12
feb 2018
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Sport

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VERONA SEMPRE PIÙ GIÙ: COLPA NOSTRA?

Il Verona sta sprofondando verso la serie B. Ma i bilanci sono a posto. Bisogna essere contenti? Per il presidente Setti sì, idem per Fusco che non si spiega questo clima avverso, le critiche, la contestazione dei tifosi. Forse i dirigenti dell’Hellas non sanno (più probabile che fingano di non sapere) che la gente, i sostenitori, gli appassionati di calcio, vivono di speranze e sogni. Valutano le promesse, i fatti, le spiegazioni e reagiscono di conseguenza.

Lo stesso faccio io in questo spazio, mai per partito preso o spinto da chissà cosa o chissà chi. Non è compito mio incitare, tifare, spingere in una certa direzione. Non l’ho mai fatto e mai lo farò. Eppure da quanto letto a firma presidente Setti o dalle voci arrivate fin qui, messe in giro dal direttore sportivo Fusco, sembra che i principali colpevoli di questo Verona in caduta libera siano i giornalisti cattivi!

Mi fa sorridere Pecchia quando dice: adesso vedo un gruppo motivato, coeso, che dà tutto per raggiungere l’obiettivo. Anche se giocassero i miei ex compagni di squadra del campionato amatori, darebbero tutto senza fare le prime donne o senza polemizzare. Il problema è un altro.

Per raggiungere determinati obiettivi a certi livelli, non basta essere uniti e remare tutti nella stessa direzione. Serve prima di tutto qualità. Se decidi di non sostituire Caceres o di prendere Petkovic in prestito al posto di Pazzini. Se ritieni Calvano giocatore adatto a fare la serie A, dopo averlo tenuto fuori rosa per mesi o Fares inamovibile terzino sinistro, non puoi colpevolizzare tifosi e giornalisti per il clima ostile.

Gli esempi di scelte scellerate sono tantissimi, ma preferisco fermarmi ai fatti, alla classifica: 16 punti in 24 partite; penultimo posto a meno cinque dal Crotone. Ma i bilanci sono a posto…

04
feb 2018
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Hellas Verona

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VERONA SPUNTATO E AFFONDATO

Poteva essere l’occasione giusta per restare in scia del treno salvezza. Il Verona ha affrontato una Roma smarrita, forse svogliata, sicuramente non al top. Una Roma rimasta in dieci per quasi tutto il secondo tempo in evidente stato di agitazione. Eppure l’Hellas non è riuscito mai ad impegnare seriamente il portiere giallorosso, mostrando una pochezza offensiva imbarazzante.

Senza attaccanti veri non si va da nessuna parte. La Roma non ha rubato niente, sia chiaro, ma deve ringraziare Setti e Fusco se di fronte ha trovato un manipolo di volenterosi ragazzi senza nemmeno una punta degna di questo nome. La società ha deciso di liberarsi di Pazzini, sostituendolo con il nulla assoluto. Petkovic non ha le qualità per ricoprire il ruolo di centravanti. Come lui tutti i suoi compagni.

Pecchia ha dato l’ok a questo triste “mercato di riparazione”, convinto (?) di poter fare punti giocando con “falsi nove” come Kean, Matos, Petkovic, Aarons e compagnia. E’ inoltre convinto (?) di poter lasciare in tribuna gente come Verde e Fossati, puntando su Calvano, Lee e Soupayen come primi cambi. Strana anche la decisione di rinunciare a Heurtaux, tenendo solo Boldor come centrale difensivo di ruolo in panchina.

Classifica alla mano il Verona deve recuperare 5 punti. Distacco teoricamente colmabile, ma servirebbe il classico miracolo. E io ai miracoli non ci credo. Voi?

28
gen 2018
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Hellas Verona

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NESSUNA ILLUSIONE

La salvezza è ancora lontana, l’impresa di Firenze ha salvato Pecchia ma non ancora il Verona. Non voglio dispensare negatività, cerco solo di essere realista, proprio com’era successo dopo il 3-0 rifilato al Milan. Quella vittoria evitò ai gialloblù di sprofondare, ma sappiamo cosa accadde a Udine. Battere la Fiorentina non serve a nulla se poi perdi gli scontri diretti e non dai seguito al colpaccio. Domenica prossima arriva la Roma, poi sono in programma due trasferte sui campi di Sampdoria e Lazio. Troppo alto il rischio di veloci ricadute per fare festa ora.

