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	<title>Luigi Primon</title>
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		<title>PIOVE E NON C&#8217;E&#8217; NEMMENO IL GOVERNO LADRO</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Primon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>

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		<description><![CDATA[Piove. Piove moltissimo. Il clima si è modificato e questo è il conto. Due anni di siccità coi raccolti di mais rovinati, un anno di diluvi che impediscono persino di andare ad arare e seminare. Al netto degli errori commessi dall&#8217;uomo è cambiato proprio. Poi però devi stare anche al netto di quella considerazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piove. Piove moltissimo. Il clima si è modificato e questo è il conto. Due anni di siccità coi raccolti di mais rovinati, un anno di diluvi che impediscono persino di andare ad arare e seminare. Al netto degli errori commessi dall&#8217;uomo è cambiato proprio.</p>
<p>Poi però devi stare anche al netto di quella considerazione e chiederti, come oggi a Rosso&amp;Nero, &#8220;sott&#8217;acqua di chi la colpa?&#8221;, ritrovandoti a ripetere i ragionamenti di due anni e mezzo fa, in ginocchio per l&#8217;alluvione del secolo. Cementificazione che ha consumato il territorio, scarsa manutenzione di argini, fossi e caditoie, grandi opere come i bacini di laminazione (quelli dove far esondare i fiumi in caso di piena) mai realizzati.</p>
<p>Allora scopri che non puoi neanche più prendertela col governo ladro, se hai la cantina allagata. Certo, i sindaci e la Regione ci ricordano che il patto di stabilità li incatena, impedendo spese e interventi.</p>
<p>Epperò. Il cemento mica ce lo hanno buttato giù i marziani e non ce l&#8217;ha nemmeno ordinato Roma. Ce lo siamo fatti noi, con le nostre mani. Per costruire la casa ai nostri figli (e magari qualcuna in più che il mattone è un investimento sicuro), per realizzare una zona industriale e una artigianale in ogni comune (qualcuno ne ha anche anche un paio). Perché quello era lo sviluppo, quello era il progresso. E se un branco di ambientalisti strillava, stessero a cuccia o andassero loro a viverci nella povertà senza sviluppo dei paesi dell&#8217;est. (Che agli ambientalisti è pure servito da lezione, perché da lì è nato il concetto di sostenibilità dello sviluppo).</p>
<p>Anche col consumo del territorio ci sarebbe da ridere. I negozi che hanno tombinato il fosso per avere i parcheggi, lo hanno consumato? Chiedetelo a loro, vi diranno di no. Volete prendervela con loro e non con quelle spianate di cemento delle superpstrade e delle tangenziali? Ma non siamo mai noi, il nostro garage, la nostra rampa, il nostro centro commerciale.</p>
<p>Anche la manutenzione dei canali, dei fossi, degli argini e dei tombini. Mica è materia di ministeriali burocrati romani. No no, è roba del, del nostro comune. Che però se non piove (come negli ultimi due anni) vuoi che fa ripulire tutti i tombini (che per altro scopri che non ricevono solo quando piove tanto, mica nella normalità)? Non parliamo del <em>fosso de do paroni</em> (o de due comuni).</p>
<p>Per gli interventi più importanti, quelli della sicurezza idraulica, tocca alla Regione. Che per 20 anni aveva altro da fare. E ora rincorre. Inciampando faticosamente nei tempi delle opere pubbliche. Quello che è riuscita a fare ha funzionato, hanno spiegato oggi. Ed è vero. Ma si è fatto ancora poco. E anche qui, mica solo la Regione. Perchè poi hai voglia a espropriare il terreno per farci il bacino di laminazione dove buttare l&#8217;acqua quando è troppa. Mica ci sono cave esaurite dappertutto da usare. E allora il privato non ne vuole sapere e i comuni spintonano perché si faccia su quello più in là (come la storia che per ogni paese sott&#8217;acqua ce n&#8217;è uno a monte che gli ha scaricato addosso tutto la piena e uno a valle che si è salvato solo perché questi sono andati sotto).</p>
<p>Insomma, non è il governo ladro. Siamo noi che ci siamo rubati un po&#8217; di sicurezza (idraulica) e quando sono arrivati i ladri (il cambiamento climatico) hanno trovato le porte spalancate.</p>
<p>Il conto è sul tavolo. Bisogna pagarlo. E bisogna rassegnarsi ad un altro po&#8217; di anni così. Finché  la piccole e grandi opere (dall&#8217;idrovora locale al grande bacino di laminazione) non saranno realizzate. Stringendo i denti, ognuno sperando che non tocchi a noi e che passi questa boia di crisi che anche per avere i soldi di un aiuto per i danneggiati bisogna pregarli in ginocchio come fosse carità e non la restituzione di quanto abbondantemente versato in tasse in tutti questi anni.</p>
