28
gen 2018
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L'Indiscreto

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CANDIDATI, PERINDE AC CADAVER

Sono state le notti dei lunghi coltelli.

Il rush finale per decidere chi sarà candidato e chi no, è  stato una macelleria.

E non è una novità.

Dopo una motte di trattative, tanti anni fa, dalla sede di  un partito veronese uscì un dirigente che aveva in mano una cartella nera in pelle.

Dentro la cartella, c’era una cartellina di cartoncino. E dentro la cartellina c’erano i fogli coi nomi dei candidati, scelti poche ore prima dalla direzione del partito.

Il dirigente arrivò in tribunale e depositò quei fogli. Che, misteriosamente, durante il tragitto erano cambiati, cambiando così un paio di nomi di candidati.

Nessuna meraviglia, quindi, per il caos di queste ultime giornate. Che hanno però avuto una motivazione politica in più, rispetto al passato.

Tutti i leader (Renzi, Berlusconi, Di Maio, Salvini…) hanno fatto i salti mortali per presentare liste imbottite di fedelissimi.

Anche questa non è una novità.

Ma stavolta c’è appunto una ragione politica in più.

Un tempo, si sapeva più o meno in anticipo cosa sarebbe successo votando questo o quel partito.

Votavi Berlusconi e sapevi dove volevi andare.

Votavi D’Alema o Renzi e avevi in testa un traguardo.

Adesso no.

Chiunque votiamo, poi può succedere qualsiasi cosa.

Se aiuto Berlusconi, favorisco un governo di Silvio con Salvini o non mi arriverà invece un accordo tra lui e Renzi (e viceversa)?

Se voto Di Maio, resterà da solo o accetterà alleanze, visto che ha promesso entrambe le cose? Aiuterò ad uscire dall’euro o a restarci dentro?

Votando Salvini, che dice l’opposto di Berlusconi su qualsiasi cosa (Europa, Fornero, razza bianca e via dicendo), cosa posso aspettarmi dopo il 4 marzo?

E la cosiddetta sinistra-sinistra, si alleerà con Grillo, come ha detto a bassa voce il suo capo, oppure no?

No si sa. Possiamo solo aspettarci che ciascun leader faccia la scelta che più gli converrà, dopo aver visto i risultati.

E i leader, a loro volta, sanno perfettamente che, avendo messo in conto di fare tutto e il contrario di tutto, sarà essenziale avere in Parlamento deputati senatori pronti a seguirli in qualsiasi direzione decidano di andare. Di qui il bisogno assoluto di premiare la fedeltà personale, l’obbedienza al capo “perinde ac cadaver”, come dicevano i gesuiti. Un bisogno che prevale su qualsiasi altro criterio di scelta.

Molto più che in passato. Et pour cause.

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9 risposte a “CANDIDATI, PERINDE AC CADAVER”

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  1. Attilio scrive:

    argomenti inutili
    parliamo di cosa fare per non vedere migranti in giro

    • Attilio scrive:

      “parliamo” è modo verbale imperativo, non modo verbale indicativo

    • martello carlo scrive:

      Non mi pare, ATTILIO.
      Stamattina mi sono inca…to come una belva sentendo che una NAVE MILITARE SPAGNOLA ( la Spagna dista 2 Km dall’ Africa ) ci ha scaricato addosso un altro carico di 800 nuove risorse.
      Chiediti di chi è la responsabilità, chi invece ha sempre combattuto questa visione QUARTOMONDISTA evangelico/comunista e la risposta viene da sola.
      Attenzione, perché la situazione è molto fluida e dopo le elezioni, ci potrebbero essere dei matrimoni imprevedibili anche per le coalizioni.

    1. Norberto scrive:

      Purtroppo il quadro politico disegnato alla vigilia delle elezioni politiche, se non è vero, è molto verosimile. E in questo quadro non c’è una sola formazione politica che si sottragga al clichè di gruppo raccolto attorno a un capo prima e piuttosto che a un ideale. Né stupisce che la selezione per formare le liste elettorali risponda alla ricerca della fedeltà e dell’obbedienza prima che a quella della capacità.
      Ma se le cose stanno così, torna prepotentemente la domanda posta alla base del blog precedente: vale la pena di andare a votare? E per chi?
      Eventualmente la risposta datela a quella metà di elettori che hanno già deciso di starsene a casa, spiegando loro perché hanno torto.

      • martello carlo scrive:

        Non è il ” sistema ” leadership in discussione, ma chi la consente in modo tanto autoritario dopo aver sempre criticato quella degli altri in nome della democrazia. Il panegirico di ALDEGHERI poi si configura come una bella e buona ” excusatio non petita ” che delinea bene il suo atteggiamento completamente acritico nei confronti del suo partito.
        Diciamo che, bene o male, è così e basta, cosa che già sapevamo; semmai lo ringraziamo per la lezione di retorica che ci ha impartito.
        Quanto alla giustificazione del non voto, mi sembra che, indipendentemente dalla classe politica, stia a noi fare la sintesi e non perderci tra i cespugli per dare al paese una guida che più risponda alla soluzione dei problemi più importanti senza inutili particolarismi.

        PS: non è che magari si sia candidato pure ALDEGHERI?

      1. Gatón scrive:

        …gesuiti.
        Come quello del Vaticano.

        1. martello carlo scrive:

          RENZI come sant’ IGNAZIO DI LOYOLA.
          Bravo ALDEGHERI, è riuscito a far diventare santo un DUCETTO proprio mentre è all’ apice la sinistra campagna antifascista. Io aggiungerei che è talmente gesuita che da buon toscanaccio BORGIASTICO molto poco rinascimentale , riuscirà a mandare al soglio pontificio, col giglio in mano, un suo parente.

          UN CAPOLAVORO, ALDEGHERI, una perla a cui giunge con un panegirico magistrale per arrivare alla assoluzione del ” tanto fanno tutti così, è il sistema che lo vuole “.
          Mi sembra di ricordare qualcosa detto da CRAXI ai tempi di TANGENTOPOLI.
          Ma voi non eravate i difensori del pluralismo e della democrazia contro la dittatura mediatica del CAIMANO?

          A proposito della ” NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI, a questo punto mi chiedo cosa ci stia a fare, per voi, il PARLAMENTO.

        Rispondi a martello carlo

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