21
ott 2011
AUTORE Luigi Primon
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LE CASTE INVINCIBILI

 C’è un dramma nel dramma di questo paese. L’incapacità assoluta di incidere sull’incrostazione che lo tiene fermo da almeno quarant’anni. Quello delle caste, degli ordini, delle rendite di posizione, grandi e piccole che nessuno riesce a scalfire.

E non sto parlando tanto dei politici e dei loro insani privilegi. Qui c’è una società, un paese intero che è come ingrippato da questo meccanismo insano che ci permette di girare intorno a quel palo, anche a velocità considerevoli nei momenti migliori, ma mai di andare avanti.

Ordini professionali, regole a tutela sempre di chi è già dentro e mai per dare una possibilità a chi è fuori. Non si tratta di tenere porte chiuse ma di sbarrare anche le finestre. E meccanismi di selezione che hanno nella parentela, nella raccomandazione o nella conoscenza (nel migliore dei casi) il primo criterio, ben al di sopra del merito e della capacità (meglio se ci sono certo, ma lo si può scoprire dopo). Il ‘trota’ nel suo campo è l’epifenomeno: riflette, non plasma l’Italia dove le mamme dei black block garantiscono su quanto buoni siano i loro ‘bambini’. E il punto non è solo la politica e l’impiego pubblico.

Non per nulla gli ascensori sociali si sono bloccati alla generazione dei nati negli anni Sessanta-Settanta (e già erano pochi e mal funzionanti ma c’erano a saperli intercettare).

Qualche sera fa in un servizio di un tg ho sentito che Berlusconi avrebbe ammesso non poter riformare gli ordini, notai e avvocati su tutti, perché sono i suoi elettori e lo boccerebbero. Ecco. Questo è il grande fallimento di Silvio che tramonta: non aver fatto neanche un barlume, un inizio, un accenno di quella ‘rivoluzione liberale’ di cui va seminando nostalgia canaglia Giancarlo Galan a ogni intervento pubblico (e immagino privato).

Anzi, d’essersi persino opposto, per ragioni di cassetta (elettorale) quando quel primo seme, certo nel terreno più facile, lo aveva buttato Bersani da ministro, con le ‘lenzuolate’ (fazzolettini va’) su parrucchieri, farmacie, tassisti e ricariche telefoniche.

Lui il Silvio che voleva far funzionare lo stato come un’impresa, quella dove il merito prevale, ha governato, quando lo ha fatto, come l’ultimo dei travet democristiani (al cui confronto erano veri giganti).

Specchio riflesso è quello della Lega che gli ha tenuto bordone: altra forza che è nata per la rivoluzione (federalista, nel suo caso), contro i privilegi (ne avessimo scardinato uno), contro i politici-politicanti (oggi la Lega forse è quella con la più ampia struttura di politici di professione fin negli assessori dei paesi), contro Roma intesa non come città ma come un approccio burocratico e tentacolare all’amministrazione del paese. Si è fermata a raddoppiare i ministeri a Monza in una fotocopia sbiadita invece di buttare nel cestino quelli originali (lo sapete che Rotondi è ministro? Si? Sapete anche a cosa oltre che al dichiarare al tg1?).

E’ come se quell’ansia di rinnovamento che quelle due forze esprimevano all’inizio degli anni Novanta, in meno di un ventennio si fosse seduta, assorbita, accartocciata nel paese reale. Che aveva voglia di cambiare sì, ma senza pagarne prezzi, senza rischiare, senza mollare il proprio tran tran, che in fondo in famiglia o nella cerchia degli amici ce l’hanno tutti un bidello assunto per spintone, un artigiano che l’unica iva che conosce è la Zanicchi, un compare che fa l’addetto stampa o il portaborse di uno importante, un luminare che ti fa saltare la lista d’attesa. E prima o poi può persino tornare utile.

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15 risposte a “LE CASTE INVINCIBILI”

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  1. Lucio scrive:

    si dice che non è tagliando i previlegi delle caste che si risolve la crisi ma almeno si inizia e poi si parla dei costi della casta ma non ho ancora sentito un commento sul fatto che il pressidente ha aggiuno un nuovo senatore a vita e con questo non discuto dei meriti di Monti ma intanto si và ad ingrossare il numero dei mangiatori a sbaffo.

  2. Roby scrive:

    Caro Gaton ..vai a dirlo a quelli "diversamente nordici" che facciano la ..raccolta differenziata! Illuso…..

