25
mar 2018
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L'Indiscreto

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LA FINE DI UN MODO, DI UN MONDO E DI UN SILVIO

Nel trionfo di Salvillo, la speranza è che siano stati sconfitti un mondo e un modo: il mondo dei purissimi, il modo del disprezzo.

Il mondo dei purissimi è quello che fino a un mese fa urlava “noi con la Lega mai perchè siamo diversi geneticamente (Di Battista), noi con Berlusconi non parliamo, noi a quelli del Pd non stringiamo la mano (e non la strinsero, da cafoni,  alla povera Bindi), noi a chi fa compromessi sputiamo addosso, il Parlamento è una scatola del tonno da aprire. E vaffa…”

Parte di quel mondo esisterà sempre, e continuerà a far prendere voti a qualcuno.

Ma l’astuto Di Maio ha mostrato a tutti (cioè no: a tutti quelli che vogliono vedere la realtà) come l’essenza della politica quotidiana sia il compromesso, il do ut des, la trattativa e lo scambio: da Ulisse a Cavour, da Talleyrand a Salvini.

Il modo del disprezzo è la conseguenza di quel mondo. Che fa sognare tanti elettori, ma poi fa rifiutare un candidato (Romani) accusato per uso indebito di un telefonino, mentre fa accettare una candidata (Casellati) che assieme a Ghedini ha scritto tutte le leggi ad personam a favore di Berlusconi.

Gran scelta politica, certo, ma per favore non rompeteci più i cabasisi coi discorsi di Travaglio sull’etica.

Per il resto, auguri a Mattarella, restando il sottoscritto convinto che sarà Salvillo (al governo) o morte (della legislatura).

Con una nota a margine: sparisce un big dell’ultimo trentennio, che non ho mai amato ma cui va reso l’onore delle armi. Ha cambiato il calcio (in peggio), la televisione (in meglio) e l’Italia (ciascun decida come). Credo sia arrabbiatissimo, ma è la grande ruota della vita.

Certo che, per dirla poeticamente, “s’io fossi Silvio arderei lo mondo…”

 

P.S. Ringrazio chi ha scritto nel blog precedente, che a me è piaciuto moltissimo.

Ricordo che, per scelta, avendo il grande privilegio di poter dire la mia su diversi media, lascio tutto lo spazio del dibattito ai lettori, rispettandone le idee, anche le più lontane dalle mie, con l’unico limite (grazie a chi lo ha sottolineato) del “no-odio”, “no-insulto”, “no fake”.

Grazie a tutti e buona Pasqua.

 

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14 risposte a “LA FINE DI UN MODO, DI UN MONDO E DI UN SILVIO”

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  1. Guido scrive:

    a differenza di quello che accadeva prima della caduta del muro di Berlino (1989), ad ogni tornata elettorale sempre più l’elettorato si fa mobile. Segno che le ideologie vengono meno anche a quelle basi ideologiche che si voleva fedeli, sempre e comunque. L’elettorato risponde sempre più a soluzioni per lo più immediate ai propri problemi, raramente ragiona sui tempi medio lunghi, che sono quelli che consentono di trovare soluzioni reali ed effettive. Ora è la volta del M5S e della Lega che, non dimentichiamolo, fa parte di una coalizione che ha la maggioranza, come previsto dall’attuale legge elettorale. Se troveranno l’accordo, come prevedono molti, avremo una nuova classe politica (M5S), affiancata da un nuovo gruppo dirigente di una coalizione, che nuova non è, che dovrà affrontare i problemi che assillano gli italiani che li hanno votati: sicurezza legata all’immigrazione e salario con o meno occupazione. Se i risultati saranno scadenti è probabile che il governo non duri 5 anni e che ci si ritrovi di nuovo al punto di partenza.
    P.S. quando termina le emissioni del Q,E.? e quando scade il mandato alla BCE di Draghi?

    • Maxhellas scrive:

      Draghi scade nell’ottobre 2019.
      Il QE è già in diminuzione (dimezzato) ma prolungato almeno fino all’ottobre 2018. Non ancora fissata una data finale.

