15
feb 2010
AUTORE Luigi Primon
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IMMIGRAZIONE, LA RIVOLUZIONE DI MARONI

Un blog d’urgenza. Va letta l’intervista di Roberto Maroni, ministro dell’interno, leghista, che due anni fa, per mettere fine al ‘buonismo’ della sinistra, invocò il ‘cattivismo’. Se l’avete persa leggetela cliccando qui. E’ la rivoluzione copernicana del punto di vista leghista sul tema dell’immigrazione, paragonabile a quando la sinistra s’accorse che il buonismo non bastava. Ora è Maroni che s’accorge che il ‘cattivismo’ non basta.

Perchè Maroni, come pensavo di scrivere prima di leggere quell’intervista, si deve essere chiesto come mi chiedevo io: ‘Come è potuto succedere quel che è successo in via Padova a Milano?’. Vigente da 9 anni (non uno) una legge che doveva renderlo impossibile e vigenti strumenti (pacchetto sicurezza) perchè ciò non si verificasse  mai. E col centrodestra al governo del paese, della regione e del Comune di Milano per la netta maggioranza dell’ultimo decennio. Dare ancora la colpa ai bischeri del centrosinistra o ai magistrati che ogni tanto s’inventano un ricorso alla corte costituzionale, francamente è pane buono solo per i propri ultras.

E così, mentre la sua parte urla al solito giro di vite, Maroni va contromano: ‘Niente rastrellamenti, serve una nuova integrazione’, ‘Ristrutturazione, senza interventi repressivi’, ‘Oltre a permesso di soggiorno, lavoro, casa, ci sono altre condizioni che mancano perchè l’integrazione possa dirsi riuscita’.

Credo che ci siamo. Credo che se Maroni non verrà messo a tacere o costretto a fare retromarcia per ragioni di bottega elettorale (premono le regionali), siamo sulla strada giusta per affrontare davvero il problema dell’immigrazione, smettendo di far finta che non esista (come faceva la sinistra che descriveva l’integrazione come uno splendido carnevale da attraversare con una passeggiata di salute) e di cavalcarlo a slogan impraticabili (come ha fatto a lungo il centrodestra). E’ possibile se il centrosinistra non farà passi indietro dalla presa di consapevolezza contraria, ovvero che il rispetto ferreo della legge (anche quella sull’irregolarità dei clandestini) è necessario e inderogabile.

Negli Stati Uniti un tempo dicevano che solo un presidente democratico poteva cominciare una guerra e solo uno repubblicano poteva concluderla, il primo senza essere accusato d’essere guerrafondaio, il secondo senza venire tacciato di pacifismo e debolezza.

Stessa cosa qui. Solo un ministro leghista può parlare d’integrazione senza rischiare d’abbassare la guardia. O viceversa solo uno di sinistra avrebbe potuto inasprire leggi e controlli senza ritrovarsi… razzista. Ma la seconda ipotesi non è all’orizzonte. E comunque, nel caso, la sensazione è che possa funzionare meglio la prima perchè tiene meno zavorre.

Se davvero Via Padova (come un tempo via Anelli) fosse stata solo questione di rastrellamenti casa per casa, sarebbe davvero tutto più facile. E un centrodestra serio, come quello con Maroni ministro dell’interno, lo avrebbe fatto l’altro ieri. E quello che è successo in via Padova a Milano (non a Rosarno, non in un Comune ‘rosso’) non sarebbe accaduto.

PS: ottima cosa che Bossi abbia sancito e confermato la linea di Maroni, invece di smentirla come accaduto in altre occasioni

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7 risposte a “IMMIGRAZIONE, LA RIVOLUZIONE DI MARONI”

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  1. nicola scrive:

    Primon, cosa dici dietro le quinte?.ifi

  2. Luigi Primon scrive:

    Caro ingenuo, lo chiede a me il fuorionda? Su cosa? Credo profandamente che opinioni e notizie vadano divise. Il blog non è un giornale o un tg e per questo raccoglie appunto opinioni e non (o non solo) notizie. Per quelle c’è spazio di là. E quello che ho scritto è quello che penso. Sennò facevo a meno di scriverlo che nessuno mi obbliga. Così come quando dò notizie sono esattamente e solo quello che vedo e che sento. Certo con i miei occhi e con le mie orecchie. Che sono diverse da occhi e orecchie di ognuno.

  3. ingenuo39 scrive:

    L’ altra sera a "striscia", ho sentito il "fuori onda" della Signora Rutelli, e finalmente mi è sembrato di capire che anche i giornalisti (non tutti forse) hanno un pensiero "suo" che non corrisponde a quello che normalmente scrivono sui giornali. Adesso parliamo di "opinioni" scritte; come si puo credere a quei giornalisti che danno opinioni come notizie?. Mi piacerebbe molto conoscere il suo "fuori onda" e farci quattro risate sugli scritti. Forse sono troppo ingenuo! saluto tutti

  4. dubbioso scrive:

    Il problema dell’immigrazione sta diventando vecchio come il "cucco" senza che ci siano sostanziali cambiamenti. A me pare che il motivo sia semplice: in questo paese la regola ormai imperante è l’annuncio, la dichiarazione e all’occorrenza, in occasione dei turni elettorali (compresi quelli per le bocciofile), la faccia feroce. Non è un atteggiamento riservato solo all’immigrazione, serve per ogni problema che affligge il paese. C’è l’evasione fiscale? scudo fiscale e poi minaccia di lotta dura agli evasori (seguono risate …incontrollabili). Il paese percepisce insicurezza? via coi militari a fianco della polizia, ecco le Ronde pronte a scendere in piazza (i convulsi diventano innarestabili). La Fiat vuol chiudere Termini Imerese? Scajola "sfodera" ben 14 proposte di soluzione (il viso paonazzo non riesce più a trattenere le lacrime). Finchè funziona …

  5. poareto scrive:

    E no. Invece ci siamo accorti tutti, non solo Primon, che la Lega ha sempre sparato grandi cazzate!! E visti i risultati ottenuti, lo ha fatto solo per raccattare voti. E’ diverso il discorso.

  6. gatòn scrive:

    O come disse il per niente compianto avvocato, "pev pvendeve iniziative di destva ci vuole un govevno di sinistva".

  7. nicola scrive:

    Primon se ga finalmento acorto che la Lega non è razzista! mejo tardi che mai

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