GRANDE REAZIONE, MA TROPPI GOL SUBITI
Si torna a casa da Grosseto con un punto. Niente male, visto come si era messa la partita allo Zecchini. Il Cittadella, però, deve farsi un grosso esame di coscienza sulle reti subite: 7 nelle ultime tre gare. Troppe. Colpa della difesa? Non solo. Colpa di tutta la squadra che troppo spesso si abbandona a momenti di black-out che, nella lotta salvezza possono costare cari. Vediamo comunque il bicchiere mezzo pieno. Mi è piaciuta molto la grinta dei ragazzi contro il Grosseto. Hanno cercato in tutti i modi il pari, pure in 10 contro 11. Buoni segnali per il futuro, visto che mancano 12 punti alla salvezza.
DICO SOLO: OCCHIO!!!
Occhio ragazzi. Basta così. Due sconfitte consecutive sono troppe. Occorre subito ritornare sul binario giusto. E non importa che la debacle col Pescara sia immeritata. Bisogna tornare subito a far punti perchè dietro corrono. Il 4-3-3 si sta rivelando pericoloso a questo punto della stagione, dove portare a casa la pagnotta è fondamentale in chiave salvezza. Sono preoccupato. La squadra vista nel secondo tempo contro gli abruzzesi mi è sembrata priva di carattere e troppo ‘rassegnata’ di fronte buonissimo Pescara di Zeman. Mi aspettavo molto di più. Anche come reazione allo svantaggio. Volevo maggiore incisività sottoporta da parte di Maah (non segna da un secolo) e di Di Carmine: troppi errori per lui. A Grosseto bisognerà cambiare passo, per non rimanere coinvolti nella lotta salvezza di quelle che si trovano nella zona rossa.
IL PRESTIGIO DI BATTERE ZEMAN
C’era una volta Zdenek Zeman. Uno che i gol li produce uno dopo l’altro, con un sistema stile catena di montaggio. Uno che è entrato, nel bene o nel male, nella leggenda del calcio. Le accuse di doping alla Juve, le avventure nel Foggia delle meraviglie, alla Lazio e alla Roma. Amato ed odiato. Un concetto del calcio tutto suo, quello del boemo. Tanto attacco. Difesa? Forse. Con il suo Pescara, è il prossimo avversario del Cittadella. La squadra granata, all’Adriatico, nel girone d’andata, fece beneficenza nei confronti dei “Delfini”. Finì 1-0 per i padroni di casa, che sfruttarono l’unica occasione con Sansovini. Il Pescara, manco a dirlo, ha il migliore attacco della categoria cadetta: 61 reti in 29 incontri giocati. Più di due gol a partita per i biancoazzurri: Immobile ne ha fatti 21. Numeri che spaventano ma che, vengono bilanciati da una difesa che ha incassato 41 reti. Foscarini e i suoi uomini hanno bisogno di punti salvezza. C’è uno stimolo in più: vincere per ricordare Dino Soranzo, il fisioterapista granata scomparso recentemente dopo una lunga malattia. Lui, da lassù, guarderà sicuramente il terreno del “Tombolato”. Sarebbe bello farlo sorridere ancora, come ha sempre fatto, di fronte alle grande imprese granata.
UN PICCOLO CAMPANELLO D’ALLARME
Suona lentamente e a volume basso. Ma suona. Avverte che c’è qualcosa che non va, il campanello d’allarme granata. Non è tanto la sconfitta a Modena a preoccupare, anche se il punteggio di 3-0 è piuttosto pesante. Piuttosto è l’atteggiamento della squadra, in molte partite di questo campionato, a lasciare perplessi. Troppi alti e bassi. Troppe volte sull’altalena. E sappiamo che, in serie B, anche se hai 37 punti e sei vicinissimo alla salvezza, non puoi ‘mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco’… per dirla alla Trapattoni. Quindi gambe in spalla e via a correre. I play-off? Da dimenticare. Obiettivo IMPOSSIBILE. Serve umiltà e grande lavoro. La prossima gara sarà contro il Pescara di Zeman. Si annuncia un grande spettacolo al ‘Tombolato’, sperando che i granata possano riprendersi da una prestazione inguardabile in terra emiliana.
SALVEZZA: MANCANO ALTRI 13 PUNTI
Manca poco. Servono gli ultimi sforzi. Tredici punti. Niente di più, niente di meno per raggiungere quota 50: ovvero la matematica certezza della permanenza in B. Bisogna pensare solo a quello. Primo perchè i play-off sono ormai lontanissimi. Secondo perchè, per una realtà come quella granata, partecipare per la quinta volta consecutiva alla competizione cadetta sarebbe una grande cosa.
IL PROGETTO. Ci sono le basi per costruire un progetto importante in futuro: con Marchetti e Foscarini. La vittoria contro la Nocerina è stata una prova di carattere. Il Citta ha avuto la maturità (e la bravura) per affrontare metà partita in inferiorità numerica. Sono queste le carte giuste da giocare fino a fine stagione. Poi si penserà al resto.
