10
ott 2012
AUTORE Luigi Primon
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Lega Nord, Pdl, Regione

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EPICENTRO MILANO, TREMA VENEZIA

Il terremoto dell’arresto dell’assessore lombardo per voto di scambio con la ‘ndrangheta fa venire giù il Pirellone, ma balla fortissimo Palazzo Balbi.
La Lega in Lombardia ha la mano sulla spina e annuncia di volerla staccare, ritira assessori e ha lettere firmate di consiglieri dimissionari. Formigoni, muoia Sansone con tutti i filistei, minaccia che se cade la Lombardia un secondo dopo vengon giù Veneto e Piemonte.
Zaia domani ripeterà che lui risponde agli elettori e va avanti. Ma il Pdl veneto, Zorzato, Giorgetti, Bond, Ruffato e compagnia, a chi rispondono? Agli elettori? A Formigoni? A Berlusconi? Ad Alfano?A se stessi?
Di andare a casa c’è poca voglia, troppi sanno che rischiano di non tornare mai più. Ma il tramonto di un’epoca, visto da Venezia, può essere più triste che romantico.

[EDIT] Notando en passant che, se è vera l’accusa, la ‘ndrangheta controlla 4.000 (quattromila!) voti in Lombardia. A me Saviano, come scrittore e come showman televisivo, non entusiasma, però se penso a quelli che lo hanno attaccato o insultato l’anno scorso quando disse alcune cose su mafie e nord…

[EDIT2 Zaia, day after, cvd: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2012/11-ottobre-2012/formigoni-non-veneto-pensi-problemi-casa-sua-2112212621818.shtml ]

07
mag 2012
AUTORE Luigi Primon
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Paese, Partiti

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A URNE CALDE

Considerazioni al volo a urne calde. Anzi, ancora bollenti, visto che si sta contando i voti un po’ dappertutto.

Il boom di Grillo non è più riducibile ad antipolitica. E’ una domanda di una politica diversa. Radicalmente diversa. Se ne facciano una ragione quelli che lo schifano e si girano dall’altra parte.

La Lega tracolla laddove non ha lo scudo di Flavio Tosi che la salva (la stessa funzione ha avuto tutto sommato Bitonci a Cittadella pur non potendosi ricandidare). Verona farà da foglia di fico, ma l’arretramento è da Caporetto.

Il PdL senza Berlusconi difatto è cancellato, azzerato, sull’onda dell’estinzione. E mica solo a Verona.

Il centrosinistra in tutte le sue espressioni quello è e quello resta da quarant’anni in questo paese. Scomponilo, decomponilo, ricomponilo e fai media tra i posti dove brilla e quelli dove s’impianta e avrai sempre un elettore su tre. Solo che un tempo stavano tutti dietro le insegne del Pci, ora sono a coriandoli in qua e là.

Palermo è il più straordinario camaleonte politico di questo paese. Feudo di Berlusconi, manda al ballottaggio due del centrosinistra.

Ultima e decisiva considerazione senza la quale tutte le altre non valgono: era un voto amministrativo e parziale. Quello politico del 2013 sarà tutta un’altra storia.

12
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
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Lega Nord

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ROSIMAURO DA STREGA A SANTA IN 24 ORE

Rosimauro (ormai si scrive così, come lo si dice) come Giovanna D’Arco. Parole di qualche famiglio di Bossi? Macché. Di Paola Concia, deputata del Pd. No, eh. Adesso troppo. Dovevate dirlo il giorno prima che scoppiasse la bufera, quando la chiamavate badante e sfornavate battute sui suoi rapporti col Senatùr. Vale per la Concia quanto per la Perina (Fli) che sostiene la tesi della segretaria del Sin.pa. nel mirino perché donna.

Adesso usarla come “martire” del nuovo corso leghista per dare addosso a Maroni, è un po’ troppo. Sia per fine politico, come può essere per il Pd, sia per gusto del paradosso come fanno tanti elzeviri (che magari fino a ieri la massacravano).

Il gusto del paradosso è spesso viatico di grosse cazzate.

10
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
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Lega Nord

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ROSI FORA DAI BALL

Mi ricordo perfettamente la prima volta che la vidi. Vicenza. Prima uscita veneta di Bossi dopo la malattia. Attesa lunga, infinita. Annunciato alle 21, compare dopo le 22. Tutti aspettano le parole del Senatùr, questa mora energica agguanta il microfono e per 40 minuti urla frasi scombiccherate sui lavoratori sfruttati, i padroni, il nord, i salari da differenziare col sud suscitando qualche dubbio sui suoi tratti somatici denuncianti latitudini improprie per quel consesso.

Chiedo, dal basso della mia ignoranza, chi sia. Mi spiegano, anche un po’ a brutto muso che trattasi di Mauro Rosi (giuro!), segretaria del Sin.pa., il sindacato padano che, mi ragguagliano, “tra poco avrà più iscritti della Cgil”. Chissà se almeno lei era iscritta al Sin.pa. Forse sì. Forse l’unica nonostante la Lega tra gli operai pigli voti a catinelle.

