49 PUNTI, DECIMO POSTO, CHIUSURA COL BOTTO
Lecce battuto, alla faccia di chi diceva che la squadra di Cosmi avrebbe avuto vita facile al Bentegodi. Il Chievo si prende i tre punti e sorride giustamente soddisfatto guardando la classifica finale. Il Catania dei miracoli è dietro. E dietro ci sono squadre che erano partite con ambizioni europee: Genoa, Fiorentina, Palermo.
Decimo posto, 49 punti, salvezza al sicuro da tempo. Di Carlo è stato di parola. “È il Chievo più forte che abbia mai allenato”, aveva detto in tempi non sospetti, suscitando più di una perplessità. “Puntiamo alla salvezza e a migliorare i punti della passata stagione”, un’altra sua dichiarazione che poteva sembrare un azzardo. I fatti gli hanno dato ragione.
Con il Lecce è stata partita vera, anche se si affrontavano due squadre non al top. Il Chievo era pieno di assenze, i salentini erano stanchi dopo un girone di ritorno tirato e una rincorsa sfumata solo nel finale.
Ho visto Vacek fare buone cose, gol a parte. Dopo un anno che definirei di rodaggio, il ceco potrebbe diventare una pedina importante nella prossima stagione. Bradley è cresciuto tantissimo, sarebbe un peccato venderlo, ma ho l’impressione che presto qualche grande club metterà sul piatto la classica offerta irrinunciabile. Uribe si muove bene ma avrebbe bisogno di più continuità. Essere la quarta o quinta punta anche l’anno prossimo avrebbe poco senso.
Se consideriamo che Di Carlo ha dovuto rinunciare a Moscardelli e che Pellissier non era quello degli ultimi anni, devo ammettere che l’allenatore ciociaro ha compiuto un mezzo miracolo. Non riconfermarlo sarebbe semplicemente assurdo alla luce di quanto ha fatto. I complimenti vanno a lui e al suo staff, ma anche a Sartori che gli ha affidato una rosa ampia e di buon livello, anche se gli stranieri hanno faticato ad inserirsi, complici le chiamate con le rispettive nazionali.
Ed ora spazio alla programmazione per il prossimo anno (Sartori e Campedelli sono al lavoro in questo senso già da un po’). Primo passo l’allenatore. Continuità con Mimmo o si cambia ancora? Mi ripeto, Di Carlo merita la riconferma come la meritava Pioli l’anno scorso.
PALERMO-CHIEVO 4-4: SEMBRAVA UN ALTRO CAMPIONATO
Otto gol, occasioni, errori (anche dell’arbitro), difese ballerine, rimonte, controrimonte… Sembrava un match di un altro campionato e sembrava un altro Chievo.
La squadra di Mimmo Di Carlo è riuscita a passare dal 2-0 al 2-4 e a farsi raggiungere in una ventina di minuti. Il Palermo ha spalancato più volte le porte della difesa, rendendo il match divertente e spettacolare. Ma alla fine credo che il rammarico maggiore sia del Chievo, visto che la vittoria ad un certo punto sembrava al sicuro.
È stata raggiunta quota 46, la stessa del Chievo di Pioli l’anno scorso, ma sono convinto che la squadra di Mimmo avrebbe potuto fare di più in questo finale. Vorrei sapere la vostra idea. Avere 10 punti in più della terzultima non è male, l’obiettivo primario è stato centrato, però ho la sensazione che sulla torta manca la ciliegina. Essere già oltre quota 50 come il Parma o avere gli stessi punti del Bologna di Pioli, sarebbe stato chiedere troppo? Voi che dite?
OBIETTIVO CENTRATO, QUALE FUTURO?
Soffermarmi sulla partita con la Roma mi sembra inutile. Fare valutazioni tecniche dopo un match giocato su un campo impraticabile non credo sia giusto. Mi limito a sottolineare che il Chievo ha retto bene il confronto con la squadra di Luis Enrique.
Un punto tutto sommato giusto che ha permesso al Chievo di festeggiare in anticipo la salvezza, senza bisogno di attendere gli altri risultati. Sono d’accordo chi sostiene che restare in A per il club di Campedelli equivale a uno scudetto per una grande.
Come ho sempre detto, contano i risultati. Di Carlo (nonostante tanto scetticismo) ha smentito tutti, guidando una squadra nuova a una salvezza tutto sommato tranquilla. È riuscito anche a mostrare un bel gioco in alcune partite, anche se forse non capiterà più un campionato così livellato verso il basso con una quota Europa League che poteva essere raggiunta anche da squadre medio-piccole.
