MONTI E I POTERI FORTI
Ho avuto finalmente tempo di leggere l’editoriale a firma Giavazzi e Alesina, pubblicato sul Corriere della Sera del 6 giugno sotto il titolo “La direzione è sbagliata”, che avrebbe ispirato al professor Monti la riflessione di aver perso l’appoggio dei poteri forti.
Ora francamente, quell’editoriale muove appunti concreti, legittimi, ma non così profondi da far poter far pensare a Monti che, altro che i poteri forti (quali? nessuno che glielo abbia chiesto?) manco il Corrierone, che pure è stato il suo house organ per il suo primo semestre, abbia voltato le spalle. Non lo invita né a mollare, né ad abdicare, né a fare spericolate inversioni a U.
Più che dei poteri forti, Monti pare aver perso l’appoggio della realtà, se è vero che a fronte delle durissime manovre (fiscali) messe in campo, il Paese non tende a risollevarsi, anzi. Non c’è indicatore che ci dica bene. E allora, insomma, quell’editoriale è il… minimo sindacale che un giornale poteva fare in questi giorni.
Quanto ai poteri forti, sennò, viene fino il sospetto che queste nomine di banchieri o manager del mondo finanziario (persino) in Rai, siano una sorta di sacrificio agli dèi per riconquistarne i favori.




L’ho perso, vedrò di recuperarlo
Pure Travaglio oggi parlava della piazzata di Monti sui poteri forti…