28
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Crisi, Tasse

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I CONTI A CASO PER IL GUSTO DI ESAGERARE

Vedo titoli e allarmi purtroppo ormai consueti: stangata da 2.200 euro a famiglia. Guardo le bollette sulla scrivania, penso che devo fare gasolio alla macchina e m’immagino che è l’ora di sacramentare anche questo governo se non abbiamo già cominciato. Sacrosanto. Anzi, è persino tardi.

Poi però penso che quel titolo è appunto “consueto”. E metto insieme, per dire, i 210 euro di febbraio, o i mille euro a gennaio, o i millecinquecento di agosto scorso, o  mille euro di dicembre 2010,  che era già stata preceduta dai quasi 600 dell’anno prima. E così si potrebbe andare indietro fino all’anno che volete. O fino a scoprire, conti familiari alla mano, che forse non è andata così, perché se quelle cifre fossero vere e rispettate sarei sul lastrico pure io (come è capitato purtroppo a tante, troppe famiglie e imprese). E invece, pur avendo sofferto gli aumenti e persino scontato un calo di entrate, così non è.

Il dubbio, allora, è che, sapendo che gli aumenti ci saranno e che tutti li “sentiranno” e malediranno, e che la giaculatoria del “non ce la facciamo più, dove andremo a finire” è sempre nelle hit di tutta Italia, qualche volta alla fonte (le associazioni dei consumatori) cacciare  l’allarme stangata con una cifra bella grossa faccia un po’ gioco per poter dire “siam qui noi a difendervi”. E ai giornalisti strillare un titolo intonato all’aria di crisi che si respira viene utile e comodo. Sapendo che tanto nessuno, giornalisti inclusi, andrà a controllare quelle cifre, perché tutti sono troppo impegnati a far quadrare i propri di conti per aver tempo da perdere con quelli sentiti rimbombare tanti mesi prima. Già, perché quegli “allarme stangata” non sono mai a posteriori, che uno può verificare. Ma sono sempre previsioni, che si dimenticano più facilmente persino di quelle del tempo. Tanto dura sarà dura comunque.