26
nov 2017
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L'Indiscreto

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DONNE, VIOLENZA E PRUDENZA

Ragazze, occhio: basta un attimo…

Parlo di un tema difficile e delicato, quello della violenza sulle donne.

Cosa terribile. Ma che proprio per questo bisogna trattare serissimamente.

A me sembra invece che si stiano mettendo insieme troppe cose. Violenza, stalkeraggio, abusi, molestie, approcci pesanti. Bisognerebbe dire che sono cose diverse, altrimenti molti uomini, mettendosi sulla difensiva, troveranno la scuysa per urlare: eh no, qui si fa confusione.

E’ capitato a tutti (tutti, tutti, tutti) di fare la corte a una donna che non ne voleva sapere: capire quando lasciar perdere è questione di intelligenza, equilibrio, sensibilità. Nessuno ne possiede in doti uguali. Ma se cercar di baciare una donna che scappa via fosse reato, io sarei in cella da tempo.

Ho poi già scritto che una cosa è una molestia (da parte di un potente) ad un’operaia o un’impiegata che se non “ci sta” rischia il posto di lavoro: altra cosa è la molestia alla figlia di un regista miliardario che vuol fare l’attrice a tutti i costi.

Nel primo caso capisco la paura, il terrore, anche il silenzio.

Nel secondo caso non capisco per niente la denuncia arrivata solo molti anni dopo.

E ancora: quando c’è di mezzo la dignità di una persona, politico o non politico, occhio alla tentazione  di volere strafare perché comunque convinti di difendere una buona causa.

Anni fa, commisi un grave errore (uno dei tanti).

Un insegnante veronese aveva denunciato di aver subìto un pestaggio nazista e di essere perseguitato per le sue idee.

Da giornalista, mi parve credibile, raccolsi diverse testimonianze e feci tutto quel che potevo per scatenare il maggior casino possibile.

Si scoprì poi che quel tale, probabilmente psicolabile, si era inventato tutto, convinto così di contribuire al trionfo della democrazia…

Il mio garantismo totale verso qualsiasi imputato (quello che Travaglio definisce un gargarismo…) esisteva già allora, ma è aumentato di mille volte.

In queste ore seguo più che posso la vicenda del sindaco di Mantova (città in cui ho lavorato per molti anni e che continuo a frequentare e ad adorare).

La presunta vittima mi pare lo difenda. I soldi (in cambio di favori) ad un’associazione non ci sarebbero stati.

Magari alla fine si scoprirà che è colpevole, ma per adesso non vedo la minima prova.

Occhio, allora, ragazze: la vostra battaglia anti-violenze è tra le più serie, pulite e valide del giorno d’oggi.

Non lasciate che magari qualche eccesso di zelo la schizzi di polvere.

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6 risposte a “DONNE, VIOLENZA E PRUDENZA”

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  1. martello carlo scrive:

    E’ la quarta puntata consecutiva che MATRIX ( Mediaset ) di NICOLA PORRO dedica alla violenza/abuso di potere sulle donne
    Che ormai l’ argomento sia diventato COMMERCIALE, nessuno lo potrà più contestare.

    1. Norberto scrive:

      Io continuo a pensare, fino a quando qualcuno non mi dimostrerà il contrario, che gli equivoci e le discussioni sulle differenze tra avances(lecite) e le molestie(condannabili) siano frutto di cattiva coscienza o di ignoranza grassa. (Martello mi perdoni).
      L’alternativa sbandierata tra passare per maniaco o per finocchio mi sembra una falsa alternativa.
      Il limite è in ciascuno di noi e dipende dalla reazione della destinataria delle nostre avances. Solo un idiota o un maschio che si considera irresistibile, dunque patologicamente egocentrico, può scambiare le schermaglie amorose e il gioco dei si e dei no per un rifiuto di attenzioni inopportune e viceversa.
      Poi ci sono le mode ed allora anche la denuncia di una molestia può essere legata, come in questi tempi, non alla affermazione di un diritto insopprimibile e da tutelare meglio in una passerella un po’ stucchevole di eroine a scoppio ritardato.

