06
lug 2020
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Hellas Verona

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DIVERTIMENTO E PREOCCUPAZIONE

Godiamoci questo bel Verona dal divano di casa. Non si può fare altrimenti, almeno per ora. Sono convinto che in questa fase sarebbe semplice far tornare parte degli spettatori allo stadio, magari solo gli abbonati, distribuendo i posti ed evitando assembramenti. E’ chiaro che nessuno vuole prendersi questa responsabilità. Ora che il tesoro dei diritti tv è salvo, chi se ne frega dei tifosi, degli abbonati, della gente.

Parlare di divertimento dopo la sconfitta di Brescia, sembra un paradosso, quasi una presa per i fondelli. Non è così. Questo Verona, anche nelle giornate (o serate) più nere, dà sempre spunti interessanti. Mostra carattere, voglia, determinazione. Non può andare sempre bene, soprattutto quando la stanchezza si fa sentire e in panchina hai pochi ricambi di valore.

Il calendario ora dice Inter, Fiorentina, Roma, Atalanta, Torino e Lazio.  Sono sicuro che i gialloblù riusciranno a creare svariati grattacapi a squadre partite con ben altre ambizioni rispetto a quelle dell’Hellas. Sì, ci sarà da divertirsi ancora per un po’.

Le preoccupazioni invece arrivano quando penso al mercato e alla squadra del prossimo anno. Riuscirà il prode diesse D’Amico a trovare degni sostituti dei vari Amrabat, Rahmani, Kumbulla? Siamo in luglio, la salvezza è da tempo in cassaforte, eppure Juric resta in bilico tra le promesse del presidente e la tentazione di ripartire da una nuova società in cerca di rilancio (Fiorentina?).

Un club forte avrebbe già blindato il principale artefice di un’annata straordinaria con programmi chiari e condivisi con il tecnico. Per questo sono un po’ preoccupato, ma anche speranzoso che alla fine sarà fumata bianca.

21
giu 2020
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Hellas Verona

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ODIO IL VAR E IL PUBBLICO VIRTUALE

Già il nome fa piuttosto schifo: Video Assistant Referee. Un sistema che ancora non sappiamo se chiamarlo al maschile o al femminile. La verità è che il mio odio non è per questo tipo di tecnologia, ma per come viene utilizzato. Il Var ci sta confondendo, ci sta cambiando, ci sta manipolando. Stiamo adattandoci a qualcosa che è innaturale e per nulla oggettivo. Rivedere un’azione al rallentatore per poi decidere intenzioni, volontà, cattiveria di un’entrata, di un intervento, di un tocco con il braccio o una manata in faccia, è sbagliato. Almeno io la vedo così.

Benissimo la tecnologia per questioni oggettive (palla oltre la linea, gol fantasma, fuorigioco), ma situazioni come quella relativa a Borini, rischiano di falsare un match più di quando il Var non esisteva.

La questione di fondo è sempre la stessa. C’è un arbitro che giudica e che può sbagliare. C’è la buonafede, ma anche il sospetto di decisioni pilotate. Il Var spesso non chiarisce, ma confonde, alimenta polemiche, dubbi, rabbia.

Per fortuna il Verona di Juric è riuscito ad essere più forte anche degli addetti al Video Assistant Referee, ma la squalifica di Borini rimane sullo stomaco, lasciando quel senso di amarezza che nemmeno i tre punti riescono a togliere del tutto.

Non mi piace il Var e non mi piace questo calcio senza pubblico. I rumori virtuali dei tifosi proposti da Sky o gli spalti animati digitalmente come accaduto nella finale di Coppa Italia, vogliono quasi farci credere che il calcio può essere bello anche senza gente. Tutto questo mi fa solo tristezza. Qualcuno ha paragonato queste trovate agli aperitivi in videochat durante la quarantena, ai concerti in streaming, alle riunioni su zoom. Non è così. Dietro alle videochiamate ci sono persone vere, che comunicano a distanza. Qui il pubblico è finto, i rumori sono registrazioni. Il vuoto rimane. Il calcio senza i tifosi è un altro sport, un’altra cosa. Decisamente più brutta.

