30
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Burocrazia, Crisi, Governo

COMMENTI 3 Commenti
VISUALIZZAZIONI

172

SPENDING REVIEW, PERCHE’?

Non perché la fanno, che una controllata alla spesa dello stato è da mo’ che andava data.

Ma perché la devono chiamare così? Perché sono professori? Perché fa fico? Perché è bello pronunciarlo tipo quando Pizzul diceva “Mikhailichenko” e gli piaceva così tanto che lo nominava anche dopo che lo avevano sostituito?

Mah. Si chiamano tagli. Mica è una parolaccia. O sì?

28
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Crisi, Tasse

COMMENTI 2 Commenti
VISUALIZZAZIONI

217

I CONTI A CASO PER IL GUSTO DI ESAGERARE

Vedo titoli e allarmi purtroppo ormai consueti: stangata da 2.200 euro a famiglia. Guardo le bollette sulla scrivania, penso che devo fare gasolio alla macchina e m’immagino che è l’ora di sacramentare anche questo governo se non abbiamo già cominciato. Sacrosanto. Anzi, è persino tardi.

Poi però penso che quel titolo è appunto “consueto”. E metto insieme, per dire, i 210 euro di febbraio, o i mille euro a gennaio, o i millecinquecento di agosto scorso, o  mille euro di dicembre 2010,  che era già stata preceduta dai quasi 600 dell’anno prima. E così si potrebbe andare indietro fino all’anno che volete. O fino a scoprire, conti familiari alla mano, che forse non è andata così, perché se quelle cifre fossero vere e rispettate sarei sul lastrico pure io (come è capitato purtroppo a tante, troppe famiglie e imprese). E invece, pur avendo sofferto gli aumenti e persino scontato un calo di entrate, così non è.

Il dubbio, allora, è che, sapendo che gli aumenti ci saranno e che tutti li “sentiranno” e malediranno, e che la giaculatoria del “non ce la facciamo più, dove andremo a finire” è sempre nelle hit di tutta Italia, qualche volta alla fonte (le associazioni dei consumatori) cacciare  l’allarme stangata con una cifra bella grossa faccia un po’ gioco per poter dire “siam qui noi a difendervi”. E ai giornalisti strillare un titolo intonato all’aria di crisi che si respira viene utile e comodo. Sapendo che tanto nessuno, giornalisti inclusi, andrà a controllare quelle cifre, perché tutti sono troppo impegnati a far quadrare i propri di conti per aver tempo da perdere con quelli sentiti rimbombare tanti mesi prima. Già, perché quegli “allarme stangata” non sono mai a posteriori, che uno può verificare. Ma sono sempre previsioni, che si dimenticano più facilmente persino di quelle del tempo. Tanto dura sarà dura comunque.

25
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Paese, Storia

COMMENTI 2 Commenti
VISUALIZZAZIONI

285

TANTE STORIE, UN SOLO 25 APRILE

C’è un solo 25 aprile: quello della libertà contro l’oppressione, della democrazia contro la dittatura, dell’umanità contro il razzismo antisemita.

C’erano, insomma, una parte giusta e una sbagliata da cui stare, ben al di là della buona fede dei singoli.

Poi (nel senso di dopo la considerazione di cui sopra) le storie, gli episodi, le persone, i gruppi, gli eroismi e le atrocità sono infiniti. Ma nessuna di loro sposta il senso e la ragione del 25 aprile.

Buona Liberazione a tutti.

24
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Casta, Partiti

COMMENTI 3 Commenti
VISUALIZZAZIONI

312

LE FACCE E I PARTITI

(Telefonata a Prima Pagina)

“Spiegatemi perché all’estero restano i partiti e cambiano le facce, mentre da noi cambiano continuamente il nome ai partiti ma le facce restano sempre le stesse. In Francia c’è ancora il Partito Comunista, capite?”

Qui da noi da noi invece ci sono ancora politici che erano nel (o c’erano ai tempi del) partito comunista che nel frattempo ha cambiato nome tre volte.

Non sono un fondamentalista del ricambio e il “nuovismo” a prescindere non mi convince. Però, appunto, guardando fuori da qui, un problema ce l’abbiamo.

23
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Sinistra

COMMENTI No Comments
VISUALIZZAZIONI

156

TROVA L’ERRORE

Vendola: “Se fossi in Francia sarei un militante forsennato di Hollande

Tremonti: “In Francia voterei Hollande, condivide molte delle mie idee

22
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Partiti

COMMENTI 5 Commenti
VISUALIZZAZIONI

237

ANCORA TU? MA NON DOVEVAMO VEDER-DC PIÙ?

Trent’anni e tutti ‘sti casini per rifare la DC? Mah

19
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
COMMENTI 7 Commenti
VISUALIZZAZIONI

360

L’UNITA’, SE QUESTO E’ UN GIORNALE

Oggi l’Unità in prima pagina pubblicava la foto dell’immigrato con la bocca chiusa dal nastro adesivo sull’aereo che doveva rimpatriarlo dopo l’espulsione. Sotto il titolo: “se questo è un uomo”, evocando il capolavoro letterario di Primo Levi sui campi di sterminio nazisti.