I tifosi giustamente sognano. Quest’anno il Chievo avrebbe potuto lottare per un posto in Europa. Ne sono convinto dopo aver visto il livello delle concorrenti. Sarebbe bastato un elemento di qualità in avanti e probabilmente questa squadra sarebbe un po’ più su in classifica. Forse sarebbe bastato il miglior Pellissier. Pazienza.
L’obiettivo principale e più importante è stato raggiunto. Di Carlo meriterebbe la riconferma immediata, anche se non sono da escludere colpi di scena. Sempre guardando avanti c’è anche la questione Sartori. Sarà ancora lui a fare il mercato nel Chievo? Indiscrezioni lo danno vicinissimo a dire sì alla Fiorentina. Ma anche su questo fronte tutto è possibile.
IL DIGIUNO CONTINUA
Digiuno di gol, ovviamente. Quarta partita senza segnare per il Chievo, più di 400 minuti senza trovare la via della rete. L’aspetto principale da sottolineare in Cagliari-Chievo è questo. La classifica è tranquilla, altre squadre hanno l’acqua alla gola ed è giusto già guardare un po’ più in là. Il problema attacco c’è ed è di vecchia data. Paloschi sta dimostrando di essere un discreto attaccante, ma senza quella concretezza da anni attesa in casa Chievo. Pellissier è prezioso, ma dovrebbe avere un vero bomber al suo fianco. Invece nemmeno Thereau ha l’istinto del killer sotto porta. Ed ecco tanta imprecisione, tante possibili occasioni sciupate in malo modo.
Sia chiaro, la stagione del Chievo resta positivissima, ma se davvero la società vuole migliorarsi deve fare uno sforzo soprattutto là davanti nel prossimo mercato. Uribe doveva essere l’erede di Pellissier e sappiamo com’è andata. Moscardelli lo conosciamo, Paloschi può migliorare ancora, ma è del Milan, Pellissier non è eterno e non può tenere il peso dell’attacco sulle sue spalle. Sartori è stato bravo a trovare gente non costosa ma redditizia a centrocampo e in difesa. Non gli è riuscita la magia in attacco (Granoche è stato il flop più clamoroso) e qualcosa per il prossimo futuro va fatto.
Sulla partita di Trieste non c’è molto da dire. Se guardi le palle gol del Chievo, verrebbe naturale parlare di squadra difensivista, attenta soprattutto a non prenderle. Chi ha visto tutta la partita, sarà d’accordo con me che i gialloblù hanno provato ad attaccare, a creare qualcosa, ma sono mancati proprio negli ultimi metri. E’ stato un match molto combattuto a centrocampo con il Cagliari, nel bilancio finale, più pericoloso. Il pareggio ci può stare, anche se l’obiettivo 50 punti ora diventa quasi impossibile da centrare. Più realistico superare quota 46 (i punti del Chievo di Pioli): vincerne almeno una delle ultime tre o pareggiarle tutte. Il calendario dice Roma al Bentegodi martedì alle 18, Palermo fuori domenica 6 maggio alle 15 e Lecce in casa domenica 13 maggio alle 20:45.
PRIMO ASSALTO A QUOTA 46 FALLITO
Ha vinto l’Atalanta con merito. Niente da dire. Il Chievo non è rimasto a guardare, ci ha provato soprattutto nella parte centrale del primo tempo, ma si è dovuto arrendere alla magia di Maxi Moralez e alla maggiore sete di vittoria avversaria. Niente di preoccupante. Perdere a Bergamo contro questa Atalanta ci può stare.
Mimmo ad inizio stagione aveva messo tra i primi obiettivi il superamento di quota 46 punti (i punti messi insieme dal Chievo di Pioli). Recentemente non ha nascosto la volontà di guidare la sua squadra verso il prestigioso traguardo dei 50 punti. Mancano 4 partite. Dopo lo stop di Bergamo il Chievo dovrebbe vincerne due e pareggiarne una. Il calendario dice sabato a Trieste contro il Cagliari, martedì al Bentegodi con la Roma, la domenica dopo a Palermo e ancora in casa con il Lecce all’ultima. In questo campionato strano tutto può accadere e questo Chievo ha dimostrato di poter vincere (ma anche perdere) contro qualsiasi formazione.
Sono convinto che sabato prossimo il Chievo giocherà un grande match contro il Cagliari di Ficcadenti. Mimmo ha fatto riposare Paloschi, Luciano e Acerbi. Può giocarsi la carta Sardo, senza dimenticare Sammarco e Hetemaj. Quando ci sono partite ravvicinate una rosa ampia può fare la differenza.
Tornando al match di Bergamo, voglio fare i complimenti a Frey, che ha disputato una delle sue migliori partite. In mezzo al campo c’è stato un calo vistoso nel secondo tempo, vedremo cosa s’inventerà Mimmo. Ma i problemi maggiori restano là davanti, dove si sbaglia sempre troppo.
