23
mar 2021
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Hellas Verona

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AMBIZIONI E FUTURO

Quando il calcio è la tua professione, essere ambiziosi è la normalità. Vuoi crescere, misurarti con avversari più forti, avere ingaggi migliori, puntare a trofei importanti, vincere e avere successo. Quando sei un calciatore sogni la serie A, poi l’Europa, la Nazionale, un top club. Quando arrivi a determinati livelli, puoi anche accorgerti di aver perso qualcosa per strada, di non essere felice nonostante i milioni in banca, la fama, le attenzioni di tutti. Ma se non provi, non lo sai.

Gli allenatori di oggi sono stati quasi tutti ex giocatori di professione. L’ambizione è rimasta nel loro DNA. Vogliono misurarsi con grandi squadre, portare le loro idee in club prestigiosi, puntare a traguardi importanti.

Juric sa che a Verona più di così non potrà ottenere. Anzi, dopo due stagioni memorabili, il rischio di ritrovarsi a lottare per la salvezza con l’acqua alla gola è alto. Sono sicuro che in questo momento l’allenatore croato sia contentissimo di guidare la truppa gialloblù. Sta bene a Verona e non ha intenzione di cambiare. Il problema potrebbe porsi se un grande club bussasse deciso alla sua porta.

Paradossalmente la flessione attuale del Verona, poco gradita a tutti, rischia di avere effetti benefici sul futuro. Alcuni giocatori sono usciti dai radar dei grandi club ed anche Juric ora appare un po’ meno “marziano” rispetto a poco tempo fa. Senza tentazioni sarà più facile rivedere in gialloblù una buona parte del gruppo attuale. E senza troppi stravolgimenti anche l’allenatore non avrà difficoltà a rispettare il suo contratto.

La speranza è che i rumors delle ultime settimane, non siano già diventati proposte serie di ingaggio accompagnati da veri progetti. A quel punto il finale di campionato del Verona non inciderebbe sul futuro dell’allenatore.

28
feb 2021
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IL FUTURO DI JURIC

L’allenatore croato sta facendo grandi cose, su questo siamo tutti d’accordo. Il suo Verona diverte, gioca senza paure, regala emozioni forti, conquista risultati sensazionali. La salvezza è già virtualmente in cassaforte, l’obiettivo più realistico da qui alla fine sarà migliorare il nono posto della scorsa stagione e superare quota 49 punti. Ma la partita più importante riguarderà la riconferma di Juric. E’ realistico ipotizzare di vedere Ivan il Grande ancora alla guida del Verona? No.

Conosciamo la forza economica di Setti, il suo credo calcistico, il suo modo di gestire la società. Con lui a capo della società sarà ogni anno una scommessa. Niente di scandaloso, sia chiaro. Dal punto di vista del presidente è comprensibile mettere il bilancio prima di ogni cosa e puntare tutto su plusvalenze, giocatori da lanciare, valorizzare e vendere. Dal punto di vista di un allenatore tutto cambia. Juric avrà voglia di crescere, di puntare a qualcosa di diverso, di rapportarsi con un club potenzialmente più grande. Questo è solo il mio pensiero, ma da quanto leggo e dalle voci che mi arrivano, il tecnico croato riceverà più di una proposta alettante. Difficile che decida di giocarsi una nuova scommessa con il Verona di Setti.

Spero vivamente di sbagliarmi, ma nella prossima stagione Juric scenderà al Bentegodi da grande ex.

27
dic 2020
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PROFUMO DI SALVEZZA

Sono passati quasi due mesi da quando il Verona, battuto il Benevento, si trovava insieme alle big del campionato in zona Europa League. Due mesi che hanno evidenziato alcune criticità e riportato la squadra di Juric in una posizione più realistica della classifica. L’Europa è giustamente più lontana. Squadre più attrezzate come Lazio o Atalanta sono ora davanti ai gialloblù, anche se di poco. Quasi due mesi per farci capire che l’obiettivo vero resta la permanenza in serie A. Oggi il profumo più intenso è quello della salvezza. Una salvezza tranquilla, senza patemi d’animo, senza troppe sofferenze. Centrare quest’obiettivo sarebbe un successo enorme per un club che ha venduto tutti i pezzi migliori, puntando su giovanotti talentuosi ma ancora molto acerbi e quasi tutti di proprietà altrui.

