02
mag 2012
AUTORE Luigi Primon
CATEGORIA

Burocrazia, Tasse

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TASSE, IL BUONSENSO DEI CREDITI E DEI DEBITI

Del perché Mario Monti si sia così insustegato per la proposta della compensanzione tra crediti e debiti con lo Stato, attiene solo alle ragioni di cassa di uno Stato che però, avanti per questa strada, più della bancarotta finanziaria rischia quella della SUA credibilità con i SUOI cittadini.

Perché è puro buonsenso che se io avanzo dei soldi da te, facciamo 8, ma te ne devo dare 10, te ne ne dò io 2 e morta là e siamo tutti contenti. Come ben sanno soprattutto gli imprenditori, con lo stato non funziona così: se si fanno lavori per lo Stato, in tutte le sue articolazioni, lui ti paga più o meno quando ne ha voglia. Ma se tu gli devi soldi di tasse, guai a te se ritardi un giorno perché rischi che ti piova in casa o in azienda il braccio armato di Equitalia a ganasciarti la macchina o persino se i soldi sono tanti, a ipotecarti la casa (la qual cosa in sé non è sbagliata se la legge la vogliamo far rispettare che sennò ognuno fa quello che gli pare).

Ecco, non dico per far tornare a essere bello pagare le tasse che quello neanche il giorno del sol dell’avvenire, ma per riavvicinare un po’ il cittadino allo Stato, o almeno fargli capire che non è un nemico, invece di licenziare Equitalia (mossa che farebbe contenti i vessati ma anche evasori e furbetti che non mancano) il buonsenso della compensazione sarebbe la prima, basilare mossa. E forse per questo, a dispetto della proposta di Alfano (che però pure lui poteva proporlo quando aveva presidente del consiglio Berlusconi e Tremonti ministro dell’economia), nessuno farà mai.