CHIEVO-UDINESE SENZA GOL MA DIVERTENTE
Quando in passato criticavo anonimi 0-0 c’era chi fingeva di non capire. “Abbiamo cercato di vincere, abbiamo creato e non finalizzato, abbiamo fatto una buona gara” erano le solite false dichiarazioni a fine partita. Questo 0-0 tra Chievo e Udinese invece rappresenta perfettamente quello che cercavo di far capire quando parlavo di partita divertente con gioco e occasioni.
Un match dove il Chievo è partito subito forte, cercando di mettere alle corde l’avversario senza lunghe attese e senza paure. Non è andata bene ma la gente si è divertita, ne sono sicuro e alla fine ha applaudito questo Chievo, l’atteggiamento, la voglia, la qualità del gioco espresso (soprattutto nel primo tempo). Mi è piaciuto Cruzado che sta migliorando partita dopo partita. Peccato che ormai siamo agli sgoccioli, ma un po’ come accaduto con Thereau, l’anno prossimo potrebbe essere quello dell’esplosione e affermazione nel nostro calcio per il peruviano.
Nel secondo tempo il Chievo è calato d’intensità dopo aver speso tantissimo nel primo. Era prevedibile. Ho parlato di sfortuna (palo di Bradley, rigore parato a Thereau) ma è giusto anche sottolineare che sotto porta c’è sempre qualche problemino di troppo. Anche contro il Milan tante occasioni e nessun gol. Non può essere solo sfortuna.
ALTRA SALVEZZA AL SICURO: IMPRESA MICA DA RIDERE
Di Carlo ha centrato una grandissima impresa. Nei suoi anni sulla panchina del Chievo ne ha messe a segno parecchie. Sono sincero, questa salvezza ha un valore enorme. Mimmo ha accettato di tornare dopo le delusioni di Genova alla guida della Samp. Si è fidato di Sartori, non ha posto condizioni e si è lanciato nella nuova avventura con grande entusiasmo, facendo dichiarazioni rischiose. “Puntiamo alla salvezza e a migliorare i 46 punti della passata stagione”. Avrebbe potuto insistere solo sul discorso salvezza e sul fatto che la squadra era piena di stranieri e gente nuova. “È il Chievo più forte che ho allenato”. Altra frase “forte” che a molti (me compreso) sembrava azzardata. Aveva ragione lui.
Bradley è cresciuto tantissimo, tanto da obbligare l’allenatore a scelte difficili, come l’esclusione di Hetemay che era il migliore ad inizio stagione.
Mimmo ha smentito tutti anche con Luciano. Giocatore finito? Nemmeno per sogno. E Lucio ha risposto alla grande.
Questa salvezza esalta il lavoro di Sartori che ha rifilato un bel pacco al Genoa (Constant è un buon giocatore ma non ancora all’altezza dei big tanto da essere pagato 7,5 milioni di euro), si è fatto dare la metà di Acerbi, ha trovato un buon terzino sinistro (Dramè) a costo zero ed anche in attacco, alla fine dei conti, le scelte hanno portato buoni risultati. I bomber da doppia cifra sicura costano tanto e la scelta di più puntare su Paloschi in prestito si è dimostrata sensata, considerando i progressi di Thereau e l’affidabità di Pellissier.
Due a anni fa, conquistata la salvezza a Firenze, il Chievo le perse tutte, lasciando un po’ di amaro in bocca tra i tifosi. Adesso Mimmo potrebbe davvero regalare altre gioie, divertendosi e facendo divertire. Magari cominciando dal match di questa sera con il Milan.
CAPOLAVORO A FIRENZE
Sembrava la solita storia. Chievo che passa in vantaggio, che sbaglia sotto porta, che non chiude la partita e che si fa rimontare. Invece non è andata così. Proprio quando sembrava in debito d’ossigeno la squadra di Mimmo Di Carlo ha avuto il guizzo vincente e Rigoni con un inserimento perfetto ha siglato il gol vittoria che ha messo al tappeto una Fiorentina piena di problemi. Applausi.
Sono sincero. Quando ho visto la sostituzione di Cruzado con Andreolli sono stato preso da un elevato pessimismo. Ci risiamo, Mimmo si copre e sarà punito. Sbagliato. La mossa si è rivelata azzeccatissima. Con un difensore in più Rigoni si è potuto sganciare, ha dimostrato di avere ancora ossigeno nei polmoni facendosi trovare pronto per la stoccata decisiva. Applausi.