08
mar 2020
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Hellas Verona

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PICCOLO INCIDENTE DI PERCORSO

Primo tempo da Verona, ripresa sottotono. Il pareggio sarebbe stato più giusto, ma non è il caso di drammatizzare. La squadra di Juric ha mostrato due facce a Marassi contro la Sampdoria. Sono convinto che nel secondo tempo il calo dei gialloblù sia arrivato più per calcolo che per bravura avversaria. Il piano era di lasciare il pallino alla Samp per colpire di rimessa, facendo affidamento sulla solidità difensiva e la velocità nel ribaltare l’azione, sfruttando gli spazi che i blucerchiati avrebbero concesso. E’ andata male. Una lezione da tenere ben a mente per il futuro.

Questo Verona non deve fare troppi calcoli e non deve risparmiarsi. Non voglio togliere i meriti alla Sampdoria, brava a pigiare sull’acceleratore dopo l’intervallo, però sono sicuro che i gialloblù ci abbiano messo del loro, penalizzati anche dal Var e dall’arbitro. Senza la moviola, nessuno avrebbe concesso un rigore del genere. E credo che in altre situazioni, con altri arbitri e altre squadre interessate, quel presunto fallo di Dawidowicz sarebbe scivolato via senza sanzioni. Pazienza.

Hanno perso anche Milan e Parma, il Verona ora deve concentrarsi sul Napoli e riscattarsi dopo il passo falso di Marassi. Sempre se si giocherà. Con tutte le manifestazioni sportive sospese, le scuole chiuse, campionati giovanili fermi, trovo allucinante la decisione di far disputare le partite di A e B quando il paese è in piena emergenza. Sono d’accordo con Damiano Tommasi.

09
feb 2020
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Hellas Verona

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10.008

TROPPO BRAVI, ANZI… MASSA

Tre partite in una settimana contro Milan, Lazio e Juventus. Dopo i primi due entusiasmanti pareggi, al termine di prove convincenti, ero pronto a scommettere sul ko dei gialloblù. Per fortuna non sono un appassionato di puntate sportive, altrimenti sarei in bancarotta. Il ragionamento però era semplice e piuttosto logico. Arriva la Juve – pensavo – più riposata non avendo giocato a metà settimana. Arriva anche l’arbitro Massa, che di certo non è un amico del Verona e dei veronesi. E quando giochi tre volte in una settimana, la terza gara la paghi sul piano fisico. Risultato scritto, insomma.

Invece questo Hellas non smette mai di stupire. Riesce addirittura a ribaltare il risultato dopo la rete di Cristiano Ronaldo, quando il match sembrava incanalato nel verso da me previsto. Prima un fuorigioco millimetrico aveva tolto il gol a Kumbulla che a tutti era sembrato regolare. Tutto normale quando gioca la Juve, pensavo. Le gare da vincere sono altre. Eppure mentre osservavo i ragazzi di Juric lottare su ogni pallone, difendersi con coraggio, ripartire in velocità, la speranza di una grande impresa si faceva spazio tra i miei pensieri. Sensazioni.

Più passavano i minuti e più l’arbitro Massa appariva stranamente equilibrato. Ha fischiato tanto, anche troppo e da entrambi le parti. Altra inaspettata sorpresa. Già il pareggio di Borini mi sembrava un mezzo miracolo. Quando Massa, chiamato al Var, ha assegnato il rigore al Verona per un tocco di braccio che in passato mai sarebbe stato punito, ho capito che la serata era di quelle speciali, di quelle che entrano di diritto nella storia dell’Hellas Verona. Pazzini ha calciato con freddezza e precisione nonostante un’attesa da brividi che mi sembrava eterna. Il Bentegodi è esploso, i 6 minuti di recupero hanno aggiunto altra tensione, poi la meritata festa, la gioia per un’impresa fantastica, straordinaria, stupenda.

Avremo tempo per parlare del futuro, dei nuovi obiettivi (la salvezza è già al sicuro da settimane), adesso è giusto restare al presente e godere per quanto sta facendo la magica truppa di Juric. Finalmente il Verona fa parlare tutta Italia (e non solo) per come gioca a calcio e per i risultati ottenuti sul campo. Meraviglioso.