Juric è sempre stato molto chiaro anche quando i tifosi sognavano una stagione tra le prime. “Non si può crescere, quando i migliori vengono subito venduti”, ripeteva. Dopo il ko con l’Inter, ha avuto parole ancora più taglienti. “Probabilmente abbiamo sbagliato gli acquisti”. L’allenatore croato ha dovuto affrontare un periodo nerissimo in tema infortunati. Kalinic si è bloccato nel match perso con il Sassuolo, poi si sono bloccati anche Favilli e Di Carmine. In difesa il gioiellino Lovato non è più riuscito a trovare la forma ideale e con lui altri gialloblù, determinanti nella prima parte del campionato, hanno perso smalto. Questo Verona ha tenuto testa a formazioni più blasonate grazie al pressing asfissiante a tutto campo. Se cala la condizione fisica generale e mancano adeguati ricambi, tutto diventa molto più difficile. Eppure Juric è riuscito ugualmente a mantenere la sua squadra lontana dalla la zona calda. Un mezzo miracolo anche questo.

Spero che la società recepisca le sue richieste in tema rinforzi nel mercato invernale. Se non ci saranno innesti adeguati, è facile prevedere un girone di ritorno in affanno. Juric ha fatto grandi cose, merita di essere ascoltato e soddisfatto.

03
nov 2020
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Hellas Verona

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PROFUMO D’EUROPA

La vittoria (sofferta) sul Benevento proietta il Verona in zona Europa League. Siamo all’inizio, il campionato è lunghissimo e con ogni probabilità la squadra di Juric non riuscirà a restare appaiata a Inter, Napoli, Roma. Però in questo momento la classifica dice che i gialloblù viaggiano al ritmo delle grandi e mi sembra giusto sottolineare questo piccolo, grande capolavoro. Merito soprattutto dell’allenatore croato, bravissimo sul campo dall’allenamento durante la settimana (aspetto più importante), altrettanto bravo in conferenza stampa e nelle interviste. Mai banale, mai scontato, sempre diretto e schietto.

Subito dopo il successo sul Benevento ha ripetuto che i suoi giocatori devono migliorare ancora tantissimo. Ha spiegato che non è facile prendere in mano un gruppo nuovo, stravolto dal mercato, privato degli elementi più preziosi, con l’obiettivo di portarlo in poco tempo a certi livelli. Gli 11 punti in classifica, il pareggio con la Juve, il bel gioco, le tre reti rifilate al Benevento non hanno cancellato in lui la delusione per un mercato-scommessa a basso costo, rispetto agli incassi realizzati con la vendita di Amrabat e compagnia.

Nelle scorse settimane ho letto giudizi critici e sul valore di questa rosa con paragoni troppo prematuri rispetto al gruppo dell’anno scorso. Gli elementi di spicco della passata stagione, poi venduti più o meno profumatamente, erano giocatori semi sconosciuti o reduci da campionati non eccezionali. Sono diventati grandi soprattutto grazie a Juric. Perché non potrebbe fare lo stesso con qualche nuovo arrivato?

Da quanto visto finora, questo Verona ha svariate alternative in difesa (soprattutto tra i centrali), ha finalmente un attaccante di spessore (Kalinic), ha giovani interessanti a centrocampo che stanno già mostrando una crescita importante e all’appello manca ancora un certo Benassi. L’impressione è che ci sarà da divertirsi anche quest’anno. In un periodo così difficile per questa maledetta pandemia, sognare qualcosa di bello non costa nulla. Anzi, può servire a farci dimenticare per un attimo questo orribile 2020.

