UNIONI CIVILI “TECNICHE”
Il Pd ci si è sbriciolato contro come un cracker. Casini ci ha fatto una capriola sopra da acrobata senza rete e si è spiaccicato. Altri ci girano alla larga per evitare guai simili o peggiori. Insomma le unioni… dividono. Persino dentro i partiti.
Inutilmente, secondo gli osservatori attestati sulla sponda della realpolitik, visto che di regolamentare le convivenze, etero o omo senza differenze sessuali, non se ne parlerà prima della prossima legislatura.
Forse invece l’unica possibilità di fare un passo avanti nelle sabbie mobili tutte italiane di questo tema, sarebbe d’affidarlo al governo tecnico. Capace di varare unioni civili… tecniche. Ovvero quel minimo di regole di civiltà per chi si vuol bene e convive (di sesso diverso o uguale non va nemmeno specificato), sulle quali persino il Vaticano fatica ormai ad opporsi davvero, se non per una sorta di dovere di dottrina.
Un provvedimento che potrebbe passare con una maggioranza larga ma che non chiederebbe unanimismo di partito e permetterebbe ai singoli di piantare le loro bandierine.
Fatto quello si potrebbe affidare allo scannatoio della campagna elettorale la questione dei matrimoni gay, agitato come spettro o bandiera ogni volta che si arriva sulla soglia di garantire quei diritti dei conviventi che il resto dei paesi europei più evoluti considera irrinunciabili.




Non mi interessano le preferenze sessuali di una coppia, purchè di coppia si tratti e non di triade o quadriglia.
Gli stessi diritti a fronte degli stessi doveri.
E che quando si separano debbano rompersi le uova, o le ovaie, come tutti.
gaton
quello che dici è vero per le coppie eterosessuale, ma per quelle omosessuali? i tuoi ( e miei ) doveri NON li possono avere. Nè diritti, nè doveri. Di fronte alla legge non esistono, con conseguenze imarazzanti per un paese civile ( ma l’italia non fa parte di questo consesso)
Perché no, @fantasma? Tolta la parte sulla riproduzione e i figli, perché no?
forse ha capito male, Primon, o più probabilmente mi sono spiegato male.
Allo stato attuale, una coppia eterosessuale gli strumenti di regolarizzazione li ha e si chiamano matrimonio e divorzio ( poi si può discutere sulle faccende burocratiche annesse… ) , se non vuole farlo è per scelta personale ( che non capisco, però sono liberi di pensarla così) e non vedo perchè lo Stato debba correre in loro soccorso con strumenti ulteriori. Le coppie omosessuali invece sono abbandonate a se stesse, impotenti di fronte alla legge, quindi hanno bisogno di strumenti ad hoc se proprio non si vuole concedere il matrimonio tout court. Ho l’impressione che anche in questo il cosiddetto “paese reale” sia più avanti dei propri rappresentanti in parlamento…
Sono favorevole alla regolarizzazione delle coppie omosessuali, ho qualche perplessità sulle adozioni, anche se a ammetto che a molte coppie cosiddette “normali” andrebbero tolti i figli che probabilmente avrebbero più amore da una coppia gay.
Se è giusto che una coppia di conviventi abbia gli stessi diritti di una coppia sposata, è giusto che si assuma anche gli stessi doveri.
In caso contrario voglio, esigo anch’io uno dei diritti che io non ho, ma che hanno queste coppie che non si sono mai sognate di sottoscrivere un qualsiasi impegno tra di loro o con la società.
Voglio il diritto, come lo hanno loro, di poter mettere la parola fine sul mio matrimonio, ma senza andare ne’ dal giudice, ne’ dall’avvocato, e nemmeno all’anagrafe.
No @Gatòn, non gli stessi diritti di chi è sposato. Difatti si parla di “matrimonietto”, con diritti e doveri “ridotti” ma con aspetti burocratico-contrattuali. Non credo però che, una volta varato, ti lascerebbero “scalare” il matrimonio in unione civile