Non entro nel merito di un gesto grave, quello dello scotch sulla bocca sul quale i vertici delle forze dell’ordine dovranno fare chiarezza. Che però ha già suscitato, oltre allo sdegno di molti, il racconto di chi si è trovato a condividere il volo con dei rimpatriati che per tutta la durata del viaggio, ammanettati al loro posto, avrebbero urlato offese, minacce e sconcezze agli altri passeggeri.

E non entro neppure nel merito dell’opportunità di utilizzare voli di linea per i rimpatri.

Mi preme quel pazzesco paragone de l’Unità. Che credo offenda la memoria di chi è morto o ha sofferto ad Auschwitz o Mauthausen, e di chi è sopravvissuto a quello sterminio. E persino di tutti quelli (L’Unità compresa) che si sono battuti perché non fosse dimenticato. Se lo scotch sulla bocca è assimilabile ai forni crematori e alle sofferenze e privazioni descritte da Primo Levi, allora va bene. Ma a me, sarà perché cresciuto culturalmente con l’idea dell’unicità imparagonabile nella storia dello sterminio nazista, pare che no, che non vada bene, che tra le due cose ci ci sia un abisso. Profondo come la vergogna di averle paragonate.

Se questo è un uomo, se quello è un giornale.

18
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Casta, Partiti

COMMENTI 2 Commenti
VISUALIZZAZIONI

190

PARTITI ALLA FINE

Per ultimo il più autorevole, il presidente Giorgio Napolitano, ha detto che per quanto schifo facciano, dei partiti non si può fare a meno.

Ne ero convinto anch’io fino a poco tempo fa.

Ora non più.

Ora credo che non tanto per il punto a cui sono arrivati con le vicende Lusi e Belsito, quanto per la sordità e l’ottusità dei loro vertici  e quadri dirigenti, ormai autoreferenziali al loro stesso ombelico e manco capaci di ascoltare non dico i cittadini, ma persino i loro stessi militanti.

Inizio a pensare che nel cambio d’epoca che sta segnando questa crisi, si potrebbe uscire senza i partiti così come li conosciamo e così come la Costituzione li ha sanciti all’articolo 49, ormai praticamente inservibili ai cittadini “per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Anzi, sono diventati di fatto, quasi un impedimento a quel concorrere dei cittadini.

Non so cosa ci sia dietro l’angolo della storia. Ma non credo che la via d’uscita o il superamento dall’organizzazione in partiti sia necessariamente l’uomo forte, fosse il tecnico Monti o il populista Grillo o un nuovo Berlusconi senza la zavorra di Forza Italia.

Potrebbe, e me lo auguro, anche sbocciare una nuova e diffusa partecipazione al posto del distacco, visto che soprattutto internet ne offre l’occasione e gli strumenti, e che le generazioni giovani e future a quello si affidano molto più che alle forme d’informazione, discussione e relazione che noi abbiamo frequentato. Anche se la trasformazione non sarà né facile, né veloce né, temo, indolore.

17
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Casta, Partiti

COMMENTI 13 Commenti
VISUALIZZAZIONI

443

ABC SENZA L’ABC

Hanno ragione Alfano, Bersani e Casini. La politica senza un finanziamento pubblico finirebbe alla mercè di potentati e lobby (oggi invece tutto volontariato eh…). Però è vero, senza un sostegno pubblico, la politica resterebbe roba solo per chi può permettersela e per i pensionati. E non è il mio ideale.

Però prima di chiedere i soldi devi avere la faccia per farlo. La velocità con cui si sono messi d’accordo per l’appello salva finanziamenti, è inversamente proporzionale a quella con la quale hanno ridotto il numero di parlamentari, gli stipendi degli eletti e messo un tetto al numero di mandati. Tutta roba sulla quale dicono di essere d’accordo. Avanti. Facciano la loro parte e poi ripassino.

Se ne faccia una ragione Bersani, sbaglia quando dice che il primo dovere è la trasparenza: il primo dovere è la drastica riduzione di quei finanziamenti. Non ci sono file di cittadini pronti a spulciare i bilanci dei partiti (mi duole ripetermi), non ne hanno né tempo né voglia. Ci sono file di cittadini nauseati dall’uso di quei fondi talmente sovrabbondanti da finire in lingotti d’oro, diamanti, viaggi principeschi e investimenti africani.

16
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Burocrazia, Sicurezza

COMMENTI 6 Commenti
VISUALIZZAZIONI

233

POLIZIA: ITALIA-NORVEGIA 8-2

I titoli dei tg di oggi hanno messo a poca distanza il ritorno in Italia di Lavitola e il processo a Breivik in Norvegia.

Le foto sono qui sotto. Ora: è vero che i contesti sono diversi (un aeroporto e un tribunale), ma anche i personaggi e i reati commessi sono differenti: uno rubava (e nega di averlo fatto), l’altro ha compiuto una strage (e la rivendica).

Mi sono saltate agli occhi le forze dell’ordine: otto, forse dieci di corpi diversi intorno a Lavitola. Due per Breivik. (incidentalmente Lavitola ride pure…)

Tutto si può giustificare e ogni cosa avere un perché. Ma considerando che la Norvegia è pure una di quelle socialdemocrazie scandinave che non lesinano in tasse e pubblico impiego, qualche riflessione si può farla, no?