      • Guido scrive:

        giusta la prima, decisa già la seconda: settembre 2018. La mia domanda sottintendeva che con la fine del Q.E. e nell’ultimo anno di presidenza di Draghi, l’attenzione sui conti pubblici dei stati membri non potrà più contare su un aiuto che in questi anni è stato, per alcuni paesi Italia in primis, provvidenziale. Chi governerà il Paese dovrà dunque fare i conti con il debito pubblico e con la realtà economica che non consente sconti.

    1. Maxhellas scrive:

      I toni di QUESTA campagna elettorale sono stati sicuramente diversi da quelli utilizzati nelle tornate precedenti dal M5S, salvo le immancabili iperboli che TUTTI gli astanti sempre si concedono nel rush verso l’apertura dei seggi.

      Detto ciò, mi pare un buon progresso che M5S abbia messo da parte il “non parleremo con nessuno” per adottare il “parleremo con tutti”. MI pare anche dimostrazione di buon senso, visto che dopo l’approvazione del “Rosatellum” non si poteva ragionevolmente pensare di andare da soli. E questo è valso per tutti, mi pare.

      Non capisco però quale dei due casi sia quello reale:
      1) M5S non parla con nessuno, quindi non dimostra pragmatismo politico, ergo capacità di governo (almeno in potenza).
      2) M5S tratta e parla con tutti e giunge a un compromesso, quindi dimostra poca coerenza e scarsa onestà intellettuale e morale.
      Ora, essendo del tutto evidente che i due casi sono in perfetta antitesi (non si possono verificare entrambi contemporaneamente), necessita decidere quale dei due è preferibile.
      Non è di fatto razionale criticare lo stesso soggetto perché non tratta e criticarlo ancora perché tratta. Uno non può essere nel contempo grasso e magro, no?

      Altro punto: con chi deve trattare il 1° partito politico, col 32% dei voti e senza la possibilità di fare da sé? Correttezza vuole che il 1° soggetto verso cui ci si rivolga sia la coalizione che ha la maggioranza relativa. Se questa non riesce ad esprimere un candidato sufficientemente limpido, il problema è della coalizione medesima, credo. Ripeto, è oggettivo chi M5S non ha i numeri per essere autosufficiente.

      Rimane la considerazione finale che, le accuse (da fonte PD) di scorrettezza verso M5S per aver trattato col Centrodestra, giunte dopo ripetuti dinieghi al dialogo proposto da M5S, fanno un pochino specie. Molto probabilmente, se tale dialogo ci fosse stato, si avrebbe ora un’altra persona al Senato…
      Con la differenza, inoltre, che il PD col Centrodestra (e i vari Verdini) non solo ci trattò 5 anni fa, ma ci fece anche 3 governi, finendo addirittura per candidare i vari Casini, Lorenzin et alia alle ultime elezioni.

      Per ora si sono solo decise le presidenze di Camera e Senato. A proposito, nessun commento sulla figura di Fico, questo si espressione del M5S? Anche lui un “residuo di galera”? O forse no?

      Sarà interessante vedere cosa succederà da qui in avanti.
      A me pare molto interessante un’ipotesi di Scanzi che qui copio:

      “Quanto alla nascita di un Salvingrillo, se parlate di un governo politico “vero” lo ritengo probabile come una frase intelligente di Gasparri. Se invece intendete un mini-governo che faccia la legge elettorale, abolisca i vitalizi (boom ulteriore di consensi) e poi voto, è dal 4 marzo che la ritengo la strada più percorribile. Forse è pure la strada migliore, stante lo stallo attuale.
      Se Di Maio e Salvini non sono idioti, e non lo sono, il “rospo” ingoiato con la Casellati è un sacrificio per risfidarsi al più presto con una nuova legge elettorale. Hanno davanti un match point grande come una casa per governare il paese, ridimensionare Berlusconi e demolire Renzi: se non lo sfruttano, curateli.”

