24
apr 2019
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Hellas Verona

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FALLIMENTO SETTI E NUOVO STADIO

In questa tristezza di stagione mi sono preso una pausa perché tutte le volte che questo Verona dava un segnale confortante, sistematicamente seguivano figure di m…. E’ successo di nuovo, senza alcuna sorpresa, il tutto avvolto nella consueta mediocrità di una squadra incapace di trasmettere emozioni, di una dirigenza immobile, di un allenatore acerbo e prevedibile.

A quattro giornate dalla fine è sufficiente dare un’occhiata alla classifica del campionato di B per comprendere il fallimento gialloblù: meno 15 dal primo posto, meno 12 dal secondo e play off addirittura a rischio. Non meritano di essere commentate le ultime dichiarazioni del presidente, diramate attraverso il sito ufficiale della società.

Mi piacerebbe invece intavolare con voi un confronto sul progetto del nuovo stadio. Personalmente l’idea di avere in città un impianto moderno, funzionale, senza pista d’atletica, con servizi efficienti, spalti accoglienti, in grado di ospitare altre attività mi affascina. Se davvero, come ribadisce il sindaco Sboarina, il nuovo stadio non costerà nulla al Comune (e dunque ai veronesi), perché bocciarlo a priori? Non sono previste aree edificabili in cambio, non sorgeranno nuovi grandi centri commerciali in zona, ma di sicuro il quartiere – aspetto fondamentale – subirebbe una riqualificazione importante. Capisco il timore di chi vive vicino al Bentegodi. Anni di cantieri, lavori, disagi e poi? Chi ci facciamo giocare? Questo Verona con questa proprietà? Considerazioni sensate.

Credo che ogni grande opera comporti per un determinato periodo problematiche di vivibilità per chi risiede in zona. E questo non c’entra con la categoria della squadra o delle squadre della città. Disagi da mettere in preventivo anche se il Verona giocasse in A, magari inseguendo l’Europa. La mia speranza è che un nuovo impianto possa essere attrattivo per futuri investitori nel calcio gialloblù. Passeranno alcuni anni prima dell’inaugurazione dell’opera e sono convinto che a quel punto Setti avrà già finito la sua avventura nel Verona. Ripartire con una nuova proprietà, anche da categorie inferiori, sarebbe comunque intrigante se al posto di questo vetusto Bentegodi ci fosse uno stadio moderno che possa segnare una vera svolta con il recente passato.

Essere favorevole al nuovo stadio non significa approvare le modalità di costruzione con il prosciutto sugli occhi, senza verifiche. Il punto di partenza è che tutto dev’essere fatto in modo limpido, attraverso bandi, società e fondi regolari. Non coinvolgere il Credito Sportivo per un’opera pubblica di questo tipo mi lascia perplesso, ma se gli investitori hanno altre possibilità, nessun problema. Alla base di ogni procedura però ci dev’essere trasparenza. Se sarà così, ben venga il nuovo Arena Stadium.

04
apr 2019
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Hellas Verona

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PERENNE CONTRADDIZIONE

Prima considerazione: finalmente una bella partita. Risultato giusto, risultato che serve molto più al Brescia che al Verona.

Seconda considerazione: a questo punto solo un miracolo può raddrizzare la stagione dei gialloblù. Dopo aver gettato al vento punti in partite alla portata, contro squadre modeste, di bassa classifica, il Verona ha aperto la serie di scontri diretti con un pareggio. E’ andato in vantaggio, è stato rimontato e superato, ha trovato il gol del 2-2 e non è riuscito a centrare l’obiettivo principale, la vittoria.

A fine gara qualcuno ha applaudito i gialloblù, qualcuno ha incensato l’allenatore, qualcuno è tornato a casa dal Bentegodi con animo sereno. In realtà di positivo c’è poco. La classifica parla chiaro. La serie A diretta è sempre lontana e il Verona è una continua contraddizione. La squadra scaligera manda segnali contrastanti, tra gare indecenti e rarissimi momenti d’esaltazione. Grosso continua a rivoluzionare la formazione, assegna ruoli diversi, rispolvera qualcuno e qualcun altro lo fa sparire dalla circolazione. L’unica certezza sembra essere Zaccagni (ci ha messo un bel po’ per capire l’importanza del giocatore, ma almeno ci è arrivato).