05
ott 2020
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NUOVO VERONA, VECCHIE INSIDIE E QUALCHE RISCHIO

Dopo aver seguito le prime due partite del Verona con qualche distrazione di troppo e su dispositivi non propriamente comodi come smartphone e tablet, con il Parma ho potuto osservare bene i gialloblù di Juric. Tra assenze per infortunio e mancati nuovi acquisti, mi aspettato una prestazione peggiore, anche se l’andamento del match è stato molto condizionato dal gol incassato dopo pochi secondi. Costretto a rimontare, il Verona ha fatto la partita, ha tenuto palla, ha messo pressione agli avversari, mostrando buone cose e qualche limite.

Favilli è acerbo per portare il peso dell’attacco, stesso discorso per il giovane Ilic (buona tecnica, discreta personalità, ma per essere titolari ci vuole molto di più). Giocatori che Juric farà crescere con i tempi giusti. La delusione più grande è stato Barak. Me lo ricordavo forte fisicamente, bravo negli inserimenti offensivi, efficace in entrambe le fasi di gioco con tanta qualità e quantità. Non conosco il suo stato di forma attuale. Immagino che la sua condizione non sia al top, un po’ lo spero. Resta il fatto che l’ex udinese non ha inciso, ha disputato un match anonimo, in un ruolo forse non del tutto congeniale alle sue caratteristiche. Alla terza di campionato non è il momento per fare processi affrettati. Sto solo scrivendo le mie impressioni dopo una partita.

Paragonare questa squadra a quella dello scorso anno non ha senso, almeno adesso. Il mercato è stato stravolto dal covid, le operazioni più importanti stanno per essere ultimate in queste ultime ore di trattative. La vera garanzia si chiama Juric, la sua riconferma è al momento l’acquisto più importante, ma attenzione: rischi e insidie sono dietro l’angolo. Riconfermarsi è sempre difficile, soprattutto quando le aspettative sono più alte. All’inizio della stagione scorsa tutti avrebbero messo la firma su una salvezza conquistata nelle ultime giornate. Oggi, al di là delle dichiarazioni ufficiali, c’è la speranza di tornare ad essere una delle belle sorprese del campionato. Le due vittorie con Roma e Udinese hanno acceso sogni, stuzzicato fantasie, lo stop di Parma ci ha riportato sulla terra. Sarà un campionato difficile. Mettereste la firma per una salvezza all’ultima giornata?

16
set 2020
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PORTE ANCORA CHIUSE: NESSUN RISPETTO PER I TIFOSI

Ho visto manifestazioni di piazza con gente accalcata che urlava e reagiva, quasi sempre indossando la mascherina, alle sollecitazioni del politico di turno. Pubblico distanziato nei teatri (dunque al chiuso), pubblico distanziato nei concerti all’aperto, pubblico (poco) presente all’Arena di Verona. Qualche deroga alle disposizioni ministeriali ha portato spettatori nei palazzetti, sempre nel rispetto del distanziamento sociale.

E mentre in Bundesliga arriva l’ok per il 20 per cento della capienza degli stadi, da noi tutto è ancora bloccato. Sinceramente non lo capisco. O meglio, capisco il timore di chi deve prendere decisioni così delicate, ma sono convinto che riaprire parzialmente gli stadi con tutte le precauzioni necessarie non comporterebbe un rischio più elevato rispetto alle situazioni sopra descritte.

Intanto è già tempo di campionato. Ho seguito non troppo da vicino la nascita del nuovo Verona. Ripetere i risultati eccezionali della scorsa stagione sarà molto difficile, mi accontenterei di una salvezza senza troppi patemi d’animo. Sarebbe già un’ottima impresa. Gli eterni ottimisti ripetono che il mercato è bloccato per tutte le squadre, che il covid ha complicato ogni trattativa, che se il Verona è in ritardo, lo stesso si può dire per le altre squadre.

Credo però che dopo la pioggia di milioni arrivata (o in arrivo) dalle svariate cessioni, qualcosa in più andava fatto. Juric non parla. Facile pensare che non sia molto contento. Contro la Roma farà fatica a schierare una squadra di livello tra infortunati e mancati arrivi. E per una formazione che deve salvarsi, partire forte sarebbe importante.

