MIMMO RITROVA IL SUO CHIEVO
Ho rivisto la squadra combattiva e grintosa che Di Carlo ci aveva fatto conoscere. Pressing a centrocampo e ripartenze. Il gioco del Chievo di Mimmo è questo, non c’è nulla di nuovo. Ma quando mancano intensità, carattere, grinta e brillantezza fisica, i risultati non arrivano. A Genova invece i gialloblù hanno mostrato quelle caratteristiche che negli ultimi tempi sembravano sparite.
E’ giusto parlare anche dei cambi apportati alla formazione dall’allenatore. Rigoni ha dato solidità e Bradley, più libero da certi compiti, ha mostrato le sue qualità. L’americano è in forma, peccato per il giallo che lo terrà fuori nello scontro diretto con il Cesena domenica prossima. Abbiamo rivisto Cruzado che si è piazzato tra le linee insieme a Thereau con Pellissier attaccante di riferimento là davanti. Mossa azzeccata.
Perdere a Marassi avrebbe aperto ufficialmente la crisi, invece il Chievo ha reagito, è tornato a non prendere gol ed ora può respirare senza affanno. Contro il Cesena saranno squalificati anche Thereau e Drame’, ma le opzioni non mancano a Di Carlo.
IL NAPOLI PASSA CON DISARMANTE FACILITA’
Non è mai stato in partita il Chievo di Mimmo Di Carlo. Il Napoli era in crisi, non vinceva da un bel po’ e in casa ultimamente aveva lasciato punti a tante piccole. Con il Chievo ha passeggiato senza incontrare particolari difficoltà. La squadra di Mazzarri è partita forte, ha messo subito sotto i gialloblù, ha segnato, ha raddoppiato e poi ha amministrato.
Di Carlo non si è inventato nulla di nuovo, ha schierato la solita formazione con il solito atteggiamento, anzi. I centrocampisti erano ancora più bassi del solito, mentre Pellissier e Paloschi là davanti isolati e inefficaci. Non c’è molto da dire su questa partita. Nessun acuto degno di nota, nessuna speranza di rientrare nel match. Almeno questo è ciò che ho visto. Poi possiamo discutere sul fuorigioco di Cavani nell’azione del rigore, ma la giustificazione sarebbe un po’ troppo leggera. Da sottolineare invece l’ennesima rete presa da palla inattiva. Un problema non di poco conto, se pensiamo che mai come quest’anno il Chievo fatica a trovare la vita del gol allo stesso modo. Ora il Genoa a Marassi e poi lo scontro diretto con il Cesena, la partita da non fallire.
GELO
Freddo polare. In tutti i sensi. Spalti semivuoti, in campo una squadra che non emoziona. Una partita, quella con il Parma, già vista tante volte. Poteva finire in parità. Una disgraziata mossa di Luciano l’ha regalata al Parma. Questa volta Mimmo non mi ha convinto per nulla. Ok Acerbi, ok Lucio in panca, ma quando decidi di passare a tre dietro sull’1-1 e becchi un gol, devi essere bravo a modificare al volo i tuoi piani. Invece Di Carlo ha messo dentro Sardo per Thereau e non è riuscito a riacciuffare il pareggio. Donadoni invece ha cambiato per dare più spinta ai suoi, per provare a vincere ed è stato premiato.
Luciano cos’ha dato in più al posto di Sammarco? Possibile che un elemento cardine come Rigoni debba rimanere ancora in panca? Bradley sta facendo benino, è vero. Ma allora perché non spostarlo a destra con Rigoni centrale? Perché non provare Cruzado nel ruolo che fu di Marcolini mettendo quindi un po’ di qualità in mezzo? Dal mercato non è arrivata la punta. Non c’erano le condizioni, così sostiene Sartori. Io continuo a chiedermi perché Uribe viene sistematicamente escluso. Non merita qualche chance in più il colombiano?