  3. Gatón scrive:

    Se , come vedo dalla tua risposta, sei disponibile ad uno scambio di idee scevro da pregiudizi, sono qui a tua disposizione.
    Non sono un "esperto", cerco semplicemente di usare il buon senso.
    Che sia necessario ridurre il quantitativo di rifiuti è evidente. Di certi prodotti costa di più l’involucro che il contenuto, è semplicemente assurdo, solo grazie al lavaggio del cervello operato su molti, troppi, dalla pubblicità si riesce a vendere milionate di merci assolutamente superflue.
    Il riciclo di determinati materiali è altrettanto imprescindibile.
    Sapessi quanto fastidio mi dà vedere gente che butta sacchi di carta nel cassonetto generico, spesso addetti alle pulizie di UFFICI PUBBLICI, per non parlare di bottiglie, lattine e contenitori vari.
    Purtroppo qui ci troviamo al solito malvezzo italiota del "chi se ne frega", favorito da una serie di legi e regolamenti che lasciano tutto al semplice "volontariato", senza deterrente alcuno per i trasgressori. Ragionamento valido in modo particolare per "certe" parti del bel paese.
    Con tutto ciò il materiale da buttare in discarica potrebbe essere ridotto a percentuali minime, come pure quello da bruciare, soluzione comunque valida in quanto si genera energia utilizzabile.

  4. Roby scrive:

    Assulutamente FAVOREVOLE al termovalorizzatore di Cà del BUE!!!
    Inoltre caro Verdeprofumo…piccola chiusa allet tue consideraziuoni sulle tumulazioni USA: NON è vero che laggiù nn esiste la cremazione e neppure che le bare NON siano rivestite di zinco o altro materiale!!! Informati bene! Grazie!

  5. Verdeprofumo scrive:

    Infatti io facevo notare la differenza tra i due tipi di trasmissione. Con i dibattiti su temi COMPLESSI è molto difficile informare realmente le persone da casa perché ognuno dice la sua opinione e spesso vince quello che è più bravo nella retorica e, ancora più spesso, chi ha maggiore credibilità solo perché occupa una carica politica(ovviamente credibilità non corrisponde sempre a competenza e verità). Per informare su temi complessi ci vorrebbero persone competenti e senza conflitti di interesse, mentre spesso i politici invitati ne hanno parecchi e non si sono nemmeno seriamente informati.
    Se farete una trasmissione impostata nella solita modalità e cioè con 4 o più ospiti dove ci saranno 2 favorevoli e 2 contrari è quasi matematico che i favorevoli abbiano la meglio perché è molto più difficile "smontare" luoghi comuni e stereotipi che invece utilizzare i soliti slogan basati sulle convinzioni acquisite del pubblico da casa (del tipo…se non bruciamo i rifiti dove li buttiamo..?!)
    Anche nel condurre un dibattito servirebbe un giornalista preparato perché chi conosce le tecniche per eventualmente influenzare il pubblico anche nel caso non si dica la verità, dovrebbe guidare il discorso per cercare di evitare che non vengano dette palesi falsità.

    Gatòn…effettivamente i forni crematori hanno un impatto ambientale notevole…ma il problema basilare è un altro: non possiamo riutilizzare i corpi delle persone per produrre altri materiali che siano venduti…mentre con larga parte di quello che oggi viene bruciato negli inceneritori si….e non mi pare proprio il caso di confrontare le due cose.
    Sarebbe molto meglio se le persone fossero sepolte come si fa in america, magari solo in bare di legno senza rivestimenti interni di zinco o altri metalli.

  6. Luigi Primon scrive:

    Gentile @Verdeprofumo, non entro nel tema ‘tecnico’ dell’inceneritore perché non è il luogo. Ma credo che a breve a quel tema (e solo a quello) dedicheremo una trasmissione serale.
    Rispondo invece al quesito su giornalismo/informazione. Siccome lei mi fa notare che le parole sono importanti (e condivido) le segnalo che alle trasmissioni di dibattito c’è uno che fa il conduttore, non il giornalista (che sia un giornalista è un altro discorso). Semantica a parte: ci sono trasmissioni di approfondimento (gabanelli, iacona e tante altre) e trasmissioni di dibattito. Ognuno guarda ciò che gli piace e interessa. Incidententalmente le seconde fanno più ascolti delle prime e per questo ce ne sono di più. Sono cose diverse, tutto là.
    A lei invece la risposta al nostro Gatòn.