Io credo che arrivare ad aprile a meno sei dal secondo posto, in un campionato così mediocre, con i milioni del paracadute, sia un risultato molto negativo. Nonostante questo, respingo la tesi di chi dice che Setti non vuole tornare in A per mettere le mani sul secondo paracadute da 10 milioni. Giocare nella massima serie vorrebbe dire avere una trentina di milioni legati ai diritti. Certo, dovrai spenderne un bel po’ se vuoi puntare realmente alla salvezza, ma tra restare in B senza grandi certezze e in A sempre senza grandi certezze, non ho dubbi sulla scelta del presidente.

29
mar 2019
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Hellas Verona

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CONTINUO A NON CAPIRE QUESTO VERONA

C’era un deludente pareggio interno con l’Ascoli da riscattare, in mezzo la sosta per recuperare energie. C’era anche il ricordo della buona trasferta di Perugia e la speranza di rivedere quel Verona più combattivo, più concreto, meno lezioso. Invece la squadra di Grosso si è presentata allo Zini con il primo obiettivo di non perdere. Lo si è capito vedendo la reazione allo svantaggio e l’atteggiamento rinunciatario subito dopo il pareggio su rigore di Di Carmine.

Possiamo discutere sulle scelte di Grosso, sulla formazione, sui moduli, ma a questo Verona è mancato l’ardore agonistico, ha giocato senza mordente, senza carattere, senza la voglia di vincere che era lecito attendersi. Sono convinto che se la Cremonese avesse segnato il secondo gol, avremmo visto un’altra partita, un’altra prestazione. E’ successo tante altre volte e tutto questo fa aumentare la rabbia.

Di Gaudio ha buone qualità e non è concepibile vederlo giocare in questo modo. Colpa sua e colpa anche di Grosso per come ha impostato il match (Di Gaudio deve avere spazio davanti per sfruttare velocità e dribbling). Di Carmine un fantasma, centrocampo senza idee, difesa ballerina. Questo ho visto a Cremona. Questo ho visto tante altre volte in questo modesto campionato.

Ultima annotazione su Pazzini. Quando va in panchina, dovrebbe essere il primo cambio. Soprattutto se Di Carmine non rende (quasi una costante) e se in campo giocatori come Laribi o Di Gaudio vagano senza meta e senza senso. Invece Grosso lo ha fatto entrare dopo Danzi e Henderson a pochi minuti dalla fine. Ennesima decisione scellerata di un allenatore che sinceramente fatico a capire. Proprio come questo Verona.

09
mar 2019
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Hellas Verona

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CHE SIA LA VOLTA BUONA?

Due vittorie di fila, due vittorie diverse rispetto ai successi contro Spezia e Salernitana. Il Verona nelle ultime due uscite è sembrato più squadra, dotato di una discreta solidità, idee semplici ma efficaci. Niente di sensazionale e nemmeno spettacolare, ma in questa serie B piena di mediocrità, l’Hellas ha mostrato carattere (proprio così) e compattezza. Indicazioni confortanti, non sufficienti però per esultare o per lasciarsi abbandonare a prematuri sogni di gloria.

I campionati si vincono in primavera. L’antico ritornello non tramonta mai. E la primavera del Verona dice che dopo i match con Ascoli e Cremonese (in mezzo c’è la sosta), arriveranno gli scontri diretti con Brescia, Palermo, Benevento e Pescara. Quattro partite di fuoco, inframezzate dal riposo alla giornata numero 33,  tutte in aprile, il mese della verità.

Intanto, per capire se la squadra di Grosso sia realmente scesa dall’altalena, non resta che attendere l’ennesimo crocevia pericoloso sabato prossimo quando al Bentegodi arriverà l’Ascoli, squadra che ultimamente viaggia meglio in trasferta.