Sulla lotta salvezza non c’è molto da dire. Il distacco dalla terz’ultima permette sonni tranquilli, anche per questo avrei preferito un Chievo più spregiudicato. Ma sono le solite parole al vento, quindi termino qui.
NOVARA BYE BYE, IL CHIEVO ACCELERA NEL SEGNO DI PELLISSIER
Vittoria netta e meritata contro una squadra che ha poche possibilità di restare in A, nonostante gli innesti di Mascara e Caracciolo. Se uno degli obiettivi del Chievo la scorsa estate è questo, ha fatto bene Sartori a non toccare l’attacco. L’Airone non mi ha proprio impressionato, forse anche grazie al bravo Acerbi e all’attento Andreolli.
Decisiva l’accelerata della truppa di Di Carlo che ha infilato la seconda vittoria in trasferta grazie al ritrovato dinamismo, all’intensità e a una compattezza che nelle ultime uscite sembrava perduta. Ma la copertina è tutta per Pellissier che ha ritrovato il gol (il famoso centesimo con il Chievo) dopo 9 partite di digiuno. Per Sergio inizia un nuovo campionato, per il Chievo la stagione potrebbe cambiare domenica prossima quando arriverà il Parma. Una vittoria anche contro la squadra di Donadoni aprirebbe nuovi e stimolanti scenari, ma meglio non dirlo, visto che il famoso salto di qualità è sempre stato fallito.
Era una partita insidiosa e difficile quella con il Novara. Mimmo non ha perso la bussola, anzi. Ha ritrovato il suo Chievo ed è stato bravo a premiare Acerbi, rilanciando anche Dramè ed Hetemaj. Mosse azzeccate. Questa sera lui e la sua squadra meritano solo applausi, anche se mi aspettavo qualcosa in più dal Novara. Stimo Mondonico per quello che ha dato al calcio e sono felice che abbia sconfitto il cancro. Ma sono convinto che Tesser avrebbe meritato ancora qualche partita alla guida dei piemontesi.
LA BARZELLETTA MORIMOTO
Un giornale locale pubblica foto del ragazzo con tanto di virgolettati. Il giorno dopo, quando ovunque circolava la notizia di un problema fisico evidenziato dalla visite mediche, l’unica spiegazione è che la società ha scartato il giocatore per motivi tecnici. Insomma, una barzelletta, il segreto di Pulcinella, una storia quasi surreale. Sono convinto che Morimoto non avrebbe fatto fare il salto di qualità all’attacco del Chievo. Ma come può Sartori smentire addirittura di averlo trattato? E le foto a Verona durante le visite mediche? E le dichiarazioni del giocatore che si sentiva già del Chievo? Dai, per piacere!
Dopo questa doverosa introduzione, parliamo del mercato clivense. Dainelli a mio avviso è un altro Mandelli, non ce n’era proprio bisogno. Anzi, il suo arrivo andrà sicuramente ad aumentare il malumore di altri giocatori già chiusi dalla coppia Andreolli-Cesar. Acerbi era stato preso per la difesa a tre, poi ci fu il cambio di modulo, un infortunio, e il ragazzo si è trovato chiuso del tutto. Forse Mimmo vuole tornare alla difesa a cinque? Ma allora andava preso un altro esterno destro in alternativa a Sardo (Frey non ha caratteristiche di spinta adeguate al 5-3-2). Uribe non ha accettato Vicenza e secondo me ha fatto bene. Lui meriterebbe qualche possibilità in più, ma finora Mimmo lo ha spedito quasi sempre in panchina. Eppure il colombiano ha segnato in Coppa Italia e ha lanciato segnali discreti. Lui in Colombia giocava da prima punta, proprio come oggi fa Pellissier. Perché non utilizzarlo con più continiutà? Certo, c’è Paloschi che sembra in crescita (è un’altra prima punta) ma allora perché non provare un altro modulo offensivo?
Aspettiamo le risposte dal campo, anche se qualcosa dopo questo mercato non mi torna. Sempre pronto ad essere smentito.
