20
nov 2008
AUTORE Luigi Primon
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IMMIGRATI, PIU’ DEI FLUSSI POTRA’ LA CRISI

L’uscita di Paolino Barbiero, segretario provinciale della Cgil di Treviso, in linea col ministro Maroni sul blocco biennale dei flussi degli immigrati ha sollevato un vespaio. Ma l’impressione è che più che i timbri delle Prefetture, potrà la crisi economica che s’avanza.
Perché i flussi, ormai è stranoto, non sono quello che dovrebbero. Cioè non portano qui, se non misura minima, gli stranieri che sono a casa loro. Ma, di fatto e in buona parte, regolarizzano quelli che sono già qui. A fare le badanti nelle famiglie o gli operai nelle aziende e nei cantieri. Da clandestini o irregolari, fate voi. E se non rientrano nel ‘flusso’, tali resteranno (esempio tipico la badante moldava che ha chiamato ieri sera in trasmissione raccontando di essere qui da clandestina da 6 anni, terrorizzata dall’idea di non potersi regolarizzare nemmeno stavolta).
Ma se la crisi sarà quello che più d’uno ipotizza e i segnali minacciano, prima degli immigrati spariranno i posti di lavoro degli immigrati (edilizia primo settore a rischio). E molti sostengono che se non ci sarà il richiamo dei posti di lavoro il flusso (quello dell’immigrazione) si fermerà, indipendentemente, appunto, dai timbri delle Questure e dai decreti governativi. Anzi, in tempi medio-brevi è più probabile un ri-flusso, che spinga gli immigrati, anche regolari (o ex tali), a tornare a casa o cercare altri lidi. Ipotesi non priva di fondamento, anche se tutta da verificare. Non bastano quelli che raccontano che gli immigrati chiamano a casa dicendo a amici e cugini di rimanere dove sono invece di farli venire qui come facevano fin qualche mese fa, portandoli a lavorare nella stessa fabbrica, cantiere o nella famiglia accanto.
Però l’impressione è che la crisi potrebbe davvero fare sul fronte dell’immigrazione, quello che nessuna legge e nessun governo riesce a fare. Anche se il conto sarà assai pesante per tutti.
 

A scanso di equivoci: la vicenda flussi poco o nulla hanno a che fare con gli stranieri criminali (ex micro) che infestano le nostre città.

Resta la stranezza, o la curiosità, di vedere l’estrema sinistra, o la sinistra tout court, schierata sulla stessa barricata degli industriali nel dire no al blocco dei flussi. Eppoi dicono che il mondo non cambia mai…
 

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3 risposte a “IMMIGRATI, PIU’ DEI FLUSSI POTRA’ LA CRISI”

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  1. Luigi Primon scrive:

    Gentile Nicola, non capisco se ‘teme’ la fuga degli immigrati, come scrive nella prima parte del suo commento, o se la auspica come si deduce dalla seconda parte.
    Per dubbioso: qui si starà comunque meglio di un paese africano in guerra civile, ma le grandi masse si riversano là dove c’è lavoro. I delinquenti semplicemente là dove c’è ricchezza (e possibilità di delinquere, ma questo è un altro discorso)

  2. dubbioso scrive:

    di norma uno lascia un paese per andare laddove si presume si possa stare meglio.

  3. nicola scrive:

    La Spagna sta già sperimentando una fuga d’immigrati, e temo accadrà la stessa cosa anche qui. Il fatto è che i disperati con le carrette del mare continueranno ad arrivare. Meglio disoccupati qua che in Africa, ed intanto io pago!

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