Capitolo Pellissier. Il capitano è tornato al gol con un numero dei suoi e poi è stato stratosferico nell’azione del raddoppio. Non era al top, ma non si è visto. Ha giocato da leader, con la sua proverbiale forza mentale che ha sopperito alle lacune fisiche. Mi è piaciuto Bradley, bene anche Luciano insieme a tutti i suoi compagni. Alle assenze già previste di Moscardelli e Sammarco si era aggiunta come un macigno quella di Thereau, eppure il Chievo ha retto benissimo. Di Carlo è stato bravo a preparare il match ed è stato premiato. Tre punti che lanciano la squadra a quota 39, a più 11 dalla zona retrocessione, lasciando la Fiorentina quartultima tra paure e incertezze.
Non c’è molto altro da dire: è stato un piccolo grande capolavoro. Complimenti vivissimi.
ALTRA RIMONTA CONCESSA, ALTRO RIMPIANTO
Anche il Siena si è trovato sotto e in difficoltà. Era successo al Bologna sette giorni fa. La squadra di Pioli riuscì a rimontare due volte acciuffando il pari. La formazione di Sannino ha fatto meno fatica a rimediare al vantaggio del Chievo. Nella ripresa Bradley ha commesso un erroraccio regalando un pallone d’oro a Destro che solo davanti a Sorrentino ha segnato senza difficoltà.
La squadra di Mimmo ha avuto più palle gol del Siena nel primo tempo ed è andata meritatamente all’intervallo in vantaggio. L’inizio della ripresa ha visto gli ospiti più intraprendenti, anche se non hanno creato veri pericoli a Sorrentino. Non ci fosse stato l’omaggio di Bradley credo che i gialloblù sarebbero riusciti ad ottenere la vittoria.
In altri periodi avrei avuto qualche dubbio sulla veridicità del risultato. Oggi devo dire che il Chievo ci ha provato fino al termine, mentre il Siena ad un certo punto ha cercato soprattutto di difendere il pareggio.
Il rimpianto c’è perché nel primo tempo la squadra di Mimmo ha avuto la possibilità di siglare il secondo gol, ma ha sprecato almeno due ottime occasioni. Classifica alla mano, tutto è rimasto invariato. 9 punti di vantaggio sul Lecce a 9 giornate dalla fine sono tanti. L’obiettivo salvezza non è in discussione ed è alla portata anche il secondo obiettivo: migliorare i 46 punti ottenuti da Pioli l’anno scorso.
Infine i singoli. Pellissier è in difficoltà, Paloschi un po’ leggerino sotto porta, Thereau è stato ben controllato, ma ha raggiunto ugualmente la sufficienza piena. Bene Hetemaj, Bradley ha pagato il suo infortunio dopo un buon primo tempo. Non mi è piaciuto Dramè, che ha sbagliato troppo. Non male la coppia di centrali difensivi ed anche Frey ha giocato un match di sostanza senza grandi acuti e senza errori clamorosi. Lavoro oscuro ma importante di Sammarco.
PAREGGIO CON RIMPIANTO
Uscire dal Dall’Ara con un punto resta un buon risultato. Ma il Chievo per due volte si è portato in vantaggio e per due volte si è fatto raggiungere. Ecco spiegato il rimpianto per non essere riuscito a difendere il risultato sia sullo 0-1, sia sull’1-2.
Il primo tempo è stato piuttosto noioso, anche se il Chievo aveva mostrato qualcosa in più del Bologna. Nella ripresa ci sono state più emozioni (e più gol). La squadra di Di Carlo è tornata sui suoi buoni standard del periodo, cancellando la prova opaca con l’Inter. Mimmo mi ha sorpreso: pensavo di rivedere Sammarco sulla trequarti, invece il tecnico ciociaro è tornato all’assetto che prevede Thereau rifinitore dietro a Paloschi e Pellissier. In realtà anche Paloschi si è sacrificato molto in fase difensiva come gli aveva chiesto l’allenatore. Se il Bologna di Pioli è stato poco brillante, il motivo è da ricercare soprattutto nella prova compatta e intensa del Chievo.
Unico appunto a Di Carlo: avrei tolto Paloschi e non Thereau che però forse non stava bene avendo preso un paio di randellate.
Pellissier non segna più ma è sempre fondamentale nello sviluppo delle azioni d’attacco. Mi spiace per Hetemaj che meriterebbe di partire titolare, anche se Lucio questa volta ha raggiunto la sufficienza (rischiando il secondo giallo). Con il Siena domenica prossima il brasiliano sarà squalificato insieme a Rigoni. Hetemaj dovrà dimostrare di essere decisivo anche partendo dall’inizio.
Tornando al match di Bologna, il Chievo mi è sembrato più squadra rispetto alla formazione rossoblù. Resta sempre il dubbio: con un tecnico diverso (tipo Montella) questo Chievo avrebbe potuto essere già salvo e magari puntare a qualcosa di più come sta facendo il Catania?



