CONFERMARE MARCHETTI E FOSCARINI
Radiomercato li dà per partenti. Il presidente Gabrielli proverà a convincerli a restare. Sono i due ‘maghi’: il dg Marchetti e mister Foscarini. Ci sono loro due dietro l’ennesima salvezza granata. Ci sono loro due dietro tutto quello che è stato fatto in questi anni. Miracoli su miracoli. Stefano Marchetti è stato contattato dal Novara, lì dove potrebbe seguirlo anche il mister. Ma c’è l’ipotesi che il dg possa lavorare nel Padova del prossimo anno: una società che ha il progetto di creare un bilancio un po’ più leggero e di ripartire dai giovani. C’è chi sostiene che Marchetti, fuori da Cittadella, non sia in grado di sopportare tensioni e critiche. Io credo, invece, che farebbe benissimo dappertutto. Stesso discorso vale per il tecnico Foscarini. Vanno riconfermati, compatibilmente con le loro esigenze. La prossima stagione, con un paio di rinforzi in difesa e in attacco, si può anche provare a fare il salto di qualità. Già. Qualche tifoso granata mi starà maledicendo, probabilmente. Lo so che la Champion’s League del Cittadella è la salvezza in B. Ma l’ossatura della squadra di quest’anno mi ha soddisfatto. Gli innesti (qualche giocatore d’esperienza) potrebbero dare il via ad un nuovo sogno all’ombra delle mura: consapevoli del fatto che, la prossima stagione, sarà costellata di punti di penalizzazione in merito alla vicenda del calcio-scommesse. Vicenda, questa, da cui il Cittadella è uscito pulitissimo. Ma non avevo dubbi.
BRAVI RAGAZZI, ORA LA CILIEGINA
Manca poco, pochissimo. Un soffio di vento e sei ancora in serie B. E’ l’ennesimo miracolo marchiato Foscarini-Marchetti. Ma non solo. Se arriverà la salvezza, sarà merito di tutti. Di una squadra che, diciamoci la verità, da metà campionato in poi ha deluso un po’. Ma ai giovani si perdona tutto. E se i giovani sono tornati, col Bari, sul binario giusto, è anche grazie ai vecchi. Non si offendano se li chiamiamo così. Gente come Gorini, Pierobon e Marchesan. Gente che getta il cuore oltre l’ostacolo. Gente, come il “Goro”, capace di riprendersi in un secondo dall’erroraccio col Varese e di una prestazione da 10 e lode contro i ‘Galletti’. E poi c’è Piero. Quello che si siede in panchina. Quello che lavora a fondo, nello spogliatoio, per amalgamare il gruppo. Quello che ascolta, prima di parlare. Infine Alberto. Dei tre è quello che ha giocato più di tutti. Si è preso qualche critica, quest’anno. Ma ha sempre risposto con il sudore e la fatica.
Ragazzi, questo è il Citta. E se salvezza sarà, l’anno prossimo, confermando i pilastri della squadra, ci si potrà divertire: con i giovani un po’ più maturi e con i ‘vecchi’, sempre loro a remare per l’ennesimo miracolo sotto le mura.
QUANDO SI PERDE LA TESTA
Questione di testa. Questione di carattere. Questione di mentalità. Adesso senti il respiro delle inseguitrici: un fiato che infastidisce il tuo cammino. Il Citta ha perso la propria identità. Forse non ce l’ha mai avuta. Quando le cose andavano bene, portava a casa i risultati anche per inerzia. Adesso i giocatori stanno dimostrando di non avere la maturità per affrontare un campionato duro come la B. Hanno mollato troppo presto. Hanno pensato che la salvezza fosse cosa fatta. Invece non è così. Perchè i playout sono sei punti sotto e, a quattro partite dalla fine, le fiamme dell’inferno si cominciano a sentire. A Crotone ho visto l’ennesimo disastro: una squadra che domina il primo tempo e che, nella ripresa, si dimentica che ci sono pure gli avversari. I granata sono molli. Mi hanno deluso e spero che, almeno nelle ultime gare, ci sia uno scatto d’orgoglio, una reazione. Così non va. Non si rispetta la maglia del Citta. Una maglia per la quale in molti, in passato, hanno sputato sangue e se ne sono andati da eroi. Di Nardo e Cordaz a parte, gli altri devono farsi un esame di coscienza. Bisogna rialzarsi presto, prestissimo. Sabato arriva il Bari. Basta scherzi, per favore.
