E’ FINITA LA STORIA?
Guardo distrattamente i titoli dei giornali e dei tg. La Grecia da aiutare, ce la far o no? Sopravviver l’euro? La Bce comprerà i titoli di stato dei paesi in difficoltà? La Germania accetterà di aiutare i paesi in difficoltà col debito pubblico? Scenderà lo spread? Abbiamo fatto i compiti a casa? Il decreto sviluppo? Cosa dirà Draghi?
Come un déja-vu. Fermi a maggio-giugno: stesse identiche questioni, domande, discussioni. Inchiodati lì da mesi. Non un passo avanti, non uno indietro. E ogni giorno un editoriale che dice che adesso è il momento (la riunione, il vertice, l’asta dei titoli) decisivo. E dopo due giorni, macchè uno solo, punto e a capo. Altro momento decisivo. E via. Come un infinito loop. O un gioco dell’oca che ha solo una casella oltre quella della partenza.
Ricordo l’89. Quando con la caduta del muro di Berlino si disse che la storia era finita. Che con la morte del comunismo tutto sarebbe diventato uguale (occidentale, capitalista, democratico, come noi insomma) terminando, con quello marxiano, i conflitti che facevano la storia. Non era vero, come si sono incaricati di spiegarci gli anni a venire.
Ma ora sì, ora pare davvero che la storia sia finita. E si debba star sospesi, senza nulla poter fare, a ripetersi le stesse domande in attesa del grande crack. O di svegliarsi da questo incubo. Che sta persino diventando tristemente un po’ noioso.
MONTI E I POTERI FORTI
Ho avuto finalmente tempo di leggere l’editoriale a firma Giavazzi e Alesina, pubblicato sul Corriere della Sera del 6 giugno sotto il titolo “La direzione è sbagliata”, che avrebbe ispirato al professor Monti la riflessione di aver perso l’appoggio dei poteri forti.
Ora francamente, quell’editoriale muove appunti concreti, legittimi, ma non così profondi da far poter far pensare a Monti che, altro che i poteri forti (quali? nessuno che glielo abbia chiesto?) manco il Corrierone, che pure è stato il suo house organ per il suo primo semestre, abbia voltato le spalle. Non lo invita né a mollare, né ad abdicare, né a fare spericolate inversioni a U.
Più che dei poteri forti, Monti pare aver perso l’appoggio della realtà, se è vero che a fronte delle durissime manovre (fiscali) messe in campo, il Paese non tende a risollevarsi, anzi. Non c’è indicatore che ci dica bene. E allora, insomma, quell’editoriale è il… minimo sindacale che un giornale poteva fare in questi giorni.
Quanto ai poteri forti, sennò, viene fino il sospetto che queste nomine di banchieri o manager del mondo finanziario (persino) in Rai, siano una sorta di sacrificio agli dèi per riconquistarne i favori.
E SE AVESSERO RAGIONE (NON SOLO) I GRECI?
Non sono mica sicuro che tra i greci che non vogliono fare (ancora) sacrifici e i mercati dove a fare il bello e cattivo tempo sono quelli come JPMorgan, ad aver ragione siano sempre e comunque i secondi.
MONTI E I POTERI FORTI
Sulla vulgata di Monti uomo dei “poteri forti” c’è un bell’invito a riflettere di Francesco Costa che potete leggere qui : olimpiadi (il comitato organizzatore aveva dentro il gotha di industria e finanza), chiesa, banche, ne ha messi in fila mica pochi in cento giorni.
CONTO PENSIONE GRATIS
Il conto corrente a costo zero per i pensionati. Ma che sia a costo zero davvero, non che i suoi amici dopo mettano a zero euro il deposito della pensione a a 5 euro a botta un prelievo col bancomat. Ecco, se ce la fa, questo sarebbe un piccolo grande segnale che le cose si fanno seriamente. Sarebbe.