GODIAMOCI QUESTO CITTA
Fui il primo a dire la parola ‘playoff’. Dissi che ne avremmo riparlato a questo punto della stagione. Analizzando la classifica, mi tiro indietro e affermo che sette punti dal sesto posto sono troppi. Me la metto via e penso alla salvezza. Penso ad un Cittadella che gioca un calcio spettacolare e che diverte tifosi e appassionati. Complimenti davvero, mister Foscarini: bravo a trovare l’assetto giusto col 4-3-3. Complimenti a Marchetti, bravo a pescare lo ‘Zeffirelli’ della B: il regista Paolucci. I punti ora sono 34. Ne mancano solo 16 alla permanenza in B. Facciamoli il prima possibile e poi divertiamoci… ancora di più.
ATTEGGIAMENTO TROPPO DIFENSIVO: NON MI PIACE
Sia chiaro che un pari col Sassuolo è oro. Non è questo il punto. Il problema sta, secondo me, nell’atteggiamento troppo ‘chiuso’ della squadra nelle ultime gare. Si pensa più a rompere il gioco degli avversari che a crearne di proprio. Foscarini ha cambiato modo di pensare? Proprio lui che ha fatto della spavalderia delle sue squadre l’arma migliore? Oppure è giusto mantenere il basso profilo quando hai di fronte squadre più forti? Questi sono i miei quesiti. Sinceramente penso che, corazzate o non corazzate, il Citta dovrebbe osare di più. Sono curioso di vedere i granata all’opera nel derby col Vicenza.
NESSUN DRAMMA: MA SERVE UNA PUNTA
Perdere un derby all’ultimo dopo essere stati sempre in partita: è la dura legge del gol. E’ lo scenario che i tifosi granata si sono trovati davanti all’Euganeo contro il Padova. Peccato, pazienza, succede. Non resta che allargare le braccia e pensare al match di martedì col Sassuolo, con un occhio al mercato. Già, perchè pure Foscarini ha notato un attacco ‘spuntato’ nel derby. Senza Di Carmine, da valutare le sue condizioni, manca peso davanti. Marchetti ci deve pensare. Mancano pochi giorni al ‘gong’ di fine mercato.
IL BIVIO DEL CITTA
Un passo alla volta. Il Citta non ha fretta e, zitto zitto, ha raggiunto i 30 punti piazzandosi a metà classifica: come la Samp. Una garanzia da non sprecare in chiave salvezza. Un trampolino di lancio per obiettivi importanti. Il Cittadella è di fronte ad un bivio. Inutile nascondersi: la squadra granata, se trova continuità, può ripetere il miracolo di un paio di stagioni fa. Foscarini deve lavorare molto ancora sull’atteggiamento della squadra, piuttosto fortunata nel secondo tempo con Torino. Adesso c’è il derby col Padova. L’occasione giusta per vedere veramente di che pasta è fatta la squadra delle mura: se può fluttuare in alto oppure no.
MERCATO? SI, MA SENZA STRAFARE
Senza dubbio Marchetti cambierà qualcosa in casa granata. Un girone d’andata da record (28 punti), però, impone la massima cautela sia nei movimenti in entrata, che in quelli in uscita. Andiamo con ordine per capire quello che potrebbe succedere:
Portiere: Cordaz, a parte qualche distrazione, si sta dimostrando un ottimo elemento. Dopo un primo periodo di assestamento, ha donato sicurezza ad una difesa giovane. Pierobon, nel ruolo di secondo, è una garanzia.
Difesa: Qui tutto dipende dal recupero di De Vito. Marchesan è tornato quello di sempre dopo la sosta, ma sicuramente non potrà reggere altre 21 partite di fila. Anche Scardina può rivestire, in caso di necessità, il ruolo di terzino sinistro. In tal caso Marchetti dovrà cercare un centrale giovane come alternativa a Pellizzer e Gasparetto, con uno come Gorini in panchina.
Centrocampo: Qui si prevede qualche movimento in uscita. Magallanes sta trovando poco spazio e potrebbe essere ceduto in prestito in Lega Pro. Il giocatore si trova bene a Cittadella, anche se il 4-3-3 di Foscarini lo penalizza. Branzani scalpita per un posto al sole, così come Baselli. Su Schiavon ha puntato gli occhi il Chievo, ma si tratta di un semplice apprezzamento per il giocatore. La sorpresa è Busellato, ormai diventato perno della mediana granata. E’ giovane e deve migliorare in fase di copertura. Vitofrancesco, poi, si sta dimostrando l’arma in più. Piace Mancino del Grosseto: è un vecchio pallino di Marchetti.
Attacco: Il ritorno di Di Nardo apre nuovi scenari per il fronte offensivo. Ormai impossibile sembra l’arrivo dell’austriaco Pichlmann dal Verona. Facile pensare che tutto rimarrà così e che, nelle partite più insidiose, Foscarini rinuncerà al tridente per scegliere due tra Maah, Di Carmine e Di Nardo.
Bellazzini: merita un capitolo a parte. Ha un talento straordinario. E’ in assoluto il giocatore del Cittadella più forte. Se ne andrà? Il solito tormentone. Marchetti proverà a farlo restare in granata.