COME VOLEVASI DIMOSTRARE
Non ci sono parole. Ancora un tonfo casalingo: è la nona debacle al Tombolato della stagione. Nonostante il capitombolo col Varese, la zona playout rimane a debita distanza, ma io comincio a sentire qualche brivido lungo la schiena. L’Empoli, quintultimo, sembra in grado di risalire la china. Martedì c’è di nuovo un incontro da non sbagliare contro una diretta concorrente: si gioca a Crotone. I calabresi hanno solamente un punto in meno rispetto ai granata. Come dire: testa bassa e dritti verso la meta.
PIEDI PER TERRA MA SE BATTI IL VARESE…
Non è stata una prestazione esaltante. Il risultato, però, si. Vincere a Livorno è stata la vera ipoteca sul campionato del Cittadella, fatto di alti e bassi. Adesso non bisogna smarrire la grinta e la voglia di fare risultato visti in Toscana. Sabato arriva il Varese. Ed ecco che, finalmente, si può trovare quella continuità che non si è mai vista durante la stagione in corso. Grinta, determinazione e… gol non dovranno mancare. Conquistare tre punti in casa, alla prossima, significherebbe salvezza: non matematica ma quasi. Con un Di Nardo in condizioni strepitose, si può presto raggiungere l’obiettivo della permanenza in B.
TOMMY, DOVE SEI?
Tre partite senza nemmeno vedere l’ombra del campo. Un campionato quasi privo di colore. Le uniche tonalità sono i due gol, entrambi su calcio di rigore, realizzati con Nocerina e Verona: nessuno dei due è valso punti. 24 presenze, 11 da titolare. Tommaso Bellazzini è il vero mistero del Cittadella. I romantici lo ricordano nella sua prima stagione granata. Era arrivato in punta di piedi dalla Pistoiese (Lega Pro) per ritagliarsi, mano a mano, uno spazio importante nella formazione di Foscarini. Giocava da esterno, da seconda punta: sostituì, per un certo periodo, l’infortunato Iunco al fianco di Ardemagni. Nel 2009-10 siglò 10 reti: tra gli altri la doppietta in casa del Lecce e la tripletta al Mantova. L’anno scorso zero reti in 24 presenze, complice un fastidioso infortunio muscolare nella partita col Siena. E ora? Ora c’è solo un’immagine sbiadita di un ragazzo intelligente che pareva avere la stoffa per diventare un campione. Chissà se Tommaso è quello di due anni fa. L’incognita continua a perseguitarmi. I tifosi vorrebbero vederlo sorridere e mandare baci verso la tribuna. L’impressione è che Bellazzini avrà ben poco spazio a disposizione da qui alla fine della stagione. L’anno prossimo, lo vedremo indossare un’altra maglia: forse in B, forse in Lega Pro.