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		<title>ORDINA SILVIO, IL CONTO AL PD?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 11:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Primon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Difficile dirla con parole più chiare di quelle usate da Alessandro Gilioli sul suo blog Piovono rane. Eccole, gliele rubo &#8220;Il risultato è che quando Letta sarà caduto, l’ombra del suo flop si adagerà tutta sul Pd, mentre Berlusconi ci riprometterà la guarigione dal cancro e l’abolizione di Equitalia. Curioso, no? Abbiamo l’esecutivo che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile dirla con parole più chiare di quelle usate da <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/05/15/il-prezzo-di-enrico/" target="_blank">Alessandro Gilioli sul suo blog Piovono rane</a>. Eccole, gliele rubo</p>
<p><em>&#8220;Il risultato è che quando Letta sarà caduto, l’ombra del suo flop si adagerà tutta sul Pd, mentre Berlusconi ci riprometterà la guarigione dal cancro e l’abolizione di Equitalia.</em></p>
<p><em>Curioso, no? Abbiamo l’esecutivo che il Cavaliere voleva fin dalla sera del 24 febbraio, con dentro il clone del Cavaliere, ma alla fine a pagarne il prezzo saranno tutti tranne che il Cavaliere&#8221;</em>.</p>
<p>Al di là della &#8220;venetta&#8221; di antiberlusconismo che batte in Gilioli, è difficile immaginare che non andrà esattamente così.</p>
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		<title>SCUOLE PARITARIE, COSA NON VA?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 13:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Primon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
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		<category><![CDATA[paritaria]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi le Regione ha assegnato 16 milioni e 500mila euro ai gestori delle scuole per l&#8217;infanzia (li chiamavamo asili) paritarie. Cioè, aiuta il privato per fornire un servizio che dovrebbe fornire lo Stato (o le sue articolazioni). E che servizio. Però, c&#8217;è un però. Anzi più d&#8217;uno. E sta nel comunicato con cui la Regione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi le Regione ha assegnato 16 milioni e 500mila euro ai gestori delle scuole per l&#8217;infanzia (li chiamavamo asili) paritarie. Cioè, aiuta il privato per fornire un servizio che dovrebbe fornire lo Stato (o le sue articolazioni). E che servizio.</p>
<p>Però, c&#8217;è un però. Anzi più d&#8217;uno. E sta nel comunicato con cui la Regione lo annuncia, che a un certo punto recita così.</p>
<p >&#8220;<em>Zaia ricorda che i bambini delle scuole per l’infanzia nel Veneto frequentano per il 68% &#8211; cioè 94.500 &#8211; le paritarie e 45 mila le statali; paritarie che sono 1.183 su 1.717 scuole per l’infanzia totali. Il motivo del contendere è che i nostri bambini, fatta 3.200 euro la media annua nazionale per bambino, costano allo Stato 1.900 euro. </em></p>
<p ><em>Se i 45 mila giovanissimi veneti delle scuole statali si trasferissero alle paritarie – sottolinea Zaia &#8211; lo Stato risparmierebbe 170 milioni di euro. Al contrario, se i bambini delle paritarie andassero nelle statali lo Stato spenderebbe 300 milioni di euro in più</em>&#8220;.</p>
<p >Trovate voi cosa non va.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I TONI DI GRILLO</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 15:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Primon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Non è un consiglio, è proprio una minaccia&#8221; e ride. Ride Beppe Grillo e ridono quelli intorno a lui. Ma sul momento non rendono meno inquietante la dichiarazione che chiude l&#8217;argomento su giornalisti, sondaggi e dossier, nel video di Sky Tg24 che rimbalza per la rete. Poi però ci pensi. E ridi pure tu. Perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non è un consiglio, è proprio una minaccia&#8221; e ride. Ride Beppe Grillo e ridono quelli intorno a lui. Ma sul momento non rendono meno inquietante la dichiarazione che chiude l&#8217;argomento su giornalisti, sondaggi e dossier, nel <a href="http://video.gelocal.it/mattinopadova/politica/la-minaccia-di-grillo-ai-giornalisti-anche-noi-faremo-sondaggi/12746/12784" target="_blank">video di Sky Tg24</a> che rimbalza per la rete.</p>
