30
lug 2017
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L'Indiscreto

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GARANTE DE CHE?

Non sono un anti-casta di professione. Ma mi piacerebbe sapere a cosa servono i 240mila euro l’anno che paghiamo al presidente del Collegio garante della Privacy, Antonello Soro, e i 160mila che paghiamo alla sua vice, Augusta Iannini (moglie, mi pare, di Bruno Vespa, e sicuramente bravissima).

Giusto in queste ore sono stati pubblicati su di un giornale (ovviamente sempre e solo su quello) i messaggi privatissimi e senza la minima rilevanza penale tra Matteo Renzi e suo padre.

Renzi gliene dice di tutti i colori al su’ babbo, come io (ahimè) facevo col mio e voi, probabilmente, col vostro.

Esempio: Matteo dice a papà:  “Finché io sono un personaggio pubblico, tu – per cortesia evita ogni stronzata come quella di aprire un account Facebook. Querela chi vuoi querelare ma non fare cazzate. Grazie”

Che a me pare una cosa di assoluto buon senso, ma anche una questione che riguarda solo loro due. E invece bum!, paginata di giornale con interpretazione allegata del cronista e articolo di fondo al fianco.

Una scuola di giornalismo-spazzatura sempre più trionfante ed apprezzata.

Il giornale vende, i lettori voyeur sono felici.

Ne prendo atto, i gusti son gusti.

Ma almeno quelle centinaia di migliaia di euro l’anno che diamo al Garante della Privacy, non potremmo spenderli in beneficenza?

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3 risposte a “GARANTE DE CHE?”

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  1. Norberto scrive:

    Che in Italia le leggi siano fatte per essere aggirate non è una novità e che più si legifera più aumenta l’illegalità neanche. Qualcosa forse cambierà quando la politica comincerà a dare l’esempio. Come? Quando contro una qualsiasi ingiustizia o violazione di legge che colpisca un uomo politico si alzerà a prenderne le difese l’avversario più duro ed intransigente.
    Ma la mia è forse una pia illusione…..

    1. Gatón scrive:

      La legge sulla privacy, con tutti gli annessi orpelli e prebende, serve a tutelare i delinquenti a danno dei cittadini onesti.
      Ne sia prova la risposta che ho avuto da AGSM cui mi ero rivolto tempo fa temendo che fosse stato perpetrato ai miei danni un tentativo truffaldino di farmi cambiare fornitore di energia.
      Dopo essere stato rassicurato che nessuna richiesta di trasferimento delle mie utenze era stato loro presentata, ho chiesto se non fosse così semplice evitare queste cose semplicemente telefonando all’interessato chiedendo conferma della sua effettiva volontà di passare ad altro gestore.
      La risposta mi ha lasciato interdetto: “non possiamo, la legge sulla tutela della privacy ce lo vieta”.

      1. Portateliacasatua scrive:

        Garante di quelli che dico io pero’…..

        Ahahahahhahaaha mentre le “altre” intercettazioni andavano bene vero????

      Rispondi a Norberto

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