22
lug 2018
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ADESSO SONO PIU’ TRANQUILLO

Adesso che c’è un ministro indagato mi sento molto più tranquillo.

Adesso che è stata assunta un’amica del vicepresidente del consiglio a 70.000 euro l’anno (tanto brava e anche giovane e bella, senza essere neppure la nipote di Mubarak) mi sento più tranquillo ancora.

Sapendo che abbiamo di riserva i milioni che la Lega deve restituire, mi sento come un gatto nel formaggio.

Non  vedrò più titoloni su indagato questo e indagato quello (tutti sono innocenti fino a giudizio definitivo, anche Savona).

Non ci saranno più politiche fatte di fango nel ventilatore.

Non si dirà più che il garantismo è un gargarismo.

E intanto il manuale Cencelli (Cdp, Rai e via dicendo) torna ad essere un classico del pensiero politico, al pari di Hobbes, Locke e Marx.

Sì, adesso posso stare davvero tranquillo.

O no?

 

15
lug 2018
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IMBATTIBILI!

Sono imbattibili.  Perché sono una categoria dell’anima, non della politica.

Inutile spiegare che se un qualsiasi assessore di un qualsiasi piccolo comune portasse in giunta una delibera di cui non ha letto la relazione tecnica, i grillini presenti in consiglio comunale lo farebbero in mille pezzi.

Ma Di Maio no, Di Maio può farlo perché è tutta una congiura contro di lui, come le scie chimiche.

Inutile dire che se un ministro degli Interni ordinasse di mettere le manette a chiunque, anche ad un sospetto serial killer, verrebbe trattato come uno che si mette la mano nella giubba per far credere di essere Napoleone.

Ma Salvini no. Salvini può dirlo perché al massimo i magistrati reagiscono con un timido “poffarbacco!”

Pensate se il presidente del consiglio italiano (vi giuro che esiste, davvero!) chiedesse ai Paesi europei di redistribuire 450 migranti in arrivo: pensate se i Paesi considerati “cattivi” (Francia e Germania) accettassero la richiesta, mentre i Paesi considerati “amici” gli spiegassero che quella da lui proposta è la “strada per l’inferno”.

Ma a Conte è inutile dirlo, perché Conte non esiste: anche lui è una categoria kantiana, non un essere reale.

E con le categorie kantiane non si discute.

Per cui mi rassegno: questi sono imbattibili.

08
lug 2018
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POVERO, FRASTORNATO PD!

Il Pd perde ancora tempo.

L’unica cosa chiara di questo frastornato partito era la necessità di darsi subito una linea chiara ed un leader.

Macchè: ci penseranno in futuro (se esisteranno ancora). E intanto, avanti col povero Martina, un ectoplasma che ha una consistenza molto simile a quella del presidente del consiglio, Conte.

Per lavoro, ogni mattina, devo dare un’occhiata a moltissimi giornali e ai titoli di quasi tutti i telegiornali. Dopo l’assemblea del 7 luglio tutti, ma proprio tutti tutti tutti, titolavano su Matteo Renzi. La maggior parte per criticarlo o insultarlo, ma solo di lui si è titolato.

Il povero Martina era citato di striscio (“ah sì, a proposito: lui l’han fatto segretario…”)

Da anni penso che da quelle parti ci si dovrebbe decidere: o si fa un partito renziano, o si fa un partito antirenziano, perché mescolando le due cose si fa solo confusione.

Giorni addietro m’è capitato di intervistare Matteo Orfini, presidente del Pd. Bravo, intelligente, preparato.

Gli ho raccontato di quanta gente, nella mia città, m’abbia detto che avrebbe votato volentieri il Pd se fosse stata sicura dell’uso che il Pd avrebbe fatto di quel voto. E me lo dicevano alcuni che adoravano Renzi ed altri che a Renzi avrebbero volentieri sputato in un occhio.

Orfini mi rispose che era vero, che capitava anche a lui di sentirsi dire la stessa cosa.

Poi, con una lunghissima dissertazione, mi spiegò che non si doveva fare il congresso subito, perché si rischiava di parlare solo del leader da scegliere…

Ma un partito incapace ci darsi un leader, al giorno d’oggi, che roba è?

La Lega senza Salvini dov’era precipitata?

I grillini senza Grillo quando mai sarebbero nati?

Forza Italia con questo Berlusconi fatalmente invecchiato, a cosa si sta riducendo?

E il trumpismo senza Trump che roba sarebbe? E in Francia hanno votato Macron o il suo sconosciutissimo partito?

Può non piacere (e a me non piace affatto) ma la politica di questi anni sfortunati è fatta di ciò che appare in primo piano: la gente giudica il governo da quel che dice Salvini, e chisseneimpippa del povero Conte!

Per i partiti, conta il riferimento diretto ad un leader che sappia quello che vuole, lo dica e lo faccia capire.

Il Pd non arriva a comprenderlo, o fa finta di non arrivarci.

Non gli porterà bene.

01
lug 2018
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HOMBRES VERTICALES, SAMPAOLI E CONTE

Il football come metafora della politica, o viceversa.

