18
giu 2012
AUTORE Luigi Primon
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Europa

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AMENITA’ IN SALSA GRECA

“Ha vinto l’euro”. Era questo più o meno il tono dei commenti sulle elezioni greche e dei titoli dei giornali (da “Vince il partito pro euro” a “La Grecia sceglie l’Europa”). Boh. Io in tutti gli articoli che ho letto, anche in quegli stessi giornali, e nelle interviste di Tsipras, ho capito che Syriza voleva assolutamente restare nell’euro (e così l’85% dei greci), ma chiedeva di rinegoziare le condizioni dell’austerità (il cosiddetto memorandum imposto alla Grecia). Quindi la verità è che ha vinto non l’euro in quanto tale ma questo euro, il partito del rigore di bilancio, del lacrime e sangue per tutti prima di tutto. Ecco, a parte la praticabilità della ricetta di Syriza che si può discutere, l’idea che esista una sola possibilità, una sola soluzione, una sola strada, credo sia, oltre a una grande bugia, la morte della politica.

Tutti che esultano per la vittoria in Grecia di Nuova Democrazia e Pasok. Sono o non sono quelli che governavano prima e hanno portato la Grecia fin qui? Sì o no? E non sono quelli che altre sette o otto volte hanno promesso che avrebbero preso una serie di misure che poi hanno disatteso aggravando la situazione? Sì, sono loro. E quindi? Tutta ‘sta fiducia chi la ispirerebbe?

Scusandomi con tutti quelli che ci hanno rimesso soldi in titoli e spiaciuto per tutto quello che arriva diretto anche al portafogli di ciascuno di noi, ma fa davvero abbastanza ridere che i commenti mattutini dei grandi economisti e opinionisti che salutavano gioiosi l’apertura positiva delle borse come “effetto Grecia”, si siano strozzati loro in gola. Serva almeno da monito a tutti a non dar loro troppo retta.

La sinistra che ieri tifava a pieni polmoni Syriza e l’altro ieri Hollande, spieghi, con parole sue, perché Hollande, se non ho capito male, era invece favorevole alla soluzione Nd-Pasok.

In quale fretta abbiamo dimenticato che prima di queste doppie elezioni in Grecia c’era un governo dei professori (o tecnici o banchieri, a piacimento) che doveva fare le cose che Nd e Pasok non avevano fatto e che ora dovranno fare… Nd e Pasok?

Ma in fondo sì, tutto si risolverà con Germania-Grecia agli europei, no?

 

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4 risposte a “AMENITA’ IN SALSA GRECA”

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  1. Gatón scrive:

    Papà Primon, come sono andate le ferie ?
    Urge nuovo topic,
    Qui stiamo passando dalla moussaka con ouzo alla paella e sangria…
    Per non parlare di pasta alle sarde con grecanico.

  2. fabio pd scrive:

    il tema è molto vasto ed articolato. In 2 parole si rischia di non esprimersi bene, anzi … Dico solo due cose: la prima, c’è la possibilità concreta – tra gli addetti ai avori – che la grecia uscirà dall’euro dopo la pausa estiva; l’interesse (quel poco che rimane) economico sul fronte turismo ha spostato il problema a dopo l’estate. Vedremo. La seconda: il personaggio Tsipras appare come un rivoluzionario dei moti di Milano, bacia ed è baciato dalle vecchiette, oggi promette una cosa e domani un’altra, della serie: tanto peggio tanto meglio. Non gliene importa un fico secco se la grecia va a ramengo, anzi andrebbe al governo per qualche giorno…poi torneranno i colonnelli……

    • Luigi Primon scrive:

      Il rinvio a dopo aver fatto cassa con l’estate ci starebbe pure tutto. Anche un negozio in fallimento chiude dopo i saldi, non prima. Ma allora perché tutta questa sceneggiata? Tsipras a tratti sembra davvero uscito da una specie di docufiction, epperò tra le colpe non gli si potrebbe addebitare un ritorno dei colonnelli…

  3. Luigi Primon scrive:

    Me l’ero persa: Monti: “Ora serve l’unione politica”. Ora? Buongiorno professore

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