17
feb 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Dietro le quinte

COMMENTI 3 Commenti
VISUALIZZAZIONI

318

SPESA E TASSE: A MONTI SERVE UN TAGLIAITALIA

TagliaItalia. Ecco cosa deve trovare forza e coraggio di fare Monti. Tagliare la spesa pubblica e contestualmente tagliare tasse troppo alte.

Partire dalle seconde, come sembrerebbe logico e auspicabile guardando una pressione fiscale complessiva che ucciderebbe qualunque sistema sano, è in questo momento impossibile. Bisogna mettersela via, come se l’è messa via Berlusconi, ammesso che davvero volesse dar corso alla sua retorica del ‘meno tasse per tutti’ e delle due aliquote irpef secche e solitarie. Le richieste su bilanci e debito pubblico per stare a galla nell’unione europea, nell’euro e nel mondo occidentale, oggi come oggi lo impediscono. Salvo accettare di fare la fine della Grecia, francamente poco augurabile, appena due passi fuori le leggende dei “favolosi” default argentini o islandesi.

E allora Monti deve, e forse può, forse è davvero l’unico che può, mettere seriamente il tappo alla vasca, così da aver bisogno di meno acqua per riempirla. Cioè fare quell’operazione preliminare che è tagliare la spesa pubblica. Ci è riuscito con il capitolo più rilevante, quello delle pensioni, può riuscirci anche col resto. E più riuscirci facendo un’operazione persino selettiva, meno grossolana dei tagli lineari, e soprattutto nei punti davvero nevralgici dell’organizzazione statale. Perché è pieno, stracolmo di cose inutili che quelle utili e necessarie, tipo sanità o scuola, potremmo persino lasciarle come sono, se solo si sapesse metter mano alla montagna di soldi che rotolano nei rivoli più assurdi e impensabili.

Per fare un esempio, banale ma calzante, i fondi all’editoria. Il loro taglio rischia di provocare la chiusura di molte testate. Fra queste ce ne sono alcune, tipo “il manifesto”, che hanno un loro perché (al di là della sostenibilità economica sul mercato), che stanno in edicola, vendono copie, sono cooperative vere e danno lavoro, coprono una nicchia di pubblico per quanto nicchia. E al contempo fa sparire giornali praticamente fittizi, che talvolta nelle edicole manco ci arrivavano, ma che ritiravano regolarmente i contributi (milionari) in base alla copie stampate, coperti da qualche parlamentare compiacente. Si può decidere che quei fondi vanno tagliati, eliminati tout court. O si può pensare che si possa verificare laddove hanno un motivo di esistere e laddove no. Risparmiando un fracco di soldi e comunque mantenendo in vita le situazioni reali e meritevoli. E’ un esempio, border line e persino irrilevante (si può decidere di chiuder tutto e buonanotte) ma dà l’idea. Ci deve essere una via di mezzo tra lo sperpero a pioggia o l’azzeramento totale, imboccarla è ciò che questo paese non ha mai saputo fare.

Lo stesso, per dire con gli stipendi dei politici: possibile che si debba andare da 12mila euro al mese più prebende al pane e acqua invocato dagli anticasta? E così via. Tra pagare un bravo manager per quanto vale e ricoprire d’oro un farlocco solo perché della cordata giusta.

Ecco, se Monti davvero saprà affondare il bisturi (non l’ascia, basta il bisturi incidendo nel profondo) in questa malattia, si potrebbero davvero liberare risorse per arrivare in tempi medio-brevi a ridurre sensibilmente la pressione fiscale, vera catena da spezzare anche per rivitalizzare il mercato del lavoro dove puoi inventarti tutte le formule contrattuali che vuoi, ma se non hai posti dove applicarli te ne fai un fico secco.

Questo risponde e si lega anche a doppio filo alla questione dell’evasione. Combatterla è sacrosanto, che tutti paghino le tasse fino all’ultimo euro è questione di giustizia, ma non risolverà il problema di farne pagare meno a tutti. Per come è organizzato l’apparato pubblico è capace di divorare ogni euro aggiuntivo che si riesca a recuperare (bastano le lamentele dell’assessore dell’ultimo comune per i tagli ai ‘suoi’ capitoli di spesa). Per evitare che questo accada bisogna che quelle fauci siano meno fameliche e che lo stomaco si restringa. Allora e solo allora, recuperando più cibo, si potrà metterne un po’ in frigo e risparmiare sulla prossima spesa.

Monti rompa gli indugi, e come positivamente indica il segnale sulle spese militari, proceda a passo di carica sulla strada di un tagliaItalia.

318 VISUALIZZAZIONI

3 risposte a “SPESA E TASSE: A MONTI SERVE UN TAGLIAITALIA”

Invia commento
  1. Roby scrive:

    Gaton…nn sta farmelo pensar..
    Bastaria un piccolo terremoto a quell’altezza!!!!

  2. Gatón scrive:

    TagliaIitaglia.
    Alla linea gotica.

  3. Roby scrive:

    Tutto giusto tutto condivisibile!
    L’unica cosa strana,caro Primon lè che “fidarse” de un banchier nominato in du e du quattro senatore(visto che quando serve ,le cose si fanno in fretta,anche in sto vergognoso paese???), di sto paesucolodibanania nn lè mia ,secondo el sottoscritto il personaggio più adatto…..
    Anelo sempre l’indipendensa VENETA come panacea di tutti i mali ‘talioti!!!!

Lascia un Commento