CHIEVO SENZ’ANIMA
Se vuoi contrastare una squadra dotata di maggior qualità, devi metterci anima, carattere, grinta, corsa, intensità. Il Chievo sceso in campo contro la Lazio ha trotterellato, combinando poco o niente e facendosi infilare con disarmante facilità. Avessero giocato gli stessi di mercoledì, sono convinto che avremmo visto una squadra più cattiva, con i suoi limiti, ma desiderosa di riscattare la figuraccia di Coppa. Invece Mimmo, com’era prevedibile, ha riproposto la formazione di Lecce che è scesa in campo come se l’eliminazione con il Siena non ci fosse stata. Poco mordente, poche idee, tantissimi errori. Salvo solo Thereau, che si è sbattuto e ha mostrato buoni numeri.
Di Carlo ci ha messo molto del suo. Se Thereau fa il trequartista, perché rinunciare a una punta come Uribe (tribuna per lui) per tenere in panchina tre centrocampisti (Vacek, Cruzado, Hetemaj)? Moscardelli è in un periodo nero, eppure Mimmo ha voluto solo lui come attaccante di riserva. Davvero incomprensibile.
Contro una Lazio non stratosferica il centrocampo del Chievo andava al rallentatore, in attacco i soliti problemi e questa volta anche la difesa ha traballato in modo eccessivo. In un attimo la squadra è tornato nella parte destra della classifica piena di dubbi che potrebbero presto trasformarsi in paura.
Il calendario propone ora due scontri salvezza delicati. Giovedì sera il Novara, davanti ai suoi tifosi, ha una delle ultime possibilità per riavvicinare la quart’ultima (il Siena) e alimentare le poche speranze di salvezza (deve rimontare 7 punti), poi al Bentegodi arriverà il Parma. Il Chievo deve rimettersi a correre come faceva ad inizio stagione e la società deve fare attente valutazioni in queste ultime ore di mercato. Mimmo non gode più della fiducia della piazza. Ha il gruppo ancora in pugno? Solo le prossime gare daranno risposte in questo senso.
CHIEVO, CHE DELUSIONE!
Se contro l’Udinese mi ero ricreduto, ieri invece sono rimasto molto deluso. Di Carlo ha sbagliato modulo e giocatori, ha gettato al vento il passaggio in semifinale di Coppa Italia, traguardo storico e occasione unica, visto che di fronte c’era il Siena. Ok il turn over, ok cambiare qualcosa, ma stravolgere in questo modo la squadra mi è sembrata una mossa azzardatissima. Ero pronto, come sempre, a valutare i fatti ed eventualmente a ricredermi. Invece il Chievo ha deluso. Capisco e appoggio la delusione generale di chi già assaporava una semifinale di alto livello, sperando in un colpaccio.
Perché schierare cinque difensori? Perché utilizzare tutte le attuali riserve? Sia chiaro, non è tutta colpa di Di Carlo, anche chi è sceso in campo ci ha messo del suo. Moscardelli non è ha azzeccata una, tanto per fare un esempio. Ma è sempre l’allenatore che deve dare ai giocatori le giuste motivazioni, lo spirito battagliero, oltre alle nozioni tattiche. Il Chievo ha affrontato questo impegno con l’atteggiamento sbagliato. Male, malissimo… Un’eliminazione che potrebbe avere brutte ripercussioni in campionato. Il modo perggiore per presentarsi alla prima di ritorno contro la Lazio. E se penso che la squadra ha un buon vantaggio sulla zona retrocessione, perché risparmiarsi in questo modo?