<p>Poi però ci pensi. E ridi pure tu. Perché ormai è un giochino che si ripete. Beppe Grillo alza i toni e sceglie bersagli che facciano un bel botto (quale migliore dei giornalisti, sempre disponibili a parlar di se stessi?) all&#8217;indomani o addirittura a tamburo battente, dopo notizie che abbiano messo in qualche difficoltà il Movimento 5 Stelle. Tipo ieri questa cosa dello scazzo su sui soldi dei rimborsi (la diaria che metà dei parlamentari a 5 stelle vorrebbe tenere e poi black list sì, liste nere ne),  che rischiava di offuscare l&#8217;immagine dei tagliatori dei costi costi della politica. Pronto allora il ruggito di Grillo a &#8220;cancellare&#8221; quella macchia, spostare l&#8217;argomento e attirare su di sé tutta l&#8217;attenzione.</p>
<p>Era già successo, specie quando i &#8220;suoi&#8221; avevano piazzato qualche scivolone. O quando (raramente finora) non era uscito benissimo da qualche diatriba o qualche battaglia, tipo quella sui presidenti delle Camere. Allora via, ad alzare i toni, fino e oltre l&#8217;insulto. O scegliendo un bersaglio &#8220;deviante&#8221;, tipo una volta ritirare fuori Mps dopo il colloquio in streaming tra Letta e i capigruppo Crimi e Lombardi (a proposito: stanno per scadere).</p>
<p>Insomma, iniziamo a conoscerlo. E a soprenderci meno. L&#8217;unico vero inghippo è che sarà costretto pure lui ad alzare sempre di più l&#8217;asticella. Col rischio (per lui) per spararla prima o poi troppo grossa.</p>
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		<title>UN GOVERNO IN OSTAGGIO</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 14:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Primon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Non avrà ricadute sul governo&#8221; o &#8220;potrebbe avere ripercussioni sul governo&#8221;. Sono le due frasi che, dal giorno della nasciata e fino alla sua caduta, più spesso si sentiranno a corredo di qualunque fatto (più o meno) politico: dal Nitto Palma di turno alla condanna di Berlusconi passando dalle tubolenze continue del PD, per non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non avrà ricadute sul governo&#8221; o &#8220;potrebbe avere ripercussioni sul governo&#8221;. Sono le due frasi che, dal giorno della nasciata e fino alla sua caduta, più spesso si sentiranno a corredo di qualunque fatto (più o meno) politico: dal Nitto Palma di turno alla condanna di Berlusconi passando dalle tubolenze continue del PD, per non parlare di provvedimenti, dall&#8217;Imu a allo Ius Soli.</p>
<p>Insomma, c&#8217;è un governo che è ostaggio di una perenne campagna elettorale. Se facevano fatica governi con maggioranze di coalizione che arrivava unita alle elezioni, come potrebbero spiegare Romano Prodi o Silvio Berlusconi, figuriamoci questa.</p>
<p>Mah. Senza entrare nel merito del progrmma, a me il dubbio che di un siffatto governo abbia bisogno questo Paese, rimane.</p>
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		<title>PARLARE DI TUTTO PER NON PARLAR D&#8217;AMORE</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 15:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Primon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ius soli, Biancofiore alle pari opportunità, Nitto Palma alla giustizia, ma in fondo la stessa Imu o più avanti, chissà, quali altri temi &#8220;scottanti&#8221; finiranno in cima all&#8217;agenda politica del Paese. Per quanto non si tratti di questioncelle, non si tratta nemmeno esattamente delle più urgenti priorità di un Paese che sta vivendo una crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ius soli, Biancofiore alle pari opportunità, Nitto Palma alla giustizia, ma in fondo la stessa Imu o più avanti, chissà, quali altri temi &#8220;scottanti&#8221; finiranno in cima all&#8217;agenda politica del Paese.</p>
<p>Per quanto non si tratti di questioncelle, non si tratta nemmeno esattamente delle più urgenti priorità di un Paese che sta vivendo una crisi economica drammatica.</p>
<p>E allora, perchè ci perdiamo a parlare di &#8220;diritti civili e di idiozia che fa democrazia&#8221; (cit. Giorgio Gaber, prima che mi si dia dell&#8217;insensibile ché sono temi che mi stanno a cuore) o di rinviare il versamento dell&#8217;Imu sulla prima casa, che per carità ma risolve poco e mette in moto niente (e ne guadagana di più chi già più c&#8217;ha), invece di mettere in campo misure per svoltare davvero questa crisi?</p>
