24
feb 2010
AUTORE Luigi Primon
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SESSO, MAZZETTE E STIPENDI D’ORO

Fuor di dubbio. Non è un’altra Tangentopoli. Prima ancora dell’analisi di chi ruba per cosa, quello che è assolutamente diverso da allora è il clima che circonda inchieste, indagati e indagatori. A quel tempo la chiamavano ansia di giustizia, oggi giustizialismo. Vero che quel furore popolare così esteso e uniforme nel paese doveva suscitare qualche dubbiosa domanda (possibile che in tutt’Italia vi fossero solo Alì Babà e i 40 ladroni a rubare?), ma insomma, tra monetine che volavano, cappi che sventolavano, nessuna pietà per i suicidi, arresti annunciati con l’enfasi che oggi solo un telecronista sky per un gol, avvisi di garanzia che erano condanne passate in giudicato, il carnevale pareva non finire mai. Era una specie di gioioso ‘tutti contro i ladri’. In fondo poco importava se con i tutti, si era messo anche qualcuno che fino al giorno prima stava coi ladri. In fondo era successo anche nella primavera del 1945. L’importante è che ora fossero dalla parte ‘giusta’. E che se le mani non erano del tutto tutto pulite, se le lavassero un po’. Perchè c’era, come dire, un’aria di festa, un clima di liberazione, un’attesa di cambiamento.

Oggi l’atmosfera è più cupa. Da Basso impero. Sarà perchè la magistratura non si è giocata come doveva il credito che si era conquistata e ha prestato il fianco a tutto quello che è venuto dopo. Sarà per quel sesso ovunque che ha sostituito i ‘mitici’ puff con i gioielli di De Lorenzo. Sarà perchè si fa fatica a grattare sotto il sesso e le battute grevi al cellulare, per arrivare alla tangente, al reato. Sarà perchè c’è l’assuefazione. La rassegnazione che ‘così funziona e non se ne viene fuori’. D’altra parte non basta una legge che vieta il furto per eliminare i furti. Non per questo si smette però di dare la caccia ai ladri.

Sotto il sesso, sotto le battute grevi al telefono, persino sotto le tangenti, si nasconde però un altro bubbone. Quello degli stipendi dei manager della pubblica amministrazione. Questo Angelo Balducci (fonte ‘Libero’, quindi non un giornale giustizialista) nel difendersi ha sventolato il suo modello unico: ‘guadagno due milioni e mezzo di euro l’anno’. Come come? Non sono tantini? Dice che per avere i migliori li lo Stato li deve pagare a prezzi di mercato, sennò vanno nel privato (che può dare i compensi che vuole perchè i soldi son suoi e investe se ha i benefici, invece nello Stato i soldi son degli altri e dare gli aumenti è… poco costoso). Be’, se i migliori hanno portato la nostra pubblica amministrazione ai livelli d’oggi, complimenti ai migliori. Tanto la colpa è sempre di quello allo sportello che esce in orario d’ufficio a bere il caffè (e chissà che gli vada di traverso!). Se poi davvero oltre a quello che prendono in busta paga, ci devono pure aggiungere le ‘stecche’, complimenti doppi: all’ingordigia. Dice che una buona parte vengono da consulenze. Ma uno che di stipendio piglia 30mila euro netti al mese (sempre stando a Libero) dove ce l’ha il tempo di fare consulenze per guadagnarne più di altrettanti? Cosa fa, l’orario 8-14 senza nemmeno i rientri pomeridiani? Almeno maestri e professori devono portarsi a casa i compiti da correggere.

Per carità. Lungi da me il populismo di volerli mettere a pane e acqua. E al largo dalla facile (e improponibile) proposta di pagare un dirigente (o un ingegnere o un magistrato o un parlamentare) mille euro al mese. Perchè la demagogia lascia le cose come stanno. Però, insomma, ecco, se la furia di Brunetta si riversasse un po’ anche sui piani alti. O se almeno una sforbiciata consistente per decenza (come a stipendi ed emolumenti dei politici), ecco male al morale e al senso dello stato di questo paese magari non farebbe.

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2 risposte a “SESSO, MAZZETTE E STIPENDI D’ORO”

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  1. Luigi Primon scrive:

    ‘chi ruba per cosa’ si riferiva ai tanti che teorizzano che ai tempi di tangentopoli rubavano per il partito e ora invece per sè

  2. ingenuo39 scrive:

    Per una indagine su "chi ruba per cosa", mi sorge spontanea una constatazione e chiedo su che nuvoletta vive, e se mi comunica le coordinate, mi precipito a trovarlo con un MP3 e un fiaschetto di quello buono e cantare assieme "vola colomba vola" e finire di risolvere l’ indagine. Volemose ben

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