06
lug 2020
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Hellas Verona

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DIVERTIMENTO E PREOCCUPAZIONE

Godiamoci questo bel Verona dal divano di casa. Non si può fare altrimenti, almeno per ora. Sono convinto che in questa fase sarebbe semplice far tornare parte degli spettatori allo stadio, magari solo gli abbonati, distribuendo i posti ed evitando assembramenti. E’ chiaro che nessuno vuole prendersi questa responsabilità. Ora che il tesoro dei diritti tv è salvo, chi se ne frega dei tifosi, degli abbonati, della gente.

Parlare di divertimento dopo la sconfitta di Brescia, sembra un paradosso, quasi una presa per i fondelli. Non è così. Questo Verona, anche nelle giornate (o serate) più nere, dà sempre spunti interessanti. Mostra carattere, voglia, determinazione. Non può andare sempre bene, soprattutto quando la stanchezza si fa sentire e in panchina hai pochi ricambi di valore.

Il calendario ora dice Inter, Fiorentina, Roma, Atalanta, Torino e Lazio.  Sono sicuro che i gialloblù riusciranno a creare svariati grattacapi a squadre partite con ben altre ambizioni rispetto a quelle dell’Hellas. Sì, ci sarà da divertirsi ancora per un po’.

Le preoccupazioni invece arrivano quando penso al mercato e alla squadra del prossimo anno. Riuscirà il prode diesse D’Amico a trovare degni sostituti dei vari Amrabat, Rahmani, Kumbulla? Siamo in luglio, la salvezza è da tempo in cassaforte, eppure Juric resta in bilico tra le promesse del presidente e la tentazione di ripartire da una nuova società in cerca di rilancio (Fiorentina?).

Un club forte avrebbe già blindato il principale artefice di un’annata straordinaria con programmi chiari e condivisi con il tecnico. Per questo sono un po’ preoccupato, ma anche speranzoso che alla fine sarà fumata bianca.

21
giu 2020
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ODIO IL VAR E IL PUBBLICO VIRTUALE

Già il nome fa piuttosto schifo: Video Assistant Referee. Un sistema che ancora non sappiamo se chiamarlo al maschile o al femminile. La verità è che il mio odio non è per questo tipo di tecnologia, ma per come viene utilizzato. Il Var ci sta confondendo, ci sta cambiando, ci sta manipolando. Stiamo adattandoci a qualcosa che è innaturale e per nulla oggettivo. Rivedere un’azione al rallentatore per poi decidere intenzioni, volontà, cattiveria di un’entrata, di un intervento, di un tocco con il braccio o una manata in faccia, è sbagliato. Almeno io la vedo così.

Benissimo la tecnologia per questioni oggettive (palla oltre la linea, gol fantasma, fuorigioco), ma situazioni come quella relativa a Borini, rischiano di falsare un match più di quando il Var non esisteva.

La questione di fondo è sempre la stessa. C’è un arbitro che giudica e che può sbagliare. C’è la buonafede, ma anche il sospetto di decisioni pilotate. Il Var spesso non chiarisce, ma confonde, alimenta polemiche, dubbi, rabbia.

Per fortuna il Verona di Juric è riuscito ad essere più forte anche degli addetti al Video Assistant Referee, ma la squalifica di Borini rimane sullo stomaco, lasciando quel senso di amarezza che nemmeno i tre punti riescono a togliere del tutto.

Non mi piace il Var e non mi piace questo calcio senza pubblico. I rumori virtuali dei tifosi proposti da Sky o gli spalti animati digitalmente come accaduto nella finale di Coppa Italia, vogliono quasi farci credere che il calcio può essere bello anche senza gente. Tutto questo mi fa solo tristezza. Qualcuno ha paragonato queste trovate agli aperitivi in videochat durante la quarantena, ai concerti in streaming, alle riunioni su zoom. Non è così. Dietro alle videochiamate ci sono persone vere, che comunicano a distanza. Qui il pubblico è finto, i rumori sono registrazioni. Il vuoto rimane. Il calcio senza i tifosi è un altro sport, un’altra cosa. Decisamente più brutta.

