Milan, perché non è andato a fare l’esame da ragioniere.

Lui ha 18 anni, è appunto un multimilionario e sa che quel diploma non gli servirà mai e poi mai.

Chi avrebbe voluto costringerlo a prenderlo, secondo me, considera i diplomi come i classici “pezzi di carta”: non conta che tu abbia studiato (e Donnarumma le sue scuole superiori ha fatto benissimo a farle) ma conta quel rettangolino in pergamena.

A me pare diseducativo.

Come diseducativa mi pare la cittadinanza di Napoli concessa a Maradona: come giocatore, un top (anche se io gli preferisco Pelè, Di Stefano e forse anche Messi); ma come cittadino, tra sniffate ed evasioni fiscali, lo definirei ‘na chiavica.

E la cittadinanza si dà al cittadino, non al calciatore.

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3 risposte a “EL PIBE E GIGIO, INTESI COME CITTADINI”

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  1. risiko italico scrive:

    Onestamente sono in totale disaccordo con Norberto.
    Concedere una cittadinanza ONORARIA ha le proprie regole “etiche”, terminare o meno un ciclo di studi non mi pare che abbia nulla a che fare con l’etica, al massimo può averla con quella personale.
    Non mi pare il caso di Maradona.

    1. Norberto scrive:

      Per restare nel campo delle digressioni e per il puro gusto di contraddizione, perché si considera diseducativo dare la cittadinanza onoraria ad un ex calciatore e si considera educativo che un calciatore non termini un ciclo di studi?
      Non sarebbe meglio lasciare ad ognuno la libertà di scegliersi il modello culturale ed etico che preferisce?
      Perché il calciatore è un uomo ma giudicarlo come uomo e come calciatore può portare a risultati molto diversi quando addirittura non contraddittori. O no?

      1. Gatón scrive:

        Se il nostro Sindaco desse la cittadinanza onoraria di Verona ad un ex tossicodipendente, evasore fiscale, due volte squalificato per cocaina ed efedrina, condannato a 14 mesi di carcere in Italia per possesso di stupefacenti, condannato a 2 anni in Argentina per avere sparato con un fucile ad aria compressa a dei giornalisti, fuggito da una scena di incidente da lui provocato con due feriti, padre di almeno due figli da lui riconosciuti solo dopo l’intervento di un tribunale, autore di un gol di mano importantissimo e da lui definito legittimo, beh, ecco, mi incazzerei non poco.
        .
        Commento pubblicato su FB da un mio amico.
        Concordo su tutto fuorché sul prefisso “ex”.

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