Molti di voi avranno visto il filmato in cui l’allenatore dell’Argentina, Sampaoli,  chiede a Messi se può o non può far entrare un giocatore che era in panchina (Aguero). Messi annuisce e dopo un po’, Aguero entra in campo.

( www.lastampa.it/2018/06/27/sport/leo-messi-il-vero-ct…sampaoli…/pagina.html)

Molti di voi avranno visto anche il filmato del presidente del consiglio italiano che chiede ad un suo vice, durante la presentazione del governo alle Camere, se può o non può dire una certa cosa. Il suo vice risponde di no. E il premier non la dice.

(www.lastampa.it/2018/06/07/italia/conte-a-di-maio-posso-dire-che-la…/pagina.html)

Coincidenze? Il nuovo che avanza? Penuria di ‘hombres verticales’? Fate voi.

Certo che all’Argentina non è andata bene.

A noi, al recente vertice europeo, neppure.

Però, un domani, chissà…

24
giu 2018
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ABBASSO I RACCOMANDATI!

Sostiene Di Maio che farà la guerra ai raccomandati, in Rai e nella pubblica amministrazione.

Vaste programme! Che va seguito con attenzione.

Anche Giulia Bongiorno è d’accordo. E dunque, tutto Salvillo (parte gialla e parte verde) si schiera contro i raccomandati.

Bene, bravi, bis! Fornirsi di pop corn e aspettare.

Per adesso sappiamo che Raffaele Marra divenne capo del personale del Comune di Roma perché era bravissimo.

E che il direttore generale del Comune di Roma fu scelto, secondo la sindaca Raggi, “su consiglio” di Luca Lanzalone, a sua volta raccomandato dal sindaco di Livorno Nogarin. Lanzalone è poi finito in carcere (innocentissimo fino a sentenza definitiva) ma è sicuramente bravissimo pure lui.

E bravissima dicono sia anche la neostar TV Elisa Isoardi, stiratrice indefessa.

Giulia Bongiorno è diventata famosa per il saltello di gioia fatto dopo l’assoluzione di Giulio Andreotti, da lei (bravissimamente) difeso. Chissà se Il Divo Giulio le avrà spiegato quella italica abitudine che lui trasformò in scienza: se è così, e se lei li combatterà, i raccomandati sono fritti!

17
giu 2018
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COLPEVOLI FINO A PROVA CONTRARIA

Gli elitari la definiscono eterogenesi dei fini; i populisti dicono, più alla buona, chi la fa l’aspetti.

E’ comunque impressionante vedere gli inventori del tritacarne mediatico, dell’uso politico delle intercettazioni, del garantismo-gargarismo eccetera eccetera, diventare vittime dei marchingegni da loro stessi costruiti.

In una società normale, uno che al telefono dice “sto a ‘ffà er governo”” verrebbe preso per quello che è. Qui no, qui va in prima pagina e rischia di far cadere il suddetto governo.

Se venissero pubblicati tutti i testi delle mie telefonate, sai le grane che ne ricaverei…

“Dài, portami su la roba ma senza farti vedere”: è un dialogo tra narcotrafficanti o l’invito ad un figlio perché porti a casa il regalo a sorpresa per la festa della mamma?

Il popolo del web non avrebbe dubbi: c’è puzza di cocaina.

Il problema è che a giudicare dovrebbe essere solo il giudice, non la marea di assatanati che non sa più vivere senza scrutare nelle case e nei cellulari dei vip, siano essi politici, calciatori, cantanti, nani o ballerine.

Valeva per Craxi, Berlusconi, Renzi e la Boschi, ma vale anche per la Raggi, Casaleggio, Parnasi e Lanzalone. Giustizia sia fatta, ma la faccia chi ne ha il dovere, non il tastierista anonimo, cuor di leone e lanciator di fango.

Invece siamo tutti presunti colpevoli fino a prova contraria.

Tornando all’eterogenesi dei fini, siamo di fronte ad una rivalutazione postuma di Stasi e Ghepeù, altro che piattaforma Rousseau!

10
giu 2018
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ECCOLA QUI, L’OPPOSIZIONE!

Chi si lamenta della mancanza di una vera opposizione politica al nuovo governo si sbaglia.

L’opposizione c’è, e ha le idee chiarissime.

“I fondamentali della nostra economia sono a posto”.

“Negli ultimi 25 anni, l’Italia ha un avanzo primario (prima di pagare gli interessi, ndr) fra i più alti d’Europa. Non ci si può accusare di politiche di bilancio avventurose.”

“Vantiamo un avanzo significativo negli scambi con l’estero.”

“Non è in discussione alcun proposito di uscire dall’euro. Il governo è determinato a impedire in ogni modo che si materializzino condizioni di mercato che spingano all’uscita.”

“La nostra legislazione pensionistica può essere migliorata, ma con l’attenzione alla sostenibilità. ”

“I conti saranno del tutto coerenti con l’obiettivo di proseguire sulla strada della riduzione del rapporto debito/Pil.”

“Non puntiamo al rilancio della crescita tramite deficit spending.”