      • martello carlo scrive:

        Concordo con RISIKO ITALICO: se posso arrogarmi il diritto di un giudizio nei tuoi confronti ( d’altronde mi sembra di avertelo già detto ), non ti manca certo l’ intelligenza, peraltro molto affabile, corretta nel porsi, oltre ad una penna molto sciolta e piacevole.
        Il modo con cui affronti il PROBLEMA 5S (“Non capisco però quale dei due casi sia quello reale”) ne è la dimostrazione, anche se, scusami, scade nel sofistico: non si tratta di casi cui dare un giudizio separato: il MOVIMENTO è stato il MEZZO per arrivare al 33% del PARTITO 5S che, partendo dal simil FACEBOOK (di cui ancora non ha subito le recenti disgrazie) per assicurare la democrazia diretta/elitaria del WEB, ha poi imbarcato la parte del paese ancora informaticamente analfabeta, con la promessa del vitalizio di cittadinanza.
        Che questo movimento abbia raggiunto lo scopo di aprire il parlamento come una scatola di tonno, si sta avvalorando sempre più: 3 poli sono troppi e non mi sembra corretto dare tutte le colpe al sistema elettorale.
        Il risultato non sarebbe cambiato: con un premio di maggioranza si sarebbe ripetuta la situazione del 2013 che non mi pare abbia dato esiti esaltanti, anzi, né mi sembra che la vittoria di MACRON sia da segnalare come una vittoria delle DEMOCRAZIA.
        Mi interrogherei piuttosto cosa ci sia dietro ad un movimento che dal nulla è arrivato a un tale livello di consensi, e ad un aspirante premier supposto e presupponente che neanche J.F.KENNEDY.

        PS. mi sono spesso chiesto da dove sia stato ricavato il nome del MOVIMENTO 5 STELLE. Forse dall’ HOTEL in cui si sono riuniti gli ONESTI COSPIRATORI?

      • risiko italico scrive:

        Il tuo “salto nel buio” (riporto un tuo post su altro blog) ti ha molto coinvolto.
        A me sembri sempre intelligente, ma giri ai bordi del tuo “salto nel buio”.
        Spero che gli elastici del “base jump” siano solidi, lo spero sinceramente.
        E vale per tutti.

      • bardamu scrive:

        Mah! Staremo a vedere. Certo è che in teoria, secondo l’ipotesi Scanzi, i capponi dovrebbero gettarsi volontariamente in pentola ( leggi: i parlamentari appena eletti approvata la legge elettorale dovrebbero mandarsi a casa da soli… ). E poi di quale legge elettorale parliamo? Un maggioritario a doppio turno, che sarebbe la soluzione più logica per l’Italia, attualmente vedrebbe vincere il centrodestra. Un maggioritario a turno unico con premio di maggioranza idem. E i grillini voterebbero una legge di questo tipo? Altrimenti quale? Qualche pasticcio che non faccia vincere nessuno un’altra volta?

        • Maxhellas scrive:

          Il maggioritario a doppio turno (che personalmente reputo il migliore sistema possibile quanto a governabilità) potrebbe avere il sostegno dei M5S: ha preso il 32% alle ultime elezioni, contro il 37% del Centrodestra. Ciò significa che, in caso di ballottaggio (dopo il 1° turno) tra Centrodestra e M5S, potrebbero giocarsela alla pari col Centrodestra al 2° turno.
          Inoltre, volendo andare al governo autonomamente (senza alleanze), è l’unico sistema che glielo potrebbe permettere.

          Ritengo che i fautori del pastrocchio per non far vincere nessuno stiano altrove…tipo quelli che hanno votato il Rosatellum, pensato per l’appunto proprio per questo.

      1. risiko italico scrive:

        Chi vince una (e una prossima?) tornata elettorale è il vincitore (assioma).
        Che le idee (programmi…) sui quali, il vincitore, ha impostato la vittoria (sebbene già parzialmente modificati o annacquati) siano “giusti” non è un assioma.
        Del PD mi pare difficile parlare anche per chi ci bazzica da tempo, sono in uno stato “limbico”, ma non privo di pena, anzi hanno quella di poter vedere e ascoltare le “nuove divinità”, senza poter far nulla.

