04
giu 2012
AUTORE Luigi Primon
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Informazione

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L’INFORMAZIONE TERREMOTATA

Sono passati pochi istanti dalla scossa di ieri sera (21:20, domenica 3 giugno) e sulla rete, in particolare su twitter si diffonde la notizia che “a Padova la gente si è riversata in strada” e l’immagine che ti viene è di una città intera che esce dalle case. La notizia rimbalza e si moltiplica. In pochi minuti si sa che l’epicentro è nel modenese ma (mistero?) a Padova tutti in strada. Gente da fuori (anche dalla provincia) che chiama parenti e amici. Che per altro sono dentro casa. Spaventati, perché la scossa si è sentita bella fissa, ma dentro casa.

Eppure la notizia, ben più veloce di un sismico sciame, rimbalza, moltiplicata da autorevoli tweet (grandi firme del giornalismo nazionale comprese) e da siti di importanti quotidiani locali e nazionali.

Finché, passate da poco le 22, il sindaco (non un giornalista, il sindaco) Flavio Zanonato in collegamento telefonico con Sky, alla giornalista che lo incalza da studio cercando un po’ di paura a Padova, dice che “dopo aver letto su Televideo che in città la gente sarebbe scesa in strada, sono sceso pure io e ho chiesto alla centrale operativa dei vigili e non ho visto e non mi viene segnalato nessuno per strada”. Panico. Della giornalista, che cambia rapidamente discorso.

Scatta il sommesso contrordine. In un sito la notizia della gente per strada a Padova semplicemente scompare. In un altro viene aggiungo che “dopo pochi minuti quasi tutti sono rientrati in casa” (quindi in pochi minuti li si è visti scendere in strada e subito risalire perché non si trovano immagini della famigerata gente in strada, manco una scattata con l’iphone e postata su facebook appunto).

Intanto chi cercava notizie se l’è bevuta e digerita e pace.

Ecco, questa fregola tutta figlia di internet e dei social network (facebook e twitter peggio) dove chiunque deve urlare “scossa” e ri-twittare il tweet dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (che per altro tutti seguono in questi giorni), forse è un po’ fuoriluogo. Il vecchio istituto della verifica magari andrebbe, anche grossolanamente, ripristinato. E soprattutto tornare ad apprezzare la precisione (e magari la realtà) e scapito della velocità (e del clamore) non farebbe male a nessuno. Anzi.

Ps: la roba curiosa è che qualcuno a Padova, leggendo che la gente si è riversata per strada, è uscito a vedere chi. Rischiano magari di passare per chi era sceso in strada per la scossa. Siamo alla metanotizia che si crea annunciandola.

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9 risposte a “L’INFORMAZIONE TERREMOTATA”

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  1. Gatón scrive:

    …ieri sera…19.56…

  2. Renato scrive:

    E poi c’è il fenomeno della “moltiplicazione della notizia”: qualcuno pubblica una notizia, fasulla ma di impatto e confezionata bene. Nel giro di poche ore i professionisti del copia & incolla la pubblicano ovunque, siti web di autorevoli testate giornalistiche, televideo, blog, programmi radio di intrattenimento, tv.
    Alla fine il “lettore” riceve la notizia da molteplici canali ed in varie forme e si convince, dal suo punto di vista giustamente, che sia vera.

  3. Gatón scrive:

    Effettivamente, una volta c’erano i TG delle 20.
    Poi qualcuno ha cominciato a mandare uin onda il TG alle 19.59, al che qualcun altro inizia alle 19.58…
    Mi ricorda tanto la divertente diatriba tra Don Camillo e Peppone con gli orologi del campanile e della Casa del popolo.

  4. fabio pd scrive:

    una volta c’era il tg dell ore 20,00….adesso ogni secondo ci sono giornalisti 24ore su 24 che devono parlare e parlare e parlare sempre delle stesse cose. Io non ne posso più. A volte parlano di “cose” di cui non conoscono il significato, sono sempre incavolati, brutti (brette) in viso. Usano il metodo di “FRANCO DI MARE”, mi spiego: vi ricordate quando l’Iraq ha invaso il Kuwait ? dal Kuwait trasmetteva il giornalista Franco Di Mare, bravo giornalista che ha avuto un buon successo..nella sfiga della guerra del golfo…la gente ascoltava i suoi commenti trafelati, piaceva per questo. OGGIGIORNO…l’hanno posizionato al tg1, mi pare, dandogli istruzione di commentare le vicende più disparate con lo steso tono che usava..allora…. Io dico: basta, basta….

    • Luigi Primon scrive:

      forse sì, fabio. Forse bisognerebbe fermare tutto per un po’. Però non si può. Io Franco di Mare l’ho visto una volta presentare tipo “Uno mattina”, ‘na tristezza…

  5. panterarosa scrive:

    Questo sig. Primon, non è altro che il giornalismo all’italiana. Fatto di pressapochismo e di menzogne. E pensare che lo Stato finanzia l’ editoria ( stampa e via etere ) per sentire delle cazzate invece di notizie vere fa ancora più girare i m…

    • Luigi Primon scrive:

      Eppure @panterarosa le giuro che non era così. Quando io ho iniziato, purtroppo ormai, vent’anni fa, non era così. Ti insegnavano a verificare le notizie ed era meglio non scrivere una cosa che scriverne una di sbagliata. Poi sono successe tante cose, ma l’ultima accelerazione è stata internet, anzi i social network dove persino una grande firma come Gianni Riotta si sente “obbligato” a correre a scrivere “scossa” in tempo reale senza prima escludere che si sia trattato della vibrazione dovuta a un tir

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