27
feb 2019
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Hellas Verona

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CONTINUITA’… QUESTA SCONOSCIUTA

Su e giù, avanti e indietro, l’altalena del Verona non si ferma. Divertente? Assolutamente no. Purtroppo non siamo in un parco giochi e l’Hellas non è un bimbo che cerca emozioni dondolandosi. Per raggiungere la serie A evitando i rischi dei play-off, servirebbe continuità, fermare l’altalena e salire su un treno veloce dall’andamento costante. La squadra di Grosso invece non riesce a trovare un minimo di equilibrio, tra problemi di assenze e solite scelte scellerate del suo allenatore.

Anche in una giornata dove i tanti infortunati non avrebbero dovuto lasciare spazio a strane invenzioni, Grosso ha deciso di rispolverare Almici, che non giocava da dicembre, piazzando Faraoni più avanti e lasciando in panca centrocampisti di ruolo come Henderson (il suo accantonamento non ha spiegazioni logiche) e Colombatto. Il Verona a Lecce  non ha perso per questa mossa (Faraoni aveva giocato in mezzo al campo anche contro lo Spezia) ma senza Marrone, Zaccagni e Danzi, era proprio necessario riproporre un arrugginito Almici in difesa e rinunciare all’ex Crotone nel suo ruolo naturale?

Sui continui cambiamenti di formazioni e ruoli, sapete come la penso. Non voglio essere ripetitivo. Contro il Lecce il Verona ha gettato al vento l’occasione per rientrare realmente nella lotta per la promozione diretta. Il Benevento, salito al secondo posto, è a quattro punti, ma ha una partita in meno dei gialloblù come il Palermo. L’aspetto più preoccupante, al di là di calcoli, tabelle e speranze di rimonta, arriva dal campo, dalla prestazione piena di allucinanti errori, inammissibili per una formazione partita con l’obiettivo di vincere il campionato. A Lecce ho visto incredibili disattenzioni, mancanza di carattere, zero gioco e una preoccupante condizione atletica generale.

Dopo la trasferta positiva di La Spezia e il successo sulla Salernitana (al termine di una prova in chiaroscuro) i gialloblù sono apparsi scarichi e stanchi. Non un bel segno. Domenica prossima, ancora di sera, è in programma il derby veneto con il Venezia al Bentegodi. Sarà l’ennesimo crocevia per tentare di rimanere in scia delle prime. Per cancellare dubbi e perplessità serviranno però  altre partite e soprattutto altre vittorie.

 

23
feb 2019
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Hellas Verona

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DUE VITTORIE PER EVITARE IL TRACOLLO

Gli ottimisti sostengono che i successi con Spezia e Salernitana rappresentano la tanto auspicata svolta. L’inizio della risalita verso la serie A. Io che ottimista non sono, ritengo le due vittorie importanti soprattutto per Grosso che ha salvato la panchina e per il Verona che ha evitato il definitivo tracollo.

Contro lo Spezia ho visto una squadra determinata, finalmente grintosa e bramosa di salvare il suo allenatore. Contro la Salernitana sono riaffiorati vecchi problemi, tra assenza di gioco, banali errori e preoccupanti blackout. Il risultato però dice che il Verona ha vinto e non è un dettaglio da poco.

Perplessità in attesa di nuovi esami. Questo allenatore non mi ha mai convinto. Non mi piace la gestione della rosa, le scelte e la girandola di giocatori e ruoli. Le ultime due vittorie non hanno cancellato le mie perplessità. Per sconfiggere lo scetticismo generale che avvolge il tecnico, insieme a società e squadra, serviranno altri test e soprattutto altri successi, iniziando dall’insidiosa trasferta di Lecce nel turno infrasettimanale.

Chiudo con una triste annotazione. Questo calcio spezzatino, con partite di sera, tra anticipi, posticipi, spostamenti di orari e giorni, oltre alla pochezza tecnica generale di questo campionato e alla quasi totale assenza di spettacolo, stanno allontanando i tifosi e svuotando gli stadi. Una desolazione vedere il Bentegodi venerdì sera così poco frequentato, riscaldato solo dai cori dei fedelissimi della Curva Sud e del Primo Febbraio.