Però da lì in poi non ricordo uscita pubblica di Bossi senza la Rosi come gruppo spalla. E dalle platee giù applausi. Fissi. Che ci fosse nessuno di quelli che oggi le urlano “fuori dai coglioni?”

Oggi sostanzialmente Maroni ne ha fatto il capro espiatorio, il target, la zavorra, il bersaglio simbolico. E’ l’ideale, indubbiamente. Specie dopo averne fatto la quarta carica dello Stato. Che in effetti forse non era una cattiva mossa per chi lo Stato voleva dissolverlo in nome della Padania.

10
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
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Lega Nord

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TRA RENZO, ROSI E LA SPECTRE

Mentre sentivo Umberto Bossi dire che sostanzialmente è colpa di un morto, di un complotto e dei giornalisti (urca che originale) mi è tornato in mente quel che scriveva Alessandro Robecchi a Pasqua: “Ecco, uno dovrebbe solidarizzare con il raggirato, certo. Ma è altrettanto certo che dipende da chi ti raggira. La Spectre, la Cia, il Mossad, tutta gente che ti frega facile. Ma se ti fai raggirare dal Trota e da Rosi Mauro, dico, ma come sei messo? Sul triste caso del Bossi Umberto prevale la pietas, l’umana comprensione, già aleggia il perdono. Siamo alla vecchia, cara, immortale commedia alla padana: «Cara non è come sembra, posso spiegarti tutto»…”.

06
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
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Lega Nord

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IL CARROCCIO AL BIVIO

L’alternativa è secca.

O la Lega si spappola, come pure ci starebbe in un partito che ha nell’orizzonte la secessione e potrebbe pure… secedere da e in se stesso.

Oppure Maroni riesce a tenere insieme tutto. Dove tutto è da un lato il bossismo senza Bossi e le sue propaggini immediate e infette (famigli e cerchio magico più ristretto) e dall’altro un Veneto stanco di fare da vassallo dei lumbard che sta riscoprendo la voglia di Liga. Un Veneto ricompattato dietro a Tosi, anche qui al netto dei pasdaran del bossismo, ma senza scaricare Zaia e i suoi a Treviso e Bitonci e i suoi a Padova.

Una Lega così, di seconda generazione o 2.0 come va di moda ora, con dirigenti giovani, non solo potrebbe non sparire, ma diventare persino più forte di prima. Monetizzando pure l’essere la più grande forza di opposizione al governo Monti, trasformando il dissenso per le bollette dell’Imu di dicembre in consenso.

04
apr 2012
AUTORE Luigi Primon
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Lega Nord

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IL TRAMONTO DEL SOLE DELLE ALPI

A pensarci oggi vedendo le immagini del Tg di La7 con Bossi che manda affanculo il giornalista, fa persino impressione da quanto tempo ormai il Senatùr sia ridotto a parolacce e gestacci come unico lessico politico (e non). Come una segnaletica delle curve della storia: quello che prima faceva titolo di giornale ora si va riducendo a miseria o tristezza.

25
mar 2012
AUTORE Luigi Primon
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Casta, Lega Nord, Partiti

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DELLA CREDIBILITA’ DEI POLITICI

Ma un leader che aveva detto “Se fa una lista col suo nome, Tosi è fuori dalla Lega”, ora si giustificherà spiegando che di liste col suo nome Tosi non non ha fatta una, ma sette?

Se invece di ringraziarlo, all’uscita di via Bellerio il sindaco di Verona gli tirava uno schiaffone al Senatùr, forse gli faceva meno male…

23
mar 2012
AUTORE Luigi Primon
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Lega Nord

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THE WINNER IS: FLAVIO TOSI

Quindi Tosi ha vinto. A mani basse, visto che farà la sua lista e ci piazzerà il suo nome. E a braccia alte sul traguardo, cioè senza che più si vedesse chi potesse insidiarlo, anzi portando persino con sé una parte dei suoi potenziali avversari.

Ora si tratta di capire se ha siglato un patto e deciderà di fermarsi o se sarà il momento per prendersi tutto il cucuzzaro. Appuntamento al congresso regionale della Lega.

Chissà se Bossi (o chi per lui) cova il rimpianto di non aver fatto fare a Tosi il Governatore del Veneto, come pure era stato ventilato all’ultimo congresso veneto. Perché è proprio da quella che pareva una sconfitta, che il sindaco di Verona ha iniziato a costruire il suo trionfo.

11
mar 2012
AUTORE Luigi Primon
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Lega Nord, Sindacato

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SPARARSI SUI PIEDI

Bossi che minaccia scomuniche a Tosi. La Camusso che strappa con la Fiom (ma sul lato Tav).

Far fuoco (a salve) su tutto ciò che si muove e dà segni di vita?

Forse la domenica si dovrebbe riposare. O almeno, se ci si scomoda, far le cose fatte bene e fino in fondo anche nel farsi del male.