09
lug 2017
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EL PIBE E GIGIO, INTESI COME CITTADINI

Digressioni fuori tema.

Una marea di gente (compreso un ministro) se la prende con Gigio Donnarumma, portiere milionario del Milan, perché non è andato a fare l’esame da ragioniere.

Lui ha 18 anni, è appunto un multimilionario e sa che quel diploma non gli servirà mai e poi mai.

Chi avrebbe voluto costringerlo a prenderlo, secondo me, considera i diplomi come i classici “pezzi di carta”: non conta che tu abbia studiato (e Donnarumma le sue scuole superiori ha fatto benissimo a farle) ma conta quel rettangolino in pergamena.

A me pare diseducativo.

Come diseducativa mi pare la cittadinanza di Napoli concessa a Maradona: come giocatore, un top (anche se io gli preferisco Pelè, Di Stefano e forse anche Messi); ma come cittadino, tra sniffate ed evasioni fiscali, lo definirei ‘na chiavica.

E la cittadinanza si dà al cittadino, non al calciatore.

02
lug 2017
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DUE ALLEANZE POSSIBILI

Le due sinistre si sfidano, titolano molto giornali. Sai che novità! Massimalisti e riformisti, comunisti e socialisti, Pds e Rifondazione, più le faide interne…Non si cambierà mai.

Per questo, la settimana scorsa, sono stato scioccherello a meravigliarmi   del fatto che dopo avere stravinto le primarie, Renzi sia contestato esattamente come prima dai suoi avversari esterni ed interni. Chi è andato a votare a quelle primarie non viene preso in alcuna considerazione. Prendano nota, gli iscritti al Pd, per la prossima volta, se ci sarà.

Quel che riguarda i non iscritti, invece, è l’impossibilità di fare un governo solido, in Italia, se non cambia (come non credo cambierà) la legge elettorale.

Leggo due ipotesi: un Renzi-Berlusconi o un Grillo-Salvini-Meloni. Non mi entusiasma né l’una né l’altra, ma almeno si saprebbe su cosa votare: Europa sì da una parte, Europa no dall’altra. Su quello ci giochiamo il futuro, decidere noi non sarebbe male.

 

P.S. In risposta a due post precedenti: non mi darebbe nessun fastidio dire che il primo partito è quello di Grillo, se fosse vero. I sondaggi mutano. Visti quelli dell’ultima settimana? Ma la questione non è fondamentale: con una legge elettorale come questa, fondamentali sono le alleanze (purtroppo) post-elettorali. E se Grillo non facesse alleanze con nessuno (smentendo coi fatti, non a parole,  la citata ipotesi Grillo-Salvini-Meloni)  la sua sarebbe una dura quanto eterna opposizione, parecchio meno forte di quella che faceva il Pci ai bei tempi della mia gioventù.

25
giu 2017
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IL PD COME IL CALABRONE

Credevo che le primarie avessero chiuso la questione.

Mi sbagliavo.

Il Pd è ancora ben lontano dal decidere se sta con Renzi o se va in direzione diametralmente opposta.

Lo si è toccato con mano anche a Verona, dove il segretario nazionale ha indicato una candidata ma i suoi colonnelli sono stati ben nascosti e rintanati (salvo un paio), tenendosi ben aperte tutte le altre strade.

A me sembra impossibile che un partito possa andare avanti così: a cosa serve? Eppure succede.

E’ come la storia del calabrone: tutte le leggi della fisica dicono che non può volare, eppure vola.

Tutte le leggi della politica dicono che una forza politica che non sa scegliere diventa inutile. Eppure il Pd resta il primo partito.

Neanche i ballottaggi odierni scioglieranno questo nodo. Bisognerà aspettare le prossime politiche, nel 2018. E intanto tenersi il più forte partito d’Italia senza sapere cosa davvero sia, cosa davvero voglia, dove davvero vada.

La resurrezione di Prodi (che in passato ho stimato assai) è l’ennesima conferma: in un magma senz’anima, chiunque, perfino il redivivo D’Alema e l’umiliato Bersani (schiantato dai grillini, oggi suoi…quasi amici) dice la sua e tiene banco.

Un rischio enorme per il Pd, ma un problema serio per tutta la politica italiana.

18
giu 2017
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Ius soli, se Salvillo se ne duole…

Salvini e Grillo sono contrari, il che per me sarebbe già un motivo più che valido per essere favorevole. Ma non l’unico, certo.

Un bambino che nasce in Italia, da genitori stranieri che vivono qui rispettando le nostre leggi, è un bambino italiano.

Farlo vivere fino alla maggiore età (come accade oggi) in un limbo totale (chi sono? A che comunità appartengo?) serve a mantenere delle banlieue morali che sono bacino di più che possibili estremismi, prima esistenziali e poi “militari”.

La legge in discussione prevede di collegare lo Ius Soli allo Ius Culturae (almeno uno dei genitori deve vivere in Italia da almeno 5 anni e se è un extraeuropeo deve avere un reddito certo pari almeno all’assegno sociale; deve inoltre disporre di un alloggio abitabile e deve conoscere la lingua italiana).