03
feb 2020
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Hellas Verona

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8.060

FRETTA DI VENDERE

Programmazione, apertura di cicli vincenti, consolidamento. Tutto questo non fa parte del Verona di Setti. E’ una semplice constatazione, supportata dai fatti. Ogni anno, finché ci sarà questo presidente-proprietario, sarà una scommessa. Aver azzeccato allenatore e giocatori come Amrabat, Rrahmani, Kumbulla farà quadrare senza problemi il bilancio, darà la possibilità di costruire una nuova rosa sulla carta competitiva, ma servirà anche tanta fortuna per evitare di ritrovarsi improvvisamente nelle sabbie mobili della bassa classifica.

Dopo annate tristi, allenatori scadenti, gioco mediocre e poche soddisfazioni, il Verona è tornato ad entusiasmare, riaccendendo nei tifosi il fuoco della passione per i colori gialloblù. Juric ha meriti enormi, è innegabile. Come è innegabile che questa splendida stagione parta dalle scelte del presidente e del suo direttore sportivo.

Giusto quindi godersi il momento, applaudire la sorpresa della serie A, sognare in grande e sperare. Sperare che i tanti milioni in arrivo servano per azzeccare altri giocatori e per accontentare Juric, convincendolo a rimanere.

Chiuso il mercato invernale, si è acceso il dibattito sulla campagna cessioni. Giusto vendere già adesso Amrbat e Rrahmani? Giusto decidere di dare al miglior offerente Kumbulla? Ragionando nell’ottica di Setti, credo di sì. Tre colonne di questo Verona se ne andranno a fine stagione. L’impressione è che se dovessero arrivare offerte importanti per altri gialloblù (penso a Faraoni o Zaccagni), assisteremo ad altre partenze.

Per questo è meglio non alzare troppo l’asticella. La squadra di Juric ora merita di lottare per l’Europa League. Il prossimo anno bisognerà sintonizzarsi sull’obiettivo salvezza. Volare troppo in alto è pericoloso.

27
gen 2020
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Hellas Verona

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STAGIONE DORATA

La schiacciante vittoria sul Lecce è l’ennesima conferma. Questo Verona ha tutto per tagliare traguardi prestigiosi, impensabili solo qualche mese fa. Fa bene Juric a puntare quota 40, da raggiungere il prima possibile. Il Verona di Bagnoli conquistò lo scudetto parlando di salvezza.

Dichiarazioni a parte, tutti i segnali dicono che questa è la stagione giusta per realizzare qualcosa d’importante. Europa? Se ci sperano Cagliari o Parma, anche questo Verona può candidarsi. Lo dice il campo, lo dicono le prestazioni, poi guardi la classifica ed arriva la conferma: il sesto posto (preliminare d’Europa League) è distante appena due punti.

Contro formazioni che lottano realmente per la salvezza, questo Verona ha mostrato sempre una schiacciante superiorità. Il Lecce rappresentava un’ostacolo insidioso che i gialloblù hanno neutralizzato brillantemente, giocando un match intelligente, ricco di concretezza, dinamicità e solidità in ogni zona del campo.

Per compiere un vero salto di qualità, servirebbe qualche colpaccio contro formazioni costruite per lottare ai vertici della serie A. Il calendario propone ora Milan, Lazio e Juventus in una settimana. Tre match che diranno se davvero questo Verona può lottare per l’Europa. In ogni caso, la stagione gialloblù è già colorata di tinte dorate. Da tempo non si ammirava un gioco così bello, una squadra capace di riaccendere l’entusiasmo tra i tifosi, un allenatore bravo in campo e in conferenza stampa.

Stagione dorata perché arriveranno tanti milioni, frutto di preziose plusvalenze. Entrate da investire con giudizio, attraverso operazioni sensate sulla scia di quanto fatto nel mercato post promozione, cercando magari giocatori graditi all’allenatore. La questione Stepinski non dev’essere dimenticata. Quei 5 milioni e mezzo potevano essere spesi in altra maniera.