Per dare giudizi sulla nuova rosa, attendo la chiusura del mercato. Fusco e Pecchia hanno deciso di rinunciare a giocatori che dovevano essere punti fermi del Verona del futuro. Operazioni che sembrano dettate dalla necessità di fare cassa. Non è così? Vediamo chi arriverà al loro posto e con quale formula. Poi apriremo una discussione sul tema.

Sulla riconferma di Pecchia resto sempre molto scettico. Sono pronto a recitare il mea culpa, ma serviranno altre imprese come quella di Firenze. Ogni giudizio quindi è rimandato. Di certo sono rimasto sorpreso dal match del Franchi e della reazione dei gialloblù. Sia chiaro, tutto è andato per il verso giusto. Ripeto: meglio evitare ogni facile illusione e aspettare i prossimi (difficili) impegni.

22
gen 2018
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Hellas Verona

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SENZA PAROLE

Purtroppo qualche parola la devo trovare, ma faccio davvero fatica. Ho cercato un titolo che rendesse l’idea della mia delusione e di quella di tutto il popolo del Verona. Niente. Cerco di mettermi nei panni di tutti voi che partecipate alle mie discussioni con passione e competenza. La sensazione è quella di una enorme presa per i fondelli da parte di Setti, Fusco ed anche Pecchia. Il direttore sportivo che rispondeva sulla questione Caceres con false affermazioni (“ha un contratto fino a giugno, non è detto che vada via”, quando sapeva perfettamente che il difensore se ne sarebbe andato). Il presidente che solo pochi giorni fa ha avuto il coraggio di definire “grande mercato” la penosa campagna acquisti invernale. Pecchia che ostentava sicurezza, vedendo grande crescita, soprattutto nelle partite interne. Insomma, una enorme presa in giro, per non usare parole più forti e volgari.

La realtà è che in questo Verona non c’è nulla di giusto. Al comando c’è un presidente senza portafoglio che si è fidato di un direttore sportivo incantatore di serpenti, che ha fatto danni enormi in coppia con l’amico Pecchia. Quando non ci sono soldi, servono idee e una rete di rapporti di alto livello. Fusco sarà ricordato per la farsa Cassano e per aver contribuito a far scappare Luca Toni, uno che avrebbe meritato ben altra considerazione in questo club. Ci sarà il tempo per analizzare nel dettaglio una gestione dei giocatori decisamente fallimentare. E ci sarà tempo per parlare delle enormi responsabilità di Maurizio Setti.

Adesso bisogna pensare all’immediato futuro. Con Fusco e Pecchia le possibilità di salvezza sono zero. Con un altro allenatore qualcosa potrebbe cambiare, ma ci vorrebbe anche un nuovo direttore sportivo in grado di esplorare nuovi orizzonti, nuovi mercati, nuove amicizie. Non credo che Setti abbia le possibilità finanziarie per sostituire staff tecnico e direttore insieme. Più realistico pensare ad un cambio di panchina. Di Carlo lo conosco bene. Potrebbe essere l’uomo giusto in una situazione così. Sarebbe sicuramente disposto a guidare il Verona fino a maggio senza grandi pretese economiche. Ha già vissuto esperienze del genere, saprebbe dare più compattezza alla squadra, rigenerando gente in questo momento demotivata per colpa delle assurde decisioni di Pecchia. Sia chiaro, sarebbe un tentativo disperato, ma indugiare ancora vorrebbe dire retrocessione certa.

Alla fine le parole sono arrivate. E pure il titolo: PECCHIA AL CAPOLINEA: CON LUI SERIE B SICURA. Ma preferisco lasciare quello di prima.