Premesso che l’ultima condizione citata escluderebbe otto decimi degli italiani frequentatori di Facebook e Twitter, (sol che si pensi ai congiuntivi di Di Maio) non vedo come sia contestabile il principio di base. Nè quali rischi porterebbe, se non quello di dover fare qualche corso di recupero di italiano a Salvillo.

Ora vi annoio con un po’ di documentazione:

In Germania è cittadino tedesco chi nasce nel paese se almeno uno dei due genitori ha il permesso di soggiorno permanente da almeno tre anni e vive nel Paese da almeno otto anni.

In Francia i bambini nati in Francia hanno diritto alla cittadinanza se hanno almeno un genitore è nato nel Paese. In Gran Bretagna acquista la cittadinanza chi nasce in territorio britannico anche da un solo genitore cittadino britannico o legalmente residente.
In Spagna diventa cittadino spagnolo chi nasce o da padre o da madre spagnola oppure chi nasce nel Paese da genitori stranieri di cui almeno uno nato in Spagna.

Negli Stati Uniti di Trump vige lo Ius soli puro: chi nasce nel paese, o in uno dei suoi territori, ne acquisisce automaticamente la cittadinanza e può diventarne il Presidente. Negli Usa di Trump ciò vale anche sei i genitori erano clandestini.

Tutto ciò premesso, di fronte al niet di Salvini e Grillo,  il vecchio Gassman avrebbe forse recitato da par suo: se Salvillo se ne duole, a noi che ce ne cale?

11
giu 2017
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CHE BELLO, VOTARE IL SINDACO!

Sono appena tornato dal seggio elettorale.

E ne sono uscito contento.

Ho avuto la possibilità di scegliere tra ben 9 candidati, oltre che tra ben 24 liste di tutti i colori politici: dall’ultras fascista al comunista brezneviano.

Entro stanotte conoscerò il nome di chi andrà al ballottaggio.

Ta due settimane saprò perfettamente chi avrà vinto e con quale squadra governerà: nomi e cognomi.

Due di quei nomi e cognomi ho avuto la possibilità di indicarli io stesso, sulla scheda. Vincano o perdano, io ho potuto dire che li considero i migliori.

Ora, tornato a casa,  apro i giornali, e leggo il parapiglia indecoroso e incomprensibile sulla nuova legge elettorale nazionale.

Forse sbaglio, ma mi pare che nessuno abbia detto che sarebbe bello utilizzare quella che ho appena usato io, per votare il mio nuovo sindaco.

Chissà perché. Eppure è una legge semplice, che la gente conosce e capisce, che non mi pare abbia mai  mostrato difetti clamorosi.

Da ingenuo, direi che sarebbe semplice trasferirla a livello nazionale.

Ma come scrive Brecht, forse è vero che “è la semplicità che è difficile a farsi”.

04
giu 2017
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BRAVO LUCA, PERO’…

Luca Zaia si fa fotografare assieme ad una persona che ha la pelle di un colore diverso. Apriti cielo.

Insulti, minacce, volgarità a valanga dagli anonimo eroi del web.

Poi si scopre che quel signore vicino a Zaia, nella foto, è un cittadino italiano, che fa il calciatore, che il suo cartellino è di proprietà dell’Inter e che è in prestito al Cesena. Qualcuno fa marcia indietro. La maggior parte no.

Zaia spiega che “chi è convinto che i cittadini si possano distinguere per colore della pelle, religione o costumi sessuali, è completamente fuori strada.”

Bravo presidente!

Per quel che la conosco, ormai da diversi anni, non avevo dubbi su di lei.

Il dubbio che ho, e che mi resta, è un altro: se il suo partito, a cominciare da Matteo Salvini, dicesse in campagna elettorale quello che dice lei, quanti voti prenderebbe? Probabilmente meno di Alfano.

E il problema vero è lì, non certo in Luca Zaia.

28
mag 2017
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MORIRE D’IGNORANZA

Morire a 7 anni. Perché guai a fidarsi di chi sa..

Un bambino muore di otite, perché i suoi genitori ed un tizio che diceva di sapere tante cose avevano deciso che per lui bastava l’omeopatia, altro che gli antibiotici!

Secondo il Corriere della Sera, il piccolo aveva sospeso tutte le vaccinazioni dopo i 15 mesi.

In tanti, oggi, ragionano così: “Quelli che dicono di sapere lo fanno per imbrogliarmi, ma io mica me la bevo. Niente vaccini. Niente antibiotici. Sono più furbo di loro, io. Mi informo su internet, perbacco. E uno vale uno.”.

Purtroppo, la scienza non è democratica. Appartiene ad una elite.

Bisognerebbe ragionarci sopra anche in altri campi. Magari perfino per eleggere un deputato, un cionsigliere regionale o un sindaco. Ma mi fermo qui.

