L’ULTIMO SFORZO
Fatelo per la maglia. Fatelo per ciò che il Cittadella rappresenta. Contro l’Ascoli, giocate dando il cento per cento. La rabbia per ciò che ho visto nelle ultime partite è tanta: arbitri, prestazioni inguardabili, e chi più ne ha più ne metta. Ma questo non è il momento delle polemiche. Questo è il momento di dimostrarsi uomini. Questo è l’attimo in cui devi decidere se vuoi essere protagonista della storia granata in positivo o in negativo. Dopo la partita di Ascoli, sarà tutto scritto: ci saranno parole di festa, se arriverà la vittoria, in caso contrario ci sarà un terribile “to be continued”, ad annunciare dei playout ai quali nessuno vuole arrivare. Ho letto molte critiche a mister Foscarini, a Marchetti e al presidente Gabrielli. Le trovo ingiuste. Sono i ragazzi che vanno in campo. Sono i giocatori che decidono quale sarà il finale. Quello di Cittadella è un ambiente senza pressioni: questo permette spazio di libertà, nei momenti negativi. Ma l’assenza totale di contestazioni (pacifiche si intende), non risveglia l’animo guerriero dei calciatori. Mi rivolgo ai tifosi: so che sabato sarete in tanti. Beh, dimostrate anche voi che, oltre ad essere splendidamente corretti (e giustamente pluripremiati), siete anche dei leoni, in grado di spingere la squadra verso la meta. Nello scorso match contro la Reggina, ho sentito troppo silenzio. Scusate se mi permetto: difendete anche voi i vostri colori, come potete. Il Cittadella merita la serie B. Foscarini, Marchetti e Gabrielli sono degli esempi da seguire. I calciatori granata, con tutti i loro difetti, non meritano una gigantesca delusione. Ma soprattutto voi, voi tifosi: non meritate di scendere in Lega Pro.
NESSUN ALIBI: SOLO VERGOGNA
Stavolta non puoi prendertela con l’arbitro. E nemmeno con il caso. Stavolta te la devi prendere solo con se stesso. Perchè se il Cittadella andrà a giocarsi la salvezza ai playout, è solo colpa di chi scende in campo. Rinunciatari, senza attributi: i giocatori sono stati protagonisti dell’ennesima partita pallida: spaventati da loro stessi, incredibilmente tremanti di fronte alle difficoltà. Che colpe ha Foscarini? Nessuna. Che colpa ha Gabrielli? Nessuna. Il ‘merito’ di questa assurda situazione sta tutta tra i piedi dei granata, di quei ragazzi ai quali, dopo la pausa di gennaio, si è spenta completamente la luce. Il Citta rischia. E rischia grosso. Se non battesse l’Ascoli in casa, sabato prossimo, potrebbe giocarsi lo spareggio con i cugini del Vicenza. Per il resto c’è solo da vergognarsi: i 61 gol subiti sono segno di una squadra immatura, irresponsabile e terribilmente distratta. E pensare che c’è chi vuole andare a giocare in serie A, la prossima stagione…
HO VISTO COSE…
Ho visto cose che voi umani potete benissimo immaginare. Non decisioni eclatanti (eccetto quella del gol dell’1-1, assegnato nonostante un evidentissimo fallo di mano di Di Michele), ma continui episodi in grado di condizionare la partita. Ed è sicuramente un caso che, proprio contro la Reggina, come due anni fa, il protagonista sia l’arbitro Nasca. Il direttore di gara di Bari sbaglia troppo, spesso a sfavore del Cittadella. Si dimentica di sanzionare i continui ‘sgambetti’ ai danni di un giocatore chiave: Di Carmine. C’è chi ci vede della malafede. C’è chi impreca contro gli arbitri. Chi, invece, come il dg Marchetti, preferisce abbandonare il terreno di gioco prima della fine della partita: ‘Altrimenti mi sarei fatto espellere’, spiegherà poi ai microfoni di Telenuovo.
Ebbene, quando le cose sono poco chiare, le tesi complottistiche spuntano come funghi. La Reggina in cattive acque, obbligata a vincere. Foti, un presidente molto potente. I diritti televisivi. Questo è quello che dicono molti tifosi, amareggiati per quanto hanno visto ieri. Francamente non ci credo. Non ci voglio credere. Perchè se così fosse, l’ex premier Monti avrebbe avuto tutte le ragioni del mondo per ‘bloccare i campionati di calcio’. Piuttosto guardo i ‘panni sporchi’ in casa granata. Perchè i ragazzi hanno mollato subito dopo essere andati in vantaggio? Perchè nel secondo tempo non hanno creato alcuna occasione da rete. Beh, se il Citta vuole salvarsi, dee essere più forte di tutti: anche degli arbitri leggermente ‘fuori forma’, mettiamola così.