        1. Norberto scrive:

          La purezza, la diversità intesa come superiorità non è nata coi 5S e non morirà con loro. Basti pensare a Di Pietro prima di loro e prima ancora a Berlinguer. La politica sarà del tutto laica solo il giorno lontano in cui in cui “l’imprinting” cristiano del popolo italiano si attenuerà, almeno in ambito politico.
          Non credo neppure alla morte della sinistra che ha, concettualmente e storicamente una ragione d’essere uguale e contraria a quella della destra. Si tratta di una fase storica, simile peraltro a quella che si manifesta in altri Paesi europei, destinata ad evolversi in forme nuove e speriamo migliori.
          Berlusconi invece è davvero al capolinea per ragioni anagrafiche e non solo ma è stato politicamente una scorciatoia rispetto ad un vero partito della destra borghese che in Italia non abbiamo mai avuto.

          • bardamu scrive:

            In Italia la borghesia da lustri vota a sinistra, quindi un partito di destra che la rappresenti non può esistere. Berlusconi quando è sceso in campo obtorto collo per il gran rifiuto di Mariotto Segni allo scopo di battere i comunisti, e soprattutto di salvare le sue aziende, ha messo insieme una riedizione della balena bianca in versione laica ( a Verona i suoi vertici erano in gran parte liberali di destra, ma gli eletti furono per la gran parte ex dc, che disponevano della macchina del consenso ), un’accozzaglia che nei fatti non aveva una vera e propria linea politica anche se nelle intenzioni avrebbe dovuto essere un partito liberale di destra.
            Non l’ho mai votato direttamente, anche se ho votato per tradizione un partito alleato, ma ho sperato che riuscisse almeno a sanare uno dei grandi mali della pubblica amministrazione: la complicatissima burocrazia.
            Invece, vuoi per i veti degli alleati, vuoi per le pressioni di una magistratura strabica che l’ha sottoposto ad una pressione senza pari e senza precedenti, ha finito per farsi solo gli affaracci suoi, fino a quando un golpe ordito dalla commissione europea e da napolitano l’ha obbligato a dimettersi.
            Ora come dice giustamente Aldegheri la sua parabola è giunta a fine corsa. Un milanista come Aldegheri dovrebbe essere, però, un po’ più tenero nei suoi confronti dal punto di vista calcistico.
            Non è stato Silvio a rovinare il calcio, il calcio si è rovinato da sé in tutta europa.
            Sul fatto, invece, che abbia cambiato in meglio la tv dissento in modo totale. Ma posso capire i motivi di uno che lavora in una tv commerciale.

          1. martello carlo scrive:

            ALDEGHERI, la ringrazio per i complimenti: è stato un bel blog, il precedente, anche se senza il mio intervento sarebbe stato un po’ troppo inamidato, ripetitivo, mieloso e perciò inconcludente. Diciamo DEMOCRISTIANO, cioè privo del coraggio del confronto, che forse è l’ unico modo per non favorire i “seminatori d’odio” e le loro idee bislacche e non conformi.
            Ma è la settimana di passione, lasciamo perdere specialmente chi l’ odio zecchino l’ ha fatto crescere soprattutto nell’ ultimo ventennio con strumentalizzazioni e persecuzioni da bacchettoni, conclusosi con l’ onore delle armi: purtroppo con una consolazione magra magra, da FILISTEI.
            Ripeto, lasciamo perdere, concediamoci l’illusione di sentire un po’ d’ aria di RESURREZIONE.
            Auguri a tutti, anche all’ ATTILIO, con “odio” sincero.

            1. Attilio scrive:

              Fake è la parola salvillo che non esiste
              Dobbiamo aspettare la prima ondata di sbarchi di migranti
              E vedere cosa succede
              Tutto il resto è noia salottiera
              Inoltre ci parli della fine della sinistra e non solo del suo odiato-amato Silvio
              Buona pasqua a tutti

            Rispondi a Norberto

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