07
gen 2018
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Hellas Verona

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PECCHIA SEMPRE PIU’ INCOMPRENSIBILE

A Napoli è andata come previsto, anzi meglio del previsto. Pensavo sinceramente che il Verona venisse sommerso di gol. Ne ha presi solo due, dopo aver subìto lo strapotere della capolista dall’inizio alla fine. Decisamente meno comprensibile l’allenatore Fabio Pecchia che ha deciso di affrontare la corazzata partenopea con un centrocampo leggerissimo, tenendo in panchina Bruno Zuculini (non al meglio), Fossati, Valoti per giocarsi la carta Calvano come secondo cambio. Scelta che fatico a capire. Un centrocampista riaggregato quasi per disperazione, diventa improvvisamente elemento imprescindibile in testa alle gerarchie del tecnico. Vicenda strana, molto strana. Se prima Calvano era fuori rosa ed ora decisamente dentro, qualcuno deve aver sbagliato. A Napoli Pecchia lo ha inserito al posto di Bessa quando l’Hellas era sotto 1-0 e avrebbe dovuto cercare almeno di pareggiare (quindi attaccare). Come terzo cambio (dopo il raddoppio del Napoli) l’allenatore ha inserito Felicioli (un difensore) al posto di un esterno offensivo come Verde. Ok, il match era praticamente già deciso, ma perché non dare altri minuti a Lee o a Valoti che sono giocatori del Verona e non prestiti?

Di Pazzini abbiamo già parlato e quindi non torno sulla questione. Pecchia ha fatto delle scelte condivise con l’amico Fusco e al momento il risultato è semplicemente penoso: 13 punti in 20 partite, un disastro. L’allenatore ha dimostrato con i fatti di non avere le idee chiare su ruoli e giocatori, cambiando tante formazioni, tante posizioni e moduli. Ho il timore che la squadra abbia raggiunto il suo massimo livello e che senza rinforzi veri non riuscirà ad accelerare ulteriormente, rischiando invece di essere addirittura presa dal Benevento. E’ vero, Udine a parte, la squadra ha offerto discrete prestazioni, ma se giochi senza bomber come fai  a segnare? E se non segni non fai punti, ovvio.

 

31
dic 2017
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Hellas Verona

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TUTTO COME PREVISTO, MA IL BELLO (O IL BRUTTO) ARRIVA ADESSO

Il Verona gioca bene, tiene testa alla Juventus e poi affonda, punito dalla qualità di Dybala, uno che non se la passava molto bene nell’ultimo periodo tra critiche e panchina. Già, la qualità… Sono i giocatori buoni che ti fanno vincere le partite, soprattutto se non sei nella tua giornata migliore. E conta poco giocare alla pari con le big senza mai riuscire a raccogliere punti per poi affondare contro formazioni di livello più basso. Continuando così si va dritti in B.

La classifica però dà ancora qualche speranza ai gialloblù. Due punti da recuperare sono pochi, ma senza un paio di interventi importanti in questo mercato invernale il destino è segnato. Credere che questa rosa possa mettersi dietro tre squadre senza un attaccante vero, senza il partente Caceres o con il rientrante Bianchetti è semplice utopia. Le mie sensazioni? Pessime. Troppi errori sono stati commessi in questi ultimi anni dal presidente Setti e temo che il trend non cambierà.

La questione Pazzini ha risvolti farseschi. Prima la società lo ingaggia anche contro il parere di alcuni medici facendogli firmare 5 anni di contratto, poi Setti si accorge che lo stipendio è troppo alto e il giocatore un peso da smaltire. Allucinante anche la gestione del Pazzo in questo campionato. Il giocatore più rappresentativo, quello che ti ha trascinato in serie A a suon di gol, trattato come una piccola comparsa, riserva di un minorenne di proprietà della Juventus quasi mai decisivo. Nella pochezza offensiva di questa rosa, rinunciare a Pazzini in questo modo non ha senso. Una società forte avrebbe affrontato la questione in modo diverso. Commettere errori è umano, ci sta, ma devi essere bravo a rimediare, facendo magari un bagno d’umiltà. In questa società non vedo niente di tutto questo. Per non parlare dell’allenatore, che ha deciso di privarsi di Pazzini senza avere valide alternative. Un altro tecnico (senza fare nomi) avrebbe fatto di tutto per valorizzare il giocatore ed ottenere il massimo da lui.