IL VOLTO UMANO DEL CALCIO
E’ in un sabato pomeriggio come tanti che il volto di un ragazzo normale diventa quello di un eroe. Un giovane che, ironia della sorte, porta il numero 25 sulla schiena. Proprio come gli anni che ha vissuto, col sorriso, sulla terra. Calcando i campi di calcio, ha saputo farsi amare per la sua semplicità, Piermario Morosini. La sua sofferenza ha bloccato il respiro all’Italia intera. La forza di un giovane che ha lottato fino all’ultimo: piegandosi, poi rialzandosi, poi cadendo ancora, poi in ginocchio, poi a terra sull’erba dell’Adriatico. Il volto della speranza, della lotta. Il volto di un gladiatore che si è arreso al suo destino. E lo ha fatto col sorriso, come sempre. Mascherando le sofferenze di una vita con lui bastarda. Morosini è la faccia di un calcio che ancora esiste: fatto di ragazzi, poi uomini, che sbagliano, che fanno “cazzate” ma che rimediano. Morosini è il segno che, al di là di tutto, c’è uno sport che appassiona i tifosi e che li unisce: nel dolore, in questo caso. Il calcio è anche questo. È il pianto di un attaccante che sbaglia un rigore. È la parola di un allenatore che elogia i suoi ragazzi. È il sacrificio del fisico di uomini che paiono supereroi, ma che sono umani, come tutti noi. Il calcio non è la sporcizia delle scommesse. Quella è robaccia che viene spazzata via dalle emozioni. Il calcio è silenzio, in questi momenti. È un sussurro al buio di una stanza, prima illuminata dai soli interessi. Morosini, semplice persona, giocatore. Forse, da lassù, si sta domandando perchè tutti ora parlano di lui. È sempre passato in punta dei piedi, senza fare rumore. Se n’è andato alla stessa maniera. Mentre ad ogni telegiornale passano le terribili immagini della sua morte in diretta, è bello ricordare Piermario in un’altra maniera. È bello pensare a Morosini come un uomo forte fino all’ultimo. Un calciatore che ha guardato in faccia al suo destino e gli ha sorriso, come sempre, dicendo: mamma, papà, fratello mio… sto arrivando.
PIANO CON L’ENTUSIASMO
Vado controcorrente e dico: piano con l’entusiasmo. Ok, la vittoria col Gubbio è stata sofferta e importante. Ma mancano ancora 10 punti alla salvezza ed è meglio mantenere alta la soglia dell’attenzione. Io penso già a sabato prossimo, quando al ‘Tombolato’ arriverà l’Ascoli. Quella sarà un’altra partita da non sbagliare. Già, perchè i bianconeri non meritano affatto la posizione in classifica che occupano (ricordo che hanno 7 punti di penalizzazione) e vengono dalla vittoria interna contro l’Albinoleffe. Potrebbe bastare anche un pareggio, sabato prossimo per salire a quota 42 in classifica.
Tornando al match col Gubbio ho visto bene il centrocampo e la difesa. Sottolineo: grandissimo Martinelli. Di Nardo, se trova la condizione, diventa micidiale. Il trio con Di Roberto e Di Carmine è da paura. Speriamo che Maah si riprenda presto.
P.s: Augurissimi di Buona Pasqua a tutti i tifosi granata
COSI’ NON CI SI SALVA…
Piena fiducia in Foscarini e nella società granata. Tanto per premettere. Quello che, invece, mi preoccupa è la non maturità della squadra. La Serie B, quella vera, si gioca nelle ultime 15 giornate: squadre che sembrano spacciate che si salvano e squadre apparentemente salve che, dopo, retrocedono. E’ da sempre così, la serie B. I granata (un punto nelle ultime 5 gare) stanno dimostrando di non avere la testa giusta per poter portare a casa la permanenza nel campionato cadetto. Hanno pensato troppo presto di essere salvi, con 38 punti in saccoccia. Ma non bastano. Figuriamoci se bastano. Adesso mancano 9 partite: il Vicenza è a -6. C’è tutto il tempo per ricompattarsi. Ma è chiaro che, se fallisci anche col Gubbio alla prossima, al Tombolato, la situazione si farà davvero dura.
ADESSO BASTA! RITROVATE LO SPIRITO CITTA
Basta guardarsi allo specchio. Basta dire che siamo belli ma sfortunati. Caro Cittadella, aiutati che il ciel t’aiuta. Se vuoi la salvezza devi ritrovare lo spirito di inizio anno: quello di una squadra che combatte e non lascia nulla al caso. Le reti subite nelle ultime gare (e pure il modo in cui le hai incassate) lasciano pensare che la testa non sia proprio concentrata sull’obiettivo. I punti persi in casa con la Samp sono un nuovo campanello d’allarme. Così, anche secondo Foscarini, il gruppo ha smarrito qualcosa. Quel qualcosa deve tornare subito. Non bisogna perdere altro tempo. Venerdì sera, in casa del Verona, bisogna tornare a far punti.