PAREGGIO CON RIMPIANTO E UN BEL PO’ DI RABBIA
Guardi la classifica e dici: un punto guadagnato sul terzultimo posto. Ripassi la partita e il pareggio ha il sapore della beffa. Prendere gol nel recupero fa male. E se poi non ti danno quello che ti spetta, il rimpianto diventa rabbia. Il rigore su Thereau era netto e andava assegnato, non c’è molto da aggiungere. Analizzando tutto il match, i regali delle rispettive difese, le occasioni, gli errori, devo dire che il Lecce ha meritato il punto, mentre il Chievo ha gettato alle ortiche una vittoria che dopo mezzora sembrava in cassaforte. Un film molto simile alla partita con il Novara al Bentegodi. La squadra di Di Carlo è partita bene, ha segnato due gol e poi si è rilassata, cercando soprattutto di contenere l’avversario, che attaccando e creando occasioni ha preso sempre più fiducia. Con un atteggiamento del genere non ti può andare sempre bene (anche se quel rigore…).
Sul primo gol del Lecce sbaglia l’uscita Sorrentino, unica indecisione di una gara per lui quasi perfetta. Sul secondo è Jokic a commettere un errore decisivo, dopo un match giocato su buoni livelli. Mi è piaciuto Thereau, mentre a centrocampo non mi hanno convinto Luciano e Sammarco. Il brasiliano è per Di Carlo un elemento insostituibile. Io continuo a pensare che Hetemaj meriti di giocare sempre più degli altri due, ma il tecnico non la vede così. Amen. Pellissier non è ancora uscito dal suo piccolo incubo. Non segna, ma il suo apporto là davanti è sempre importante. E’ stato ancora una volta colpito duro, ha stretto i denti, ha resistito, merita solo applausi.
Non so cosa abbia scatenato la rissa finale. Di sicuro non è stato un bel vedere. Un siparietto molto triste al termine di un match pieno di emozioni.
E’ finito il girone d’andata, il Chievo è in perfetta media “salvezza tranquilla”, ma non può certo rilassarsi.
Ultima nota su Cruzado. Il peruviano ha mostrato buoni numeri e a mio avviso andrebbe utilizzato di più nel suo ruolo naturale (a sinistra del centrocampo) e non da trequartista come invece faceva Di Carlo ad inizio stagione. E domenica si riparte dalla Lazio al Bentegodi. Inizia una sorta di nuovo campionato per il Chievo, in attesa di novità dal mercato. Secondo voi di che cosa ha bisogno questa rosa?
PARTITA DA VINCERE, PARTITA VINTA: BRAVO CHIEVO E BRAVO MIMMO
Applausi. Il Chievo operaio dà una sberla secca a un Palermo già traballante di suo. Un Palermo che il suo presidente ha rovinato con la consueta girandola di allenatori (Pioli, Mangia, Mutti e presto probabilmente ancora Mangia). Un Palermo senza identità, costruito con un’idea, cambiato dallo stesso Pioli, poi modificato da Mangia ed ora in balia di un nuovo tecnico che non ha portato la svolta. Ma del Palermo, onestamente, mi importa poco o niente. Oggi è giusto sottolineare i meriti dei gialloblù, che si sono fatti trovare pronti all’appuntamento, conquistando tre punti meritati e mantenendo un buon vantaggio sulla zona rossa (sono ancora otto i punti dalla terz’ultima, il Cesena).
Di Carlo ha sorpreso tutti piazzando Sammarco mezzala sinistra al posto di Hetemaj. Paolino, galvanizzato dalla nascita del primo figlio Niccolò (congratulazioni vivissime) e dal gol in Coppa Italia con l’Udinese, ha risposto presente, siglando una rete pesante come un macigno, una rete da tre punti che ha regalato una classifica invidiabile alla squadra della Diga (nono posto a quota 23 quando manca una giornata alla fine del girone d’andata).
Non fa nulla di stratosferico questo Chievo, ma è ordinato in mezzo, arcigno quanto basta e si vede lontano un miglio che il gruppo è unito e affiatato. Tanti giocatori, quasi tutti di pari livello, pochi musi lunghi, anche se ognuno vorrebbe essere scelto tra i titolari. Sammarco è un esempio. Criticato quando veniva schierato trequartista, non ha mai fatto una polemica, non ha mai urlato: “Questo non è il mio ruolo!”. Ha lavorato in silenzio ed ora è il suo momento. Bravo.