<p>L&#8217;impressione inizia a essere proprio che nessuno abbia alba di dove mettere le mani in questo motore fermo e che si preferisca parlare della carrozzeria. E se qualcuno qualche idea ce l&#8217;ha, diventa irrealizzabile senza una maggioranza e un governo di una parte sola, non certo in esecutivi di coalizione dove uno frena l&#8217;altro e giocheranno ai dispetti e sgambetti finché elezioni non li separino.</p>
<p>Quindi parliamo d&#8217;altro, per non parlar d&#8217;amore (cit. Lucio Battisti) ovvero parliamo di altri temi per non parlar di crisi. A parte ovviamente essere tutti d&#8217;accordo che la disoccupazione è l&#8217;emergenza e le strette del credito il freno agli investimenti e il patto di stabilità la gogna.</p>
<p>Non resta che parlare d&#8217;altro, sperando che la soluzione alla crisi venga da fuori come  da fuori è venuta la crisi. Anche se, non per pessimismo, qualche dubbio mi rimane.</p>
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		<title>IUS SOLI</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 20:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Primon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Paese]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono assolutamente favorevole, e non da oggi. Chi nasce in Italia dovrebbe essere considerato un cittadino italiano. Cerco di ascoltare e capire le perplessità dei contrari, anche se non le condivido. C&#8217;è un punto fermo da cui partire, però. Non si tratta di dare la cittadinanza &#8220;agli immigrati&#8221; come sento dire. Quei bambini nascono qui, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono assolutamente favorevole, e non da oggi. Chi nasce in Italia dovrebbe essere considerato un cittadino italiano. Cerco di ascoltare e capire le perplessità dei contrari, anche se non le condivido.</p>
<p>C&#8217;è un punto fermo da cui partire, però. Non si tratta di dare la cittadinanza &#8220;agli immigrati&#8221; come sento dire. Quei bambini nascono qui, come sono nato qui io e i miei figli. Non vengono da nessun altro posto né sono immigrati da nessuna parte, se non dalla pancia della loro madre, esattamente come me e come i miei figli. Cos&#8217;hanno di meno? I genitori?</p>
<p>In una società del merito come quella che desidero, conta più quello che si fa (compreso nascere che deve essere una faticaccia) che quello che si eredita. Conta chi si è, la persona in sé, non di chi si è figli. Eppoi il sangue mi fa monarchia, conti, marchesi, baroni. Volete che stiamo ancora fermi là? A dividere i bambini tra nobili e servi della gleba?</p>
<p>Infine: tra gli argomenti contrari che vanno per la maggiore tra le persone di buon senso, c&#8217;è che istituire lo ius soli non è la priorità per questo Paese. Ma basta che una cosa, se giusta, non sia una priorità per non farla? E soprattutto, dare un&#8217;opportunità in più a un bambino (fosse anche a un solo bambino) non è una priorità? Per me sì, comunque.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>DIFFIDARE DEL WEB</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 15:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Primon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il web è diventato la fonte della verità a cui abbeverarsi. Invece è l&#8217;ora di mettersi in testa che la verifica e il controllo sono il minimo necessario, non solo per chi fa il mestiere più antico del mondo (il giornalista, cosa avete capito) ma anche e soprattutto per tutti quelli che hanno imparato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il web è diventato la fonte della verità a cui abbeverarsi. Invece è l&#8217;ora di mettersi in testa che la verifica e il controllo sono il minimo necessario, non solo per chi fa il mestiere più antico del mondo (il giornalista, cosa avete capito) ma anche e soprattutto per tutti quelli che hanno imparato a saltare la mediazione di chi le cose le racconta per professione e va dritto alla fonte. Non quella vera (che i giornalisti dovrebbero consultare) ma quella della verità, il web, tanto osannato appunto.</p>
<p>Una prova? Ecco qua. E parliamo di Wikipedia, che tutti usano come fosse la nuova Treccani. Pochi minuti fa per dirimere una diatriba col collega, controllavo gli ultimi vincitori della Champions, ecco l&#8217;esito:</p>