“In Europa si discute, non si minaccia.”

Sono tutte frasi testuali del ministro dell’Economia, professor Giovanni Tria, al Corriere della Sera.

Cercavate un oppositore serrato, duro e puro al contratto di governo di Salvillo?

Eccolo qua!

 

P.S. Sui siti di molti quotidiani l’apprezzamento di Trump per il premier (?) Conte è stato tradotto con “bravo ragazzo”. In realtà “great guy” vuol dire “un gran bel tipo”: definizione che credo tutti possiamo sinceramente condividere.

03
giu 2018
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SARA’ TRE VOLTE NATALE…

Sarà tre volte Natale, e festa tutto il giorno.

Reddito a tutti, pensioni a valanga, Ilva chiusa ma più posti di lavoro, flat tax e meno controlli fiscali.

Roma è ladrona ma un po’ di soldi per salvare l’Atac della Raggi arriveranno, avremo centinaia di migliaia di rimpatri di migranti, viva i dazi di Trump, no, abbasso i dazi di Trump. Ciò la felpa “no euro” ma non ho mai detto “no euro”.

Grillo esulta: “siamo partiti da un urlo” ricorda pudicamente, il vaffanculo è già fuori moda.

Lo Stato siamo noi, grida il principino Di Maio: volete deluderlo spiegandogli la differenza tra Stato e governo? E perchè farlo, poi?

Noi elitari assistiamo, un po’ allibiti.

Il professor Conte spiega che l’Italia non è corrotta (grillini e leghisti vengono a saperlo così di colpo, ma non reagiscono). Ma il cosiddetto premier  non potrà far nulla, perché la natura di Salvillo è questa: saltare la mediazione di qualsiasi verifica, promettere il paradiso in terra (ricordo altri che lo facevano, quand’ero giovane), e il giorno dopo promettere il contrario.

Così si prendono i voti, non solo qui ma in tutto il mondo (Tsipras vinse promettendo l’esatto contrario di quel che poi fece, faremo così anche noi).

Il terreno della verifica delle promesse è infatti quello delle istituzioni intermedie, che oggi non esistono più (pensate al vincolo di mandato e alla conseguente cancellazione del Parlamento).

E allora avanti, almeno per ora: ci sarà da mangiare, e luce tutto l’anno, anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno.

27
mag 2018
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SALVILLO, DAVVERO QUALCUNO E’ SORPRESO?

Sorprende che alcuni si sorprendano.

Salvillo (vedo che Il Fatto Quotidiano usa il termine Salvimaio: preferisco tenere il mio) si comporta esattamente come vogliono i suoi elettori.

Mattarella vuol fare quanto prevede per lui la Costituzione, usando il potere che la Legge gli conferisce sulle nomine (come accadde in passato per Previti, Gratteri e Maroni)?

Un Vaffa e via, cosa stiamo a perdere tempo?

C’è una maggioranza, perbacco! E i cacadubbi sono disfattisti antidemocratici.

Può darsi.

E se qualche giornale tedesco usa gli stessi toni di Salvillo, questo ovviamente lo rafforza. Inutile cercare di ragionare con la curva sud usando gli argomenti della curva sud.

Il popolo ha scelto, evviva il popolo!

Eppure…Eppure non sarebbe proprio così semplice.

Da Toqueville a Stuart Mill, i grandi ideatori delle nostre libertà ci hanno spiegato i rischi della cosiddetta “dittatura della maggioranza”.

E proprio per evitare quei rischi, tutte le democrazie moderne conoscono l’esistenza dei cosiddetti “contrappesi”: la separazione dei poteri (il legislativo diverso dall’esecutivo, ecco perché è inaccettabile il vincolo di mandato, che li farebbe coincidere); i ruoli costituzionali da osservare (il presidente dura 7 anni, il Parlamento 5: chi elegge il primo sa che potrebbe non essere più in maggioranza mentre il presidente sarà ancora lì).

Tutte questioni su cui si è ragionato per decenni, o addirittura per secoli.

Adesso arrivano due giovani muscolosi e popolarissimi, e davanti a nodi intricati, come Alessandro a Gordio, usano lo spadone.

Il popolo, in maggioranza, applaude.

Io sono in minoranza, come in quasi tutta la mia vita, non è una novità. Ma stavolta, forse come mai in passato, ho paura.

20
mag 2018
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QUI QUALCOSA VA RICONTRATTATO

Dice: aspettate a vederli in azione. Giustissimo. Ma qualcosa hanno già fatto.

C’è il contratto, perdindirindina, ratificato in mezza giornata di computer rousseauiani, e in un paio d’ore di simpatici gazebo.

Dopo di che, ci sarebbe una specie di contro-contratto, che varrebbe come e più di una legge, soprattutto per chi ha chiesto voti urlando a squarciagola “onestà-tà-tà”.

Si chiama Costituzione. E dice alcune cosa che a me sembrano semplici e chiare.

Art. 54 Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

Art. 53 Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Art 67 Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Art. 68 I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Art. 81 Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.

Ecco, teniamocelo a futura memoria. D’accordo?