  7. Gatón scrive:

    Caro Verde, permettimi un semplice ragionamento matematico.
    Inceneritore : discarica = cremazione : cimitero.
    Devo capire che sei contrario anche alla cremazione ?

  8. Verdeprofumo scrive:

    Grazie dottor Primon per queste sue considerazioni. Sono d’accordo con lei su tutto quello che ha scritto.
    Non credo che se lo ricordi ma un bel po’ di tempo fa, sempre su questo blog, abbiamo avuto una discussione sul tema dell’incenerimento dei rifiuti. Glielo dico solo per fare alla fine un esempio concreto. Ero presente al convegno "Etica dell’informazione" a Verona e ho ascoltato la relazione riassuntiva della ricerca commissionata dall’Ordine dei giornalisti. Inutile dire che i risultati mostrano che i professionisti dell’informazione hanno dato, spesso anche costretti dal loro ruolo e dagli editori, un grande aiuto a questa politica che non vuole assolutamente sganciarsi dai posti di potere.
    Sappiamo benissimo tutti e due che oggi per un politico la televisione è quasi tutto. Se uno si gioca bene la sua immagine sullo schermo, la maggior parte dei cittadini crederà a quello che sente. La realtà è stata per anni relegata fuori dalle televisioni e, anche oggi, ci sono tante, troppe cose che non si dicono, troppe cose che non si tenta nemmeno di approfondire per non dar fastidio al politico di turno o, ancora peggio, a interessi politici trasversali (in quel caso è quasi totalmente impossibile anche tentare di bucare il muro di gomma).
    Inutile dire che non ci sono nè gli spazi per fare una vera e corretta informazione, nè le modalità.
    Per tentare di cominciare a scalfire il sistema disinformativo/superficiale che si è creato si dovrebbero utilizzare spazi che durino almeno 2/3 ore ogni sera e parlare in maniera approfondita e con serie analisi indipendenti (e cioè senza conflitti di interesse) di un solo tema alla volta. Inutile dire che le trasmissioni fatte in studio con ospiti 2/3/4/5 politici o più…non servono assolutamente per informare ma solo per fare tribuna politica dove il ruolo del giornalista è marginale. Ciò che viene utile in queste trasmissioni è il fatto di alzare gli ascolti ma, nella quasi totalità dei casi, non si è aiutato il cittadino a capire. Il ruolo del giornalista invece dovrebbe essere quello di far comprendere a chi lo segue da casa, chi sta dicendo delle menzogne e chi sta tacendo dei dati significativi per capire delle realtà. Non per nulla infatti abbiamo giornalisti come la Gabanelli o come Iacona che nei loro programmi fanno solo inchieste. Con le inchieste le persone da casa possono tentare di capire…con le trasmissioni in cui tutti dicono tutto e il contrario di tutto, spesso senza avere la benché minima competenza sugli argomenti trattati invece non fa altro che alimentare all’infinito il sistema Italia, quello raccontato in questa sua bella riflessione.
    Per portare un esempio finale, concreto, ma mi creda che è solo un esempio (si ricorda una vecchissima trasmissione della Gabanelli sul ponte di Messina che diceva che quell’opera non conveniva e che raccontava che investire in quell’opera sarebbe stato un grande errore?Perché nessuno l’aveva ascoltata?)…com’è possibile che non si riesca nemmeno a far cambiare una parola utilizzata dai giornalisti quando trattano il tema dell’incenerimento dei rifiuti? Da questo esempio si capiscono moltissime cose. Perché questo piccolo esempio è indicativo della situazione? Perché i giornalisti continuano a utilizzare un termine che è di chiara derivazione pubblicitaria e che è stato coniato da chi ha interesse a far passare questi impianti come la soluzione allo smaltimento finale dei rifiuti e cioè dai costruttori/gestori stessi di queste attività.
    Ora: la legislazione parla chiaro perché c’è scritto solo "inceneritori"…ma i giornalisti continuano a utilizzare l’altra parola molto più suggestiva "termo-valorizzatori". Possibile che dopo cento volte che lo si è fatto notare, dei professionisti della comunicazione che conoscono bene l’effetto dell’uso delle parole sul pubblico non cambino il termine utilizzato?
    Ecco allora che questo esempio sarebbe solo lo spunto per dare il via ad una vera inchiesta sul tema e farebbe capire che dire "inceneritori" fa passare meglio il messaggio alla gente che questi impianti creano comunque dei materiali, e cioè le ceneri, che da qualche parte devono essere smaltite (e cioè nelle discariche). Queste ceneri non sono materiali sani e sicuri…e…ora non mi dilungo.
    Tutto il ragionamento era per dire questa cosa: se solo i giornalisti approfondissero realmente le questioni, e cioè avessero sia la volontà (se non c’è quella allora ovviamente si fa solo finta di ascoltare che tanto si è già deciso che si continuerà a difendere degli interessi che non devono essere toccati) che la possibilità e il tempo per farlo, solo allora potremmo dare il via ad un vero cambiamento. Sarebbe lo stesso molto difficile ma le persone VERAMENTE INFORMATE potrebbero anche cominciare a capire meglio quando sono prese in giro dal politico di turno.
    Che dire? Molto è nelle vostre mani di professionisti dell’informazione. Ho avuto modo in questi ultimi anni di parlare con molti di voi. In confidenza i discorsi erano molto diversi…quando si trattava di tentare di far venire alla luce notizie che dispiacevano all’editore…allora le cose diventavano molto diverse…anche perché ognuno ha la pagnotta da portare a casa e trovarsi per strada, soprattutto se ad una certa età, è a dir poco "spiacevole".
    Abbiamo bisogno di giornalisti che non guardino solo al proprio interesse e di cittadini che facciano altrettando. Purtroppo, quando i cittadini ci sono ma non riescono nemmeno a portare alla luce veramente quello che vogliono dire perché non ci sono gli spazi, è quasi impossibile riuscire a cambiare rotta in questa povera Italia ormai diretta verso la catastrofe totale.
    Grazie comunque ancora per la sua riflessione. Spero che anche la mia le sia gradita, sottolineando che non è assolutamente un atto di accusa personale ma al contrario un appello nei confronti di una persona che credo abbia la sensibilità necessaria per capire a fondo le ragioni di quello che le ho scritto. Cordiali saluti

