18
gen 2009
AUTORE Luigi Primon
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IMMIGRATI, PERMESSI, TASSA E SERVIZI

Disposti a pagare, ma in cambio di cosa? Si sintetizza così l’intervento di due immigrati che hanno telefonato mercoledì sera durante Rosso&Nero, sul tema della tassa che il governo vuole introdurre sul permesso di soggiorno. Il primo dei due, un nigeriano, si è detto prontissimo a pagare, 50 o anche 100 euro, ma ha chiesto che il rinnovo del permesso di soggiorno la smetta di essere una via crucis con tempi biblici (o da burocrazia italiana che è lo stesso). Il secondo, della costa d’Avorio, ha invece chiesto chiarezza sul perché di quella tassa, ricordando che all’inizio ne aveva sentito parlare come un introito per aiutare i paesi d’origine degli immigrati così che questi, appunto, non emigrassero più; poi gli di una tassa sui regolari per finanziare il rimpatrio dei clandestini; quindi di una sovrattassa per i servizi che gli immigrati ricevono in Italia; ma in alcuni passaggi c’è chi ha detto: in un momento di crisi serve uno sforzo, lo facciano. ‘Va bene – ha concluso l’immigrato al telefono – anche se è per la crisi io sono disposto a pagare, è giusto. Però mi dicano una volta per tutte qual è il motivo’. Richieste hard, insomma: servizi che funzionino e sapere dove vanno i soldi di una tassa. Tanto dirompenti da spiazzare entrambi gli schieramenti: un centrosinistra ammutolito, impegnato com’era a puntare il dito sulla tassa sui poveri; un centrodestra disarcionato dal tentativo di cavalcare gli immigrati a favore della tassa, perché non solo è evidente che quei soldi non accorceranno i tempi d’attesa del permesso, ma ancor più che per chi l’ha proposta conta più il messaggio che l’introito di quella tassa.
Se la domanda è: è più disumana la tassa sul permesso di soggiorno o le code al freddo fuori dalle questure, è evidente che la risposta sono le code. Solo che, così com’è, metteremo la tassa senza far nulla per evitare quelle code. Come temono e hanno capito i due immigrati che hanno telefonato.

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11 risposte a “IMMIGRATI, PERMESSI, TASSA E SERVIZI”

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  1. Michele scrive:

    Giusto NON chiedere una fidejussione maggiore a quanto già eventualmente stabilito.
    Comunque è ovvio che la maggior parte delle imprese che sono sparite nel nulla, secondo quanto riportato, sono italiane. E’ una questione di percentuale sul numero totale, per cui il Sig. Teodorescu doveva riportare la percentuale "Imp. IT spartite/Tot. Imp. IT".

    Tornando sul vivo del discorso, visto che alcuni dati non sono molto conosciuti li riporto:

    la maggior parte degli irregolari in Italia è costituita da stranieri entrati regolarmente e rimasti sul territorio oltre la scadenza prevista dal visto, ovvero dai cosiddetti “overstayers”: nel 2006 gli overstayers sono stati il 64% del totale degli irregolari, contro il 23% di coloro che hanno varcato fraudolentemente le frontiere e il 13% dei clandestini sbarcati sulle coste.
    Fonte "rapporto sicurezza 2006 del ministero dell’interno".

    Avete letto bene, il 64% degli "irregolari" entra regolarmente e poi rimane oltre al tempo previsto.