      1. martello carlo scrive:

        ” Ma se cercar di baciare una donna che scappa via fosse reato, io sarei in cella da tempo.”
        Caro ALDEGHERI, questa è la cosa che ci accomuna di più e che la rende più simpatico di quanto già fosse, pur rimanendo su posizioni politiche antitetiche.
        Il suo articolo, anche se con uno stridio di freni, è musica per i miei neuroni, isolati dall’ intasamento delle sinapsi da una discussione mediatica ipocritamente conformista, perché la fa ripartire dallo scandalo nello scandalo: il fatto che un problema reale, quello della violenza sulle donne sia emerso quando le ” vittime ” sono scese dall’ olimpo HOLLYWOODIANO.
        Purtroppo per imitazione, per moda, per pubblicità il tutto si sta propagando dappertutto in modo virale, a livello di vallette, letterine, veline financo della gente comune.
        Il mondo è cambiato. Le uniche che sembra non lo vogliano ammettere sono le donne, cioè proprio chi del cambiamento sono le protagonoste, specie se carine e quando ne approfittano hanno di più da guadagnare.
        MA FINGONO.

        Basta sfiorare un membro ( nelsenso di appartenenza ) del gentil sesso e diventiantiamo, senza tanti giri di parole, non degli spudorati, ma dei MAIALI, il che porta a definire delle SCROFE l’ oggetto del desiderio maschile che, qualora mancasse sarebbe un disastro, prima di tutto per le scrofe stesse. ( scusate ma questa la dovevo dire per par condicio ).
        Quante posizioni di riguardo, quante carriere sono state costruite sulla prorompente ( a volte costruita plasticamente ) sensualità femmnile che sfocia nella seduzione generalizzata e quindi nella concorrenza sleale con enormi danni per la società dove il merito è schiacciato dall’ apparenza?
        Il vero volto della donna sta emergendo e non è certo quello di una ingenua verginella se a centinaia
        sbattono sul WEB selfie compromettenti, dove non desirano altro che mostrare le più profonde intimità e rivendicano di svestirsi come vogliono anche in pubblico, in televisione, per strada dove le ragazzine in HOT PANT sono all’ ordine del giorno, sapendo benissimo quale effetto possono e vogliono provocare tra gli uomini.
        D’ accordo, chi stupra è un maledetto delinquente, ma negare che certi atteggiamenti non siano ‘ autentica istigazione a sgarrare è altrettanto vero.

        Il ricatto è un’ altra cosa; se effettuato nei riguardi di chi ha bisogno di lavorare per vivere dev’ essere sanzionato in modo inequivocabile e durissimo, ma l’ essere carine non conferisce automaticamente il diritto a fare carriera nel mondo dello spettacolo e lo stupro su ricatto in questo caso non ha alcun senso, in altre parole, se ASIA ARGENTO avesse deciso di accontentarsi di fare la segretaria, oppure di rivolgersi ad altri produttori, nessuno glielo avrebbe impedito e non saremmo qui a dibattere scandalosamente a distanza di 20 anni, né ci mancherebbero le sue interpretazioni

        ASCOLTATE ME: LE DONNE TUTTO SONO FUORCHE’ DELLE INGENUE SANTARELLINE CHE IL SESSO LO SOPPORTANO E ANDANDO AVANTI DI QUESTO PASSO, TRA RICHIESTA DANNI, DIVORZI, EREDITA’ E SEDUZIONI VARIE, POTREMMO RITROVARCELE PRESTO AL POSTO DI WEINSTEIN.

        1. Gatón scrive:

          E’ stato un altro il giornalista che si era candidato per le europee ma, sulla via di Strasburgo, si è fermato a Marsiglia.
          Passando alla violenza sulle donne, nell’ultima posizione di lavoro da me ricoperta ogni volta che una collaboratrice chiedeva un colloquio avevo cura di lasciare la porta del mio ufficio ben aperta e mi assicuravo che nell’ufficio adiacente fosse presente qualcuno.
          Quando una mi chiese perché non chiudessi la porta, risposi:
          Se tu ti strappassi la camicetta ed uscissi urlando “brutto porco” crederebbero a me o a te ?

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