Riaccendere la passione dei tifosi dovrebbe essere una priorità di chi guida il movimento. Invece l’unica preoccupazione è vendere i diritti TV e web a prezzi sempre più alti per ottenere grandi introiti da distribuire alle società. Un sistema che, senza l’entusiasmo della gente, può reggere ancora per qualche anno. I tifosi si stanno stancando, anche quelli “da divano”. Arriveranno sempre più disdette di abbonamenti a pay-tv e piattaforme web. A quel punto forse si cercheranno nuove soluzioni per superare la crisi. Senza spettatori ogni evento sportivo perde interesse e valore.

11
feb 2019
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Hellas Verona

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FIGURACCIA

Un direttore sportivo con il prosciutto sugli occhi, un allenatore in confusione, una società-barzelletta e una squadra che rimedia l’ennesima figuraccia. Oggi il Verona è tutto questo. Sostenere che i gialloblù hanno giocato una grande partita contro il volenteroso Crotone vuol dire non vedere le cose con lucidità. Una formazione che vuole vincere il campionato non può accontentarsi di una palla gol sbagliata ad inizio partita e di un colpo di testa sballato a fine primo tempo. Una formazione che vuole vincere il campionato dovrebbe giocare con ben altra intensità, creare molto di più, dare segnali diversi contro una squadra che lotta per salvarsi.

Invece il Verona ha mostrato limiti enormi, ha lasciato per lunghi tratti il pallino del gioco agli avversari, ha fatto una fatica tremenda a creare azioni decenti e si è svegliato solo nel secondo tempo, dopo essere andato sotto e soprattutto dopo l’espulsione di Rodhèn. Troppo poco. Il diesse D’Amico, anziché ammettere tutto questo, ha preferito spostare il tiro su Telenuovo, come se il problema principale fossero Vighini, Vitacchio e qualche articolo giustamente critico nei confronti di una società al limite del ridicolo.

I toni usati dal signor D’Amico si qualificano da soli, non servono altri commenti. E intanto le altre, che prima balbettavano, ora parlano in maniera più sciolta. La serie A diretta è lontana otto punti, il primo posto nove. Lo Spezia, prossimo avversario, è balzato al sesto posto davanti al Verona.

02
feb 2019
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Hellas Verona

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5.395

AGONIA

Grosso si dice tranquillo, ottimista e positivo. Vede sempre la luce anche nei momenti più bui. Contento lui. Io vedo un Verona senz’anima, poco propenso alla lotta, molto lezioso, poco incisivo, troppo traballante dietro. Insistere su questo allenatore mi sembra una follia. Sta ripetendo quanto mostrato a Bari  l’anno scorso con un andamento sempre altalenante, tra formazioni rivoluzionate partita dopo partita, scelte discutibili, palleggio esasperato e spesso sterile. La squadra sta resistendo in zona play-off più per demerito altrui che per proprie capacità.

Setti fuma il suo sigaro e aspetta. Per il livello di questa serie B la squadra allestita dal suo direttore sportivo non è male, ma se poi la dai in mano ad un tecnico non adatto, evitare critiche e contestazioni diventa impresa impossibile. Il primo responsabile di questo Verona tanto mediocre resta il presidente, soprattutto se consideriamo i soldi piovuti con il paracadute. Grosso ci sta mettendo del suo. I giocatori? Sono i meno colpevoli secondo me, anche se un pizzico di personalità in più non guasterebbe.

Seguire Carpi-Verona è stata un’agonia. In ambito medico agonia è lo stadio che precede la fine della vita. In senso figurato (ed è il mio caso, visto che di salute non me la passo male) significa tormento prolungato. Il Carpi ha poca qualità, eppure ha preso una traversa, ha creato occasioni, ha concesso anche molto (gol regalato). Soffermarsi sulle palle gol del Verona, parlando di “buona prestazione” significa non essere obiettivi. Una squadra che vuole vincere il campionato non può andare a Carpi e subire 12 tiri. Come non può affrontare in casa il Cosenza, segnare due gol e smettere di giocare pensando di avere già vinto, salvo rivitalizzarsi solo dopo essere stata raggiunta.