Per rispetto di un bambino di 7 anni. Morto perché non è più di moda ascoltare chi sa: è di moda ascoltare chi dice (meglio se lo urla) di sapere. Rest in peace.

21
mag 2017
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ERA UN VOLANTINO O UN MILIARDARIO?

Domenica di sole e di relax. Da un giardino odoroso di rose, faccio un piccolo esperimento. Telefono ad un collega e registro tutta la conversazione (come Gene Hackman, vi ricordate “La conversazione”?)

Poi riascolto.

Ci sono alcuni giudizi su almeno tre candidati a sindaco di Verona che, se resi noti, distruggerebbero quei pochissimi spiccioli di carriera giornalistica che mi rimangono.

Tono colloquiale, ovviamente. Parecchie parole non oxfordiane. Aggettivi buttati lì senza pensarci troppo. Allusioni a vecchie storie che io e il mio collega conosciamo, ma che potrebbero voler dire mille altre cose.

Consiglierei a tutti di provarci: vi assicuro che ne uscirebbero cose sorprendenti, se riascoltate anche solo dopo qualche ora.

Poi provate ad immaginare quel nastro pubblicato su di un giornale o riascoltato in Tv, magari coi sottotitoli.

Altro che “la vita degli altri”.

Eppure questa è la normalità italiana.

E chi invoca limiti alla pubblicazione di intercettazioni non penalmente rilevanti (cose che riguardano solo voi, insomma, o al massimo vostra morosa) viene accusato di volere imbavagliare la stampa.

I grillini giuravano che le loro riunioni sarebbero state tutte trasmesse in streaming. Poi hanno capito cosa sarebbe successo, anche con la chiacchierata più innocente, e hanno fatto una fulminea marcia indietro, spiegando che scherzavano.

Ma in Italia c’è chi non scherza.

C’è chi, nei giorni scorsi, ha pubblicato l’intercettazione di una telefonata tra un indagato ed il suo difensore: neppure in carcere è ammessa una violazione così palese del diritto alla difesa. Ma di proteste ne ho lette un paio, mica di più.

Ad una manifestazione elettorale, questa settimana, un simpatico cicciottello, candidato consigliere comunale, spiegava al telefonino: “Va bèn, tì portamelo prima che se vota, che dopo se metèmo d’acordo”.

Magari parlava di un volantino da diffondere per le piazze.

Ma come si fa a giurare sulla Bibbia che non parlasse di un miliardario da costringere con la tortura a comprare una banca?

 

14
mag 2017
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ALLA PRIMA CHE FBI TI LICENZIO E TE NE VAI

Donald Trump licenzia in tronco il capo dell’Fbi.

L’Fbi stava indagando su di lui.

Gli Usa sono (sarebbero? erano?) il paradiso della divisione dei poteri (Tocqueville, Jefferson,, the balance of powers e bla, bla, bla) .

Traducete questa storia in italiano. Immaginate il licenziamento in tronco del capo della polizia, del Comandante dei carabinieri o di quello della Guardia di Finanza da parte del capo del governo: un Gentiloni (o un Renzi, o un Berlusconi, o un ministro qualsiasi, tipo la Maria Elena, per non far cognomi) coinvolto in un’indagine delicata (succede anche in Italia, sapete?). Carta e penna, e in dieci secondi chi indaga si ritrova disoccupato (no, questo in Italia non succederebbe, ma è un’altra storia).

Su quel che ha fatto The Donald, qualche sopracciglio inarcato, qualche scotimento di testa, un articoletto qua e là… Ma non siano globalizzati? Questa favola americana, ci riguarda o no?

07
mag 2017
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Macron-Le Pen e il “meno peggio”

Scrivo mentre in Francia si sta votando.

Spero che vinca Macron, che rappresenta quasi l’opposto delle idee di tutta la mia vita.

Le Pen, tuttavia, rappresenta non il “quasi”, ma l’opposto esatto.

E questa mi pare una riflessione utile, non solo per oggi.

Il tempo dei partiti che  trascinavano ed entusiasmavano, sapendo quasi esattamente chi rappresentavano e perché, è tempo passato. La società liquida non consentirà di tornare indietro.

Chi vota con la pancia, come chiede Grillo, può ancora sentirsi emotivamente coinvolto, magari credendo che il Venezuela possa mediare con la Libia, che i vaccini siano pericolosi, che chi ha un colore di pelle diverso sia diverso (e peggiore) di noi.

Chi vota con la testa (o si sforza di farlo), di entusiasmi ne ha meno. E deve (sì, ho usato il verbo “dovere”) dare una mano a chi considera meno peggio degli altri.

“Il meglkio che ci si può aspettare è di evitare il peggio” (Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore).

Macron è il simbolo di un capitalismo sfrenato, che certo non mi piace: ma Le Pen è l’erede di Vichy, ed è devastante che tanta parte della sinistra francese dica di non voler fare nulla per fermarla.

Oggi in Francia, domani in Italia.