E un applauso merita Di Carlo, che non ha fallito l’appuntamento con i tre punti. Certo, piacerebbe a tutti vedere un Chievo vincere con due o tre gol di scarto. Ma di questi tempi, con le punte che non riescono a centrare la porta, va bene anche così. Buon impatto sul match, vantaggio meritato e poi la solita fase difensiva senza mai rinunciare a colpire in contropiede. Gestire un solo gol di vantaggio è sempre rischioso, ma sono sicuro che Mimmo quel rischio lo ha calcolato. Con il Palermo il Chievo ha fatto di più e ha meritato la vittoria. Un successo che permetterà ai gialloblù di affrontare il match di Lecce senza affanni. Occasione ideale per il Capitano per arrivare all’agognato centesimo gol. Sarà la volta buona?
LA VITTORIA CHE NON TI ASPETTI
Sorpresa. Alla vigilia della trasferta di Coppa Italia, sono sincero, ero tra i pessimisti. Alla lettura dei convocati non ho risparmiato critiche a Di Carlo per la scelta di lasciare a casa Sorrentino, Cesar, Andreolli, Hetemaj, Pellissier e compagnia. Perché non puntare sui giocatori che Mimmo ritiene in questo momento più meritevoli di giocare in campionato? Perché ripetere l’errore dell’anno scorso con il Palermo? Sbagliato. Di Carlo non ha fatto come Pioli, che a partita in corso fece entrare giocatori (Rincon) non pronti per la serie A. A Udine Mimmo ha giocato la carta Thereau (un titolare a tutti gli effetti) ed è stato ricompensato a dovere, anche se la strategia di togliere Paloschi per Mandelli non mi era andata giù.
Difendere il vantaggio di un gol a 20 minuti dalla fine piazzando un difensore per una punta è una mossa che personalmente non condivido. E infatti è arrivato il pareggio, dopo una serie di occasioni mancate dalla squadra di Guidolin. Il Chievo ha saputo ributtarsi in avanti e grazie alle qualità di Thereau (ma non dimentico l’ottimo assist di Vacek) è riuscito a vincere e a passare il turno.
Il match di Udine ha dato risposte importanti al tecnico. Sardo merita di tornare anche in campionato, Cruzado ha mostrato buoni numeri, Sammarco è una mezzala che sa inserirsi. La nota negativa però è sempre la stasse: l’attacco fa una fatica tremenda. Moscardelli non sembra al top della condizione e Paloschi non può sprecare così tanto. Segnali che la società deve tenere presenti. Perché Uribe non è stato convocato? Non poteva servire anche a lui questa prova? Immagino che il colombiano sia già stato tagliato per quest’anno e che Sartori sia già sulle tracce di una nuova punta. Uribe infatti non compare nella lista degli infortunati (anche se conoscere le reali condizioni dei giocatori è sempre un’impresa al Chievo) e solo pensando a una sua imminente cessione posso spiegare la sua assenza al Friuli. Staremo a vedere. Complimenti a Puggioni, praticamente perfetto. Fossi in Sartori non me ne priverei. Avere un secondo portiere titolare, nel calcio di oggi, è molto importante (senza nulla togliere al buon Squizzi). Sorrentino è una garanzia, ma bisogna sempre mettere in preventivo il peggio (leggi infortunio).
Nei quarti i gialloblù affronteranno il Siena. Avversario alla portata (c’è anche da vendicare la scoppola in campionato) ma adesso il pensiero è tutto per il campionato e per il Palermo che arriverà domenica al Bentegodi. Quale sarà la formazione migliore da opporre ai rosanero? Io dico Sorrentino, Sardo, Andreolli, Acerbi, Jokic, Sammarco o Luciano, Bradley, Hetemaj, Thereau, Pellissier e (a sopresa) Moscardelli. L’attaccante romano ha solo bisogno di fiducia e di giocare.