13
gen 2020
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Hellas Verona

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GODIMENTO

La partenza lanciata, i ritmi vertiginosi, il pressing, la corsa, la difesa ermetica delle prime giornate, la zona retrocessione tenuta sempre a debita distanza. Sensazioni positive, indicazioni confortanti in avvio di stagione e un solo dubbio: quanto durerà? Arriverà il calo fisico, è fisiologico, pensavamo un po’ tutti. E quando mancheranno giocatori chiave come Amrabat e Veloso? Scottati da esperienze più e meno recenti, evitare voli pindarici era per i tifosi quasi un obbligo. Vivere il momento, senza sognare troppo in grande, scrivevo qualche settimana fa. Mi sembrava l’atteggiamento più giusto e realistico.

Adesso che il girone d’andata è ormai alle spalle, il freno della prudenza può essere allentato senza timori. Questo Verona ha tutto per conquistare la salvezza con largo anticipo e puntare verso traguardi più prestigiosi, soprattutto se in questo mercato saranno portate a termine quelle operazioni in apparenza marginali, ma che potrebbero risultare determinanti in caso di assenze forzate e infortuni. Juric ha parlato chiaramente di qualche ricambio all’altezza. Borini è potenzialmente un bel colpo, anche se in prestito secco.

La società dovrebbe ora mettere le basi per il futuro, senza troppi stravolgimenti. La prima mossa è ovviamente blindare l’allenatore, accontentandolo nelle sue richieste. Juric ha dimostrato qualità eccezionali e davanti a progetti seri ed ambiziosi, sarebbe meno tentato da altre offerte che stanno già arrivandogli.

Questo Verona in pochissimo tempo è diventato una realtà fantastica, godimento per i tifosi, fenomeno da studiare per i cultori del pallone. Gli ingredienti per regalare altre grandi soddisfazioni ai suoi sostenitori ci sono tutti.

14
dic 2019
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Sport

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VAR, RALLENTATORE, DUBBI E TECNOLOGIA

Per anni c’è stato un acceso dibattito sulla tecnologia da applicare al calcio tra implacabili sostenitori e convinti detrattori. Io ero tra i favorevoli e ritengo anche oggi che la tecnologia può rendere una competizione più precisa e più giusta. Gli esempi sono tantissimi in svariate discipline sportive.

Restando al calcio, la tecnologia ha finalmente risolto il problema del gol fantasma, del pallone che oltrepassa la linea di porta per poi uscire, ingannando un po’ tutti. Sulle situazioni oggettive, gli strumenti tecnologici sono utilissimi, direi indispensabili al giorno d’oggi. Credo ad esempio che sarebbe giusto introdurre anche un sistema immediato sul fuorigioco. Non dovrebbe essere difficile calcolare in tempo reale la posizione irregolare o meno di un giocatore al momento del passaggio, senza dover valutare visivamente la situazione, cercando ad occhio nudo un mezzo piede, un dito, la punta del naso, un pezzo di gomito più in là dell’avversario. Forse ci arriveremo.

Sui contrasti in area invece ho molti dubbi. Rivedere un’azione al rallentatore è ingannevole, soprattutto quando c’è da valutare l’entità di una spinta, di un contatto, di una trattenuta. Tutto troppo soggettivo, come troppo soggettive sono le decisioni che spingono gli arbitri al Var a richiamare l’attenzione del direttore di gara. Falli che non vengono analizzati, altri che invece diventano oggetto di verifica a seconda di chi li commette e chi li subisce. Sospetti che si alimentano insieme alle polemiche.

Capisco il tentativo di abbassare il margine d’errore umano, ma troppe assurdità si sono viste in questa prima parte di campionato. Penso al gol annullato a Faraoni contro la Roma per un fuorigioco millimetrico di Lazovic, fatalità dopo aver verificato che il pallone non era uscito sul fondo. Penso al rigore concesso all’Atalanta, dopo che l’azione era proseguita e terminata. Ma gli esempi di situazioni allucinanti sono infiniti. Insomma, Var o non Var, gli arbitri possono indirizzare le partite a loro piacimento. Bisogna solo sperare nella loro rettitudine. Io purtroppo nutro molti dubbi anche su questo.