SAMUEL, IL RISOLUTORE
E’ a 2 reti dal suo record personale di gol segnati in serie B: 8. Ma soprattutto Samuel Di Carmine, contro la Juve Stabia, ha messo a segno un gol pesantissimo dopo un periodo difficile (personale e della squadra). E’ vero, qualcuno lo critica. E mi ci metto pure io: d’altra parte mi aspettavo una sua esplosione, in questa stagione (e forse se lo aspettavano anche Marchetti e Foscarini). Ma Samuel mette lo zampino sempre nei momenti decisivi, in quelli più importanti: come fece la scorsa stagione a Vicenza, siglando una doppietta. Un applauso glielo dobbiamo fare, anche se di gol, pure quest’anno, ne ha sbagliati parecchi. A sua discolpa, bisogna segnalare il grande lavoro che svolge per far salire la squadra: lavoro che ti toglie energie e lucidità quando arrivi sottoporta. Sarebbe bello, comunque, vedere Samuel arrivare in doppia cifra e festeggiare il suo personale traguardo con l’ennesima salvezza del Citta. Mancano ancora 4 gare. Si comincia dalla prossima trasferta di Varese. Brividi… fino alla fine.
L’INGIUSTIZIA SPORTIVA
La partita col Novara, probabilmente, l’avresti persa lo stesso. La squadra di Aglietti è la più in forma del campionato. Il Cittadella, da parte sua, deve assolutamente rivedere l’atteggiamento avuto dopo l’assurda espulsione di Cordaz. Deve imparare a reagire e ad essere più forte delle ingiustizie: a non rinunciare a lottare. L’imbarcata con i piemontesi è uno dei tanti segnali d’allarme di un girone di ritorno maledetto. Ma sono cose note e arcinote. Non per guardare troppo al passato, ma quello che mi colpisce più di tutto della vicenda di giovedì al Tombolato è l’ingiustizia sportiva. Già, perché le immagini chiariscono sia l’innocenza del portiere granata, che la simulazione del nuovo ‘attore di Hollywood’ Lepiller. Chiaro: impossibile ripetere la gara, per carità. Ma almeno la squalifica, al povero Cordaz, avrebbero potuto toglierla. No, fermi tutti. Il regolamento non lo prevede. Così come non prevede che le simulazioni possano essere punite con la prova tv? Spiegatemelo meglio. Si vuole un calcio pulito, un calcio che trasmetta valori importanti. E poi non si interviene contro chi imbroglia, incoraggiando i giovani alla poca correttezza in campo? Ma come? Tante belle parole e poi…? Nulla. Lo dice il regolamento.
SCOMMESSE, INCUBI FINITI E GROSSI ERRORI
L’argomento è complesso. Semplificarlo troppo significherebbe perdere dei particolari per strada, omettere delle verità. Ma l’ennesima sentenza ‘scagionatrice’ mi lascia senza parole.
Thomas Job, col calcio-scommesse, non c’entra nulla. E’ innocente.
Per molti versi non c’era alcun dubbio. Ha conosciuto personalmente l’ex centrocampista del Cittadella. E’ una brava persona: in un mondo, quello del calcio, accerchiato da personaggi poco limpidi. Ma Job, la sua famiglia, i suoi avvocati, lo dicevano dall’inizio: mettere Thomas in mezzo al calderone ‘scommesse’ era un errore pazzesco.
Qualche dubbio ti viene, col tempo: specialmente quando vedi che il giocatore camerunense viene condannato a 3 anni e sei mesi dalla giustizia sportiva, anche in secondo grado. Avrà detto delle frottole per salvarsi, ho pensato. Invece il Tnas cancella tutto, cancella ogni incertezza.
E allora cosa rimane? Rimane, per l’esterno di centrocampo, un anno passato fuori dal campo senza un perché. Rimane una famiglia senza stipendio. Quella di Thomas Job è una delle tante vite rovinate da troppa approssimazione, dal troppo ‘sentito dire’, dall’eccessiva importanza data a presunti ‘pentiti’ che hanno tritato l’onorabilità di molti colleghi. Sia chiaro, parliamo di calciatori: ragazzi che si divertono e che, in molti casi, non guadagnano come un operaio. E’, però, la parola giustizia a scomparire lentamente dalla foto del calcio di oggi.
La giustizia sportiva deve essere riformata. Serve un rapido cambiamento nel modo di agire: sia nella fase di indagini, che in quella dei processi. Il calcio-scommesse è una malattia grave che ha afflitto questo sport per troppo tempo. Se getti in mare le reti per catturare i tonni, capita che, nella trappola, purtroppo, ci finiscano anche i delfini (scusate la metafora bersaniana). E’ l’unico modo per battere il muro di omertà attorno alla vicenda: sostengono i giustizialisti. ‘Colpirne uno per educarne cento’, insomma. Pazzesco. Serve davvero una svolta. Ma serve anche la collaborazione dei giocatori che finora non hanno mai parlato.
Oltre a quella di Job, altre carriere sono state rovinate, o per lo meno compromesse. Esempi? Vincenzo Italiano, Emanuele Pesoli, Nicola Ferrari: colpevoli solamente di aver fatto delle telefonate con dei colleghi, poi rivelatisi delinquenti.