Il Verona è agganciato al treno salvezza più per demerito delle altre squadre, intanto però Sassuolo, Cagliari e Genoa si sono staccate dalla zona retrocessione. Giocarsi tutto con Spal e Crotone è un rischio altissimo che non rispecchia i vecchi programmi e le ambizioni di Setti. Comunque andrà a finire è una realtà molto triste per il popolo gialloblù.

 

23
dic 2017
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Hellas Verona

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BATOSTA SALUTARE PER SPEGNERE FACILI ILLUSIONI

L’avevo scritto dopo il 3-0 rifilato al Milan: i problemi non sono stati risolti e la corsa salvezza sarà durissima. La trasferta di Udine ha riportato tutti sulla terra. Il Verona è stato preso a pallate, non ha fatto un tiro in porta, ha sofferto dall’inizio alla fine, incassando due gol per tempo. Sulla partita non c’è molto da aggiungere. Hanno giocato male (anzi malissimo) un po’ tutti, con qualche leggera differenza che non servirebbe a niente sottolineare.

Possono servire batoste del genere? Forse sì. Prestazioni così negative dovrebbero rappresentare chiari messaggi per la società, per chi fa il mercato e per chi dovrebbe investire qualche soldino se realmente vuole evitare la seconda retrocessione in tre anni. Una batosta per spegnere facili illusioni dopo quella bella e convincente vittoria sui rossoneri di Gattuso.

E intanto le dirette concorrenti si stanno piano piano staccando. Due punti da recuperare non sono nulla, ma tra due giornate il divario potrebbe essere molto più ampio. Il Verona sabato prossimo affronterà la Juve al Bentegodi e poi è in programma la trasferta di Napoli. Ogni altra considerazione mi sembra superflua ora.

18
dic 2017
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Hellas Verona

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IMPRESA PER LA SOPRAVVIVENZA

Il Crotone che batte ancora il Chievo, la Spal che riesce a vincere a Benevento, il Sassuolo che mette a segno un blitz inaspettato a Marassi contro la Sampdoria, il Genoa che resiste a Firenze, senza dimenticare l’exploit dell’Udinese sul campo della capolista Inter che non aveva ancora perso una partita. Risultati incredibili di un campionato mai così equilibrato in testa e in coda (Benevento a parte). E che dire del Verona? Bastonato in Coppa dal Milan, reduce da una trasferta amarissima sul campo della Spal, è sceso al Bentegodi con i connotati della vittima designata.

Dopo i primi 20 minuti, ero pronto a scommettere sull’ennesima debacle gialloblù. Il Milan era partito forte, il Verona sembrava incapace di offendere, troppo schiacciato, in completa balia dell’avversario. Il vantaggio rossonero era nell’aria, invece ha segnato l’Hellas e la partita è radicalmente cambiata. La squadra di Gattuso ha iniziato a vedere i fantasmi, il Verona ha preso coraggio e convinzione, spinto dal pubblico e dal profumo d’impresa.

Prima che Caracciolo scagliasse di testa in rete il pallone, dando una svolta decisa al match, pensavo dubbioso: Pecchia ha due centravanti di ruolo e non li fa giocare, preferendo adattare Cerci, che prima punta non è. Souprayen e Felicioli nei piani estivi dovevano essere i due terzini sinistri, ma siedono entrambi in panchina e a sinistra viene adattato per la prima volta Caceres. Meditavo: qualcosa è stato sbagliato in sede di mercato. Questa squadra è stata costruita male ed è stata modificata in corsa da Pecchia dopo varie prove e strani esperimenti. Sì, lo ammetto, alla lettura delle formazioni, avevo brutte sensazioni e un alto livello di pessimismo. Poi è cambiato tutto, compreso il mio umore. Gli infortuni di Valoti e Cerci hanno obbligato l’allenatore a scelte che si sono rivelate determinanti. Fortuna? Anche. Ci vuole pure quella per alimentare speranze di salvezza. Problemi risolti dopo questo 3-0 al Milan? Assolutamente no.

Il Verona ha centrato una grande impresa che ha solo evitato di sprofondare, di annegare, di cadere verso il baratro della serie B. Un’impresa che permette ai gialloblù di sopravvivere. La classifica dice che l’Hellas è penultimo e la salvezza sempre lì, vicinissima ad un paio di punti (tecnicamente uno, ma con il Genoa c’è lo svantaggio dello scontro diretto). Giochi apertissimi. Giochi sempre difficilissimi.