    Cordialità

  2. TEODORESCU scrive:

    Si colpisce di nuovo l’immigrato regolare

    Una tassa per il permesso di soggiorno e una fideiussione di 10.000 euro per aprire una partita Iva, non sono altro che nuove misure di discriminazione e un nuovo modo per colpire l’immigrato regolare.
    Che colpa ha l’immigrato regolare se lo stato è incapace ha frenare l’immigrazione clandestina? Perché devono fare le spese sempre gli immigrati regolari per la colpa dei governi incapace di gestire l’immigrazione clandestina?
    Forse per caso quando la mafia italiana colpisce persone innocente, ne fanno le spese solo i cittadini italiani?
    Se la clandestinità è un problema di questo paese, dobbiamo farci carico tutti quanti, a prescindere dal fatto di essere italiani ho no.
    Con atteggiamenti di questo tipo non fatte altro che aumentare l’odio fra le persone e tutta quella propaganda dell’integrazione sociale degli immigrati non è altro che balle.
    La fideiussione di 10.000 euro per aprire una partita Iva, la dovranno depositare tutti quanti a prescindere dal fatto di essere italiani ho no, che vogliono iniziare un’attività in proprio.
    Qualcuno dice che l’immigrato fa prima di sparire, molando tutto e poi non la trovi più. Può essere, ma io vi dico un’altra cosa, la fideiussione bancaria per certe attività imprenditoriale, la depositano già tutti quanti, italiani, immigrati ecc. Di concreto per iniziare un’attività come autotrasportatore, bisogna portare all’albo di autotrasportatori per poter professare l’attività, una fideiussione bancaria di euro 50.000. Allora vi chiedo io cari signori: il vostro scopo è quello di frenare l’imprenditoria del immigrato, o cercate di trovare delle tutele per tutti quanti?
    Se è cosi allora mettetti l’obbligo della fideiussione bancaria, per tutti quanti, italiani o immigrati e non solo euro 10.000, magari euro 50.000.
    Sono piene le aule degli Tribunali, delle aziende dichiarate fallite e insolvente che non danno nessuna garanzia di pagamenti degli stipendi arretrati per gli ex dipendenti o delle tasse arretrate verso lo stato. Se guardate bene la maggior parte di loro sono italiane. Quanti di loro non sono sparite nel nulla spostando capitali all’estero, su prestanome o facendo separazione di beni comuni. Cerchiamo di dire le cose come stano e non ubriacarci con con acqua fredda.
    Viva Italia.
    Presidente
    dell’Associazione Alleanza Romena
    Adrian Teodorescu

  3. Michele scrive:

    Gentile Sig. Primon, probabilmente prima non mi sono spiegato bene ma ora cercherò di farlo meglio. Il punto è: far pagare all’utente (in questo caso extracomunitari) il costo medio che l’amministrazione sostiene per fare la pratica. A parer mio bisogna limitarsi ai costi, senza speculare sui servizi di questo tipo. Quello delle marche da bollo era solo una battuta…
    Comunque, per conoscenza il costo del passaporto è 44,66 euro + tassa annuale di 40,29 euro = Totale 84.95 euro.
    Il permesso di soggiorno costa (fonte polizia di stato) 14.62 di marca da bollo + 30.00 euro per la spedizione assicurata + 27.50 per la "card elettronica"= Tasse 42.12 + 30.00 per le poste. E’ ancora uno stupido esempio ma si vede che il nostro misero passaporto costa di più del permesso di soggiorno.. N.B. prima dell’aumento introdotto dal Ministro Amato il permesso costava solo 14.62…
    Cordialità

  4. Corrado scrive:

    Gentile Primon,
    veramente stravagante affermare, sia che gli immigrati consumano meno servizi, sia che paghino le stesse tasse degli autoctoni.
    Il semplice possesso della casa, ovviamente frequente fra i locali (anche solo x eredità), fa si che il livello di tassazione sia più elevato rispetto a chi non la ha, e sopratutto esculde automaticamente da sussidi di tutti i tipi (scuola, asili, trasporti, borse di studio, ticket vari, aiuti x casa ed affitto) peraltro molto costosi, che inevitabilmente andranno agli extracomunitari.
    E’ solo un esempio.
    Ma non si è mai chiesto il motivo per cui, ci sono statistiche su tutto lo scibile e nessuna ad esempio sui costi sanitari degli extracomunitari ? sui costi delle assicurazioni auto relative agli extracomunitari ? quanto costano alla scuola italiana ?
    Nessuno lo dice, non le sembra strano ?