La realtà dice che il calcio-scommesse si sta sciogliendo come neve al sole. L’impressione è che siano stati catturati solamente i pesci piccoli e che quelli grossi siano ancora a sguazzare in un mare sporco, a far soldi. Ma questa è solo un’impressione, mentre attendo la prossima sentenza del Tnas che dirà che un altro giocatore, indicato per mesi come colpevole, è in realtà innocente. La sconfitta per la giustizia sportiva. La sconfitta per la giustizia, in generale.
CITTA, SCHERZI COL FUOCO
Il Cittadella scherza col fuoco. Non si può giocare in quella maniera contro una diretta concorrente per la salvezza. Non puoi fare quella prestazione di fronte al tuo pubblico. E meno male che Bovo ha colpito la traversa e ne è uscito un pallido pareggio. Ma se i granata si vogliono salvare devono fare uno sforzo maggiore. Tutte le squadre, dietro stanno correndo: gli uomini di Foscarini, invece, sembrano essersi fermati da troppe settimane. Mancano le idee, manca il ritmo, manca la condizione fisica. Spero di essere smentito, ma la vedo molto dura. Servono i 3 punti al più presto. E sabato si va a Brescia, ad affrontare una squadra che lotta per un posto playoff. Per il Citta, i playout sono dietro di soli 2 punti. Occhio!
BATTERE ANCORA LA CAPOLISTA
Il Sassuolo è già in serie A. E’ la squadra più forte in assoluto. Non ha grandi individualità (tranne Missiroli e Terranova) ma in campo sembra danzare come un corpo di ballo. Mister Di Francesco ha saputo plasmare i neroverdi a sua immagine e somiglianza: non mollano mai, lottano come leoni anche quando vincono 4-0. Il Sassuolo è una squadra extraterrestre, quasi imbattibile. Il gusto di cancellare la parola impossibile: questa è la qualità che deve avere il Cittadella sabato a Modena. Foscarini ha già compiuto l’impresa nel girone d’andata, battendo il Sassuolo grazie al gol di Di Carmine. Quindi: testa alta e avanti. Servono punti salvezza. Bisogna arrivare a quota 50. Una volta raggiunto quel traguardo ci si potrà divertire, senza troppi pensieri. E magari…
LA PARTITA DELLA VITA
In palio c’è la salvezza. In palio c’è la sicurezza di un altro anno in serie B. Sabato, al Tombolato, arriva la Ternana che ha un solo punto in più rispetto al Citta. I granata dovranno dimostrare di avere la volontà di guarire dal male che li afflige da troppo tempo: 9 partite senza vittoria. Ancora peggio in casa, dove la vittoria manca dal derby col Verona. Erano altri tempi. Tempi in cui si sognavano i playoff. Ora il Citta deve guardarsi indietro e sperare di non finire all’inferno.
Ma cos’è successo? Qual è il perchè della crisi?
L’assenza di Coly, per gran parte delle gare a cavallo tra andata e ritorno, è la ragione numero uno. Il difensore africano, che aveva guidato la difesa con saggezza ad inizio stagione, non ha ancora trovato lo stato di forma ideale. In mezzo ci sono state troppe squalifiche che hanno scombinato i piani di Foscarini. Onestamente, Sosa sembra un giocatore diverso da quello visto nella prima parte di stagione e pure Pellizzer sembra essersi smarrito.
Capitolo centrocampo: Baselli è scomparso. E’ già del Milan? Non si vuole rischiare un infortunio del giocatore? C’è Paolucci. Mi pare che l’ex Andria abbia dimostrato di sapere il fatto suo, nel match contro la Pro Vercelli. In coppia con Schiavon, forma un reparto centrale di tutto rispetto.
Attacco: Di Nardo non è ancora entrato in forma. Foscarini ha a disposizione solo un terzo del potenziale del napoletano. Davanti manca un uomo d’esperienza. Di Carmine fatica a trovare spazi, Dumitru è ancora immaturo e Di Roberto è da un po’ che sembra smarrito: Minesso è un’alternativa valida ma, finora, è stato sfortunato.
Chissà che non possa arrivare anche un pizzico di fortuna in più, contro la Ternana. Serve anche quella per raggiungere la salvezza al più presto.
UN PASSO AVANTI
La zona playout è solamente 3 punti dietro. i granata devono quindi restare in allerta. Ma in casa contro il Cesena (una delle squadre più in forma) ho visto dei miglioramenti. Il Cittadella sta pian piano ritrovando se stesso. Evidentemente Foscarini ha avuto dei problemi di gestione della squadra: problemi dovuti ai troppi infortuni. Quello che i granata stanno recuperando, poi, è il carattere. Per la salvezza (è chiaro ormai che questo è l’unico obiettivo stagionale) ci vuole maggiore concretezza sottoporta. Si sente la mancanza dei gol di Di Roberto (7 reti ma una sola nelle ultime 14 partite disputate) e Di Carmine (a segno solo 4 volte in questa stagione), mentre Di Nardo non è ancora in forma. Bene i neo-acquisti: Minesso e Dumitru potranno servire alla causa granata. Sabato arriva il Livorno che sembra aver smarrito lo smalto del girone d’andata. L’occasione è propizia per fare un altro passo in avanti verso la permanenza in serie B.