08
mar 2020
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Hellas Verona

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PICCOLO INCIDENTE DI PERCORSO

Primo tempo da Verona, ripresa sottotono. Il pareggio sarebbe stato più giusto, ma non è il caso di drammatizzare. La squadra di Juric ha mostrato due facce a Marassi contro la Sampdoria. Sono convinto che nel secondo tempo il calo dei gialloblù sia arrivato più per calcolo che per bravura avversaria. Il piano era di lasciare il pallino alla Samp per colpire di rimessa, facendo affidamento sulla solidità difensiva e la velocità nel ribaltare l’azione, sfruttando gli spazi che i blucerchiati avrebbero concesso. E’ andata male. Una lezione da tenere ben a mente per il futuro.

Questo Verona non deve fare troppi calcoli e non deve risparmiarsi. Non voglio togliere i meriti alla Sampdoria, brava a pigiare sull’acceleratore dopo l’intervallo, però sono sicuro che i gialloblù ci abbiano messo del loro, penalizzati anche dal Var e dall’arbitro. Senza la moviola, nessuno avrebbe concesso un rigore del genere. E credo che in altre situazioni, con altri arbitri e altre squadre interessate, quel presunto fallo di Dawidowicz sarebbe scivolato via senza sanzioni. Pazienza.

Hanno perso anche Milan e Parma, il Verona ora deve concentrarsi sul Napoli e riscattarsi dopo il passo falso di Marassi. Sempre se si giocherà. Con tutte le manifestazioni sportive sospese, le scuole chiuse, campionati giovanili fermi, trovo allucinante la decisione di far disputare le partite di A e B quando il paese è in piena emergenza. Sono d’accordo con Damiano Tommasi.

09
feb 2020
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TROPPO BRAVI, ANZI… MASSA

Tre partite in una settimana contro Milan, Lazio e Juventus. Dopo i primi due entusiasmanti pareggi, al termine di prove convincenti, ero pronto a scommettere sul ko dei gialloblù. Per fortuna non sono un appassionato di puntate sportive, altrimenti sarei in bancarotta. Il ragionamento però era semplice e piuttosto logico. Arriva la Juve – pensavo – più riposata non avendo giocato a metà settimana. Arriva anche l’arbitro Massa, che di certo non è un amico del Verona e dei veronesi. E quando giochi tre volte in una settimana, la terza gara la paghi sul piano fisico. Risultato scritto, insomma.

Invece questo Hellas non smette mai di stupire. Riesce addirittura a ribaltare il risultato dopo la rete di Cristiano Ronaldo, quando il match sembrava incanalato nel verso da me previsto. Prima un fuorigioco millimetrico aveva tolto il gol a Kumbulla che a tutti era sembrato regolare. Tutto normale quando gioca la Juve, pensavo. Le gare da vincere sono altre. Eppure mentre osservavo i ragazzi di Juric lottare su ogni pallone, difendersi con coraggio, ripartire in velocità, la speranza di una grande impresa si faceva spazio tra i miei pensieri. Sensazioni.

Più passavano i minuti e più l’arbitro Massa appariva stranamente equilibrato. Ha fischiato tanto, anche troppo e da entrambi le parti. Altra inaspettata sorpresa. Già il pareggio di Borini mi sembrava un mezzo miracolo. Quando Massa, chiamato al Var, ha assegnato il rigore al Verona per un tocco di braccio che in passato mai sarebbe stato punito, ho capito che la serata era di quelle speciali, di quelle che entrano di diritto nella storia dell’Hellas Verona. Pazzini ha calciato con freddezza e precisione nonostante un’attesa da brividi che mi sembrava eterna. Il Bentegodi è esploso, i 6 minuti di recupero hanno aggiunto altra tensione, poi la meritata festa, la gioia per un’impresa fantastica, straordinaria, stupenda.

Avremo tempo per parlare del futuro, dei nuovi obiettivi (la salvezza è già al sicuro da settimane), adesso è giusto restare al presente e godere per quanto sta facendo la magica truppa di Juric. Finalmente il Verona fa parlare tutta Italia (e non solo) per come gioca a calcio e per i risultati ottenuti sul campo. Meraviglioso.