  5. Luigi Primon scrive:

    Caro Nicola, non siamo campioni d’efficienza. Ma tendiamo a svilirci troppo. La nostra pressione fiscale è lontana anni luce da quella svedese, e i nostri servizi, con tutta la rabbia che provocano, sono miliardi di volte migliori di quelli greci (ho avuto la ventura di entrare in un ospedale ellenico…)
    Caro Corrado, mi spiace non essermi spiegato bene. Non è quello il presupposto. Il presupposto è che sono disposti a pagare di più se c’è un motivo (lo snellimento delle procedure o un fondo particolare). Noi italiani lo siamo ancora? Ci ricordiamo per cosa paghiamo o ormai puntiamo solo a pagare di meno? Non credo che le tasse degli immigrati siano minori degli autoctoni: se un immigrato fa il mio lavoro con il mio stipendio paga le mie stesse tasse. E fine. Se sono meno in totale è perchè gli immigrati sono meno in totale, ma ‘consumano’ anche meno servizi.
    Per Michele: se fosse solo questo la marca da bollo sul permesso di soggiorno la pagano già, come noi per un passaporto. E i servizi pubblici non vanno a rimborsi: oltre tutto quel permesso non serve a loro, serve allo stato per identificarli.

  6. Michele scrive:

    Secondo me la "tassa" in questione non è altro che un "rimborso spese". Mi spiego meglio: "Io amministrazione pubblica" stimo quanto mi costa un dipendente che segue una pratica di permesso di soggiorno in base al tempo medio per espletare tale servizio e ne chiedo il rimborso spese totale o almeno parziale. Bisogna ricordare che tutti noi paghiamo per i servizi "offerti", vuoi la carta d’identità, vuoi il passaporto, vuoi la patente. Pure per avere il diploma in mano bisogna applicare la marca da bollo e pagare il bollettino!
    Michele

  7. Corrado scrive:

    trovo molto strano il presupposto del post e dei commenti al seguito:
    gli immigrati hanno il diritto di sapere a cosa servono le tasse che pagano.
    E gli italiani no ?
    da notare che le tasse pagate dagli immigrati sono infinitesimali rispetto a quelle pagate dagli autoctoni;
    però loro hanno diritto di sapere perchè pagano, mentre noi ?
    purtroppo per i terzomondisti, l’inefficienza del settore pubblico è molto democratica, e del politicamente corretto non gli importa nulla.

  8. nicola scrive:

    con tutte le tasse che si pagano non ci sono in cambio dei servizi decenti. Io viaggio molto in Europa e purtroppo l’italia è fanalino di coda in tutto. Tasse Svedesi per servizi Greci; questa è l’italia ora

  9. Luigi Primon scrive:

    caro dubbioso, aggratis neanche tanto visto che agli immigrati costerà questo cinquantino… Sul federalismo aspettiamo di vedere come si chiude la partita e ne riparliamo. Quanto alla Libia, la Padania annunciava oggi l’accordo decisivo.
    Per Nicola, certo che succede (anche se non proprio in cambio di nulla, dài, siamo onesti) ma gli immigrati se ne sono accorti in fretta e chiedono servizi. Noi lo facciamo ancora o puntiamo sempre al meno tasse?

  10. nicola scrive:

    e no italiani non paghiamo per caso fior fiore di tasse inutili in cambio del nulla?.

  11. dubbioso scrive:

    La tassa dei 50 euro è solo uno spot elettorale (agratis come si dice al bar). E’ uno dei tanti annunci ai quali puntualmente non segue niente. E’ cosi col Federalismo fiscale, impantanato nelle infinite discussioni del centrodestra che lo sta scrivendo, usando il bilancino del farmacista, per non scontentare nessuno, e così con la lotta all’immigrazione clandestina che vede superare ogni record d’ingressi nel 2008, con la Lega al governo e Maroni al ministero degli interni (ricordate l’ANNUNCIO degli accordi con la Libia in primavera?) e così via. Tolleranza zero perbacco tanto i "nostri" al massimo s’informano con Fede e la Padania.

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