24
nov 2019
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Hellas Verona

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FENOMENALE

Fenomenale il Verona, fenomenale il suo allenatore. Fenomenale domenica per chi ama i colori gialloblù. Una vittoria con dedica speciale al grande Roberto Puliero, straordinario cantore del Verona, istrionico artista, sagace macchiettista. Mi sono divertito al timone della trasmissione di Telenuovo “Alè Verona”, anche se temevo un verdetto diverso del campo che gli scaramantici avrebbero sicuramente collegato al mio ritorno. Ora lascio con piacere(e con animo sollevato) il posto al Vigo, di ritorno dopo meritate ferie.

Juric è un tecnico preparato, intelligente e mai banale. In conferenza stampa, alla domanda “Che voto ti daresti?”, non ha risposto con il classico “lascio dare i voti a voi”, ma ha ammesso, ridendo divertito: “Sono stato bravissimo!”. Vero. E bravissimi sono stati i suoi ragazzi nell’interpretare il match con la Fiorentina nel modo migliore. Intensità, qualità, forza fisica, sono caratteristiche importanti che stanno facendo sognare i tifosi dopo stagioni difficili, allenatori mediocri, squadre modeste. Sulle ali dell’entusiasmo può accadere qualsiasi cosa, anche se sono passate appena 13 giornate.

Se fisicamente il Verona tiene questi ritmi, sarà dura per tutti gli avversari. Peccato che in attacco non sia arrivato un giocatore indicato da Juric. Si capisce chiaramente che Stepinski non è il centravanti ideale per l’allenatore croato. Dopo il gol vittoria di Di Carmine, per il polacco sarà ancora più dura farsi largo. Il problema offensivo rimane, Samuel (rete a parte) ha fatto una fatica tremenda, condizionando anche Salcedo.

Ero convinto che l’esclusione di Di Carmine nei match con Parma e Inter fosse legata anche ai piani della società, intenzionata a far partire l’attaccante a gennaio. Invece i fatti dicono che non è andata così. Nessuno ha voluto svelare i motivi della “litigata”. Di Carmine ha segnato, ha ricevuto i complimenti da Juric, tornando improvvisamente dentro il progetto Verona. Resto sempre dell’idea che il giocatore abbia troppi limiti per affermarsi in serie A. Felice di essere smentito.

 

11
nov 2019
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Hellas Verona

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MEZZO MIRACOLO

12 giornate, 15 punti, decimo posto in classifica. Un mezzo miracolo se pensiamo al Verona dell’anno scorso con Grosso in panchina o a quello della gestione Pecchia.

Non voglio ripetere quanto già scritto nei post recenti e quanto ribadito anche dai miei colleghi nei loro rispettivi blog. Il Verona sta sorprendendo tutti, me compreso. C’è ovviamente chi in maniera un po’ forzata deve cercare in ogni momento un motivo per polemizzare e criticare. Gli eterni scontenti ci sono e ci saranno sempre. Personalmente ritengo più giusto ora sottolineare i pregi di questa squadra, la bravura di Juric e il buon senso del direttore sportivo D’Amico che ha cercato di soddisfare le richieste del suo allenatore. A Setti va riconosciuto il coraggio di rischiare, di seguire le sue idee (molte volte sbagliate) e di non lasciarsi influenzare troppo dagli umori della piazza.

Sarebbe stato molto più facile far saltare l’accordo con Juric e promuovere Aglietti. Lui non ha seguito l’onda e questa volta ci ha preso. In passato la testardaggine del presidente si è rivelata in più occasioni una palla al piede.

La classifica è confortante, ma anche molto corta, soprattutto nelle zone medio-basse. Questo significa che basta pochissimo per ritrovarsi con l’acqua alla gola.

Dopo la sosta arriva la Fiorentina, che ha un solo punto in più dei gialloblù. Il test sarà indicativo per molteplici aspetti. Questo Verona ha tutto per regalare un’altra bella soddisfazione ai tifosi, compiendo un altro passo verso l’obiettivo salvezza.