10
dic 2017
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Hellas Verona

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FOLLE SUICIDIO: RABBIA E SPERANZA

Rabbia per aver gettato alle ortiche una vittoria che sembrava in cassaforte. Speranza per aver mostrato qualcosa di buono e soprattutto per una classifica che permette al Verona di essere ancora agganciato al treno salvezza. Due anni fa, dopo 16 giornate, l’Hellas era ultimo con 7 punti, ancora alla ricerca della prima vittoria. La zona salvezza era distante 9 lunghezze (il Genoa quartultimo aveva 16 punti) e per un motivo o per un altro tutti gli scontri decisivi per cercare di dare una svolta alla stagione si rivelarono fallimenti in serie. Oggi la situazione è diversa, ma è innegabile che la rimonta gialloblù passerà dagli attesi rinforzi di gennaio. Al momento il Verona ha mostrato discreti progressi rispetto alle prime uscite stagionali, ma anche tanti, troppi limiti, soprattutto nei singoli.

Possiamo continuare a colpire di critiche Fabio Pecchia, ma se Ferrari non riesce a respingere un pallone aereo che dovrebbe essere l’azione più semplice per un difensore centrale o se Caracciolo non riesce a trattenere la gamba sull’incursione di Floccari, c’è poco da imputare all’allenatore. Certo, il Verona si era abbassato molto, ma credo fosse inevitabile a meno di 10 minuti dalla fine in quella situazione ambientale contro una squadra piena di attaccanti e alla disperata ricerca del gol.

Le prestazioni dei gialloblù, anche quando non sono arrivati i punti, hanno dato qualche buona indicazione. Anche per questo credo sia giusto alimentare la speranza. Possiamo parlare all’infinito di tattica e moduli, ma le fortune di ogni squadra passano prima di tutto dalla qualità dei giocatori. Gente come Romulo, Pazzini, Cerci, Bessa, Caceres (per restare ai più rappresentativi) avrebbe dovuto trascinare la formazione scaligera verso zone tranquille di classifica. Invece il Verona è partito con handicap: giocatori fuori forma che in campo sembravano fantasmi, prestazioni insufficienti e depressione generale tra i tifosi. Da qualche settimana qualcosa è cambiato. Alcuni gialloblù sono cresciuti, altri li stiamo ancora aspettando, ma nel complesso la squadra gira meglio. E’ chiaro però che se sei ancora al penultimo posto, manca ancora qualcosa. E dopo 16 giornate non è un fattore di poco conto.

05
dic 2017
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Hellas Verona

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STRADA SEMPRE IN SALITA

Niente di nuovo sotto il sole. La strada verso la salvezza resta sempre in salita e piena di ostacoli. L’auspicata svolta non c’è stata, complice un gol del Genoa in fuorigioco e i noti problemi in attacco del Verona. Rimane la buona prestazione e una classifica negativa, ma non ancora compromessa. Hanno perso Spal, Sassuolo e Crotone, le tre principali indiziate a giocarsi con l’Hellas la salvezza. I giochi sono apertissimi, ma servirà una vittoria a Ferrara domenica prossima.

Da quanto visto con il Genoa, questo Verona ha raggiunto una buona condizione atletica, ha maggior consapevolezza nei propri mezzi, gioca con il giusto mordente, ha trovato finalmente un ottimo Buchel in mezzo al campo, ma paga l’assenza di un bomber vero, di un attaccante con il fiuto del gol. Paga un mercato deficitario (lo so, è un vecchio ritornello) e un avvio di stagione al rallentatore che sta complicando terribilmente ogni tentativo di risalita. Aver puntato tutto su Pazzini e su un ragazzino in prestito senza esperienza e senza il necessario istinto del killer sotto porta, è stato un azzardo che potrebbe essere pagato a caro prezzo. Il tempo per rimediare ci sarebbe, ma servono soldi per trovare a gennaio un rinforzo affidabile. Dubito che Setti abbia la forza economica per tamponare una falla così grande. Spero ovviamente di sbagliarmi.