<p><a href="http://blog.telenuovo.it/luigi-primon/wp-content/uploads/2013/05/Albodoro2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-948" title="Albodoro" src="http://blog.telenuovo.it/luigi-primon/wp-content/uploads/2013/05/Albodoro2.jpg" alt="" width="609" height="338" /></a></p>
<p>Già, il Pizzighettone. Certo, uno scherzo. Che qualcuno ha già corretto. Ma istruttivo quant&#8217;altri mai. Da ricordare ogni volta che cerchiamo qualcosa che non conosciamo o di cui non ci intendiamo.</p>
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		<title>LA POLITICA E GLI SPRITZ (TAROCCATI)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 20:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Primon</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Paese]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[spritz]]></category>

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		<description><![CDATA[Una politica di malfattori, cialtroni e ladri di qua. Una società sana, civile, onesta e operosa di là. Questa è l&#8217;Italia che viene raccontata oggi. Soprattutto, ma non solo, da Beppe Grillo. Poi leggi notizie come quella dei bar padovani che taroccavano gli spritz, cioè che rifilavano aperitivi all&#8217;Aperol e Campari che non contenevano Aperol [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una politica di malfattori, cialtroni e ladri di qua. Una società sana, civile, onesta e operosa di là.</p>
<p>Questa è l&#8217;Italia che viene raccontata oggi. Soprattutto, ma non solo, da Beppe Grillo.</p>
<p>Poi leggi notizie come quella dei <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/04/30/news/falsi-spritz-in-centro-otto-bar-condannati-1.6977367" target="_blank">bar padovani che taroccavano gli spritz</a>, cioè che rifilavano aperitivi all&#8217;Aperol e Campari che non contenevano Aperol e Campari facendoseli pagare come se ci fossero. In un prodotto, lo spritz appunto, che a occhio ha già un discreto ricarico di guadagno a ogni bicchiere. Mica uno di bar eh, otto. E ti chiedi se sia tutta tutta così onesta quest&#8217;Italia con la bava alla bocca verso &#8220;i politici&#8221; (indistinto). O se forse non ce ne siano pezzi di quest&#8217;Italia che hanno bisogno di un capro espiatorio (funziona sempre: ci furono gli immigrati, gli evasori&#8230;) o di una sorta di &#8220;giustificazione&#8221; o di sentirsi migliori di qualcun altro o perché no di scaricare dell&#8217;insana invidia perché molto diversamente non si sarebbero comportati.</p>
<p>Posto che resto dell&#8217;idea immarcescibile che chi viene eletto (e la parola lo dice) dovrebbe, anzi debba essere migliore di chi rappresenta. Accertato che ultimamente è stato troppe volte peggiore. Direi però che ne è, in buona parte lo specchio (talora un po&#8217; deformante vabbè) dei rappresentati. Insomma che alla fin fine il Paese, ogni Paese, ha la classe politica che si merita e che si sa scegliere.</p>
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		<title>LETTO LETTA</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 21:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Primon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Letta]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto Letta. Il discorso alla Camera, intendo. Che non avevo potuto seguire. Detto che dentro è meno netto di come (necessariamente) lo hanno presentato i titoli di web e tg, e concesso che difficilmente avrebbe potuto dire molto di diverso, beh, comunque l&#8217;impressione è di un compendio onnicomprensivo dei programmi elettorali di un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto Letta. Il discorso alla Camera, intendo. Che non avevo potuto seguire.<br />
Detto che dentro è meno netto di come (necessariamente) lo hanno presentato i titoli di web e tg, e concesso che difficilmente avrebbe potuto dire molto di diverso, beh, comunque l&#8217;impressione è di un compendio onnicomprensivo dei programmi elettorali di un po&#8217; tutte le forze politiche. Programmi che già ognuno per conto suo parevano ambiziosi con i tempi che corrono.<br />
Però mai mettere limiti alla Provvidenza. Certo, se Letta riuscisse a realizzare anche la metà delle cose elencate, passerebbe alla storia come il governo più efficiente della Repubblica Italiana.</p>
<p>Per chi ci ha tempo e voglia l&#8217;integrale è qui: http://www.governo.it/Presidente/Interventi/dettaglio.asp?d=70916</p>
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