  9. Sandro scrive:

    Sorry Gigi, ma me la tiri proprio fuori anche se non volevo dirla: e che dire degli organi di stampa e dei media in generale, che sono pubblicamente sempre PRONTI a criticare la casta, e sono in privato altrettanto PRONI alla casta quando si tratta di difendere i propri privilegi ed interessi? Succede in tutto il Paese, anche nel nostro caro Veneto. Questa è l’altra faccia della casta, e bisognerebbe ricordare che comunque esiste

  10. Roby scrive:

    Pochi…credimi poareto…pochissimi,ormai!!!
    SECEXION!!!!

  11. poareto scrive:

    E purtroppo, ci sono ancora tanti coglioni che credono alle storielle dei due stronzi.

  12. Roby scrive:

    …e poi qualcuno dei ns blogghisti ha il coraggio di "difendere" a spada tratta ancora sti 4 politucoli da strapazzo…(e mi riferisco alla dx,alla sx,e al centro)!!! Che si cospargino il capo di cebnere e chiedano umilmente perdono….!!! Che paesucolodibanania è questo….
    SECEXION,subito!!!

  13. Luigi Primon scrive:

    Per dire:
    "una nostra legge non entra mai immediatamente in vigore: nella stragrande maggioranza dei casi occorrono un regolamento attuativo al quale seguiranno protocolli interpretativi e quasi sempre numerose circolari esplicative… Dentro un linguaggio ormai esoterico, carico di rimandi incrociati e di rinvii ad altre disposizioni. Una giungla letterale, nella quale si muovono a proprio agio solo i “sacerdoti del cavillo”, gli officianti del rito misterico ed oscuro dell’interpretazione normativa.(…) Ed è intorno alla moltiplicazione parassitaria e normativa che si è costituito un ceto dirigente avido e fortissimo che, nell’intreccio di relazioni e di scambi opachi, esercita senza responsabilità il vero potere decisionale. (…)"
    [Giuseppe Baiocchi, Linkiesta]

  14. bluesblues scrive:

    Analisi perfetta dott. Primon, le corporazioni sono serbatoi elettorali che permettono di conservare privilegi e potere. Sperare in un cambiamento è pura fantascienza. Italiani siamo italiani resteremo.

  15. bluesblues scrive:

    Analisi perfetta dott. Primon, sperare in un cambiamento è pura fantascienza. Ogni corporazione rappresenta un serbatoio elettorale per conservare privilegi e potere, ma tant’è italiani siamo italiani resteremo.

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