Per fortuna anche le altre balbettano.

20
gen 2019
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NIENTE DI NUOVO ALL’ORIZZONTE

La striscia positiva del Verona prima della sosta mi aveva lasciato molti dubbi. Mi sembrava obiettivamente presto per affermare che la squadra fosse scesa dall’altalena per salire sul treno giusto, dall’andamento più o meno costante, diretto verso la vetta della classifica. A Padova sono riaffiorati tanti problemi che hanno portato al successo meritatissimo degli avversari. Ma soffermarsi su quanto visto in campo sarebbe riduttivo.

In un momento cruciale della stagione, la rosa di Grosso doveva ripresentarsi rinforzata e in grande condizione. Invece la società non è riuscita a sostituire Ragusa, sapeva della partenza di Lee per la Coppa d’Asia, ma non ha fatto nulla. Le cessioni dei giocatori in esubero o fuori dai piani non sono state accompagnate dai necessari acquisti. Tutto questo è sinonimo di debolezza societaria. Il presidente preferisce giocare con il fuoco, prendersi rischi altissimi, sperando in qualche bel colpo di fortuna. Alle volte ti può andare bene, spesso la storia finisce in dramma.

Adesso qualcuno dirà che c’è ancora tempo, che tutte le pretendenti alla promozione fanno fatica, che il tempo per risalire c’è ecc… A mio avviso un club forte, che vuole davvero tornare in A per restarci, agisce in altro modo. Qui invece si naviga a vista, sperando e pregando. Una strategia (se così possiamo definirla) che mette a nudo la pochezza di questa società e del suo presidente. E quando non ci saranno i soldi del paracadute cosa dobbiamo aspettarci?

17
dic 2018
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Hellas Verona

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L’ALTALENA DI GROSSO E DEL VERONA

Non me la sento di decretare la guarigione del Verona. Contro il Pescara i gialloblù di Grosso hanno vinto con merito, dopo qualche sofferenza iniziale, ma ho l’impressione che la strada verso la vetta e la promozione diretta sia ancora lunga e piena di ostacoli. Rispetto a Benevento l’Hellas ha compiuto un passo in avanti, giocando a tratti con autorevolezza e sicurezza, ora serve continuità (di prestazioni e risultati).

Inevitabilmente ogni giudizio è condizionato dal risultato. Contro il Benevento avevo visto una squadra ancora convalescente. Contro il Pescara, alla lettura della formazione, ho pensato: “Solita girandola, soliti problemi”. Mi sono dovuto ricredere con il passare dei minuti. Danzi ha trovato il gol, Gustafson ha fatto un buon filtro e ha dato discrete geometrie da play basso. Zaccagni ha confermato le sue qualità. Il centrocampo insomma ha superato brillantemente la prova e lo stesso si può dire della difesa. Certo, Ragusa da terzino ha concesso qualcosa in fase di contenimento, ma è risultato utile nelle ripartenze, quando c’era da spingere (quello che ha sempre fatto Crescenzi). L’arretramento dell’ex Sassuolo poteva sembrare un azzardo, si è rivelata una mossa azzeccata.

Resta da chiedersi perché Grosso ci abbia messo così tanto per capire che Dawidowicz è un difensore centrale e che in mezzo al campo conviene schierare gente con i piedi buoni. Ma il mio dubbio più grande è un altro. L’allenatore ha trovato l’assetto più adatto o continuerà nella sua girandola di giocatori e formazioni? L’altalenante andamento del Verona è legato anche e soprattutto alla condotta del suo tecnico. Variare giocatori, ruoli, posizioni, titolari e riserve, porta più problemi che vantaggi. Temo che Grosso non la pensi così. In ogni caso c’è solo un modo per mettere tutti d’accordo: vincere sul campo e centrare l’obiettivo fissato ad inizio stagione.

Le ultime due vittorie hanno solo rimesso in corsa il Verona, ma l’obiettivo è ancora lontano.